Ricetta del cocktail naturista contro droghe e alcol estivi (VIDEO)

La ricetta di Jacopo Fo

Il grande cocktail analcolico che che prende il nome di “Il Mozambico fa bene” sta impazzando nei posti più “in” della costa! Un cocktail salutare, lungimirante e tonificante! Per una percezione della vita terrena superiore alla media! Ecco cosa serve:

  • 1 limone;
  • 1 peperoncino rosso (il più tosto che trovate!!);
  • zenzero;
  • 1 bottiglia di Coca biologica;
  • Ghiaccio;
  • Shaker.

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Gli effetti del Cocktail che fa bene a corpo e anima (VIDEO)

Testato anche da Paolo Rossi!

Ma cos’è questo cocktail? Si tratta di una miscela ecologista, internazionalista, salutista, capace di provocare vampate di esaltazione energetica, voglia di vivere ed esplosioni di creatività relazionale ma è analcolica e innocua. Anzi, come dice il nome, FA BENE!
Ecco gli effetti della bibita sul corpo e sull’anima di Paolo Rossi!

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Fonte: Il Teatro fa bene

Sperando che questa bibita proveniente dalla più nera Africa Nera sparga benessere in questa estate tormentata!
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Covid 19. Via le distanze sui treni: ma siete matti o cosa?

Ma per fortuna il ministro Speranza con un’ordinanza ribadisce il metro di distanza.

Con i contagiati che hanno ripreso a salire, nuovi focolai a decine e decine e il virus che esplode in mezzo mondo, Trenitalia e Italo per i treni ad alta velocità e la Regione Lombardia per i treni regionali hanno deciso la fine del distanziamento sui treni. Il che equivale a lanciare un messaggio di “Liberi tutti”!

Messaggi sbagliati mentre il Coronavirus non si ferma

Aggiungi il convegno contro il distanziamento sociale organizzato da Salvini al Parlamento, le parole di Bocelli (che le scuse non possono cancellare, perché ormai il messaggio si è diffuso molto più della marcia indietro)… Che cosa otteniamo? Un biglietto ad alta velocità verso il ritorno al disastro. Ma porca paletta! Spero che Conte intervenga al più presto, rimuovendo l’amministratore delegato di Trenitalia e togliendo la cittadinanza a quello di Italo (scherzo, non lo può fare!).
Per la Regione Lombardia non ci sono più parole…

I sindaci e il rispetto delle norme negli esercizi pubblici

E mi aspetto anche provvedimenti draconiani contro i sindaci che non si occupano di controllare che negozi ed altri esercizi pubblici rispettino le norme (ad esempio quella di prendere i nomi e il telefono di chi entra al ristorante, controllando i documenti però, perché come dice De Luca, il presidente della regione Campania, ci sono dei pirla che danno nomi falsi, tipo Mandrake e Ronald Reagan). Me la piglio coi sindaci perché sono legalmente responsabili della salute locale!
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Sparta impero del male

Eugenetica, pedofilia, sadismo, competitività ossessiva dominio schiavitù e gerontocrazia

Nella storia di Sparta stupisce lo sconvolgimento dei costumi e della cultura che ha trasformato la società in un modo talmente radicale; non si ha notizia di un fenomeno di pari radicalismo in tutta la storia umana.

Un esperimento di ingegneria sociale che riuscì a reggere per almeno 3 secoli, forse molto di più. Come abbiamo visto nella puntata precedente le donne spartane vivevano una condizione unica rispetto alle donne aristocratiche del loro tempo, nelle società guerriere e schiaviste. Parliamo delle donne che facevano parte del gruppo etnico I Dori che aveva conquistato quelle terre e soggiogato gli abitanti rendendoli schiavi o servi.

Mentre queste donne spartane avevano diritti civili, potevano ereditare ed essere ricchissime e godevano di una straordinaria libertà sessuale ad Atene e nelle altre città greche le donne dell’aristocrazia erano segregate in modo rigido: chiuse in casa dovevano occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tessere. Potevano uscire di casa solo scortate dai parenti maschi e solo per incontrare i famigliari. Non potevano lavorare all’esterno e quindi si muovevano pochissimo il che determinava un anchilosi del bacino tale che le morti per parto erano numerose; il problema era talmente drammatico che il numero delle donne dell’aristocrazia diminuiva continuamente; per questo periodicamente si autorizzavano gli aristocratici a sposare donne di classi inferiori.
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Quelli che: di Covid non è mai morto nessuno!

