rassegna stampa

Lampedusa, Jacopo Fo: "Vince ancora la burocrazia. Ho offerto tende, mi è stato detto di mandare un fax"

Lampedusa è in ginocchio, eppure una cosa sembra essere rimasta in piedi: la burocrazia. Almeno così sembra a leggere le parole di Jacopo Fo riportate questa mattina da Il Fatto Quotidiano. Di fronte alla tragedia - racconta Fo - "ho pensato di fare una cosa piccola: "mandare giù cento tende da campeggio", dopo aver visto le immagini di "disperati che dormono a terra, su cartoni e stracci, i vestiti appesi a una rete e la pioggia che bagna tutto". Eppure, tanto facile non è. Lampedusa la riposta è stata: "No grazie, non possiamo accettare".

"Ho telefonato alla sindaca di Lampedusa - spiega ancora il figlio di Dario Fo - offrendole cento tende, per evitare che le persone dormano all'addiaccio. Ma la risposta è stata: non grazie, non possiamo accettare". Perché? Perché tutto quello che riguarda il centro - si è sentito dire Fo - deve essere gestito dalla prefettura, il Comune non c'entra. Così a Lampedusa la sindaca è costretta a rinunciare alle molte offerte che le stanno arrivando: tende, camper, scarpe cibo.

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Jacopo Fo, contro l'indifferenza, ricostruendo reti sociali

Trentino Book Festival 2013

Combattere l'indifferenza, rompendo gli schemi col passato. Jacopo Fo ne ha fatto una ragione di vita, ha messo al centro dei suoi interessi le relazioni sociali, la cooperazione, il volontariato. Una condivisione emotiva che Fo ha potuto sperimentare nella recente perdita della cara madre, Franca Rame, un'idea di società fondata su una solida rete relazionale di cui il Fo parlerà venerdì 14 giugno, durante l'appuntamento con Marco Travaglio al Trentino Book Festival, in diretta Skype.
Il tema del festival sarà “decostruire l'indifferenza”. Qual è il suo rapporto con l'indolenza, il cinismo con il quale spesso – purtroppo – si ha a che fare?

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Alcatraz sulla stampa danese

Articolo pubblicato sul giornale danese Politiken dopo la visita della Stampa Estera ad Alcatraz...

Articolo pubblicato sul giornale danese Politiken dopo la visita della Stampa Estera ad Alcatraz...

Traduzione

Alcatraz negli USA era una prigione in un’isola. Alcatraz, in Italia, è una libera località per le ferie che attira molta gente.
Se si ha difficoltà a vivere nell’ingiusta e squilibrata società italiana, si può creare una società costruita secondo il proprio gusto. Questo è quello che Jacopo Fo ha fatto con l’aiuto di suo padre, lo scrittore, l’attore della Commedia dell’Arte, il premio nobel, ed altro, Dario Fo.
Il risultato è stato la Libera Repubblica di Alcatraz, situata nella bella regione dell’Umbria a circa 200 chilometri da Roma.
La Repubblica non ha né parlamento né esercito, ma semplici cittadini o visitatori a cui piace vivere in maniera sana e piacevole una vita semplice. Le casa sono dotate al cento per cento dell’energia prodotta da biomasse e pannelli solari. La  piscina interna, ad esempio, è riscaldata completamente dal lavorio di batteri attivi.
Riciclaggio è la parola d’ordine. Si può partecipare al dibattito quotidiano del dopopranzo, oppure farsi i fatti propri. Si può seguire un corso di recitazione col papà Dario (quando c’è), oppure esercitarsi a suonare l’ukulele all’ombra di un albero.
In realtà la Repubblica è una curiosità attraente, un posto di vacanze alternativo per quelli che hanno bisogno di rilassarsi lontano dalla normale vita italiana. Alcatraz è una società registrata che paga regolarmente gli stipendi ai dipendenti e paga le tasse puntualmente, come solo poche società della penisola italiana sono abituate a fare.
Al cinquantottenne Jacopo Fo piace molto la Danimarca, dove ha abitato per un breve periodo. È un artista eclettico, filosofo e, a suo modo, anche un filantropo.
Alcatraz ha, per principio, prezzi fissi e ragionevoli, ma i visitatori o le visitatrici che non se lo possono permettere, possono decidere loro stessi il prezzo di un trattamento completo. La Repubblica ti offre un passaporto che ti da la possibilità di seguire una serie di corsi "alternativi" e sopratutto consumare eccellenti pasti ecologici innaffiati da ottimi vini dai nomi attraenti come ”Sesso Selvaggio” o ”Amore Cosmico”.
La filantropia è sicuramente un’usanza di famiglia. Tutta la somma di denaro del premio nobel è stata usata a suo tempo da Dario Fo per comprare sedie a rotelle ed altri attrezzi destinati agli invalidi. Nella Repubblica si possono seguire dei corsi che non esistono da altre parti, come corsi sul sesso per gli anziani, yoga demenziale, gastronomia elementare, coltivazioni dinamiche per il giardino di casa, risate per tutti i giorni, comicità ecc. Senza considerare corsi e conferenze di famosi artisti che amano frequentare la Repubblica.
Nella Repubblica sono presenti molti degli elementi che hanno caratterizzato il teatro della famiglia Fo, che hanno fatto il giro del mondo.
La fondazione di Alcatraz risale agli anni ’80, in un’atmosfera di ribellione e di lotta per salvare il mondo dal capitalismo e dalle società multinazionali. Oggi invece si tratta sopratutto di pace e fratellanza. Da qui parte un messaggio sociale, dice Jacopo Fo, ma anche  mostrare e praticare uno stile di vita basato su cose semplici e poco costose nel rispetto dell’ambiente: un esempio da seguire per gli altri italiani.
Il posto non è facile da trovare, ma se si vuole arrivare in macchina da quelle parti si deve chiedere la strada per Casa del Diavolo. Tutti sanno dove si trova. Visitate il sito www.alcatraz.it.

