Storie dell'Invasione, ecologia e movimenti artistici

Cacao della domenica del 04/09/2005

Indice di questo numero

-- Stanno arrivando
(Storie dell'Invasione - 1 di Jacopo Fo)

-- Notiziona: l'ecologia ha vinto (Per leggerla clicca qui )

-- Poesia (Per leggerla clicca qui )

-- Bionde, banche, bottino, banditi, borghesi e buzzurri. (Per leggere l'articolo clicca qui )

-- L'arte è l'unica forza in grado di dare speranza all'umanità.
(Manifesto per un movimento artistico in difesa dell'Umanità. Sono iniziati i lavori per costruire il Parco Fantastico di Alcatraz!!!) di Jacopo Fo e Eleonora Albanese
(Per leggere l'articolo clicca qui )

------------------

Annunci

- Ascolta gli interventi audio di Jacopo Fo. Sono disponibili pezzi di controinformazione su Iraq, Scalate Bancarie, Napoli eccetera. http://www.jacopofo.com

- Dal 22 al 25 settembre, laboratorio di autoimpresa ecologica a Alcatraz. 35 euro al giorno seminario+pensione completa in camerata. Per maggiori informazioni info@alcatraz.it oppure chiamo lo 075 9229938/39

- 30 settembre - 2 ottobre laboratorio per la costruzione del Parco Fantastico di Alcatraz. Lavorare con le mani, il cemento, il ferro e i pennelli. Costruire grandi statue dipinte che formeranno un luogo per stupire le persone e aprire i cuori al divertimento e allo spirito del gioco.
Vieni a darci una mano a realizzare una colossale istallazione artistica contro la guerra e la stupidità.
Alla sera sarai talmente sporco che neanche il tuo commercialista potrà riconoscerti!
Scegli l'arte come strumento di comunicazione. Se pensi di non essere capace di fare arte scoprirai talenti insospettati. Tira fuori la bestia creativa che è dentro di te!!!
Con Jacopo Fo e Eleonora Albanese alla scoperta delle realizzazioni che si possono concretizzare solo nei sogni più smodati e alla Libera Università di Alcatraz.
35 euro al giorno pensione completa in camerata e laboratori.
(Vedi in questa mail "L'arte è l'unica forza in grado di dare speranza all'umanità").

- Metti il blog di Jacopo Fo sul tuo sito in Rss! http://www.jacopofo.com/?q=node/feed

- Stiamo cercando di trovare informazioni su una malattia rara chiamata "bocca che brucia" per un'amica che soffre molto a causa di questo disturbo. Saremmo grati a chi ci possa fornire informazioni specifiche.

------------------

Stanno arrivando
(Storie dell'Invasione - 1)

"Dannazione, Molli!" urlò l'uomo corpulento affacciandosi nella grande sala: "La smetti di raccontare questa storia ai bambini? Ti sembra educativa?"
Molli aveva 23 anni allora, e stava seduta per terra in mezzo a una decina di bambini intorno ai sette anni.
"Dai, vai avanti!" la incitò Patti, che teneva in braccio un cane di pezza con tre occhi.
"Dai, dai!" urlarono tutti.
Molli guardò suo padre con uno sguardo che diceva: "Vedi? Cosa ci posso fare?"
Lui se ne andò sbattendo la porta e protestando: "Donne! Chi le tiene più adesso?!?"
E Molli ricominciò a raccontare la storia della battaglia di Santa Teresa.

Era una mattina di bel tempo. Faceva quasi caldo. Lucia stava seduta sull'aia davanti a casa. Sentì un suono strano e guardò verso valle. Non si vedeva niente. Poi, da dietro la gobba della collina, sulla strada, vide apparire la punta delle lance. Ogni punta era decorata da una striscia di stoffa mossa del vento. Poi sotto le punte e le strisce di stoffa spuntarono le aste delle lance. Sobbalzavano. Poi emersero una trentina di soldati che correvano in formazione, schierati per quattro. Portavano le lance dritte verso il cielo. E correvano perfettamente al passo. Le divise rosse e blu erano impolverate.
Erano sudati.
Lucia si alzò in piedi e urlò con quanto fiato aveva in gola: "Stanno arrivando!!!".

Michele Lanzacurte in piedi davanti allo specchio stava radendosi i capelli.
Paola Santi entrò nella stanza.
"Cosa fai?"
"Devo andare, stanno arrivando."
"Come lo sai?"
"Leggo i giornali."
Cosa credi di fare? Pensi di fermarli?"
"Non credo a niente. Ma devo andare."
"Potresti morire."
"Sopravvivere sarebbe peggio."
"E a me non pensi?"
Michele aveva finito di radersi metà della testa. La parte sinistra. Sull'altra porzione di cranio aveva ancora i suoi capelli scuri e folti.
"E' per te e la bambina che vado, Paola. Vado a vedere se abbiamo una possibilità di fermarli. Se non torno nascondetevi nelle grotte. Forse là non verranno."
"Michele..."
"Lasciami andare, amore mio. Non è facile andare se cerchi di fermarmi."
Michele Lanzacurte prese le armi e la borsa a tracolla e uscì. Iniziò a camminare verso la strada comunale. Vedeva solo boschi a perdita d'occhio.
Poi si fermò, tornò indietro. Appoggiò a terra i bagagli, davanti alla porta. Rientrò in casa e disse: "Facciamo l'amore." Poi cercò di sorridere. Lei gli si fece incontro e lo abbracciò.

