beppe grillo

Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle

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questa settimana vi presentiamo il nuovo libro di Dario Fo scritto con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo dal titolo “Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle”.
E’ il racconto di un viaggio virtuale sulle orme di Luciano di Samosata che in un suo testo La nave ovvero I Desideri racconta di un lungo percorso, una camminata dal porto del Pireo ad Atene durante la quale Luciano e un gruppo di amici, tra cui i più loquaci sono Samippo e Timolao, si raccontano l’un l’altro i progetti più fantasiosi che hanno in mente di realizzare. Luciano fa da moderatore e incalza i compagni di viaggio con domande puntuali e spesso provocatorie.
I temi degli interventi passano dal surreale al grottesco, senza tuttavia mai perdere di vista la situazione tragica che in quel tempo si viveva ad Atene e in molte altre città della Grecia. I protagonisti propongono soluzioni spesso azzardate e impossibili per sortire da quel bailamme disperato.
Da un incontro tra Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio ecco che nasce l’idea di fare un viaggio lungo il folle percorso della nostra condizione politica e socioeconomica, di trattare cioè della disperata cristi che stiamo vivendo.
E di questo cammino lungo quasi duecento pagine noi vi proponiamo la fine.

Dario Fo: Già, ecco davanti a noi l’Acropoli di Atene con i Propilei, come dire i portali d’ingresso, c’è il Partendone, il tempio di Atena e tutto il museo… e appena sotto il teatro di Dioniso. Qui c’è un bar all’aperto, sediamoci un attimo a godiamoci la scena. Intanto che ordiniamo tre birre giganti vi propongo di ascoltare questo discorso pronunciato da Pericle nel 461 a.C.
Beppe Grillo: Ma lo conosciamo!
Dario Fo: Sì, lo so che lo conoscete, ma immagino solo a pezzi… io ve lo propongo tutto intero, solo ascoltandolo di seguito si riesce a capire che si tratta del più grande fondamento politico e civile dell’umanità. Fate attenzione, è Pericle che parla.

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Caro Beppe, i fascisti no

Ho aspettato a buttar giù questa lettera per scrivertela con calma.
Come sai ti ho sempre ammirato e sostenuto. Sono anni che pur non aderendo al M5S collaboro amichevolmente con voi…
E sono contento del successo del M5S. Io sono per l’unità dei progressisti, e sono convinto che finalmente il prossimo Parlamento riuscirà ad approvare una serie di riforme essenziali, grazie al fatto che tra tutti manderemo in Parlamento un numero mai visto di persone nuove, e si verificherà un’alleanza nei fatti tra i sinceri progressisti, dal Pd al Sel al RC al M5S (ma quante sigle!).
Questo per ricordarti che non faccio parte di chi ti dà addosso…
Ma questa storia che hai detto, davanti alle telecamere, a un gruppo di fascisti, che il M5S è un movimento ecumenico, quindi se un fascista condivide il programma del M5S e non ha pendenze penali, può aderire e addirittura candidarsi, scusami, ma non la digerisco proprio.
Va bene il superamento delle ideologie e dell’odio, va bene essere disposti ad allearsi con tutti su obiettivi fondamentali, ma io ce l’ho sempre in testa la linea morale invalicabile…
Posso collaborare anche col Diavolo su un obiettivo giusto, ma non lo ammetto nel mio movimento.

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Amo moltissimo Beppe Grillo!

