Le Ferrovie dello Stato odiano i viaggiatori. Anche quelli ricchi.

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Ondata di flashmob per convincere le Ferrovie dello Stato ad amare l’umanità. In quest’Italia dell’assurdo conclamato c’è gente che ha difficoltà a mettere al primo posto la gente che si alza presto al mattino e prende il treno locale per andare a lavorare. Così i treni sono sporchi, sovraffollati, insicuri, in ritardo e con orari decisi da disturbati aritmetici.
L’Alta Velocità per alcuni è un sacco figa, mentre il pendolare rovina il panorama. E di questo non c’è da stupirsi perché l’ideologia classista è dura a morire, più facile che muoia un pendolare per un treno che si ribalta perché il binario era sostenuto da un pezzo di legno. È invece stupefacente scoprire che ai vertici delle Ferrovie c’è qualcuno che ce l’ha anche con i ricchi, compresi quelli che viaggiano in primissima classe. Forse qualche militante estremo di Potere al popolo, forse qualche nichilista esistenziale che odia l’umanità in toto per il solo fatto che siam bipedi…

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