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Come fare il caffè con la schiuma (Come al Bar)

Mar, 09/08/2020 - 10:00

Come ottenere, con la moka, un caffè con la schiuma perfetta e cremosa tipica di un espresso!

Dal canale YouTube MypersonaltrainerTv un semplicissimo trucchetto per diversificare la nostra pausa caffè!

Fonte: MypersonaltrainerTv

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La dieta vegana può essere pericolosa per il cervello

Mar, 09/08/2020 - 08:00

Un’alimentazione a base esclusivamente di cibi vegetali può nuocere al cervello. A spiegare perché in un articolo pubblicato sulla rivista online BMJ Nutrition, Prevention & Health è Emma Derbyshire, fondatrice e direttrice di Nutritional Insight Limited, società britannica di consulenza specializzata in nutrizione e scienze biomediche: una dieta tutta vegetale, con esclusione di carne, pesce, uova, latte e derivati, rischia di ridurre ulteriormente l’assunzione – già scarsa – della colina, un nutriente essenziale coinvolto nella salute cerebrale.

Importante per lo sviluppo del feto

La colina è una molecola che viene prodotta dal fegato e che partecipa a diverse reazioni metaboliche. In particolare è fondamentale per la salute del cervello, soprattutto durante lo sviluppo fetale, e gioca un ruolo importante nel tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue e nel proteggere la funzionalità epatica.

La quantità prodotta dal fegato non è però sufficiente a soddisfare le esigenze del nostro organismo, ed è per questo motivo che dovrebbe essere assunta tramite l’alimentazione. Le fonti alimentari primarie della colina, spiega la nutrizionista, sono la carne bovina, le uova, i latticini, il pesce e il pollo, ovvero tutti alimenti animali vietati per chi si nutre esclusivamente con cibi vegetali. Anche noci, fagioli e crucifere contengono questo nutriente importante per il cervello, ma a livelli molto più contenuti: ecco perché chi segue un regime alimentare esclusivamente vegetale può incorrere più facilmente in carenze di questo nutriente.

La dose giornaliera minima

Nel 1998, riconoscendo l’importanza della colina soprattutto nello sviluppo fetale, l’Istituto americano di medicina ne raccomandò l’assunzione giornaliera minima a 425 mg per le donne e 550 mg per gli uomini e a 450 mg e 550 mg per le donne, rispettivamente, in gravidanza e in allattamento. Nel 2016 l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato dosi simili. Studi e sondaggi condotti sulle abitudini alimentari in Nord America, Australia ed Europa hanno però messo in evidenza che l’assunzione media abituale di colina non è all’altezza di queste raccomandazioni: “Una situazione preoccupante – afferma la nutrizionista – considerando che le tendenze alimentari attuali sembrano andare sempre più verso la riduzione del consumo di prodotti animali“.

Integrazioni in gravidanza

Per questo è importante, conclude l’esperta nell’articolo, “fare di più per educare gli operatori sanitari e i consumatori al valore di una dieta che contenga le giusti dosi di colina, e su come alimentarsi per ottenere il giusto fabbisogno”, ed effettuare monitoraggi per guardare all’assunzione di questo nutriente nei vari Paesi in modo che “se la colina non venisse adeguatamente assunta tramite l’alimentazione si possano mettere a punto strategie di integrazione soprattutto in relazione ad alcune fasi delicate della vita come la gravidanza, quando l’assunzione di questo nutriente è fondamentale per lo sviluppo del bambino”.

Foto di Sabrina Ripke da Pixabay

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Covid, maxi proroga fino al 7 ottobre | I cambiamenti climatici possono scatenare altre pandemie | Codice della strada, cosa cambia

Mar, 09/08/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Codice della strada, multe anche da spazzini e stangata su divieti di sosta Cosa cambia;

Il Giornale: “Berlusconi? Il quadro migliora Risposta immunitaria è forte”;

Il Manifesto: Trump lega Belgrado e Pristina a Israele, pagano i palestinesi ;

Il Mattino: Covid, maxi proroga fino al 7 ottobre: stadi e discoteche restano chiusi ;

Il Messaggero: Uccide il padre e brucia il cadavere, poi confessa: arrestato 23enne a Casale Monferrato ;

llsole24ore: Covid e vaccinazioni di massa, come sono andate le campagne del passato?;

Il Fatto Quotidiano: Referendum, il Pd si schiera per il Sì al taglio degli eletti. Zingaretti: “Voto per fare riforme”. Conte martedì alle Festa dell’Unità di Modena;

La Repubblica: L’educatrice del nido in tenuta da “aliena”: foto sui social accende le polemiche sulle misure anti-Covid ;

Leggo: Virus, l’allerta: «I cambiamenti climatici possono scatenare altre pandemie» ;

Tgcom24: Teramo, 49enne ancora positiva dopo 20 tamponi: resta senza lavoro una seconda volta |;

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Gli Angeli dei Navigli (Video)

Lun, 09/07/2020 - 19:00

Torniamo a Milano, dalla Canottieri San Cristoforo, per scoprire una delle loro “attività collaterali”: raccogliere la plastica che galleggia sui Navigli.