Michele Lanzacurte raggiunse Holli, l'Olandese all'altezza del Montino delle Portole. Stava in piedi all'inizio della stradina che portava a casa sua. Indossava un impermeabile nero e aveva arco e frecce.
"Ce ne hai messo ad arrivare" disse con il suo accento da nordico.
"Scusami" rispose Michele.
Presero a camminare assieme in silenzio, non c'era molto da dire.
All'altezza della casa degli Ervin, i tedeschi, sentirono Irish che li chiamava: "Aspettate!"
Si udì Ruth che urlava in tedesco: "Bastardo! Non andare." Lui non rispose. Continuò a camminare verso gli amici.
"Non andartene, in nome di Dio."
Ma lui non rallentò e non si girò. Ansimava in salita con il grosso zaino sulle spalle. Allora lei si tolse i vestiti fino a restare nuda e urlò: "Se non ti fermi adesso non mi rivedrai mai più così!"
Irish si girò a guardarla e le gridò: "Sei bellissima Ruth! Tornerò e ti starò sopra tutta la notte!"
Ormai era arrivato a una decina di metri dai due compari: "Mi ama!" Mormorò sorridente.
Lei continuò a urlare a lungo, fino a che non scomparvero nella macchia.

Al ponte sulla Ventia incontrarono i fratelli Zarro. Avevano i cavalli ed erano cinque. Sulla salita che porta a Santa Teresa si unirono a loro gli Esposito, i Sandri e il Cordaro con i suoi tre figli.
Erano arrivati a essere più di venti in cima alla collina di Santa Teresa. E lì trovarono un'altra trentina di uomini ad attenderli.
Alcuni avevano già cominciato a scavare buche e a piantare pali.

Michele si guardò intorno. Poi chiese all'Olandese: "Cominciamo?"
"Che aspetti?" rispose lui. La paura gli rendeva difficile parlare.
Michele disse: "Allora costruiamo queste benedette trincee!"
Rocco Panfili, che stava sudando col piccone in una buca di mezzo metro rispose: "Cosa ti sembra che si stia facendo, capitano?"
"Non sono capitano" protestò Michele Lanzacurte.
L'Olandese lo guardò con aria di sufficienza: "Sei stato eletto. Sei tu il capitano."
"La parola non mi piace."
"Non dovevi accettare."
"Merda!" concluse lui. Poi sputò per terra.
Iniziarono a scavare, prima che il sole tramontasse avevano creato trincee e palizzate.
Arrivò un carro tirato da un gruppo di uomini e donne.
Un irregolare si fece loro incontro: "Li avete visti?"
"No, ma abbiamo visto i soldati e siamo scappati."
"Esistono ancora soldati?" Chiese un altro.
"Sì, e hanno le divise rosse e blu."
Irish mormorò: "Che idea idiota far precedere i Globuli dell'Apocalisse da un drappello di soldati in divisa della festa."
"Dicono che così si vedono meglio. Anche le lance con le bandierine servono per quello."

Il mattino dopo, verso le 6 si sentì avanzare lo scalpiccio di un gruppo di uomini.
Ma non erano i soldati, erano gente del nord che stava scappando, uomini e donne malconci che marciavano da giorni.
"Cosa fate qui! Scappate!" urlò uno di loro verso le trincee. Non c'è modo di fermarli! Vi faranno a pezzi."
Nessuno gli rispose.
Il gruppo in fuga uscì presto dal loro campo visivo.
Verso le otto arrivarono una ventina di uomini e donne.
Avevano lance ed erano vestiti in modo molto colorato.
"Siamo il Clan del Gabbiano. Stiamo cercando un posto dove aspettare i Globi e vedere se è vero che sono indistruttibili."
Un anziano dei Cardini gli rispose: "Noi li affronteremo qui!"
"E chi ha il comando?"
"Quello laggiù con metà testa rasata. E' Michele Lanzacurte. Quello che ha affrontato un globo e lo ha distrutto con un bastone."
I membri del Clan del Gabbiano si consultarono, poi il loro capo disse: "Allora li affronteremo qui con voi. Se chi vi comanda è quello che ha scoperto che i Globi si possono attaccare con il legno abbiamo trovato la compagnia giusta con la quale combattere."
"Vai a dirlo a lui" gli rispose il vecchio Cardino.