In questo momento i media embedded si stanno scatenando contro Beppe. Con la storia del fuori onda di Savia ci vanno a nozze. E Grillo viene iscritto tra gli estremisti, a braccetto con Al Qaeda. Ci si dimentica che Grillo è quello che ha raccolto le firme per leggi di iniziativa popolare e per i referendum, e ogni volta la Casta è riuscita a bloccare i suoi tentativi di far funzionare la democrazia italiana. Dov’è l’antipolitica? Dov’è l’estremismo?
Nel pretendere che al parlamento non ci vadano i pregiudicati? Nel pretendere buon senso energetico, vietare le industrie inquinanti? E, tanto per dirla tutta, Grillo dovrebbe avere il rispetto di tanti tromboni, visto che ha previsto con grande anticipo il crollo dell’economia. E ha anche presentato a Prodi, quando questi era a capo del governo, un piano dettagliato su come evitare il collasso, risparmiare miliardi, ridurre l’inquinamento… E cosa ne ha fatto Prodi di quel progetto?
Intanto i politici non riescono a varare uno straccio di legge anti corruzione (che quegli estremisti dell’Unione Europea pretendono da tempo, compresa quell’antipolitica della Merkel). E anche tutte queste storie sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle mi paiono molto pretestuose. Il M5S ha scelto democraticamente il suo programma con un dibattito unico nel suo genere che ha impegnato migliaia di persone per mesi. Sceglie democraticamente i suoi candidati. Ma se Grillo non facesse da controllore e garante il movimento sarebbe facile preda di arrivisti e furbastri. I partiti appena nati sono fragili… Non si sono ancora fatti le ossa, non hanno ancora costruito una rete di quadri intermedi sperimentati.
Grillo è riuscito da solo e senza mezzi a mettere insieme un movimento di opposizione che oggi è dato al 18%. Lo ha messo insieme dal nulla in pochissimi anni. E credo che se oggi Monti riesce a fare qualche indispensabile riforma deve ringraziare l’estremista Grillo: la paura dannata che il M5S fa alla Casta (insieme al rischio bancarotta) sono la ragione per la quale i partiti stanno accettando i cambiamenti (minimi) che hanno bloccato per 40 anni.
Quel che manca al Movimento 5 Stelle non è tanto la democrazia quanto la difficoltà di passare da un movimento virtuale a un’organizzazione radicata sul territorio che selezioni i suoi leader a partire da battaglie locali. Quando questo processo sarà maggiormente sviluppato si ridurrà la necessità da parte di Grillo di fare da garante.
Imputare a Grillo il fatto che il suo movimento sia ancora infante non ha senso.
Detto questo voglio chiarire che io non faccio parte del M5S. Li stimo, collaboro con loro ma preferisco impegnarmi sulla costruzione di pezzi di economia alternativa. Robe che funzionino nel piccolo. Grillo attraverserà a nuoto lo Stretto di Messina (geniale) noi consegneremo i primi 19 appartamenti dell’Ecovillaggio Solare. Non è meglio o peggio. Conduciamo la stessa lotta con strumenti diversi. Credo che il nostro lavoro sia parallelo ma credo anche che non sia sovrapponibile o unificabile. Lo penso perché fin’ora siamo restati amici ma separati. E credo anche che le migliaia di persone che oggi sono impegnate nella creazione di cooperative sociali, percorsi formativi, produzioni culturali, sostegno a nuove imprese ecologiche, commercio solidale, finanza etica, abbiano bisogno di darsi una rappresentanza politica propria.
Questa parte del movimento progressista (il nostro partito dei tecnici) ha un’identità e una metodologia che a volte collidono con quella del M5S. Questo non perché non siamo d’accordo con le rivendicazioni di Grillo ma perché il nostro orizzonte è differente.
Il bersaglio di Grillo è la rete, i media. Il nostro bersaglio sta nelle relazioni con le persone. E per questo non ci sentiamo rappresentati dagli slogan e dai vaffanculo. E vorrei spendere due parole anche sullo stato di quella parte del movimento dedica alla pratica che generalmente viene indicata come movimenti civici. Oggi queste persone meravigliose dovrebbero dedicare un minimo di energie al creare una cooperazione a livello nazionale tra tutte le realtà dell’economia indipendente, etica ed ecologica. E' assurdo che se cerco su internet “turismo solidale” i risultati riportino diverse centrali che propongono viaggi senza che si sia creato un portale unitario e meccanismi di reciproca promozione (e relativo guadagno). E' assurdo che non vi sia una centrale in grado di aiutare i gruppi locali a fare domande per i finanziamenti dell’UE. Trovo incredibile che tutto sia spezzettato in congreghe che non si parlano. A volte neanche si conoscono. Anche perché quando ci si incontra si riesce a metter su discussioni sui peli del culo di Barbablù eterne e noiosissime…
Tanto bravi sul campo quando noiosi in assemblea. Da questo punto Grillo, con la sua fantasia, avrebbe da insegnare molto ai movimenti civici…