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Pistacchio: fai nascere una piantina a costo zero

Lun, 09/07/2020 - 17:00

Come far nascere una piantina di pistacchio utilizzando un seme?

Dal canale YouTube L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco una spiegazione dettagliata di come mettere a dimora e far nascere una piantina di pistacchio!

Fonte: L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta

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Covid-19: in Indonesia se non hai la mascherina ti mettono in una bara

Lun, 09/07/2020 - 15:00

Nella capitale indonesiana, Jakarta, persone che non indossavano la mascherina sono state obbligate a stendersi in bare depositate come monumenti anti-Covid in diversi incroci della città. Una sanzione fortemente criticata e che non si ripeterà, assicura la polizia.

Una “punizione alternativa” non prevista dai regolamenti

Durante una campagna di sensibilizzazione, i dipendenti del Comune  della città hanno trasportato una bara e manichini per le strade di Jakarta con indumenti protettivi anti-Covid-19. L’intento era quello di mostrare agli abitanti di questa megalopoli duramente colpiti dalla pandemia cosa potrebbe accadere loro se non indossano una mascherina.

Persone che non portavano la mascherina sono state condannate a ‘meditare’ sul loro errore nella bara”, riferisce  il giornale coreano Koran Tempo.

Tuttavia il capo della polizia di East Jakarta, Budhy Novian, ha affermato che la sanzione “non è in linea con le normative vigenti”. Gli ufficiali di polizia, ha aggiunto, hanno inflitto di loro iniziativa questa punizione alternativa.

A Jakarta 49 morti al giorno per il coronavirus

Le bare sono così diventate il nuovo tema della campagna anti-Covid-19 a Jakarta. La scorsa settimana, il sindaco della capitale indonesiana, Anies Baswedan, ha persino inaugurato una di queste bare erette come monumenti in mezzo a un crocevia: “Per ricordare a tutti noi i rischi che corriamo se non rispettiamo le regole”, ha detto il sindaco, citato da Koran Tempo.

All’inizio di settembre sono stati registrati 1.000 casi positivi ogni giorno a Jakarta e 49 morti giornaliere, di più rispetto al picco della pandemia di aprile.

Foto di Fahni Dolli. Jakarta, 3 settembre 2020.

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Codice della Strada, autovelox in città: la bici diventa regina. Milano fa scuola

Lun, 09/07/2020 - 13:08

Cambia il Codice della Strada e permette ora alle amministrazioni comunali di installare autovelox anche nelle strade di quartiere, con telecamere pronte a controllare la velocità delle auto nei centri urbani. Una vera rivoluzione, che permetterà finalmente di far rispettare i limiti, renderà le strade e le pizze più sicure, e incentiverà l’uso della mobilità pulita, in primis quella in bicicletta. Una risposta ai 51,8 morti per incidente stradale per milione di abitanti registrati nel 2019. Ma anche una risposta all’urgenza di un’aria sempre più inquinata.

Più multe a chi infrange le regole

“Nel testo del disegno di legge di conversione del decreto “semplificazione”, approvato in settimana al Senato, sono state introdotte numerose e importanti novità per il Codice della Strada”, scrive oggi l’ufficio studi dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale, secondo cui “si tratta di una vera e propria mini-riforma del Codice”.

Ma le novità, prosegue l’associazione, riguardano anche “gli scooter a tre ruote che potranno tornare a circolare in autostrada e nuove competenze per gli accertatori e ausiliari della sosta, che avranno maggiori poteri di sanzionamento nei divieti di sosta”.  

La spinta grazie all’emergenza sanitaria

Molte delle proposte “sono partite dai comuni italiani, impegnati ad affrontare la nuova mobilità al tempo della pandemia, anche rispetto a una mobilità dolce, con provvedimenti storici a tutela dei ciclisti e pedoni. E, ancora una svolta nei controlli velocità nei centri urbani, con autovelox fissi anche sulle strade urbane di quartiere e locali, oggi vietati”.

Ciclabili, limite 30km/h, doppiosenso ciclabile

“Sarà il Prefetto – continua l’Asaps – ad autorizzare le nuove postazioni, attraverso una analisi degli incidenti avvenuti e sulle loro cause, anche per tutelare i pedoni e gli utenti vulnerabili”. Il pacchetto a tutela dei ciclisti, poi, “prevede l’introduzione della strada urbana ciclabile a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per le biciclette. E ancora la novità del doppiosenso ciclabile su strade cittadine ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h”.