Mezz'ora dopo spuntarono le lance dei soldati. Marciavano in salita stremati.
Arrivati a distanza di voce uno di loro gridò: "Andatevene! I Globi stanno arrivando. E' la massa madre. Fuggite!"
"Li affronteremo qui" rispose loro Lanzacurte.
"Siete pazzi" rispose l'ufficiale.
Poi ripresero a marciare allontanandosi.

Dopo un'ora ai piedi della collina si iniziò a distinguere una certa luminosità.
Molti iniziarono a darsi voce: "Eccoli!"
Ma per molti minuti non si potè distinguere nulla. Poi un globulo rosso luminescente si distinse chiaramente.
"Eccoli!" urlò una sola voce.
Era superfluo. Tutti stavano guardando.
Michele gridò: "Tutti ai vostri posti!"
Superfluo anche questo. Tutti stavano accucciati nelle loro trincee con le mazze e le spade di legno, le lance e le frecce incoccate con le punte di quercia.
Erano pronti.
Michele Lanzacurte ripeté gli ordini:
"Aspettate il segnale. Devono essere vicini! Lanceremo tutte le frecce e poi caricheremo e che Dio ce la mandi buona."
Si sentì un rumore dietro di loro.
I soldati erano tornati indietro. Scesero nelle trincee difese dai pali appuntiti e si dispersero tra gli irregolari.
Uno di loro spiegò: "Siamo stufi di correre davanti ai Globi per avvisare la gente. Ormai lo sanno tutti che stanno arrivando e questo ci sembra un posto come un altro per morire."
Non lo aveva detto con entusiasmo ma nella sua voce c'era tutta la determinazione possibile.

Dopo venti minuti i Globi erano a duecento metri.
Gli uomini sudavano freddo vedendoli avanzare con quella lentezza esasperante.
Stavano in silenzio.
A misurare la loro paura.

Quando arrivarono a trenta metri Lanzacurte gridò: "Incoccate le frecce.
Pronti a tirare al mio via!!!"
Nessuno si mosse, erano pronti da due ore almeno.

"Mirare!" gridò Lanzacurte.
E in quel momento si sentirono dei suoni. Voci. Cantavano su tonalità strane.
Donne.
Avanzavano da dietro gli uomini. Erano nude e portavano tamburi e flauti. Superarono le difese degli uomini e si lanciarono verso i Globi di corsa. Disarmate.
Lanzacurte gridò: "Non tirate. Archi a riposo!"
"Archi a riposo!!!" ripeterono altri. Gli uomini facevano fatica a rilasciare la corda dell'arco senza lasciar partire la freccia. La molla della loro anima era impaziente di scattare verso la battaglia.
"Fermatevi!" urlò Michele alle donne. "Fermatevi, siete pazze!" Iniziarono a gridare tutti. Qualcuno cercò di afferrare una delle donne che gli passavano vicino di corsa ma quelle erano ricoperte d'olio e le mani scivolavano loro addosso.

I Globi erano a venti metri quando le donne saltarono su di loro cantando.
Non erano balzi di guerra. Sembrava un gioco. Le donne affondavano nei corpi dei Globi e pareva che questi le abbracciarono. Si sentirono grida ma i Globi non stavano uccidendo le donne.
E presto fu chiaro che i movimenti ritmici e sfrenati delle donne stavano coinvolgendo i Globi in una specie di danza.
Il giovane Hans dei Tedeschi disse nel suo buffo italiano con forte accento umbro: "Ma stanno scopando!"
Molti si girarono a guardarlo e lui si sentì in colpa per averlo detto. Ma era chiaro che in molti stavano pensando la stessa cosa.
Quello che avevano davanti era un gruppo di un centinaio di donne che stava facendo sesso con i Globi.
O almeno questa era l'unica cosa che veniva in mente alla piccola armata schierata per la battaglia finale.
"Merda, Michele, hai mai visto niente del genere?" chiese l'Olandese a Lanzacurte.
"No, cazzo, non l'ho proprio mai visto."
"E non credo che l'abbia mai visto nessun altro" aggiunse Cardino padre che era dietro di loro con una scure di legno a due mani.
Quello spettacolo sconvolgente e impossibile si prolungò per circa mezz'ora. Forse qualche cosa di più.
Da mesi ormai gli orologi avevano smesso di funzionare.

