Jacopo Fo

Dibattito sul programma (viva Grillo!)

Trovo eccellente la costruzione di un programma (Primarie dei Cittadini) proposto da Grillo.
Anche io ho postato un contributo. Eccolo.

Caro Grillo, posto qui questo messaggio perchè Pannella
ha allargato il discorso.. Io credo che oltre alle soluzioni specifiche dei problemi (essenziali e sempre trascurate dai
nostri politici) sia oggi necessario mettere in campo una strategia d'insieme.
Ad esempio il risparmio energetico fa parte di un approccio
di razionalizzazione globale. Va di pari passo al risparmio e all'efficenza nell'amministrazione pubblica (taglio drastico
delle lungaggini e follie burocratiche) che è inscindibile
dalla lotta alla corruzione e all'evasione fiscale.
E questa riforma deve saldarsi con nuove leggi
antifurbi (l'Italia manca di una legislatura su truffa, manipolazione del mercato finanziario, debiti non pagati,
falso in bilancio ecc.) e con l'efficenza dei controlli e la
rapidità dei processi.
Attenzione qui c'è una questione di strategia. Io sono per
la soluzione adottata dalla Florida che ha semplificato i regolamenti, cancellato decine di migliaia di codici
e codicilli e dato ai controllori la responsabilità di giudicare.
E' una questione essenziale.
La cucina di un ristorante deve essere a norma di legge
quando è pulita, ben tenuta e produce buoni cibi o quando
le piastrelle sono esattamente alte 180 centimetri? Dietro la lettera asettica dei regolamenti si cela la possibilità del burocrate di "chiudere un occhio". Lo stesso per quanto
riguarda le leggi in generale. Oggi puoi uccidere dieci
persone o truffarne diecimila e non farti la prigione perchè
il tuo abile avvocato è riuscito a invalidare il processo per
un vizio di forma. Questa storia deve finire.
La lentezza burocratica e le truffe costano alle imprese
qualche cosa come il 20% del fatturato. E un'altra tassa
nascosta è rappresentata dalle inefficenze e dai cartelli corporativi: costi bancari, assicurativi, legali, telefonici,
notarili ecc. in Italia sono i più alti d'Europa.
Se si vuol rilanciare l'economia e tagliare i costi per le
imprese (e i cittadini) si cominci da qui.


Commenti

Tutti sti politichini non deovno fare niente, perchè c'è già tutto, devono limitarsi ad eseguire tutto qui. Tutte le soluzioni sono stae scritte, c'hanno tutte le istruzioni per l'uso di qualsiasi cosa che cavolo ci vuole!!!!!!!!!!!! Non c'hanno voglia! Sono laureati e non sanno leggere delle semplici istruzioni! Siamo circodanti da malati mentali lesi nel loro intimo più profondo!!! Molti di loro ci stanno governando! O my God! God Bless America ( e mo che c'entra, qualcosa c'entra!)
Ricoveriamoli!!!!!!!! :D :D :D

Una volta non esisteva il "vizio di forma", praticamente era impossibile invalidare un processo se non era il "vizio di forma" un fatto grave |

Parliamo di programma? Cancellare questa immondizia!

Aprile 2002 - Legge sul Falso in Bilancio.
Altra legge, altra bruttura!
Ma per capire meglio cosa abbia comportato questo decreto è il caso di partire dall'inizio, da come era in origine la legislazione in materia di diritto societario.
Le cosiddette "false comunicazioni" di cui il falso in bilancio è parte, erano tutte quelle "comunicazioni sociali" riguardo la costituzione e le condizioni economiche dalla società, rese da promotori, soci fondatori, amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori in maniera fraudolenta. Il reato era punibile con la reclusione da 1 a 5 anno e da 2 a 20 milioni di multa.
Maria Genovese

Pur non risultando immediatamente evidente, la legge, così come era formulata, presentava forti caratteri di indeterminatezza, che imponevano poi alla magistratura notevoli problemi di interpretazione, come numerose sentenze della cassazione dimostrano.
Non era specificata la natura delle "comunicazioni" ad esempio, che potevano andare dalla falsificazione del bilancio alla semplice comunicazione, anche verbale della costituzione della società.
Il termine "fraudolento" implica l'intenzione di trarre in inganno e di conseguire con esso "ingiusto profitto". Questo rendeva non essenziale l'intenzione di arrecare danno: era sufficiente il semplice "dolo eventuale".
Anche il "soggetto passivo" non era meglio specificato: poteva trattarsi tanto di soci quanto di creditori o chiunque altro potesse avere interesse nel regolare funzionamento della società (anche il Fisco, per esempio).