Una necessità per la riapertura delle scuole

Ci voleva. “Dal 14settembre con l’apertura delle scuole le città subiranno un vero e proprio assalto di veicoli e servono non solo nuove regole a tutela dei più deboli ma anche più divise sulle strade”.

La scelta di Milano: più sicurezza, più aria

Come ben spiega il post dell’Assessore Marco Granelli, che non nasconde la gioia per il successo raggiunto:

“A giorni saranno legge le STRADE CICLABILI, il DOPPIO SENSO CICLABILE, le ZONE SCOLASTICHE, e miglioreranno le CORSIE CICLABILI. E, previo ok del Prefetto, si potranno mettere autovelox per ridurre la velocità anche nelle strade urbane di quartiere e locali. Il Codice della strada cambierà con il voto della conversione in Legge del DL semplificazioni che la Camera dei Deputati farà nei prossimi giorni, confermando il testo approvato dal Senato ieri venerdì 4 settembre. Un passaggio storico, nato dalle città e dalle associazioni, con uno sguardo all’Europa. Bici e pedoni saranno in strada più sicuri accanto alle auto. Era l’estate 2017 quando misi alla mia bici un fiocco bianco, quello della campagna “codicedisicurezza”, me lo diede Guia Biscaro presidente di FIAB, e da quel giorno è partito il mio impegno. Oggi il Codice lo abbiamo cambiato”. Punto per punto ecco le novità, illustrate dallo stesso Assessore:

STRADE URBANE CICLABILI

“Una nuova tipologia di strada dove le automobili possono viaggiare a velocità limitata (max 30 km/h) ma con priorità e precedenza alla bicicletta e ponendo la massima attenzione. A Milano le useremo per i controviali come Zara-Testi, Certosa, Famagosta – Cermenate, Romagna – Campania – Mugello – Molise, Palmanova, Sempione e magari anche nei centri storici dei quartieri di Milano dove ci sono vie strette a senso unico: ad esempio in via F.lli Zoia nel tratto stretto a Quarto Cagnino, o via Caldera a Quinto Romano, o in via Morelli a Figino, o in via S. Bernardo a Chiaravalle”.

DOPPIO SENSO CICLABILE

“Non era previsto dal codice, era stato autorizzato solo in situazioni molto particolari e senza la sosta. Ora sarà possibile prevedere il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto, solo dove lo decide il Comune, realizzando sul lato sinistro della strada a senso unico, anche in presenza di sosta, una corsia ciclabile segnata con linea tratteggiata e simbolo delle biciclette, che permette alle bici di andare in un senso insieme alle auto e nell’altro in corsia ciclabile. Questo permetterà di semplificare i percorsi nei quartieri e nelle zone 30, favorendo i percorsi lineari per le bici, ma in sicurezza e regolarità e visibilità reciproca per bici e auto.

A Milano ad esempio potremmo migliorare via Martiri oscuri una via che permette alle bici nel quartiere NOLO di fare un itinerario rettilineo est-ovest tra via Ferrante Aporti e il Trotter. E potremmo pensarlo per altre vie in altre zone 30 come Isola, o Corvetto, o Bovisa-Dergano”.

MIGLIORAMENTO DELLA CORSIA CICLABILE

“Già introdotta a maggio: è una corsia ciclabile, delimitata da linea bianca tratteggiata e con il simbolo della bicicletta, destinata alle biciclette, ma valicabile dalle auto. Viene migliorata: permettendone l’utilizzo alle auto solo se la strada è stretta e per accedere alla sosta; introducendo anche per le corsie ciclabili la casa avanzata; permettendo alla corsia ciclabile di sovrapporsi alle fermate del bus e così non interrompersi, dando chiaramente la precedenza al bus. La corsia ciclabile oggi a Milano è già realizzata in Puglie, Monza, Castelbarco, nella cerchia dei Navigli in senso orario tra la preferenziale bus e il marciapiede. La useremo ancora”.

LE BICI NELLE CORSIE RISERVATE BUS

Ma solo se larghe almeno 4.30 m. A Milano potremmo utilizzarla per contribuire a completare la ciclabilità della cerchia della 90-91 nel tratto di viale Serra e viale Monte Ceneri tra il ponte della Ghisolfa e piazzale Lotto.

ZONA SCOLASTICA

Strade in vicinanza delle scuole dove le auto non circolano negli orari più frequentati da bambini e ragazzi in entrata e uscita, a protezione dei pedoni e dell’ambiente (per limitare le emissioni inquinanti di prossimità come il blak carbon e l’NO2 per le giovani generazioni). A Milano le zone scolastiche verranno istituite a partire dall’esperienza delle scuole car free, esistenti oggi in 26 località e nelle prossime settimane in probabili altre 10-15 località vicine alle scuole.

