Quando morirò dirò tutto a Dio

Assassini!
Visto che il livello culturale e di comprensione sta sotto zero, chiarisco che la frase non è mia, ma proprio del bambino medesimo della foto. E stata riportata dal medico che lo curava...
Quindi non date dello scemo a me. Al massimo potete spiegare voi ai bambini che vengono bombardati che non è il caso che dicano sciocchezze infantili.
Sarei curioso di sapere però quali sarebbero secondo lor signori le frasi che un bambino intelligente dovrebbe dire quando lo bombardano....
Sono tutto orecchie!

 


Dario Fo e Camilleri

È meglio mangiare bio e non fumare o fare arte?

Ho iniziato a mangiare bio nel 1974. Che onestamente era dura riuscirci. Per 10 anni quasi non ho toccato carne (alla carbonara non resisto)… E certamente mangiare sano, poco e con poca carne, mi ha fatto bene.
Però poi guardavo Camilleri che fumava un treno di sigarette al giorno e mangiava come un puma estremista e mio padre, che fino ai 60 si sparava minimo 40 sigarette al dì e per un suo principio religioso non aerava mai le stanze… A Milano, che già di base c’era lo smog da carbone… Che se poi ti fumi l’ultima sigaretta a letto e non arieggi te la rifumi 20 volte durante la notte….

Mio padre è pure famoso nel teatro italiano per essere riuscito a mangiarsi un piatto spaventoso di cassoeûla giusto prima di andare in scena. Una roba che, fisiologicamente, non si può fare…

Tutti gli attori prima di uno spettacolo si fanno un cappuccino, una brioscina, un’insalatina al massimo… Perché se mangi di più poi rutti da bestia e il piloro ti impazzisce. Mio papà una cassoeûla!!! Che è lì che poi ha inventato il Gramelot
Li guardo e mi chiedo: ma com’è che sono arrivati a più di 90 anni e in più sono stati i due autori italiani più prolifici in assoluto?

Mio padre lavorava 9 ore al giorno minimo, dormiva 11 ore e aveva una vitalità enorme.
E per 70 anni ha cambiato città ogni giorno per 4 mesi all’anno e mangiato nei ristoranti (a volte assassini nati) per almeno 180 giorni…
La questione credo sia semplice. Senza voler togliere nulla alla dieta sana e al fatto che non fumare fa bene, bisognerebbe riscrivere la scala delle priorità.

Cibo sano e non fumare valgono 100 punti. Ma avere la passione per l’arte e una vita sociale intensa vale almeno 500 punti.
Bisognerebbe che i medici iniziassero a prescrivere sulla ricetta medica, a fianco delle medicine: tutti i giorni dopo i pasti svolgere attività appassionanti, chiacchierare con gli amici, giocare e fare arte.
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A Verona c’è il Festival Irregolare. Perché l’arte fa bene ai ‘normali’ e agli outsider

I medici dovrebbero prescrivere per tutti, insieme alle medicine, anche una buona dose di arte. Infatti è ormai scientificamente provato che l’arte migliora la salute e verticalizza l’effetto positivo delle cure.
Al di là delle numerose ricerche che dimostrano che lo stato d’animo che si sperimenta inventando arte fa bene allo spirito e al corpo, io ho un’esperienza personale piuttosto ricca in proposito.
Prima di morire mia madre tenne un ultimo corso di teatro al villaggio Alcatraz. Non aveva nessuna malattia mortale ma era stanca di vivere per i molti acciacchi.
A pranzo se ne stava rincantucciata al ristorante, avvolta in uno scialle rosso e dimostrava tutti i suoi anni. Poi quando saliva sul palcoscenico e iniziava a recitare aveva una metamorfosi. Si raddrizzava, lo sguardo diventava vivace e pareva addirittura che la pelle del viso si tendesse facendo diminuire parecchio le rughe.
Era un fenomeno che stupiva tutti gli allievi.

E mio padre dopo il suo novantesimo compleanno era messo male. A giugno i medici mi dissero che aveva pochi giorni di vita. Ciononostante continuava a dipingere e a dettare testi… E si incaponì che voleva recitare ancora una volta. E ci riuscì. Tenne il palcoscenico per quasi due ore, all’Auditorium di Roma, di fronte a 3mila persone e finì lo spettacolo cantando. Il che, per lo stato dei suoi polmoni era teoricamente impossibile.
Telefonai al professor Poletti e gli dissi che Dario ce l’aveva fatta. Mi rispose che era ateo ma ora credeva ai miracoli.
L’arte è proprio miracolosa. Scatena emozioni curative, rintraccia energie sconosciute.
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Jacopo Fo all'Umbria Green Festival

Tra gli ospiti dell' Umbria Green Festival, che si terrà a Terni e Narni dal 3 al 6 ottobre, ci sarà anche Jacopo Fo con uno spettacolo dal titolo "Perché forse non ci estingueremo come i dinosauri nonostante ce la stiamo mettendo tutta per riuscirci".
Appuntamento per domenica 6 ottobre 2019 alle ore 18.30 in Piazza dei Priori a Narni!