Data la difficoltà oggettiva nel delineare in maniera chiara il reato in tutti i suoi aspetti, la precedente legislatura ha realizzato un progetto di legge, che riformasse il diritto societario, e nello specifico il reato di falso in bilancio: il cosiddetto "testo Mirone". Nel suddetto testo, il concetto di "fraudolento" viene meglio specificato, per cui il reato è da considerarsi consumato nel momento in cui vengono intenzionalmente fornite ai soci o al pubblico comunicazioni sociali false, relative allo stato economico, patrimoniale o finanziario della società, o qualora vengano occultate in maniera intenzionale informazioni sullo stato di salute sella stessa, al fine di conseguire "ingiusto profitto"
In questa nuova formulazione risulta evidente chi sia da considerare parte lesa (soci e pubblico) e la natura delle comunicazioni sociali, configurando il falso in bilancio come reato di natura economica.

La riforma Mirone però non riesce a vedere la luce: ancora una volta in ritardo sui temi (come nel caso delle Rogatorie Internazionali), la proposta rimane ferma, perchè a ridosso dello scioglimento delle camere.
Il nuovo governo di centro destra insediatosi in realtà ripropone il provvedimento, con la richiesta del Ministro di Giustizia di applicare per esso la procedura d'urgenza, che l'opposizione approva.
Sin qui tutto bene, se non...
Nel passaggio della proposta in Commissione Giustizia passano degli emendamenti messi a punto da alcuni esperti, tra cui Gaetano Pecorella, avvocato di Berlusconi e neodeputato, che modificano il testo in maniera sostanziale.
Innanzitutto vengono ridotti i tempi di prescrizione, che passano dai 10 previsti a 3 - 5 anni.
Inoltre viene introdotta una soglia di tolleranza per falsità ed omissioni che "(...) determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 % o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1 % (...)".
Nel passaggio viene ancora più delimitato il soggetto passivo che costituisce parte lesa, escludendo il caso in cui le false comunicazioni siano rese al fine di frodare il fisco.
Non vogliamo pensare male, per cui potremmo provare a considerare un puro caso il fatto che:

Caso All Iberian (Falso in bilancio: prescrizione, ma nella sentenza è precisato che non esiste alcuna evidenza di innocenza)
Caso Lentini (Falso in bilancio per l'acquisto del giocatore: prescritto perchè depenalizzato!)
Caso SME-Ariosto (Falso in bilancio: depenalizzato il falso in bilancio) Da notare che oltre alla depenalizzazione del reato nei termini spiegati, i processi sarebbero comunque andati in prescrizione per decorrenza dei termini, che sono stati notevolmente accorciati dallo stesso decreto!

Accettiamo ancora una volta, come per la legge sulle Rogatorie Internazionali, l'idea che non ci fosse intenzione di salvare il Premier dai suddetti processi, le conseguenze di questa legge vanno ben oltre la semplice soluzione di un problema personale: consideriamo che chi sceglie di investire in una data impresa, chiaramente si basa sul bilancio di esercizio per valutarne lo stato di salute.
La consapevolezza che un bilancio possa essere falsato introduce la percezione di incertezza sugli utili presenti che rendono altresì incerti i possibili utili futuri. La conseguenza di un tale fattore di rischio è che si investe di meno, il motore dell'economia si blocca, e il paese non cresce.
Inoltre questa situazione crea una sorta di canale preferenziale per i gruppi bancari, unici investitori che possono bypassare il bilancio di esercizio, potendo accedere direttamente alle scritture contabili dell'impresa da finanziare.

Un altro ottimo risultato di questo governo, senza dubbio!
www.babylonbus.org

E già che ci siamo, cancellare anche questo!

OTTOBRE 2001 - Approvato il disegno di legge noto come "Legge sulle Rogatorie Internazionali", che ratifica la materia delle rogatorie internazionali, lo strumento attraverso cui un giudice chiede ad altro giudice di un paese straniero di compiere atti processuali fuori della propria giurisdizione, come può essere il richiedere documenti su movimenti bancari.

By Maria Genovese

La legge approvata viene di fatto a modificare gli accordi del '98, presi tra il nostro paese e la Svizzera, che il governo Prodi aveva avviato dietro precisa richiesta del pool di Mani Pulite, al fine di semplificare le procedure di acquisizione di prove, informazioni e documenti, resa necessaria dall'imminente rischio di prescrizione di alcuni processi, tra cui il noto SME-Ariosto.

Il provvedimento, che era già stato per la verità presentato alle camere dall'ulivo, ma solo in prossimità dello scioglimento di queste, è stato ripreso dal nuovo governo insediatosi, emendato poi nel passaggio in Senato in alcuni punti decisivi, che lo modificano in maniera sostanziale: si può applicare ai processi in corso, ed annulla le rogatorie macchiate da vizi di forma.

