Malformi a Gela. Dopo anni finalmente i giornali ne parlano.

Gela, città inquinata in modo spaventoso, è ormai riconosciuta come la città dove nascono più bambini deformi.
Sono più di dieci anni che alcuni medici coraggiosi tentano di far conoscere questo orrore. Ne parlammo anche noi su Cacao (allora cartaceo) ma nessun giornale importante riprese la notizia.
Ora, da qualche mese, la storia è venuta fuori. Oggi Repubblica dedica al fatto una pagina intera.
Nessuno spiegherà perché per più di dieci anni i quotidiani si siano rifiutati di parlarne nonostante il fatto fosse indiscutibilmente dimostrato dalle statistiche della Asl.
E questo lo chiamano giornalismo.
Vergogna!

Condannato a 25 anni capo di WorldCom. Altro che Parmalat!

Condannato a 25 anni capo di WorldCom. Altro che Parmalat!

(Un commento astioso, personalistico e rissoso. Ieri sera non ho digerito bene a causa di un formaggio con i polifosfati (e le chiamano vacanze!). Sono andato a dormire alle 21,30 e stamattina mi sono alzato alle 6 con una forte sensazione di anticapitalismo al pancreas.)

Bernard Ebbens s’è beccato una bella pena. Ed è solo il primo della lista…Lo seguiranno i boss della Enron e gli altri furbastri delle new economy…
I Tanzi, per un reato analogo, riceveranno un buffetto.
Questo fatto riassume la differenza tra Usa e Italia. Negli States il capitalismo esiste. La solidità del sistema economico viene salvaguardata. In Italia siamo sotto un potere mafioso: i potenti non pagano mai.
Anzi in Italia le pene per il falso in bilancio sono state diminuite per fare un piacere al Premier…
L’Italia per 50 anni è stato l’ufficio affari sporchi del capitalismo internazionale.
Mafia, traffico d’armi e di droga, affari vietati con gli stati canaglia, transazioni sottobanco tra Urss e Usa, tra Israele e Paesi Arabi…Tutto lo sporco del mondo è passato per l’Italia. Un posto dove i giornali sanno stare zitti e gli investigatori non fanno troppe domande.
Si parla tanto della crisi economica e dell’arretratezza dell’Italia. Per 50 anni non ci siamo preoccupati della ricerca, del risparmio energetico, della gestione oculata del bilancio dello stato. Tanto le attività criminose nazionali garantivano la pagnotta. La caduta dell’Urss ci ha tolto il nostro ruolo di mediatori. Israele fa affari con gli arabi tramite l’Egitto e non ha più bisogno di noi…E quest’economia corrotta presenta il conto degli anni dei soldi facili del malaffare.
Ieri sera il ministro dell’economia Siniscalco e il capo della Banca d’Italia Fazio hanno dichiarato che la crisi economica volge al termine.
Balle. Dovremo crollare ancora parecchio prima che alla parte sana della nazione girino veramente i coglioni e si faccia fuori questa classe politica nutrita dalla mangiatoia dell’illecito.
Se penso che Agnelli oggi viene ancora celebrato in libri scritti da fulgidi giornalisti come Biagi, il quale a sua volta è diventato un martire della libertà di informazione…
Ma si dimenticano sempre di raccontare che gli Agnelli sono stati i leader mondiali della fabbricazione delle mine anti bambino. Un crimine orripilante perpetrato per decenni…
E mi ricordo quando fui buttato fuori da Linus, allora Rizzoli.
Correvano gli anni ottanta e avevo osato notare che una nave di armi targate Agnelli erano finite in Iran (era vietato, c’era l’embargo). In effetti lo scandalo era stato causato da un’inchiesta della Finanza. Un’altra inchiesta era stata fatta quando la nave era tornata a Genova. Era stata trovata una quantità mostruosa di eroina. Ma nessuno aveva fatto due più due. Io non riuscii a stare zitto e dopo la pubblicazione del mio articolo, l’ufficio stampa di Agnelli scatenò il putiferio e io dovetti abbandonare Linus. E fu il mio ultimo lavoro come giornalista. Cioè sono a spasso da 17 anni…(Con un’unica eccezione, una collaborazione con Sette del Corriere della Sera, durata un giorno. Si erano distratti.).
Intanto Andreotti, che i giudici hanno riconosciuto colpevole di collusione con la mafia (anche se il reato è prescritto) continua a essere senatore a vita e nessuno ha pensato di chiedere che gli venga tolto questo onore. E Bruno Vespa lo invita pure a in Tv.
Vergogna!