Poi le ragazze scivolarono giù dai Globi. A quanto pareva erano ancora vive. Mai successo neppure questo. Tutto quello che i Globi toccavano moriva. Dietro di loro lasciavano un deserto di minerali disaggregati.
Le ragazze stettero qualche minuto sedute o sdraiate a terra come se uno sforzo enorme le avesse spossate.
Poi si alzarono e lentamente iniziarono a risalire la china.
"Guardate!!!" Urlò un uomo.
Tutti si immobilizzarono. I Globi stavano diventando evanescenti.
Evaporavano.
In pochi minuti scomparvero del tutto.
Le donne ripresero a camminare in salita faticosamente.
Quando arrivarono alle trincee qualche difensore si azzardò a chiedere: "Ma cosa è successo?"
Una bruna sui cinquant'anni rispose per tutti, parlando a voce alta: "Li abbiamo ricacciati nel loro mondo. Era l'unico modo. Quel che è successo dimostra che i Globi sono entità di un'altra dimensione. Hanno invaso il nostro universo alla ricerca di energia vitale. Nel loro mondo non ce n'è. Sono creature entropiche.
Noi abbiamo dato loro quello che cercavano e se ne sono andati."
Un giovane impertinente ebbe il coraggio di porre la domanda: "Ma avete fatto sesso con loro?"
La donna lo guardò. Era estremamente stanca: "Abbiamo fatto molto di più. Ma le vostre menti retrograde possono capire solo che abbiamo fatto sesso con loro.
E comunque li abbiamo fermati ed è quello che conta. Sono tornati nella loro dimensione e non torneranno per migliaia di anni e quando torneranno si saprà come accoglierli."
Michele Lanzacurte si avvicinò: "Vuoi dire che sono morti miliardi di esseri umani ed era sufficiente che un centinaio di donne copulasse con loro per fermarli?"
"Sì. Se l'avessimo scoperto prima avremmo potuto risparmiare miliardi di vite. Ma non lo sapevamo."
Lanzacurte aveva migliaia di domande da porre. Ma la donna aveva altro per la mente: "Le mie donne sono spossate. Rischiano di morire. Abbiamo bisogno della vostra energia vitale."
"In che senso?" chiese Lanzacurte.
"Per dirla secondo il vostro sistema interpretativo da paleolitici abbiamo bisogno di fare sesso, subito, con tutti i maschi qui presenti."
"Ma mia moglie mi taglierebbe la gola!" esclamò l'Olandese.
"Pazienza" disse la donna con un tono che non ammetteva repliche. "Lei deve essere contenta di essere viva. Considerala un'azione di solidarietà. Molte ragazze moriranno se non ci darete un po' del vostro Chi."
"Va bene" disse Michele Lanzacurte.
Poi diede ai suoi uomini l'ordine di spogliarsi.


Amo Bertinotti e Mastella

Finalmente qualcuno che a sinistra ha il coraggio di dire che necessita un codice etico sulle intercettazioni telefoniche dei giudici.
Sì! Basta con questo scempio delle intercettazioni che ci mostrano il marcio delle bande dei corsari!
Anche noi in Italia abbiamo il diritto di credere di vivere in un paese dove regna la legalità e l'etica!!!


Amo il Presidente


Adoro quest'uomo. E' una forza della natura. Uno strumento del destino destinato ad aprire le menti anche ai più corrazzati.
Scoppia lo scandalo delle scalate bancarie di gruppi senza soldi e lui propone di vietare le intercettazioni telefoniche in tutti i casi tranne mafia e terrorismo. Come a dire: "Visto che le intercettazioni telefoniche permettono di scoprire le truffe economiche e gli inciuci con il potere vietiamo le intercettazioni e avremo un'Italia più onesta..."
Meraviglioso!
Ed è una logica che è profondamente radicata nella nostra cultura. Chi ha mal di testa spesso non si cura di fare più movimento per sciogliere le contrazioni che (spesso) provocano il mal di testa, prende una pasticca e cancella il sintomo...
Lo so che sto facendo un discorso un po' assurdo...
Ma non resisto a emulare il mio presidente preferito.


Jacopo Fo: audioblogs per aggirare la censura: abbiamo lanciato su Itunes il Podcast di Jacopo Fo!

Jacopo Fo: audioblogs per aggirare la censura: abbiamo lanciato su Itunes il Podcast di Jacopo Fo!

Continua la nostra campagna per aggirare la censura e per arrivare a un pubblico vasto sfruttando tutte le nuove tecnologie disponibili.
Dopo i video su internet e su satellite, adesso è il turno del podcast!

Cosa è il Podcast? Cosa è un audioblog? Cosa è una talk radio?

L'idea di fondo è semplice: realizzare una sorta di "radio" (e in futuro televisione), della quale potete ascoltare le trasmissioni quando volete (on demand) e portarvele sempre con voi (su un lettore mp3, un ipod, un cellulare compatibile con file mp3, un computer, o altro strumento portatile digitale).

Il termine"podcast" è l' unione dei termini iPod e broadcasting.
iPod in questo contesto viene considerato come "il player mp3 portatile", ma non è assolutamente necessario avere un iPod per ascoltare un podcast, anzi è sufficiente un computer qualsiasi. Se poi volete portarvi i file con voi per ascoltarli quando volete, basta un qualsiasi lettore mp3.

