Com'è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo

Il comunismo libertario e giullaresco di Dario Fo e Franca Rame

Più che un’autobiografia, uno scintillìo di ricordi flash del figlio di Dario Fo e Franca Rame, anzi di Rame e Fo, perché al centro della trama di ricordi è soprattutto la figura della madre, grande attrice, donna di straordinaria bellezza e moglie di Dario, Premio Nobel per la letteratura nel 1997, anche lei giustamente menzionata nelle motivazioni della giuria svedese. Una scrittura brillante, semplice ed essenziale, un pullulare di aneddoti divertenti e sorprendenti rendono la lettura di questo libro gradevole e consigliabile. Sto parlando di Jacopo Fo, Come è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo, Guanda, Milano, 2019 (trasformato anche in uno spettacolo): non solo un commosso atto d’amore filiale, ma un libro indispensabile nel Cinquantenario di Mistero buffo, il capolavoro di Fo, un classico teatrale, l’opera principale che ha motivato l’assegnazione del Nobel.

Dal prezioso libro di Jacopo Fo, date per note e acquisite alcune vicende e notizie biografiche e artistiche della coppia Fo-Rame, emerge una nuova e inedita serie di testimonianze e riflessioni che, a mio avviso, possono essere riassunte in tre punti (non riferisco gli aneddoti, per non togliere al lettore il piacere della scoperta).

A) La sovrapposizione di due storie fortunate, ma difficili: quella del figlio, e quella dei genitori, due outsiders del teatro e della cultura in Italia («Per certi critici sono un ladro di Nobel», disse Fo con rammarico nel 1997; «La sua vittoria? Un colpo per l’Accademia», commentò Umberto Eco). Jacopo, in quanto «figlio di cotanti genitori», aldilà degli ovvi vantaggi, ha dovuto lottare per dimostrare a sé stesso e agli altri quanto valesse («Non sai mai – dice Jacopo – se ottieni risultati perché sei bravo, o perché sei figlio di mamma e papà»). Una sfida, che lo ha spinto a sperimentarsi con successo in molteplici settori (regia, recitazione, saggistica, vignettistica ecc. fino alla fondazione di Alcatraz), ma anche ad affrontare dure crisi personali e identitarie, politiche ed esistenziali, tipiche della generazione postsessantottina, che avrebbero potuto travolgerlo, ma da cui è uscito indenne e più forte (il rischio maggiore fu il suo momentaneo avvicinamento all’ala militarista di Autonomia operaia – per rabbia impotente e desiderio di vendetta dopo il rapimento e lo stupro della madre nel 1973 ad opera di un gruppo di fascisti probabilmente in combutta coi servizi segreti deviati).

Della vita difficile, imprevedibile e avventurosa della coppia Fo-Rame mi pare doveroso ricordare almeno due episodi, accennati nelle memorie di Jacopo, stranoti ai più anziani, ma forse poco conosciuti dai più giovani:
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Storia di una famiglia fuori dal comune - Con Jacopo Fo e Giuseppina Manin

Jacopo Fo insieme a Giuseppina Manin cerca di rispondere alla domanda che in assoluto gli è stata fatta più volte nel corso della sua vita: com’è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo? Ma anche... Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato? Cosa hai imparato? In occasione della pubblicazione del libro Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo, il figlio Jacopo ci porta con sé nella sua fantastica e spesso scomoda famiglia.

17 novembre 2019
Ore 19:00
Presso il Castello Sforzesco (Sala Viscontea)
Piazza Castello 1, Milano

 


«Con Dario e Franca? Tanti scherzi» - Intervista a Jacopo Fo

Domanda obbligata: come è stato, esser figlio di due artisti di quella portata?
«Molto strano. Ho avuto un grande colpo di fortuna. Ma devo premettere – sorride Jacopo Fo – che come si può immaginare questa è una domanda che mi sento fare da tutta la vita. Pensi di avere la risposta pronta, ma insieme alla solita risposta preparata, nella mia testa ogni volta riaffiorano ricordi ed emozioni».
Ce ne racconta qualcuno?
«I miei genitori avevano una grande capacità di empatia, di relazione. Io ho amici che in tutta la vita non hanno mai abbracciato il proprio padre. Nella mia famigli l’emotività faceva parte… del lavoro. Gli scherzi, la comunicazione, l’emozione erano continui. Tutto ciò era semplicemente grandioso».
Lei naturalmente questo rappresenta sul palco, e racconta nel libro?
«Io cerco di regalare attraverso lo spettacolo e il libro, il fatto di essre cresciuto nella completa mancanza di aderenza ai codici. Una volta mio padre per chiedere informazioni stradali, non c’erano ancora i navigatori elettronici, esce dalla macchina e gli cascano i pantaloni. Ricordo mia mamma che si scompiscia letteramente, mentre io ero terrorizzato. Pensavo: ma con mio padre non sono al sicuro. E poi… ».
Dica,
«Una gita in montagna – noi avevamo case a Milano e a Cassanego di Cernobbio, e a Sala di Cesenatico -, avevo tre anni e mezzo. Dovevamo pranzare in un ristorante in quota, sulle Aspi. Mi caricano da solo in seggiovia. Ero terrorizzato. Arrivo in cima in crisi di panico, aggrappato come una scimmia. L’addetto mi tira un ceffone. Mio padre alla fine mi portò giù a piedi. Niente ramanzine, mai un ceffone, una punizione. Mi spiegavano le cose. ‘Ti dico perché hai fatto una c….’, mi diceva. Il loro metodo educativo era lasciarmi completamente libero».
Non è pericoloso?
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Una serata in compagnia di Jacopo Fo