AUTOVELOX ANCHE NELLE STRADE URBANE DI QUARTIERE

“Oggi nelle città gli autovelox possono essere posti solo nelle strade di scorrimento. Domani sarà possibile installarli, sempre previa autorizzazione del Prefetto, anche sulle strade E e F e cioè “urbane di quartiere” e “locali”. Questo permette ai Comuni, previa documentazione accurata sugli incidenti e autorizzazione del Prefetto, di poter collocare l’autovelox e quindi ridurre gli incidenti in quelle strade urbane dove il rischio è l’investimento del pedone, e cioè dove vi sono strade dritte e larghe che facilitano la velocità, ma si è in presenza di scuole, abitazioni, negozi, servizi per cui vi sono attraversamenti pedonali a rischio per i pedoni.

Le città con i loro Comuni (assessori, dirigenti, tecnici) e con le associazioni di ciclisti come FIAB e Legambiente, a partire dall’esperienza quotidiana di cercare più sicurezza in strada, di cambiare la mobilità per vincere il traffico e l’inquinamento, hanno fatto proposte per un nuovo equilibrio in strada. E il Governo (un lavoro certosino con Ministri (De Micheli), sottosegretari (Traversi e Mauri), dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dell’Interno e i dirigenti della Polizia stradale) e il Parlamento (parlamentari di PD Mirabelli e Gariglio, M5S Di Girolamo, e IV Comincini) ci hanno ascoltato e insieme abbiamo costruito questa rivoluzione del codice della strada, partendo dalle città, guardando l’Europa, cercando di far passare il concetto che in strada pedoni, bici, auto devono convivere insieme in sicurezza. Zone 30, strade ciclabili, corsie ciclabili, doppio senso ciclabile, zone scolastiche, limitazione della velocità, queste le ricette, che ora diventano realtà nel codice della strada. Molte cose saranno utilizzabili da subito, altre attraverso l’aggiornamento con Decreto del Regolamento come ad esempio il cartello stradale delle strade urbane ciclabili, Decreto previsto entro 60 giorni.

Un grande grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato, e ora continuiamo a trasformare la nostra città, a partire dai quartieri, e con i cambiamenti che insieme siamo capaci di fare”.

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Decreto Cura-Italia: la sospensione con il trucco dei mutui

Lun, 09/07/2020 - 10:00

Le banche stanno tentando di estorcere 6 mesi di tranquillità ai cittadini in difficoltà economiche che hanno diritto, in base al decreto legge “Cura Italia” del marzo scorso, ad una sospensione del pagamento dei mutui per 18 mesi.

>> Avevo parlato di questo “rischio” due settimane fa.

Avevo tralaltro sollecitato, sebbene consapevole della inefficacia, l’inutile commissione bicamerale banche affinché i presunti “tecnici” cui questo governo ha affidato la guida del paese prendessero in considerazione questa grave anomalia.

Ebbene la conferma è arrivata.

Le banche non osservano le disposizioni governative, talvolta con arroganza ma spesso con la superficiale ironia di chi considera il legislatore semplicemente un soldatino che deve sottostare alla loro lobby.

Ricapitoliamo.

Il decreto legge del 17 marzo 2020, il cosiddetto Cura Italia, ha introdotto la possibilità, per chi ha sottoscritto un mutuo e si è trovato in difficoltà economica a causa del Coronavirus, di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per un massimo di 18 mesi.

Ripeto diciotto mesi!

Il decreto inoltre stabilisce che la sospensione si può richiedere non più di due volte e per un periodo (singolo) massimo di 12 mesi.

Al momento del lockdown e della emanazione del decreto, siamo nel periodo marzo-aprile scorso, le banche, quasi tutte, hanno concesso ai richiedenti, sebbene dopo mille peripezie dovute al loro atteggiamento dilatorio, solo una proroga di 6 mesi adducendo la banale e formale motivazione della “incertezza del momento”.

Ovviamente la verità è un’altra.

Le banche hanno seri problemi di funding, espressione anglosassone che individua tutte le operazioni di raccolta di fondi (depositi, conti correnti, titoli, ecc…) effettuate da una banca per il finanziamento degli impieghi (prestiti) e il conseguente sostenimento dei costi di gestione.

In parole semplici anche l’incasso delle rate di mutuo fanno raccolta e funding. E quindi, come avrebbe detto Catalano, il compianto musicista-filosofo dell’ovvio, fa meno male per le banche non raccogliere per 6 mesi piuttosto che per 18!

Come volevasi dimostrare, questa settimana sono stato inondato di lamentele dai miei clienti che, di fronte alla richiesta di proroga della moratoria di ulteriori 12 mesi, si sono sentiti rispondere: “ No, possiamo concedervi solo una proroga di altri 6 mesi!”