Vi diamo alcune semplici istruzioni a seconda che siate principianti o esperti su questo argomento:

1) Avete già tutto e sapete già tutto?
Quelli che tra voi utilizzano già Itunes per raccogliere la propria musica MP3, è sufficiente che vadano a questo indirizzo
http://www.jacopofo.com/itunes.php
e si aprirà la pagina di Itunes dove potrete scaricare i messaggi audio di Jacopo.

Quelli poi che hanno ad esempio un Ipod potranno scaricarsi il file e così ascoltarlo quando vogliono.

2) Volete cominciare da zero e non sapete come fare?
Andate a questa pagina
http://www.apple.com/it/itunes/download
e scaricate gratuitamente il software itunes

Dopo averlo fatto, per semplicità e velocità incollate questo indirizzo in una qualsiasi pagina del vostro browser (internet explorer o netscape o safari o mozilla firefox o altro)
http://www.jacopofo.com/itunes.php

e vi ritroverete immediatamente nella pagina del Podcast di Jacopo, dovete potrete scaricare i file delle prime trasmissioni.

Ulteriori informazioni sul podcasting di Itunes potete trovarle a questo indirizzo del sito Apple:
http://www.apple.com/it/podcasting

3) Non volete scaricare itunes e preferite usare solo internet?
allora andate sul blog www.jacopofo.com e sulla barra di destra troverete i link agli audioblogs di Jacopo, che potrete ascoltare direttamente su internet oppure scaricare i file mp3 sul vostro computer, e poi eventualmente trasferirli sul vostro lettore mp3 portatile (ipod o qualsiasi altro)

4) Siete dei super esperti e sapete già cosa sono i feed Rss, xml ecc?

Come ben sapete, tornando alla definizione, il podcast è una forma di comunicazione utilizzando contributi audio (generalmente mp3) e video, con appositi programmi chiamati "aggregatori" o "aggregatori di feed" che informano quando ci sono nuovi podcast e di scaricarli in maniera automatica.

Ebbene potete trovare l'RSS del podcast di Jacopo a questo indirizzo
http://www.jacopofo.com/files/podcast1.xml
così sarete sempre aggiornati in maniera automatica sui nuovi podcast, e potrete così pubblicarli eventualmente anche sul vosto sito.

----------------------------------------------------------------------

Bene.
Questo era solo l'annuncio del lancio del podcast.
Per coloro che si fossero persi le "puntate precedenti" e volessero sapere perché stiamo facendo tutto questo, vi riportiamo di seguito la spiegazione già data in passato, e che troverete anche nella descrizione del podcast su Itunes.

Censura totale
In Italia gli spazi televisivi e radiofonici per chi non accetta di stare zitto sono inesistenti.
Dopo aver prodotto nella scorsa stagione 165 puntate di www.Atlantide.TV andate in onda su satellite, abbiamo deciso di produrre comunque una serie
di audiolettere e videolettere a bassissima tecnologia. Camera fissa, niente montaggio e temi completamente oscurati dal sistema televisivo nazionale. 30
minuti di controinformazione allo stato puro.
Nei primi 6 audio/video blogs Jacopo Fo fornisce informazioni censurate dalle tv, discorsi scomodi che i giornalisti di regime preferiscono dimenticare per non perdere il lavoro.
Censura Totale ha la sua forza nei soli contenuti.
E faremo di tutto per arrivare a un pubblico vasto trasmettendo su internet dentro il blog www.jacopofo.com e sfruttando tutte le nuove tecnologie
(satellite, videocellulari, videocassette, radio, televisioni locali).

www.jacopofo.com


Orrore a Baghdad

Venerdì a Baghdad c’è stata una manifestazione spontanea dei famigliari di centinaia di désaparecidos iracheni. Mogli, madri e figlie erano in prima fila a reclamare informazioni sulla sorte dei congiunti. Come le nonne argentine portavano al collo le foto dei loro cari scomparsi nelle carceri irachene.
Secondo fonti pacifiste sono migliaia le persone arrestate in modo indiscriminato dalle truppe angloamericane. La coalizione sembra decisa a fare scoppiare la situazione applicando questa follia degli arresti di persone contro le quali non ci sono accuse di nessun tipo. Arresti immotivati al solo scopo di intimidazione. Una tattica idiota che sta creando rabbia e disperazione tra la popolazione. Che senso ha cercare in tutti i modi di provocare gli iracheni con questi metodi? Sinceramente credo che i vertici militari della coalizione stiano semplicemente dando giù di testa. Cosa pensano di ottenere? Quando mai prendere in ostaggio migliaia di cittadini ha esortito effetti positivi? L’unico risultato è di alimentare la rabbia e aiutare i terroristi a fare proseliti.
Se a questo si aggiungono la brutalità durante perquisizioni e arresti, il non rispetto delle donne e i continui ammazzamenti di cittadini inermi ai posti di blocco il quadro risulta allucinante.
Ma come se non bastasse i siti internet pacifisti iracheni continuano a denunciare la pratica di torture ancor più diffuse di prima dello scandalo del carcere di Baghdad. L’unica novità è che i marines non si fanno più le foto ricordo…
Questi abusi sono confermati da Amnesty international e altre organizzazioni umanitarie.
Se ci fosse in giro un po’ di buon senso il primo atto per scongiurare attentati in Europa dovrebbe essere una campagna contro questo comportamento criminale da parte delle truppe occidentali in Iraq.
Non si capisce che a differenza dei media occidentali i mezzi di informazione musulmani danno resoconti quotidiani (e aimè veritieri) di questi abusi?
Non si capisce che queste notizie sono fonte di ira? (aimé legittima)
Non si capisce la gravità di continuare con questa barbarie?
Follia! Follia! Follia!