Infine, credo che un obiettivo strategico sia quello di unire tutte le forze eco-etico-pacifiste.
Qualcuno dirà: allora perché non lo facciamo subito?
Perché al momento ci sono interessi divergenti.
Oggi il M5S ha bisogno di contarsi e, comunque vada, riuscirà a mandare in parlamento un numero spaventoso di rappresentanti e sicuramente questo farà la differenza, perché credo che faranno un lavoro straordinario e utile per tutto il Paese. Saranno un presidio di legalità. I movimenti civici invece non si riconoscono nelle modalità di organizzazione basate sul web.
C’è un dna di partenza diverso: quelli bravi nel lavoro sul campo, quelli capaci di far quadrare i bilanci di una cooperativa, hanno una testa diversa, si sentono lontani dai Vaffanculo Day.
È gente abituata a lavorare nel piccolo, a misurare i compagni di strada sulla base della professionalità, sono allergici a qualunque tipo di leader. Anche il migliore li rende nervosi. Sono artigiani, sono attaccati in modo spasmodico alla loro indipendenza. E questo spiega anche perché abbiano così tante difficoltà a diventare visibili o a coordinarsi a livello nazionale. In effetti, è curioso che i militanti dei movimenti civici-economici siano numericamente di più dei militanti del M5S, eppure hanno una visibilità che non arriva a un centesimo di quella degli amici di Grillo. Certo se si unissero tutti… Ma per ora resta una divisione netta, anche se poi quotidianamente, in strada, si collabora… E molti compagni del M5S sono contemporaneamente validissimi imprenditori sociali, attivissimi nei movimenti civici…
E, ripeto, i punti di contrasto ideologico tra queste due anime del movimento progressista sono minimi, ma le modalità sono strutturalmente diverse.
E va bene così: ci sono due strade, ci sono storie diverse, io credo che si andrà verso la fusione ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Però è importante dirsi che andiamo dalla stessa parte. Il settarismo mi ha un po’ rotto i coglioni, da qualunque parte venga.
Viva Grillo! Viva l’M5S! Viva tutti quelli che fanno RESISTENZA alla cultura del dolore!

 

 


Come fare soldi con l’economia sinergica!

Reoose.com il baratto circolare

(È nato www.reoose.com, il baratto circolare)

Nell’intervista divertentissima di Marco Travaglio a Grillo vien fuori un quadro molto chiaro del nocciolo del pensiero di Beppe: non serve sostituire leader vecchi con leader nuovi. Serve cambiare il modo di fare politica. Non vogliamo militanti di partito che votano delegati che eleggono presidenze ma un sistema che permetta la democrazia diretta tramite web, referendum, leggi di iniziativa popolare, bilanci condivisi ecc…
Al di là di quel che si voglia dire su Grillo, lui ha imposto un nuovo modello di organizzazione politica partecipata e di democrazia di base. Un MODELLO. Sono 3 domeniche che scrivo su questo tema e ringrazio tutti coloro che stanno partecipando a questo dibattito/laboratorio.
Sono partito osservando che abbiamo bisogno di un nuovo MODELLO di comunità che permetta di organizzare e gestire il lavoro e le relazioni in modo totalmente nuovo, sviluppando le sinergie tra le diverse capacità e competenze di ognuno e coinvolgendole tutte.
Grillo ha lanciato in Italia l’idea che sia possibile un modo diverso di gestire la politica.
E' la novità di questo momento: abbiamo superato la fase della critica e della protesta e siamo arrivati alla questione centrale dell’inventare UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO GLOBALE.
In questi giorni stiamo aspettando un contratto faraonico che ci permetterebbe di cominciare subito a costruire la Mamma Service Spa di cui da tempo scrivo, offrendo così a centinaia di persone un reddito ludico ed economico. Come al solito le probabilità che questo succeda sono 12 su 20 milioni. Ma anche le centrali nucleari dovevano esplodere solo una volta ogni 32mila anni… abbiamo invece avuto due disastri atomici in 20 anni. La statistica è una scienza imprevedibile!
Quindi possiamo sperare e se state tutti con le dita incrociate magari funziona (chi non incrocia le dita è un tecnico sobrio).