Un esempio?

Banca Popolare Emilia Romagna (BPER), facendo riferimento ad un accordo ABI (quindi ad un patto tra le banche) del 24 Aprile (quindi successivo al decreto) che è divenuto, nel loro immaginario delirio di onnipotenza, ormai fonte di diritto avente forza di legge ben superiore al decreto, ha obbligato un cittadino che aveva fatto richiesta di proroga di ulteriori 12 mesi a rinunciare a un proprio diritto.

Gentilissima Sig.ra Carla Ruocco, presidente della commissione banche, vogliamo intervenire ?

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La vita sotto il turbante: dalle detenute alle pazienti, la solidarietà è di moda

Lun, 09/07/2020 - 08:00

La vita sotto il turbante è il frutto della collaborazione tra l’associazione Go5-per mano con le donne, onlus che si dedica alle pazienti del reparto di Ginecologia Oncologica dell’Istituto dei Tumori di Milano, e il brand Sartoria SanVittore nato dall’esperienza della Cooperativa sociale Alice nel carcere di San Vittore a Milano dove ai detenuti viene data la possibilità di un riscatto sociale attraverso il lavoro.

Obiettivo di La vita sotto il turbante? Creare turbanti e copricapi sartoriali per le donne che si sottopongono a cure oncologiche. Tutto nasce quando nel 2018 la stilista Rosita Onofri disegna un modello di copricapo pensato per le pazienti del reparto di Ginecologia oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Sulla base del modello disegnato, le detenute di San Vittore si sono poi messe all’opera realizzandolo in tessuti naturali declinati in stoffe pregiate e tinte provenienti da Marocco, India e Mauritania, il tutto nel pieno rispetto dell’artigianato locale e internazionale.

L’iniziativa si è meritata il patrocinio della Camera penale di Milano e del Comune: il primo cittadino della città, Beppe Sala, era infatti presente alla cerimonia di debutto di Una vita sotto il turbante tenutasi a metà giugno nella Sala Alessi di Palazzo Marino.  

Una solidarietà, quella tra pazienti oncologiche e donne detenute, sancita da un mutuo scambio: le donne detenute contribuiscono a far sentire sicure e belle le pazienti, le quali, a loro volta, acquistando i turbanti, sostengono la ricerca scientifica per la diagnosi precoce del tumore ovarico.

Creare circoli virtuosi è del resto il tratto distintivo della cooperativa sociale Alice, che non a caso ha ricevuto il Premio Europeo Donna Terziarioindetto da Confcommercio Milano e destinato alle imprenditrici che si sono maggiormente distinte per la loro attività. La menzione speciale, però, è per Luisa Della Morte, responsabile della Cooperativa Alice. È lei che per prima ha creduto nell’importanza di formare e dare lavoro all’interno del carcere di San Vittore.

E credere, ultimamente, non è impresa da poco.

Immagine di copertina: fonte Repubblica.it

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Gualtieri: “Pil meglio del previsto” | Centri antiviolenza, al sud di più | Allarme pediatri per ritorno a scuola

Lun, 09/07/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Gualtieri: «Rimbalzo Pil meglio del previsto, dal Recovery spazio per una riforma fiscale»;

Il Giornale: Ecco cosa fa “tremare” il Papa. Quattro “bombe” sul Vaticano;

Il Manifesto: I «contratti rivoluzionari»? Con la riduzione dell’orario;

Il Mattino: Sondaggi: gradimento per Conte al 62%, poi Speranza. In crescita Salvini e Meloni;

Il Messaggero: Centri antiviolenza, la sfida che il Meridione ha vinto: più strutture che al Nord;

llsole24ore: Air Italy, le ipotesi in gioco: costola di Alitalia o compagnia pubblico-privata – La storia: dai fasti dell’Aga Khan al fallimento;

Il Fatto Quotidiano: Referendum, il dibattito Fraccaro-Grandi. “Taglio eletti sarà la spinta per cambiare la legge elettorale: preferenze passo in avanti”;

La Repubblica: Allarme dei pediatri per ritorno a scuola: pochi tamponi disponibili e tante richieste;

Leggo: Migranti, la ministra Lamorgese: «Fermare gli sbarchi? Non possiamo affondare i barchini»;

Tgcom24: Roma, quattro arresti per la morte di un 21enne durante una rissa | “Punito” per aver difeso un amico;

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Ti Amo Insalata!

Dom, 09/06/2020 - 21:00
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Realizzare uno chignon con una “ciambella” in 2 minuti

Dom, 09/06/2020 - 19:00

Dal canale YouTube Grazia Ventrella il video che ci mostra come realizzare da sole questa acconciatura semplice e glamour realizzabile in pochisismo tempo!