Salvini, Boccelli, ristoratori sciocchi e strani incoscienti

Se sei uno dei più grandi cantanti del mondo devi sapere che quel che dici pesa! E se vai a un convegno al parlamento sul Covid con Salvini lo devi sapere quel che significa. Chiedere scusa poi non vale.

D’altra parte anche il Matteo (quello cattivo) non ne azzecca una. È veramente convinto che la maggioranza degli italiani creda che l’epidemia se l’è inventato Conte perché fin da piccolo aveva il desiderio di palpeggiare con il gomito quello delle donne. E adesso quando lo fa non sembra un maniaco sessuale. Ma veramente Matteo crede di guadagnare voti così?

Io penso invece che solo una piccola quota di italiche menti non abbia capito che grazie a misure rigide, anche se un po’ tardive, abbiamo evitato la catastrofe che altri stanno sperimentando. Forse l’italiano medio è più intelligente di quel che sembra: gli è venuto il sospetto che quando i capi della Cia e del Kgb (Trump e Putin) minimizzano sul virus, è probabile che il complotto lo stiano facendo loro.
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Ti odio perché mi costringi a difendere la signora Meloni

Ho sempre pensato che nello scontro politico tocca mantenere un certo grado di civiltà. È una regola che va rispettata in tempo di guerra e tanto più in tempo di pace.

Quando mio padre disertò fu nascosto da un fascista. Il padre di mio padre, tenente del Cnl, si occupò, armi alla mano, di bloccare una serie di fucilazioni di fascisti che non avevano commesso nessun crimine e a volte addirittura non erano neanche fascisti; succedeva che partigiani veri o finti approfittassero della vittoria contro il nazifascismo per regolare odi e interessi economici nel modo più semplice: uccidere il loro antagonista sotto la bandiera della Resistenza.

E anche nei momenti peggiori degli anni ‘70, quando ci avevano colpito ferocemente, mi sono attenuto a questo imperativo morale: ci sono fascisti e fascisti, non sono tutti uguali. Colpire uno perché è fascista non ha senso. E se un fascista è a terra non lo puoi colpire ancora.
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Guai a chi propone ai milanesi di rendere Milano più ecologica!

Non vogliono mica vivere in eterno!

Jacopo Fo lancia un articolo-provocazione su Milano, la città di riferimento del modello di sviluppo dominante in Italia. Può essere il punto di partenza per un dibattito sui temi dello sviluppo delle città, anche da posizioni diverse. Chi vuole può inviare il proprio contributo a redazione@peopleforplanet.it

Città, inquinamento e verde

Ormai è ufficiale: vivere nelle città inquinate fa male ma se aumenta il verde urbano migliora la salute fisica e mentale. In effetti sembra una banalità ma decine di indagini scientifiche dimostrano che nelle aree urbane con poco verde l’incidenza di alcuni malanni aumenta fino a 3 o 4 volte.

 

Le ricerche scientifiche in Italia sul rapporto tra verde e salute

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Torino nelle aree con più verde i bambini con sintomi di bronchite sono 6 rispetto ai 20 dei quartieri con meno parchi e aiuole. Un rapporto di 3,5 volte. Nelle zone con più verde soffrono di asma solo 2 bambini, in quelle meno verdi i bambini malati sono 9. Dati analoghi sono il risultato di un’altra ricerca condotta da Cnr, Ingv, Arpa Emilia-Romagna e DepLazio, pubblicata su Environmental Health. E anche l’Università di MIlano conferma, dimostrando che questa differenza non riguarda solo malattie respiratorie ma anche infarti e ictus.

Cito queste ricerche perché sono italiane ma in rete se ne possono trovare molte altre. I risultati sono sempre gli stessi.
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Soccorriamo i miliardari che soffrono!

Spendono 100mila dollari per una serata con una modella e poi non ci provano neanche!

Ci sono decine di migliaia di associazioni impegnate nella solidarietà verso ogni sorta di diseredati. Non esiste nessuna onlus che abbia l’obiettivo di portare conforto ai miliardari. Mi sembra una grave carenza: tutti hanno diritto alla felicità!

L’idea che i miliardari non abbiano bisogno di aiuto perché possiedono miliardi (non milioni, miliardi!) è un retaggio cattocomunista.
Il dolore psicologico non è commisurato al livello di sofferenza reale, ognuno patisce il proprio dolore in modo assoluto. Il fatto che sia meglio piangere su una Roll Royce che piangere in tram è inoppugnabile ma non lenisce la sofferenza degli uomini più ricchi del pianeta.