E è follia da parte nostra (di noi pacifisti occidentali) non riuscire a fare una campagna decente contro questo orrore quotidiano…Esplodono le bombe ma il Movimento è stanco, demotivato e in vacanza.
Aimè ben presto rischiamo di trovarci a contare i morti nelle nostre città.
E dovremo piangere due volte: per i morti e per la nostra incapacità di ridurre i costi umani di questa follia.


Scandali colossali incomprensibili


Nella calura estiva si consuma la sceneggiata globale della finanza italiana.
I giornalisti omologati, le grandi firme, fanno a gara a sfoderare la oro prosa più raffinata. Parlano difficile, alludono, infarciscono i testi di citazioni dotte e latinorum. E’ gran pericolo parlare chiaro di certi argomenti e fa buon gioco che ci si trovi davanti a meccanismi veramente complessi. Per capire qualche cosa bisogna leggere editoriali mattone fino all’ultima riga con devozione e avere un retroterra di informazioni indispensabili per farsi un quadro dell’abominio.
Ma in effetti la situazione, a voler parlare fuori dai denti non è poi così difficile da capire.
Una banda di signori con amici altolocati ha escogitato un modo straordinario per fare soldi. Hanno comprato azioni di due banche con soldi presi in prestito e garantendo i prestiti con quel che compravano. Ovviamente se io vado in banca e chiedo un miliardo di euro per comprarmi una banca dando in garanzia per il prestito la banca che mi voglio comprare mi ridono in faccia. E qualunque istituto di controllo degno di questo nome bloccherebbe un prestito garantito dall’acquisto di qualche cosa che oggi vale 1 e domani può valere quasi niente (le azioni, si sa, possono crollare). Anche quando vai a chiedere un prestito per comprare una casa la banca vuole sapere quanto prendi di stipendio perché si presuppone che la casa tu debba potertela permettere. E nessuno ci crede se dici che compri la casa e poi la rivendi subito e sei sicuro di guadagnarci.
Ma in questa storia strana di gente che riceve cifre da urlo in prestito sulla base di una grande simpatia si innescano casini a non finire.
C’è di mezzo Fazio, al quale Fiorani, che è stato appena salvato da un intervento del Capo della Banca D’Italia, dice al telefono grazie, sei stato tanto buono con me che “mi fai venire i brividi”.
Cioè cazzo viviamo in una nazione in cui il presidente della Banca di Stato fa venire i brividi!
Questo è quello che mi piace dell’Italia. In un posto normale i presidenti di banche di stato che fanno venire i brividi li licenziano in quattro minuti, cinque al massimo. Ma c’è il problema che Fazio è nemico di Berlusconi perché membro della vecchia oligarchia Agnelli-Cuccia che i nuovi oligarchi stanno scalzando. Quindi la sinistra ha problemi a scagliarsi contro Fazio perché farebbe un piacere a Silvio. E c’è il fatto che il club dei finanzieri che spendevano soldi presi in prestito si sono infilati nella trattativa di Unipol per comprare la Banca Nazionale del Lavoro. In realtà l’Unipol è l’unica che i soldi ce li aveva veramente (e tutti suoi) ma visto che doveva scontrarsi con un acquirente straniero (Banca di Bilbao) alla fine ha dovuto accordarsi con i finanzieri simpatici che (coi soldi presi a prestito) avevano accumulato grandi quantità di azioni diventando l’ago della bilancia nello scontro finanziario.
Ed è chiaro che la pubblicazione delle registrazioni telefoniche (patetiche) tra i vari attori della storia è stato un poderoso calcio negli stinchi a Fazio e Unipol e una grande vittoria mediatica di Silvio.

E’ la vecchia storia del fine che giustifica i mezzi e del primato della tattica sulla strategia.
In privato la sinistra si giustifica: così fan tutti. Come possiamo non trattare con i briganti? Saremmo fuori dal gioco. Operazioni così sono abituali. Lo scandalo è esploso solo perché faceva comodo al Berlusconi di colpire noi. Far fuori Fazio e bastonare le mire espansionistiche di Unipol ha voluto dire prendere due piccioni con una fava.