Originale per qualsiasi occasione, anche per quelle più eleganti, e fresca per le calde giornate estive.

Fonte: Grazia Ventrella

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Tumore al polmone: non tutti i fumatori corrono lo stesso rischio

Dom, 09/06/2020 - 14:00

Un nuovo screening messo a punto dall’Istituto Tumori di Milano apre la strada alla prevenzione.

Più di 20 sigarette al giorno per 30 anni, ma il rischio di sviluppare un tumore al polmone non è lo stesso per tutti i forti fumatori. A sostenerlo è l’Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int) che per la prima volta ha dimostrato come il rischio di incorrere in questa forma tumorale non sia il medesimo per tutti i forti fumatori e ha messo a punto uno screening per la diagnosi precoce di questa neoplasia rivolto alla popolazione ad alto rischio.

Diagnosi precoce per soggetti ad alto rischio

Attualmente non esiste uno screening per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare rivolto alla popolazione ad alto rischio. Ciò comporta un ritardo nell’individuazione della malattia che spesso avviene quando il tumore è già in fase avanzata, determinando una minore aspettativa di vita: secondo i dati del 2018 raccolti da Airtum (Associazione italiana dei registri tumori) e Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è oggi pari al 15,8%. «Il nostro studio – spiegano gli autori – rappresenta una svolta perché scardina l’idea che non sia possibile effettuare una diagnosi precoce del carcinoma polmonare. Al contrario, prova che è possibile stabilire in anticipo chi ha maggiori probabilità di sviluppare la malattia e di conseguenza consente di definire il calendario dei controlli e le eventuali misure preventive da adottare». Supportato da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, lo studio è stato presentato a Barcellona lunedì scorso in occasione della 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the study of lung center (Iaslc).

Tac spirale e analisi del sangue

Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e test microRNA eseguito attraverso il semplice prelievo di un campione di sangue: sono questi i due esami che, in combinazione, rappresentano lo strumento diagnostico innovativo che per la prima volta può cambiare il destino di forti fumatori e soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare, aprendo la strada alla prevenzione personalizzata.

Venti o trenta sigarette al giorno per 30 anni

Lo studio, chiamato bioMILD, è stato condotto su circa quattromila persone arruolate all’inizio del 2013. Il 70% dei partecipanti era costituito da forti fumatori (cioè consumatori in media ogni giorno di un pacchetto da 20 sigarette) per 30 anni, con un’età superiore ai 55 anni. Il restante 30% comprendeva soggetti di 50-55 anni, fumatori di 30 sigarette al giorno, sempre da almeno 30 anni. Tutti sono stati sottoposti alla combinazione LDCT/test microRNA (piccolissime molecole che vengono rilasciate precocemente dall’organo aggredito dal tumore e dal sistema immunitario).

Basso, medio e alto rischio

I risultati hanno messo in evidenza tre tipologie molto differenti di rischio: il 58% dei partecipanti è risultato negativo a entrambi i controlli ed è stato quindi classificato a rischio basso di sviluppare il tumore al polmone; il 37% è risultato positivo a uno dei due esami ed è stato classificato a rischio medio; il restante 5% ha avuto entrambi i valori positivi, ed è stato quindi classificato ad alto rischio. «La nostra ipotesi di partenza era che il rischio di ammalarsi per i forti fumatori non fosse omogeneo, cioè il medesimo per tutti – spiega Ugo Pastorino, direttore della Struttura complessa di Chirurgia toracica dell’Int e tra gli autori dello studio -. I risultati ci hanno dato ragione perché sulla base degli esiti della Tac e del test microRNA siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso».

Programmi di prevenzione personalizzati

I vantaggi che si ottengono con questa nuova strategia di screening precoce sono diversi. «In base alla fascia di rischio vengono messi a punto programmi di prevenzione personalizzati – spiega Pastorino -. È ad esempio possibile stabilire chi non necessita di cure immediate ma solo di un controllo annuale, e questo ci permette di evitare interventi che sarebbero inutili, a tutto vantaggio del paziente. Ed è possibile ridurre il numero di Tac di controllo, dal momento che chi è a rischio basso viene visitato a distanza di tre anni».

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Negazionisti ‘col sistema sanitario degli altri’: chi sono?