Viva Il Sole 24 ore

Viva Il Sole 24 ore

Ho avuto uno shock leggendo Il Sole 24 ore di oggi. Che succede alla fucina del pensiero capitalista italiano?
A pagina dieci un articolo su 7 colonne intitolato “Banche con responsabilità sociale” da conto in modo entusiasta di un convegno (EconomEtica) organizzato dall’Abi nel quale si parla della responsabilità sociale come di un fattore di concorrenza. Tradotto per la gente normale le banche si stanno rendendo conto della caduta verticale di fiducia da parte dei risparmiatori e iniziano a capire che esiste un mercato crescente di persone che vogliono anche sapere come vengono utilizzati i loro soldi.
La forza di questa possibilità, di questa leva per cambiare il mondo, la sosteniamo da 25 anni (vedi “Come fare il comunismo senza farsi male”, Cacao 1981 e, più recentemente, www.jacopofo.it link a Pessimismo cosmico e gnocca globale).
Ma è una novità che i top manager inizino a notare gli sforzi di migliaia di persone in questa direzione.
Ma l’acme dello stupore mi colpisce a pagina undici con un articolo di Tommaso Padoa-Schioppa (8 colonne con inizio in prima pagina).
Questo articolo sostiene il cuore del nostro discorso. Cosa può creare una situazione di onestà e efficienza nel nostro paese e porre un rimedio alla crisi economica? Il centro della questione è individuato nella mancanza di onestà e etica nell’imprenditoria (!!!).
Ma come reagire, si chiede, l’autore? E ancora una volta esprime esattamente le posizioni che stiamo sostenedo da tempo, in modo peraltro eccellente e nuovo.
L’idea è che l’onestà del sistema Italia sia minato alle radici dall’incapacità degli onesti di far muro: “L’anello debole è la fiacchezza della sanzione collettiva, da parte degli onesti, nei confronti di chi opera con scarsa correttezza”. Padoa-Schioppa si esprime con linguaggio moderato e elegante ma dà voce a quello che evidentemente sta diventando il cuore della strategia della parte sana e pensante della nazione.
Solo se riusciamo a separarci dall’economia dei ladri, solo se compreremo solo prodotti etici, frequenteremo avvocati e consulenti etici, faremmo affari con imprenditori etici, potremmo creare un reale contropotere degli onesti. E questo vale sia che si compri la Coca Cola che si investa in borsa, che si cerchi un patner commerciale.
(Ovviamente Padoa-Schippa non se la prende con la Coca Cola…).
Padoa-Schioppa sostiene che la sanzione collettiva ha una potenza enorme, è fulminea e capace di stroncare lo spazio commerciale dei furbi. “Non ci faccio affari perché non mi fido” è una frase che in una società sana è capace di stroncare ogni velleità imprenditoriale.
Resta un problema: siamo ai primordi di questo modo di pensare. Il capitalismo italiano non ha ancora espresso leader in grado di gridare questi “nuovi” concetti e di far nascere una massoneria (informale!) dei galantuomini. Così come il Movimento non ha ancora abbracciato veramente la consapevolezza che è la capacità di spesa dei singoli l’unico attrezzo efficiente per sanzionare i malvagi escludendo i loro prodotti dalla nostra vita.
E ancor di più, Movimento e imprenditori onesti stentano a capire la potenzialità insita nell’unire le risorse e creare sinergie positive.
Il nocciolo della questione, come spiegava Marx, è che il cambiamento di un sistema sociale è determinato dalla pressione della storia e in particolare dei sistemi materiali di vita.
Oggi inquinamento, terrorismo, violenza, sopruso, malattia mentale e spirituale stanno distruggendo le forze produttive, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’umanità.
Come nel medioevo il capitalismo scaturì da un’identità di interessi tra artigiani e banchieri che crearono un’economia indipendente, oggi consumatori coscienti e imprenditori etici possono guadare l’Apocalisse solo connettendosi e creando un mercato etico contrapposto al mercato del dolore.
Ma la strada è lunga. Esistono imprenditori etici ma ancora la lora azione è all’interno dei confini aziendali.
Ce lo dicono, ad esempio, le difficoltà a scovare qualcuno interessato a cavalcare le nuove tecnologie economiche. L’affare c’è ma la paura di inimicarsi la lobby del petrolio consiglia di rimandare.
In assenza di una forte coscienza imprenditoriale diffusa della necessità economica della conversione ecologica nessuno vuole rischiare.
Specularmente la direzione del Movimento è occupata da politicanti vecchio stile insofferenti alle iniziative economiche e pratiche.
L’obiettivo prioritario che in molti poniamo da anni è quello di creare una “carta acquisti” che offra contratti collettivi con banca, assicurazione, telefonia, previdenza, e convenzioni in tutti i settori possibili di spesa… Se ne continua a parlare ma resta sempre un obiettivo da procrastinare…
Eppure questo sarebbe il primo (urgente e indispensabile) passo per ottenere auto e lavatrici ecologiche, costruire villaggi popolari ecologici a basso costo in collina e nuovi prodotti finanziari in grado di finanziare la rivoluzione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

Si dovrà aspettare.
Intanto godiamoci la conversione del Sole 24 ore. E’ meglio di niente.