Ormai da 30 anni, il compito che si è dato il collettivo di persone che collaborano con Alcatraz è quello di costruire MODELLI DI IMPRESA, nel senso più ampio del termine.
Abbiamo fatto da esploratori nel settore del biologico, dei corsi, dell’efficienza energetica, della comicoterapia. Abbiamo lavorato sulla formazione professionale, sulla valorizzazione delle attitudini, sullo sviluppo del potenziale umano e abbiamo fatto da incubatore per molte imprese caratterizzate da scelte etiche. Non faccio questo elenco solo per vantarmi ma anche per rendere chiaro che cosa stiamo cercando di fare ora. Perché, ovviamente, non ho iniziato questa serie di articoli solo per discutere.

Vediamo quindi che cosa si potrebbe fare da subito per dar vita a pezzi di questo MODELLO DI IMPRESA ETICA (intanto che aspettiamo che venga San Michele a firmarci un contrattone galattico che ci proietti nel futuro fantascientifico di Mamma Service Spa).

Cioè in soldoni: c’è modo di guadagnare soldi subito, in modo ganzo, in un momento come questo di crisi psicotica e finanziaria?
Beh, credo proprio che qualche cosa si possa fare.
Non tanto ma qualche cosa sì.
Innanzi tutto osservo che alcuni baldi giovani stanno realizzando a nostra insaputa e senza aver letto una riga di quel che abbiamo scritto, dei pezzi di Mamma Service. E questo è quantomeno un segnale che proprio una stronzata non è… Ci sono idee che sono mature, galleggiano nell’aria come le nuvole e capita che chi le respira si mette a pensare le stesse cose. (Dio! Che immagine poetica… Mi succede sempre quando mia moglie mi bacia prima di uscire… Della serie: mariti appiccicosi il ciel li aiuta).
Ma vuol dire anche che esistono una serie di servizi necessari ma ancora non presenti sulla rete.
Mi riferisco al sito www.pazienti.org che fornisce recensioni dei reparti ospedalieri di tutta Italia.
La mappatura è ancora parziale ma credo che potrà diventare un sito di importanza primaria. Dare agli utenti il modo di esprimere valutazioni ha poi anche un effetto benefico sull’efficienza ospedaliera. Una via per una possibile riforma dello stile di lavoro dei medici grazie a una spinta dal basso.
Un altro sito di cui sentivamo la necessità è il rivoluzionario www.reoose.com, un sito di baratto circolare (loro lo definiscono asincrono). Cioè tu metti quel che vuoi barattare in un catalogo e ottieni dei crediti che ti servono per acquistare altri prodotti presenti nel catalogo. Cioè, un sistema analogo a una banca del tempo… Il sito è costruito in modo intelligente e dinamico e guadagni crediti anche sostenendo il sito e partecipando a una serie di iniziative.
E' chiaro che un’operazione simile oltre a essere un modo intelligente di fare impresa è anche un sistema che può aiutare moltissime persone a risparmiare denaro. Il che, vista la crisi in corso, è anche di un’attività meritoria. Ovviamente, gli ho subito telefonato mettendomi a piangere per la commozione per il fatto che loro sono riusciti a realizzare quel che avevo solo sognato. Gran bravi ragazzi! (SOSTENIAMOLI DIFFONDENDO IL LINK E PARTECIPANDO AI BARATTOLI!!!!)
Ma se ci sono altri baldi auto-imprenditori che vogliono realizzare un progetto e cercano idee, come ben sapete noi ne abbiamo da vendere.
Giace nella rete, quale relitto di un eroico tentativo, abbandonato per mancanza di uomini e mezzi (e costato un pozzo). Parlo dell’ineffabile www.nonfartifregare.com che sotto c’ha un software poderoso. E' un sito di giudizi e consigli per gli acquisti (tipo ciao.com ma più etico).
Giace parimenti nel mare che separa il dire dal fare www.mercatoribelle.it (momentaneamente oscurato) un raffinato sistema di affiliazione pubblicitaria per siti etici. Un progetto grandioso chiuso in un nudo garage digitale (questi due progetti sono fratelli di www.stradaalternativa.it che invece va a gonfie vele con più di 450 siti etici che si sono scambiati gratis più di 30 milioni di banner pubblicitari).
Abbiamo poi studiato il progetto di costruire una vera e propria moneta complementare, i Talenti (che non sono antagonisti degli Scec che sono una moneta di sconto e che sosteniamo strenuamente e accettiamo ad Alcatraz). Questa moneta complementare dovrebbe essere collegata a un sistema di crediti (con carta di credito) che poi potrebbe connettersi anche con un sistema di baratto circolare (vedi www.reoose.com).
Anche qui non abbiamo ancora trovato uomini e mezzi (abbiamo invece trovato mezzi uomini, uomini ai mezzi, uomini senza mezzi e mezzi mezzi).
Ci sarebbero poi 500 posti di lavoro per creare mercatini mensili dell’usato in tutte le cittadine e i paesotti italiani dove ancora non esiste tale istituzione.
Un’impresa che potrebbe essere affiancata dal recupero e rigenerazione di mobilia, vestiario, computer ed elettrodomestici. Ogni giorno in Italia si buttano migliaia di beni in buono stato o comunque recuperabili e le imprese della nettezza urbana sono generalmente disposte a regalarli a chi li riusa. Sono cose che in molte città si fanno ma che in molte di più non esistono proprio.
Non parliamo poi del recupero degli alimentari sull’orlo della scadenza, che ancora in gran parte d’Italia si buttano mentre in alcune zone ci sono veri e propri supermercati che creano anche dei posti di lavoro e contemporaneamente offrono cibo ottimo a bassissimo costo.
Mi fermo qui perché sennò rischio di annoiare. Ma se ci fossero segnali di interesse per questo discorso potremmo organizzare una teleconferenza via internet sull’argomento autoimpresa.