Nella legge così modificata, inoltre, si fa esplicito riferimento alla Convenzione di Strasburgo del '59, secondo la quale gli atti acquisiti da paese straniero devono essere presentati in originale o in fotocopia accompagnata da certificato di copia conforme all'originale, pena l'inammissibilità dell'atto stesso. Negli anni successivi a tale Convenzione, una serie di trattati ed accordi, come quello stipulato nel 98 tra Italia e Svizzera, hanno modificato la rigida burocrazia di tale convenzione, ma di fatto non l'hanno cancellata.

Ciò fa si che, se in corso di dibattimento il PM mostra documenti acquisiti dalla Svizzera che dimostrano l'esistenza di un conto aperto per consentire movimenti relativi a proventi di atti illeciti, come per esempio gli introiti di un giro di pedofilia, la difesa può in ogni momento fare richiesta che venga mostrato il certificato di copia conforme all'originale, verosimilmente inesistente proprio in virtù di tali accordi, rendendo così nulla la prova.

Il testo della presente legge, inoltre, rende inutilizzabili anche tutte le dichiarazioni rese che riguardino il contenuto di tali atti: il che vuol dire che, se anche l'imputato avesse dichiarato "E' vero, quel conto lo utilizzavamo per finanziare un traffico di armi con Al Qeida", tale dichiarazione verrebbe annullata insieme con le prove acquisite.

Il Governo ha fortemente rifiutato il marchio di "legge ad personam". Di fatto però tale legge ha favorito il premier in una serie di procedimenti a suo carico. La retroattività della legge ha infatti consentito di estendere l'inammissibilità di documentazioni acquisite dalla Svizzera, che dimostravano la presenza di movimenti bancari su conti esteri, nonchè tutte le dichiarazioni rese da Previti e Squillante su tali movimenti, insieme con le dichiarazioni rese dal Responsabile dei Servizi Finanziari Fininvest, che confermavano i pagamenti effettuati, documentati proprio da tali carte svizzere.

Vogliamo perdonare al premier un "peccatuccio veniale"? E' vero che questa legge, insieme con la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge Cirami sul legittimo sospetto, il lodo Schifani, la "ex Cirielli" e la recentissima legge sull'inappellabilità del giudizio, ah consentito al premier di mettere le proprie spalle al sicuro. Il problema nasce nel momento in cui questa legge sulle rogatorie internazionali, non è servita solo a favorire lui: è importante ricordare che la legge è stata approvata meno di un mese dopo l'11 settembre.

Ha imbrigliato nella burocrazia lo scambio di informazioni e documenti, proprio nel momento in cui il resto del mondo richiedeva misure antiterrorismo che facilitassero proprio tale scambio, per fronteggiare la minaccia del terrorismo internazionale. Ha imbrigliato nella burocrazia quella fondamentale cooperazione tra i paesi, necessaria per fronteggiare la grande criminalità della droga, del traffico di armi, di organi, di bambini.

Ed ha, insieme con i precessi che riguardavano il premier, messo a rischio procedimenti, all'epoca ancora in atto, di mafia, droga, pedofilia... di sicuro un ottimo risultato!

Maria Genovese

NOI CREDIBILI,PROGRAMMA UNIONE E'MOLTO VAGO

"Le cose che noi annunciamo nel nostro programma si fondano sulla credibilità di chi ha promesso e ha mantenuto. Il programma della sinistra, invece, è fatto con molte vaghezze". "L'Unione - spiega Berlusconi - vuole che lo Stato abbia il controllo sulla vita sociale e i cittadini: propone 20 nuovi organismi che aumenteranno il costo dello Stato e la pressione fiscale."

Se il programma della sinistra è fatto di molte vaghezze,mi chiedo a questo punto di cosa sia fatto quello di Berlusconi;vi faccio un esempio prendendo in esame il secondo dei punti che ho letto del programma della CdL:(gli altri non li ho ancora visti)

IN PROGRAMMA PIANO PER LA CASA
"La casa è uno dei punti del programma della Cdl: lo ha detto Silvio Berlusconi spiegando che nel programma viene previsto un vero e proprio "piano". Il programma prevede la possibilità per gli inquilini di case di proprietà pubblica di riscattarle: "Pagheranno un mutuo le cui rate saranno pari all'affitto che pagano attualmente, determinando somme da destinare ad un grande piano di edilizia per le giovani coppie e gli anziani. Sarà un'azione importante - conclude - e dimostrerà la capacità di concretezza del governo della Cdl'".

"Concretezza"?????
Sarebbe un sogno per chi abita come me in una casa popolare,peccato non sia "concreto",il perchè?
Per acquistare la casa dove vivo dovrei avere una lunghezza della vita pari a 194 anni e 4 mesi.
Fate il conto!
L'affitto di una casa popolare è di circa 30 euro al mese,
il valore della casa è di 70.000 euro.
Quindi ora mi dite voi dove stà la concretezza?
Mi chiedo:ci ha preso per coglioni?
Mi spieghi Silvion come manterrai questa promessa?