Pochi credono sia possibile costruire un’alta finanza etica. Pochi credono che i consumatori consociati possano oggi determinare una rivoluzione finanziaria, produttiva e economica. Dicono che è un’utopia. Eppure è questa utopia che ha fatto nascere il movimento cooperativo italiano e che ha portato Unipol ai vertici dell’economia italiana.
Forse è un’utopia che funziona…


Il mondo danza sull’orlo del baratro

(Un altro rap in cerca di musica.)

Il mondo danza sull’orlo del baratro

Milioni di bambine vengono stuprate sulle autostrade dello spettacolo.
E’ il miracolo economico.
Il crimine gastrico.

Il ricco giornalista antiimperialista
volta lo sguardo dall’altra parte
aspettando di ricevere la sua quota
del bottino della morte.

Nella notte del Pronto Soccorso
urlano i feriti dell’ultimo attentato,
e le anoressiche tossicomani
con il ventre squarciato.

In televisione
Ragazze perfette
fanno intravvedere le tette.

Immense fabbriche chimiche
producono miliardi di pillole atomiche
per fermare la depressione

Belve nutrite con merendine ipercaloriche annaspano tra gli ingorghi di auto dotate di milioni di cavalli, ipnotizzati dai semafori

Immensi eserciti di anime asfaltate
annaspano per partecipare alla festa dei decapitati

Distesi sulla loro amaca di sangue i fini commentatori laureati bevono la loro tristezza, talmente appiccicosa che potresti intonacarci le pareti della tua paura.

La morte dell’anima
Ti contamina.

Le fogne del pianeta maledetto scorrono ovunque trasportando i liquami della pazzia.
Chiama pure la polizia.

Non è sufficiente l’anestesia!

Sangue e colpi di pistola a tutte le ore su tutti i canali per non vedere la disperazione di tua figlia.
La tua disperazione mentre ti prostituisci all’assenza di significato,

Mangi il cerume del mondo in locali segnalati dalle guide ai ristoranti più cari.
Cibo su vassoi d’argento, guarnito con dita di bimbo
pestate
col martello
di legno
di frassino,
quando il bimbo era ancora vivo. Fratturate, blù, gonfie.

Come fate a non diventare verdi con la diarrea,
a non collassare dal disgusto,
quando i camerieri in livrea
vi servono il dolore del mondo
con posate roventi?
Siete indecenti!!!!!!!!

E tu dirai borioso: ma questa non è poesia!
Ma cosa sai tu della poesia?
Stronzo!


Strage infinita

I giornali pubblicano le facce degli italiani ammazzati in Egitto. Mi chiedo quanti provino una vera emozione davanti a questi ennesimi morti. Se ci fosse vero dolore forse si farebbe qualche cosa.
Invece la reazione dominante è una rabbia da tifoseria calcistica. Intimamente legata allo spirito dei turisti che si fanno fotografare davanti alle rovine dell’hotel esploso.
Dopo l’ultimo orrendo attentato in Egitto ho avuto la sensazione di un salto di qualità nella percezione dell’orrore da parte “della gente”.
Al bar di Casa del Diavolo, strordinario osservatorio sociale, una signora diceva con particolare rabbia e intensità: “Non se ne può più di questi assassini”.
La gente inizia a sentirsi minacciata: “Adesso toccherà a noi italiani!”
Ma la rabbia è tutta contro i terroristi islamici. Il modello percepito di quel che è successo è molto semplice: tutto è iniziato con l’11 settembre, i terroristi sono pazzi assassini che vogliono distruggerci perché hanno quella religione lì.
La signora non ha neppure il sospetto che ci sia qualche cosa che l’Occidente ha fatto per provocare il terrorismo, come ad esempio finanziare Bin Laden per anni, fornirgli armi, fiumi di denaro, istruttori che insegnassero ai suoi uomini come costruire bombe … ecc. La signora non sa niente di quello che è successo prima.

E chiunque cerchi di mostrarle un altro aspetto della realtà è un alleato dei terroristi. Sempre la stessa solfa: “Parli come Bin Laden.”
Non vogliono capire, non vogliono vedere, sono ignoranti come capre.
Non sanno niente degli orrori perpetrati negli ultimi centocinquant’anni in Egitto, Pakistan, Afghanistan, e neanche sanno che noi italiani abbiamo sterminato con i gas e le bombe centinaia di migliaia di Somali, Eritrei e Libici. Non si ricordano delle nostre truppe che in Somalia, pochi anni fa, sotto le bandiere dell’Onu, stupravano le donne musulmane e torturavano con la corrente elettrica. Nessuno ricorda che Ilaria Alpi fu ammazzata dopo aver denunciato il sequestro delle donne somale tenute prigioniere dalle nostre truppe per essere “utilizzate” a turno negli stupri di gruppo…Chi era Ilaria Alpi? E chi si ricorda delle migliaia di bambini nati deformi a causa dei proiettili all’uranio impoverito usati in Iraq, Somalia, Jugoslavia…Ma cosa volete che ne sappia la gente…