Alfredo Tesio abita a Roma, e si occupa di cose italiane per la nostra rubrica di ”curiosità”.

Traduzione di Salvatore Carboni (con tanti saluti a Jacopo e a suo padre).


Jacopo Fo racconta di yoga demenziale, politica, creatività e utopie concrete

Gagarin Magazine

Da Beppe Grillo agli ecovillaggi passando per armadi da spostare. E di un nuovo Rinascimento in arrivo. In un’intervista interrotta da un’ospite d’eccezione...
Michele Pascarella, di Gagarin Magazine, intervista Jacopo Fo.

Comincerei con lo yoga demenziale…
«Da trent’anni propongo una serie di esperimenti, spero divertenti, con i quali cerco di spiegare alcuni meccanismi di funzionamento della muscolatura, della respirazione, dei riflessi, della creatività e delle percezioni. È una specie di percorso di alfabetizzazione al rapporto col proprio corpo, con le proprie potenzialità».

Mi fai un esempio?
«Se spingi col braccio contro un muro per 60 secondi, quando smetti di spingere il braccio si alza da solo. Questo esercizio dimostra che noi abbiamo una muscolatura non razionale…

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Ecologia, follia e dintorni. Intervista a Jacopo Fo

Jacopo Fo Ecologia Follia e dintorniDa Ambienteambienti.com
"Venerdì dopopranzo a Radio2 a “Un giorno da pecora” e sabato dopocena nelle Marche per il suo spettacolo “Ecologia, follia e dintorni”. «Un raccontare in modo divertente che è una via di mezzo tra conferenza e spettacolo teatrale» come lo definisce lui stesso dal palco. Una conversazione scenica in cui raggiunge il climax di ilarità in sala dissertando del sistema uomo-donna, ma dove l’intero discorso è incorniciato dall’inutilità e la nocività dell’egoismo in favore dell’armonia. Un’ecologia della mente, si potrebbe azzardare, alla base. A partire dalla lezione delle scimmie bonobo, “fate l’amore non fate la guerra”, da cui discendiamo."

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Jacopo Fo a Cantiano (PU): "E' tempo di cambiare"

OndaLibera TV: inaugurazione d'eccellenza per la serie di eventi organizzati da Eco-Fatto, il 6 aprile 2013 a Cantiano infatti si è tenuto lo spettacolo di Jacopo Fo. Il titolo "E' tempo di cambiare" è un invito che Fo rivolge alla gente per liberarsi della crisi, con una serie di esempi spiega alcuni motivi legati ai problemi dell'uomo di oggi e, con ottimismo, esorta a cambiare.


Un Giorno da Pecora: l'intervista cantata di Rachele Brancatisano e Serena Pagnani a Jacopo Fo

 


5 aprile 2013: Jacopo Fo interviene a Un giorno da Pecora, Rai Radio2

"Jacopo Fo dice che il padre Dario non farebbe mai il Presidente della Repubblica, spiega qual è la posizione sessuale del gatto e dice che si farà un governo simil Bersani"

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