I fratelli Cabassi salvano Milano

Ancora una volta la città più fetida d’Italia si macchia di un crimine: il comune fa radere al suolo una baraccopoli Rom e lascia 40 bambini senza casa.
Ancora una volta intervengono i fratelli Cabassi e mettono a disposizione un’area per costruire un villaggio.
Il che dimostra ancora una volta che non tutti gli imprenditori pensano solo alle Ferrari e alle fotomodelle.
I Cabassi sono un esempio scioccante di senso etico.
Furono loro che quando la polizia sgombrò e distrusse il Leoncavallo occupato evitarono una guerra civile offrendo una nuova sede (quella attuale).
A quei tempi volli conoscere Marco Cabassi perché credo che la vita sia l’arte dell’incontro. Tornava da anni di esperienza come volontario in Indocina.
Insomma gente diversa, provvista di un’anima e di un cervello.
Giovanissimo si trovava a gestire l’impero immobiliare del padre, deceduto, dovendo risolvere una situazione difficilissima che affrontò in modo geniale.
Aver dato al Leoncavallo una sede lo portò a ricevere decine di telefonate di insulti e minacce incise da anonimi sulla sua segreteria telefonica. Lui reagì mixando le registrazioni degli improperi e facendone un rap molto divertente.
Inoltre mi diede una grande lezione giocando a Risiko (che allora consideravo una sorta di via della spada allo Zen).
Con la sua aria innoqua da giocatore dilettante finse di volersi suicidare attaccando il Siam con le sue armate neozelandesi. Io mi incazzai perché mi sembrava volesse buttare a monte la partita e contrattaccai per distruggerlo, dissanguandomi. Ma lui aveva in mano un tris spaventoso e il suo obiettivo era Africa e Oceania. Per anni mi sono chiesto come io abbia fatto a cascare nella trappola. E ogni tanto mi domando: “Marco Cabassi cosa starà tramando adesso?”
Chissà se oltre a fare del bene in modo discreto, eccellente e puntuale ha anche in testa un piano per salvare la nostra penisola attaccando il Congo.

Viva Ruotolo!!!

Questa sera su Rai 3 è andato in onda un lungo documentario di Ruotolo sull’immondizia in Italia.
Anche in questo caso ci sono le soluzioni, e a Treviso, ad esempio, le hanno messe in pratica. E i rifiuti diventano una risorsa a patto che si riesca a convincere i cittadini a collaborare suddividendo i rifiuti. Si ricicla fino al 70% dei rifiuti e quel che resta e va in discarica non è inquinante.
Altrove come a Napoli si affida la gestione dei rifiuti a società di dubbia professionalità, con contratti amichevoli, senza controlli, lasciando aperta la porta alla malavita. E a cascata tutta la gestione dei rifiuti diventa impossibile. Si distrugge l’ambiente con discariche abusive, si avvelena la gente, si butta in giro più diossina che a Seveso.
Insomma la solita storia. Ci sono le tecnologie, ci sono le possibilità, ci sono i soldi ma si finisce per buttare il denaro dalla finestra e ammazzare le persone con i veleni per incuria, stronzaggine, stupidità e corruzione.
Ma Ruotolo va oltre, ha il coraggio di raccontare in televisione (!!!) il grande segreto di Pulcinella Italiano: buona parte dei rifiuti suddivisi e riciclati (con costi altissimi) vengono poi ributtati in discarica.
E’ una denuncia che noi (su Cacao) e molti altri (in effetti non molti) facciamo da anni ma per andarlo a dire in tv ci vuole coraggio…Ruotolo è veramente un coraggioso. E i giornalisti fetecchia sono tanti…E anche i politici monnezza non sono pochi. A sinistra e a destra…Poi ci sono i politici onesti che però non riescono a tagliare i ponti con i politici monnezza. Poi ci sono gli elettori stronzi e ignoranti che votano la feccia…Ma molti li fa fuori l’inquinamento della monnezza, quello dello spreco energetico, quello della malavita. E’ l’italinao sado-maso (molto maso) la vita gli piace così. Al sangue.
Oppure non hanno tempo di fermarsi a pensare prima di andare a votare…
Daltra parte abbiamo anche tanti oppositori immaginari, soddisfatti quando fanno un corteo ma che non hanno nessuna intenzione di iniziare a cambiare il loro stile di vita…ad esempio iniziare a ridurre i propri consumi energetici. E questo anche se ne trarrebbero un vantaggio economico.
Lamapadine ad alto risparmio, riduttori del flusso dell’acqua eccetera. Se vuoi iniziare a fare qualche cosa di concreto vai su www.commercioetico.it e trovi il modo di abbassare il tuo livello di inquinamento e risparmiare centinaia di euro all’anno.

Il cuoco Barilla…Ma andate affanculo!

Ma come si fa a essere così bugiardi?
Avete visto la pubblicità?
Il cuoco Barilla che ti fa il sugo in barattolo col pentolino?
Ma questi sono convinti che l’italiano è un cretino totale!
E c’hanno ragione loro, visto che la gente continua a comprargli la loro robaccia in barattolo senza incazzarsi per come li prendono per il culo.
E non c’è nessun cavolo di gran giurì della pubblicità dei miei stivali che li prende a multe nello stomaco!
Il cuoco Barilla. Un segno della stronzaggine dei tempi.