Caro presidente Conte, stiamo uscendo di testa

Signor Primo Ministro, io e altri 60 milioni di italiani non ce la si fa più. E il peggio è l’incertezza, il non sapere cosa succederà, la sensazione di confusione, di impotenza… Questo inizia ad essere un grave problema di sanità mentale nazionale.

Il costo umano di questa detenzione sta crescendo di giorno in giorno, in alcuni casi la situazione è intollerabile: decine di migliaia di donne e bambini stanno subendo violenze insopportabili rinchiusi in case prigione con i loro aguzzini. È quindi centrale capire se ci sono strategie capaci di farci uscire rapidamente dalla quarantena evitando al contempo le temute successive ondate di diffusione del virus.

Un numero enorme di virologi e ricercatori sostiene da settimane la necessità di imitare il sistema che ha consentito alla Corea di bloccare la pandemia senza fermare tutto e costringere alla detenzione domestica 40 milioni di coreani. In Italia all’inizio non era materialmente possibile seguire questa via per carenze del nostro sistema sanitario certamente non dovuti all’operato dei governi da Lei presieduti, ma da decenni di tagli ai servizi e corruzione. Ma a questo punto mi pare urgente un cambio di metodo.
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