Dom, 09/06/2020 - 09:09

Facile fare il negazionista quando hai un sistema sanitario nazionale che ti cura, a prescindere di ciò che fai, pensi o dici. Del resto ieri, nel bel mezzo della manifestazione contro la dittatura sanitaria innescata dal “complotto mondiale Covid-19”, dopo aver definito i medici “strumento di morte”, dopo aver accusato il personale sanitario di aver compiuto omicidi, gli organizzatori dello spettacolo indecoroso andato in scena per ora alla Bocca della Verità, a Roma, dal palco, gli organizzatori hanno richiesto l’intervento di un medico perché qualcuno si era sentito male. Qui il video via Facebook:
https://www.facebook.com/abolizionesuffragiouniversale/videos/547575175972699/?v=547575175972699&external_log_id=5b4d239c-89c8-4da4-80d8-39c198ea4fb3&q=negazionisti%20medico

Il Covid, in realtà, non è nemmeno mai esistito” oppure, all’opposto, “qualcuno lo ha creato in laboratorio e lo sta manipolando”; ancora, la corsa scomposta tra gli Stati a un vaccino il più presto possibile è un piano per rendere “gli esseri umani cavie di Big Pharma” e quella in atto è una “colonizzazione di massa che finirà con l’infettarci tutti”. O con l’ucciderci.

A Berlino sono scese in piazza diciottomila persone tra negazionisti, no vax, estrema destra, QAnon e altri complottisti. A Londra diecimila tra negazionisti e no vax hanno manifestato contro le mascherine. Ieri a Roma pare ci fossero nemmeno 2000 persone. Che sono comunque un numero spaventoso, considerato che solo pochi mesi fa l’intero paese era sconvolto dall’aver raggiunto i 900 morti al giorno e a Bergamo sfilavano colonne di camion militari pieni di bare. Bare con corpi che non si riuscivano a tumulare, perché troppi. Perché erano finite le bare. Perché non c’era spazio nei cimiteri. Ora, si può chiudere la questione con un giudizio tranchant, bollare i negazionisti come irrecuperabili, esotici animali di qualche zoo, magari rimpiangere con tono sprezzanti il suffragio universale, e lasciare che le cose facciano il loro corso: sempre peggio. Oppure, si può fare un lungo respiro e approfondire l’eterogeneità, la morfologia di queste persone scese in piazza e soprattutto accettare di averle in seno, un po’ ovunque. Forza Nuova e altri esponenti di estrema destra, esponenti dei 5stelle che si sentono traditi da Beppe Grillo (eh già, la ruota gira, eccitare gli istinti bassi a suon di Vaffaday porta anche a questo), parte dei gilet gialli. Ma anche qualche esponente di sinistra, qualche sessantottino con la passione per i Fiori di Bach. Il Popolo delle mamme, che conta su una pagina Facebook (“Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria”) oltre 24mila membri. Prima si guarda in faccia queste persone, prima si ricuce il tessuto sociale ormai a brandelli, prima torneremo a essere un paese che possa dirsi unito non solo sulla carta.

Leggi anche: https://www.peopleforplanet.it/prima-i-no-vax-ora-i-no-mask-pediatri-presi-di-mira/

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Covid-19: il paradosso spagnolo, quasi tutti usano la mascherina ma il virus si diffonde

Dom, 09/06/2020 - 08:00

Una delle principali misure adottate dal governo spagnolo contro il Covid-19 è la generalizzazione dell’uso della mascherina, anche nelle strade se la distanza fisica di 2 metri non può essere rispettata. Anche nelle scuole, dove l’uso della mascherina è obbligatorio dai 6 anni in su.

Questo obbligo è rispettato dalla stragrande maggioranza della popolazione. Allora come si spiega che la Spagna è nell’ultimo periodo il paese in Europa più colpito dal diffondersi della pandemia?

Foto di Ewien van Bergeijk-Kwant

Se lo chiede il giornale spagnolo online El Confidencial che scrive:

“Siamo diventati il Paese in cui la mascherina è più diffusa, ma siamo anche in cima alle statistiche sui nuovi focolai di contaminazione, quindi c’è qualcosa che non va”, e il sito di informazione riporta le cifre più recenti: 440.000 casi di persone infette e quasi 30.000 decessi.

Scrive El Confidencial:

Il 90% della popolazione indossa regolarmente la mascherina, solo Italia e Francia possono rivendicare percentuali vicine a queste in Europa. In Germania questa percentuale è intorno al 60%. Nei paesi nordici, l’uso di una mascherina non supera il 10% “.

L’Istituto di ricerca Carlos III – un ente scientifico pubblico – ha svolto una indagine tra la popolazione spagnola, ripresa da El Confidencial. A luglio “indossare una maschera era la misura più citata dagli spagnoli per limitare il contagio (91%), prima del lavaggio delle mani (89%), dell’uso del gel idroalcolico (86%) e del mantenimento delle distanze (84%). “

Nessuno tra gli scienziati spagnoli del resto sembra mettere in dubbio l’uso della mascherina.

Ma questa protezione si allenterebbe non appena gli spagnoli non sono più nelle strade, quando si trovano in gruppi privati.