INVESTITORI ETICI
E già che ci siamo vorrei anticiparvi una proposta sulla quale stiamo lavorando da tempo.
L’idea nasce dalla domanda seguente: nel caso una persona abbia la fortuna di avere messo da parte dei soldi cosa ne fa in un momento di crisi disastrosa come questa?
E' possibile pensare a un risparmio che sia remunerativo, sicuro e etico?
Argomento delicatissimo per via della giusta diffidenza in questo settore di squali.
Al momento l’unica possibilità è la finanza etica (Banca etica, Mag…). Ci sono poi interessanti esperienze di gestione diretta del prestito frammentato (siti web che permettono a ogni utente di prestare a 50 persone suddividendo così il rischio).
Io credo che sarebbe utile creare anche dei gruppi di investitori che si mettono in società per finanziare investimenti in settori a basso rischio come gli ecovillaggi o gli impianti di energia elettrica rinnovabile.
Stiamo mettendo a punto una proposta in questa direzione.
L’idea in sostanza è di una società, probabilmente una cooperativa, che raccolga quote a partire da 10mila euro. Con questo denaro la cooperativa acquista il terreno dove costruisce una struttura (al centro dell’Ecovillaggio Solare di Alcatraz, nella piazzetta col portico) composta da albergo, ristorante, bar e bazar. Questa società non gestirà l’attività, sarà esclusivamente immobiliare, quindi con scarso rischio. I soci avranno la rivalutazione del valore delle strutture e quindi dell’investimento e l’introito dell’affitto.
Se una proposta simile avesse successo potremmo anche pensare di creare società che comprano ruderi e strutture fatiscenti, si accollino i costi della progettazione di un ecovillaggio e degli iter autorizzativi e quindi vendano sulla carta. Un simile sistema di finanziamento, se esistesse, potrebbe dar vita a molti ecovillaggi in tutta Italia e anche alla creazione di “quartieri ecologici” dentro le città. E una rete di ecovilaggi offrirebbe una verticalizzazione delle opportunità di collaborazione e autoimpresa per molte persone.
Se la queste idee ti interessano puoi segnalarlo a gabriella@alcatraz.it, ti informeremo degli sviluppi del progetto. Ovviamente qualunque contributo alla discussione è il benvenuto.