E’ scioccante quest’assenza di dubbi e ragionamenti. Spaventosa questa intelligenza da mandria di buoi che fuggono da un’incendio.
Nessuno sa cosa è successo prima, nessuno sa delle rapine continue, delle violenze mostruose, delle stragi infinite compiute dall’Occidente nei paesi arabi, nessuno si ricorda di quando Saddam, i Talebani e Bin Laden erano fedeli servitori degli Usa. Nessuno sa niente dei fascismi arabi tutt’ora protetti dall’Occidente e dei loro crimini quotidiani. Irrilevante la rapina del petrolio comprato per decenni a prezzi ridicoli… Dei guadagni immensi usati per finanziare oligarchie di corrotti locali dediti ad ogni sorta di eccesso.
“Parli come Bin Laden!”
Non sono capaci di dire altro.
Quel che puoi raccontare è talmente lontano da Bruno Vespa e il Grande Fratello che non possono credere che sia vero.
Non sanno neanche che avevamo ragione quando prevedevamo che la guerra non sarebbe stata vinta né in Afganistan né in Iraq e che il terrorismo avrebbe triplicato le sue forze grazie agli assurdi massacri di civili.
E chi lo sa che la truppe italiane hanno ammazzato per errore 22 persone ai posti di blocco in Iraq?
Niente. Encefalogramma piatto, memoria zero.
E non si rendono conto neanche dell’orrore al quale stiamo andando incontro. Credono veramente che “il nostro stile di vita non cambierà”.
Poveri disinformati portati al macello…
Almeno noi, quando salteremo in aria, sapremo esattamente perché è successo.
Ma forse non è una grande soddisfazione neanche questa.


Bionda procace e criminale. Assolvetela.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/20/debra.shtml


Tampa, Stati Uniti. Debra Lafave, 24 anni, insegnante di scuola media inferiore, bellissima, rischia parecchi anni di carcere per aver fatto sesso con un suo allievo quattordicenne.
Ora mi chiedo se in questo caso ci sia stata violenza. Cioè il ragazzo era consenziente. Molto consenziente. E probabilmente ha toccato il settimo cielo e oltre...
Ora io so che non è politically correct (ocomecavolosiscrive) però, insomma...
In certi casi si dovrebbe fare uno strappo alla regola.


Il signor Di Stefano non fa dormire Berlusconi


Il signor Di Stefano.
Francesco di Stefano.
Quello che non fa dormire Berlusconi.

Per chi non sapesse niente di Di Stefano e la sua battaglia solitaria contro Berlusconi e D’Alema rimando alla lettura dei link che fornisco qui sotto. In due parole questo signore è stato scippato del diritto, acquisito vincendo un regolare concorso di Stato, di avere due tv nazionali. Mentre Silvio, che non ne aveva diritto, si è tenuto le frequenze di Rete 4. Una storia vergognosa.
Ma l’aspetto di cui voglio parlare qui è un altro.
Trovo molto interessante la strategia seguita da DI Stefano che, con pazienza incrollabile e enorme dispendio di mezzi ha seguito le vie legali per 6 anni arrivando oggi a far mettere sotto processo, dall’Unione Europea, il sistema televisivo italiano. E questo dopo che tutti i livelli della magistratura italiana gli hanno dato ragione. Sentenze che sono restate lettera morta.
Per il mio modo si pensare è curioso che Di Stefano abbia difeso il diritto a trasmettere di Europa 7 senza mai intraprendere azioni di protesta plateali. Ne ho discusso con lui un paio di volte ma lui ha sempre preferito questa via silenziosa e ufficiale fatta di carte bollate. Io sinceramente se ero in Di Stefano avrei affiancato alla via legale sit in, incatenamenti, spogliarelli e danze tribali davanti al parlamento. Lui no.
E a questo punto, visto che ha ottenuto di portare l’alleanza trasversale che lo ha fregato sul banco degli accusati del tribunale europeo inizio a pensare che non avesse tutti i torti.
Sulla sua storia storia si potrebbe costruire un elogio della strategia della lentezza nella lotta al sopruso.
E ora è molto probabile che vinca anche a livello europeo e otteenga un risarcimento tra gli 800 milioni e i 3 miliardi di euro.
Una cifretta che anche a Berlusconi può dare fastidio, sia che debba pagarne una parte di tasca sua, sia che debba farlo come capo del governo.
E magari DI Stefano otterrà anche le sue due frequenze.
Vedremo. Nel frattempo non posso che brindare alla sua salute.
E complimentarmi per l’efficienza del suo modo di pensare.

Tutta la storia dall’inizio

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1778

Altre informazioni
http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2342