El Confidencial cita un esperto di salute pubblica e medicina preventiva:

Indossiamo la maschera nella sfera pubblica, nelle strade, nei luoghi in cui incontriamo persone. D’altra parte, molte persone rilassano i loro sforzi in privato con i loro vicini e conoscenti, anche se queste persone non appartengono alla loro cerchia molto stretta “.

Il sito aggiunge: “L’obbligo di indossare una maschera presenta quindi questo importante difetto: non si inserisce nella privacy degli incontri con la famiglia e gli amici. Inoltre, quando queste incontri si tengono in strutture pubbliche (bar, ristoranti) la necessità di mangiare e bere fornisce la scusa perfetta per aggirare la regola“.

Il “paradosso spagnolo” potrebbe quindi essere una questione di costumi culturali? Ma è solo spagnolo?

Spagna Covid – Foto di Ewien van Bergeijk-Kwant
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Mattarella: mai più lockdown |”Sanremo? Solo con pubblico” | 75 miliardi per Sanità, oltre la metà al Mezzogiorno

Dom, 09/06/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Mascherine e tamponi restano obbligatori, riunite le coppie a distanza: il nuovo Dpcm;

Il Giornale: Pronti gli F-35 contro la Cina: cambiano gli equilibri nel cielo;

Il Manifesto: A bocca aperta. I complottisti uniti gettano la mascherina;

Il Mattino: Conte:Regionali non influiranno su governo. Mattarella? Sì al bis. Mai più lockdown;

Il Messaggero: Sanità, piano da 75 miliardi di euro: oltre la metà al Mezzogiorno;

llsole24ore: Scuola, dalle mascherine agli ingressi scaglionati: 10 regole dei medici per la ripartenza sicura;

Il Fatto Quotidiano: “Il taglio eletti non pregiudica funzionalità Camere. Proposi Draghi presidente della Commissione Ue”. L’intervista al premier Conte di Gomez e Padellaro;

La Repubblica: Amadeus: “Sanremo? Non c’è piano B, o si fa con il pubblico o nulla” ;

Leggo: Incidente in elicottero sulle Tre Cime. Finanziere colpito e ucciso dal rotore durante un’esercitazione;

Tgcom24: CORONAVIRUS, LA SPAGNA SUPERA IL MEZZO MILIONE DI CASI;

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Come funziona il riciclo dei pannolini?

Sab, 09/05/2020 - 17:00

Pannolini, pannoloni, assorbenti sono rifiuti molto particolari, difficili da riciclare, a Treviso, l’azienda di gestione servizi ambientali Contarina ci sta provando con un primo impianto industriale sperimentale. Scopriamo come si riciclano questi prodotti.

Intervista a Franco Zanata, Presidente di Contarina.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

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Brasile: parità di salario per uomini e donne della nazionale di calcio

Sab, 09/05/2020 - 13:12

In Brasile, le nazionali di calcio maschile e femminile riceveranno lo stesso salario: a comunicarlo è stata la Confederazione calcistica brasiliana (CBF) che, attraverso una dichiarazione del presidente della Confederazione, Rogério Caboclo, ha affermato che “la CBF ha deciso di stanziare lo stesso importo per i bonus e le indennità giornaliere per uomini e donne, il che significa che le giocatrici guadagneranno lo stesso degli uomini“.

Le donne, quindi, riceveranno gli stessi bonus e le stesse indennità giornaliere dei loro colleghi uomini, in riferimento alla partecipazioni alle Olimpiadi di Tokyo 2021 e ai prossimi tornei di Coppa del Mondo maschile e femminile.

Si tratta di un importante traguardo per accorciare il gap di genere tra uomini e donne e il Brasile è stato uno dei primi paesi a prendere una decisione così importante, dopo Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia.

Differente è la situazione negli Stati Uniti in cui, nel mese di marzo dello scorso anno, le componenti della nazionale di calcio e attuali campionesse mondiali, hanno citato in giudizio la propria federazione calcistica, accusandola di discriminazioni su salari e condizioni lavorative. Il magistrato non ha accolto la loro richiesta di parità di compenso e la loro richiesta è stata archiviata.

Di fronte a tali incongruenze di trattamento a livello internazionale risulta spontaneo chiedersi quando e se il divario tra uomini e donne in ambito lavorativo verrà annullato.

Perché a parità di prestazioni e raggiungimento degli obiettivi persiste ancora un divario così ampio nei riconoscimenti riconducibili a due persone del sesso opposto? Quanto tempo è ancora necessario per conquistare un diritto che dovrebbe essere naturale?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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Potare l’olivo: 4 errori principali

Sab, 09/05/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Stockergarden un video in cui il Dr. Zani Paolo spiega vari errori che è meglio non commettere nella potatura dell’olivo.

Evitate questi 4 errori quanto potate la vostra pianta!

Fonte: Stockergarden

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