L'INGRESSO È LIBERO E GRATUITO!

Per maggiori informazioni visita il sito!

 


Jacopo Fo ospite al FolignoLibri 2019

Jacopo Fo sarà ospite al FolignoLibri 2019 - Quinta Edizione!
Domenica 13 ottobre, 21.30, Spazio ZUT!
Reciterà il suo spettacolo "Ecologia, follia e dintorni"
di e con Jacopo Fo

Ingresso gratuito con prenotazione
Per prenotazioni:
Spazio ZUT
tel. 389 0231912 (orario 10-12 e 16-18)

Associazione Culturale Ikaria
mail info@associazioneculturaleikaria.it
FolignoLibri 2019

 


Il gioco della lingua italiana espansa

Hai a disposizione più di un milione di parole inutilizzate!
Approfittane!!!

L’italiano è una lingua meravigliosa perché contempla parole che indicano molte sfumature di uno stesso concetto, inoltre siamo maestri nell’uso di forme figurate e modi di direio ti amo, ti adoro, ti voglio bene, sono innamorato di te, sono pazzo di te, mi hai fatto innamorare, mi hai trafitto il cuore, mi hai stregato, sono cotto, sedotto, affascinato, ammaliato, conquistato appassionato, mi hai fatto prendere una sbandata,  rapito, incantato,  infatuato, preso, mi attrai, mi entusiasmi, mi hai acceso, infiammato, invaghito, ti desidero, ti bramo…

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L’italiano contempla dalle 215mila alle 270mila parole a seconda delle stime

Se prendiamo in considerazione tutte le declinazioni di tempi, maschili, femminili, singolari e plurali di nomi, verbi e aggettivi si stima si arrivi a 2 milioni.
Ma esiste anche un milione e più di parole derivate che potrebbero esistere ma non vengono usate e quindi non sono contemplate dai vocabolari.
Possiamo giocare a espandere l’italiano, e iniziare a usare parole che pur non esistendo sono corrette e capaci di suggerirci un significato sensato anche se non le abbiamo mai sentite dire.
Dal termine rosso deriviamo la parola rossore.
Possiamo far derivare dalla parola risotto il termine risottore?
“Questo risotto è così buono che sento diffondersi dentro di me un risottore profondo e piacevole!”
Ma dal termine dotto deriviamo dottore. Quindi potrei dire: “Per conoscere i segreti del risotto mi rivolsi a un risottore laureato”.
Amore ha molte parole derivate: amare, amante, amato, amorazzo, amoruccio. Si potrebbe dare un significato anche a amorista (o amarista?), amorismo, amorigno, amorigeno, amoreso, amoritico, amoriccio?
E ippopotamo? Ippopotame, ippopotista, ippopotico, ippopotamao, ippopotanamo…
Pangolino: pangolinismo, pangolinista, pangolinico, pangoleso, pangolesso, pangolao, pangolinizzazione.
E chi sa dire cosa potrebbero significare: pentolismo, protuberanzia, padellazione, coltellarismo, forchettizzazione, brocchismo, broccanzia, scarpaggine, calzaggio, asinato, asinista, scimmiese, valigenza, foruncoliere, orecchista, manista, piedolo, cosciarolo, scoreggità, sputalegio, occhimento, chiappoide, comunistoto, vermetteria, lombricosi, viperemento, ombellicume, cacciavitazione, millepiedale, ferrodastirambulo, rapario, caterpillabile, automobiligrafo, camionico, sederivago, fallotivo, passeratorio, snaricciamente.
Ne risulterebbero frasi ipotetiche dal dubbio ma affascinante significato:
Camminava a zebroni
Erano sotto il dominio rinocerontarchia
Capii subito che era un uomocero (era un cornuto?)
Quella donna era dominata da una forte cavallettocinesi (di facili costumi?)
Mi servirono un piatto di spaghetti olivocratici
Era afflitto da scoreggiogonia

Wikipedia elenca più di 80 suffissi… C’è da sbizzarrirsi.
Ma ci sono anche prefissi in grande quantità, più di 250.
Cosa potrebbe significare deippopotimizzare?
iperistricismo?
E che dire di prosmutandismo, ipobluista, oltreflautulenzità, ultrasurfista, prepentolizzazione, protosinghiozzismo, transcarpazione, xenopipista?
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