 

Ieri, sabato 9 novembre, al Teatro Astra di Bellaria Igea Marina, una serata in compagnia di Jacopo Fo.
Dopo lo spettacolo "Com'è essere figlio di Dario Fo e Franca Rame", l'incontro con il pubblico. Molti i sorrisi, le strette di mano e le dediche firmate direttamente dal figlio di Dario Fo e Franca Rame.

 
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Jacopo Fo “Racconto la mia vita accanto a genitori in prima linea”

Tutti genitori, man mano che si cresce, finiscono con l’essere presenze un po’ ingombranti. Ma alcuni, bisogna riconoscerlo, lo sono di più. Un attore famoso, il vincitore di un premio Nobel, un politico molto discusso, una star televisiva. Mettete tutte queste caratteristiche insieme e avrete i genitori di Jacopo Fo: il risultato è una vita turbolenta, ricchissima e un po’ incredibile, che Jacopo ha deciso di raccontare in un libro, “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo” edito da Guanda, e quindi trasformare in spettacolo. Il monologo di Jacopo Fo apre questa sera alle 21 la stagione del Garybali di Settimo torinese, gestita dai Santibriganti e che per questa prima nazionale si avvale della collaborazione con Piemonte dal vivo.

Jacopo, per quale ragione ha deciso di ripercorrere la vita con i suoi genitori?
«Raccontare la propria vita serve a fare chiarezza. La mia psicologa mi ha consigliato di mettere per iscritto la storia della mia vita, e io le ho dato retta e ne è venuto fuori un libro. Che poi ho ripreso in forma di spettacolo…».
Quindi lo spettacolo non si limita alla sua infanzia?
«Nello spettacolo racconto tutta la mia vita. Non posso spiegare il rapporto con i miei genitori senza raccontare cosa è successo a me. Ho avuto una vita pazzesca».
Per esempio?
«A 7 anni andavo in giro con la scorta. Ne avevo 23 quando partecipai alla nascita della rivista Il Male, che ebbe un successo pazzesco. Poi sono stato travolto dallo scandalo per aver parlato di incontinenza sessuale femminile. Ho fondato la Libera università di Alcatraz… insomma non sono cose che capitano alle persone di solito, è stata una vita molto strana».
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PRIMA NAZIONALE di "Com'è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo"

Giovedì 31 ottobre 2019 dalle ore 21:00
presso il Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese
Jacopo Fo porterà in scena, in PRIMA NAZIONALE, il suo nuovo spettacolo "Com'è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo"
regia di Felice Cappa
tratto dall'omonimo libro edito Guanda Editore.

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Jacopo Fo apre i “Giovedì Garybaldini” a Settimo

Giovedì 31 ottobre alle ore 21 Jacopo Fo apre “Naufragar m’è dolce”, la stagione del Teatro Civico Garybaldi di Settimo organizzata da Santibriganti, con “Come è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo”, tratto dall’omonimo libro edito da Guanda. Una prima nazionale che approda a Settimo grazie al sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo.

Jacopo Fo ha raccolto una serie di racconti e ricordi per cercare di rispondere alla domanda che in assoluto gli è stata fatta più volte nel corso della sua vita: com’è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo? Ma anche, com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato? Cosa hai imparato? “Sono domande” dice Jacopo “alle quali pensi sempre di avere la risposta pronta, ma mentre tu parti per rispondere con la solita tiritera ti succede che sempre nuovi ricordi ed emozioni ti riaffiorano alla mente”.
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Storia di una famiglia fuori dal comune

Jacopo Fo, insieme a Giuseppina Manin, cerca di rispondere alla domanda che in assoluto gli è stata fatta più volte nel corso della sua vita: com’è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo? Ma anche... Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato? Cosa hai imparato?
In occasione della pubblicazione del libro "Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo", il figlio Jacopo ci porta con sé nella sua fantastica e spesso scomoda famiglia!

Appuntamento per domenica 17 novembre, ore 19:00, al BookCity Milano!
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