Detto questo vorrei osservare che se realmente crescesse questo tipo di imprenditorialità ci troveremmo a sperimentare gli effetti di un’economia sinergica.
E qui io credo stiano potenzialità enormi e fin’ora inesplorate su questo pianeta.
Immagino reti di imprese e associazioni, gruppi d’acquisto e cooperative, affiliazioni e consociazioni che cambino completamente i meccanismi di lavoro, gestione delle relazioni, consumi e acquisti. Mettete insieme tutto quello che si sta sperimentando da 30 anni, dal car sharing alle monete alternative, complementari e parallele, dalla permacultura all’efficienza energetica, dal cousing alla proprietà collettiva e ottenete un SISTEMA economico ed esistenziale che diventa un moltiplicatore di opportunità. E quel che serve è proprio questo. Nessuno può dire come si deve sviluppare il futuro.
Quel che possiamo fare è creare maggiori opportunità. La creatività collettiva poi troverà il resto.


Amo Grillo fisicamente!

Amo anche mia moglie fisicamente. Anche se a volte non sono d’accordo con lei.
Anche con Beppe a volte non sono d’accordo, ma meno che con mia moglie.
E visto che nonostante questo, con mia moglie ci faccio persino l’amore, perché non dovrei amare anche Grillo?

In questo momento molti sono furenti con Beppe perché ha criticato Pisapia dicendo che non cambierà nulla e che è un uomo dell’inciucio.
Io non la penso uguale: penso che Pisapia sia una grande possibilità per il cambiamento e l’ho sostenuto con tutte le mie forze.
Penso che il Pisapia che si è presentato alle elezioni sia diverso dal Pisapia che ha vinto. Quando si è presentato Pisapia credo sapesse che aveva solo una possibilità su 100 milioni di vincere veramente…
Ma credo che la vittoria stia provocando in lui una mutazione chimica. Credo che la tentazione di cambiare veramente Milano stia esplodendo in lui e credo che ci siano delle grandi probabilità che decida di pazziare e di incarnare veramente il grande sogno di nuovo e di giusto che ha animato i suoi elettori. Se lo farà passerà alla storia, sennò sarà solo uno dei tanti che sono stati divorati dalla Casta.
Ma capisco Grillo perché il suo pessimismo non è campato in aria, ad essere pessimisti si sbaglia poco.
E rispetto doppiamente Grillo perché sapeva benissimo che si sarebbe trovato contro molti dei suoi sostenitori…
Tirar fuori opinioni facili è sempre meglio.
Ma Beppe è uno vero e preferisce annegare da solo che fare scelte di interesse.

Io credo che il drammatico problema dei progressisti italiani sia il monoteismo, padre di tutte le guerre.
Abbiamo un riflesso condizionato che ci induce sempre a cercare il grande leader PERFETTO.
Possiamo avere un solo Dio. E se uno non è Dio allora è il Diavolo.
Altre culture, come quella egizia, ragionavano in modo diverso: ad esempio, davano diverse spiegazioni del fatto che il sole attraversasse il cielo. Lo spiegavano con un carro trainato da cavalli, con la storia di un innamorato che seguiva la sua amante (la Luna) e come una questione di corpi celesti.
E tutte queste ragioni non si escludevano, concorrevano ugualmente a testimoniare il fatto che il sole attraversa il cielo.
Poi è arrivato il monoteismo, il dogma che pretende che chi è eretico venga bruciato sul rogo: la verità è una. Balle....

continua sul Fatto:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/03/amo-grillo-fisicamente/115518/

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Alberto Magarelli

Le mezze stagioni non esistono più, perché a Beppe Grillo non piace lasciare le cose a metà.

Barbara Pivetta

Quando Grillo pensa, disturba tutte le frequenze Mediaset!