Un libro appena uscito alza la cortina che nasconde questo mal de vivre.
Ashley Mears è una sociologa dell’Università di Boston che ha un passato da fotomodella di successo. Ha frequentato per anni i locali più alla moda del pianeta, dove i paperoni passano la serata spendendo dai 5mila ai 100 mila dollari a botta. Ashley Mears nel suo libro si concentra sulle modelle che sono la vera attrattiva di questi locali, magrissime, non sono pagate e frequentano questi luoghi per sentirsi importanti, lusingate dal lusso che viene offerto loro gratis. Il libro si concentra sui meccanismi psicologici che inducono le modelle a fare da esca per i ricconi e i ricconi a gasarsi per la presenza di queste magrissime fanciulle, simbolo dell’essere alla moda, e a fare a gara tra loro per vedere chi spende di più. Il titolo del volume è molto esplicativo: «Very Important People: Status and Beauty in the Global Party Circuit» (Persone molto importanti: status e bellezza nel party globale).

Pone varie domande tipo: come mai i miliardari godono nell’essere circondati da modelle anoressiche, che generalmente non cercano di portarsi a letto?
Come mai invece le cameriere di questi locali sono formose e (si sospetta) che siano invece bersaglio sessuale dei magnati suddetti?
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Le fake e le app che speculano sulla paura e provocano fissazioni paranoiche (e suicidi?)

“Giochi” pericolosi fino alla morte

A più riprese i media mondiali, dal Messico, all’India, dagli Usa all’Europa si sono occupati di app che avrebbero indotto atti sconsiderati, autolesionismo con la lametta e addirittura suicidi.

Alcuni “giochi” propongono un percorso fatto di prove di coraggio, sempre più pericolose, e arrivano a chiedere ai giocatori, per lo più giovanissimi, di incidersi sulla pelle numeri o simboli. Secondo alcuni alla fine del percorso ci sarebbe la sfida definitiva. Buttarsi da un palazzo o suicidarsi in altro modo. “Se veramente hai coraggio prova a farlo!”

Altri giochi sono meno violenti ma comunque dannosi per l’equilibrio mentale degli adolescenti e di persone fragili: ad esempio Randonautica è una app che ti dà la possibilità di trovare “luoghi paurosi” vicino a casa tua. Uno dei video postati su TiK Tok mostra delle ragazze mentre trovano una borsa contenente “pezzi di cadavere”. In realtà si vede solo una borsa simile a quelle per i libri scolastici, ben chiusa per terra. Poi per un istante viene inquadrato il titolo di un giornale che grida: “Studenti trovano una borsa con resti umani!!!”. Questo e altri racconti video, probabilmente completamente falsi, hanno innescato una psicosi planetaria che ha portato migliaia di adolescenti a postare video nei quali raccontano di essere andati nel punto indicato con le coordinate da Randonautica e di aver vissuto esperienze terribili.
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Donne spartane, istruite, nude, ricche, bisessuali e guerriere

Fin dalla nascita le donne dell’aristocrazia spartana venivano trattate in modo ben diverso dalle loro contemporanee, greche e non solo

Innanzi tutto appena smettevano di succhiare il latte venivano nutrite con la stessa quantità di cibo riservata ai maschi, e questo Grecia antica era un fatto notevole e rarissimo.

Le bambine poi, dopo i 7 anni, avevano a disposizione più cibo dei maschi. Infatti i bambini figli dei guerrieri spartani, a 7 anni andavano a vivere in caserme dove iniziavano il tirocinio come soldati; una vita durissima, allenamenti estenuanti, botte e poco cibo, solo una tunica in estate e in inverno, piedi nudi. Come vedremo questa educazione brutale aveva lo scopo di temperare i cittadini (almeno quelli che non morivano, il che accadeva di sovente). 

Tutti i figli degli spartani subivano questo trattamento ad eccezioni dei figli dei 2 re che governavano la città e che se la passavano solo un po’ meglio.

Decisamente la vita delle donne dell’aristocrazia guerriera era decisamente meglio di quella dei maschi, da tutti i punti di vista. 

Tutti i costumi spartani avevano al centro la volontà di permettere alle donne di sviluppare al massimo le loro potenzialità. Ancor oggi molti sostengono che questo rispetto per le donne avesse come obiettivo rafforzare la probabilità di partorire figli forti e sani.

Ma è riduttiva la visione delle donne Spartane come cavalle da riproduzione delle quali si cura la salute per ottenere puledri più prestanti.
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