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Aggiornato: 12 ore 26 min fa

Ritorniamo ad ammirare i capolavori degli Uffizi

Mer, 06/03/2020 - 12:00

Può essere una bella occasione per vedere o rivedere i capolavori di Botticelli, Michelangelo, Caravaggio, Giotto e tanti altri.

Mancano i turisti stranieri e la coda all’ingresso probabilmente sarà più corta o forse no perché anche l’ingresso a uno dei musei più famosi di Italia e del mondo dovrà seguire delle regole anti-covid.

Gli ingressi sono stati dimezzati da 900 a 450 cos’è che ogni visitatore avrà in media 44 metri quadri di spazio e davanti ai capolavori più importanti sono stati piazzati sul pavimento degli indicatori di distanza per mantenere il distanziamento sociale.

«Sarà una giornata storica» ha spiegato il direttore Eike Schmidt «Solo quattro volte, nell’ultimo secolo, la Galleria ha dovuto chiudere i propri battenti. È successo durante la seconda guerra mondiale; quindi nel 1966, quando ci fu l’alluvione di Firenze, poi nel 1993, dopo l’infame strage mafiosa di via dei Georgofili. Tutte le volte gli Uffizi hanno riaperto, più belli e magici di prima. Sarà così anche questa volta.»

Non ne abbiamo dubbi, l’arte parla ed emoziona sempre.

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Foto di dalibro da Pixabay

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Park Therapy: camminare a piedi nudi nel bosco per il bene di corpo e anima

Mer, 06/03/2020 - 11:05

Il primo percorso di Park Therapy è stato inaugurato circa un anno fa nella Val di Rabbi, nel parco dello Stelvio, in Trentino Alto Adige e consiste nel camminare a piedi nudi nella natura per il benessere di corpo, mente e spirito.

E’ ormai risaputo che, in quanto esseri interconnessi con l’universo, abbiamo bisogno del contatto diretto col verde per trarre benefici fisici e psicologici: come vi abbiamo spiegato in quest’articolo, bastano solo due ore alla settimana in mezzo alla natura per sentirsi meglio. Meglio ancora a piedi scalzi.

Camminare a piedi nudi, infatti, dona tantissimi benefici: miglioramento della circolazione sanguigna, dell’equilibrio, della postura, dei dolori alla schiena, rafforzamento dei piedi e delle dita dei piedi. Ma non solo: questa pratica, nota come shinrin-yoku in Giappone, aiuta anche a ridurre lo stress, favorisce un aumento delle energie, stimola i sensi e genera un aumento del senso di libertà fisica e mentale. Vi abbiamo già spiegato, infatti, che il profumo degli alberi fa bene, soprattutto di primo mattino.

Park therapy nella Val di Rabbi

Il percorso ideato nella Val di Rabbi, in località Coler, nel Parco dello Stelvio, è lungo circa 500 metri ed è una porzione di bosco in cui è possibile calpestare diversi materiali: pietre di fiume levigate, muschio ed erba, pigne secche di abete, ma anche tronchi di abete e larice, per poi immergersi nell’acqua di una sorgente con temperature tra i 4 e i 7 gradi.

Il percorso richiede soltanto 30 minuti di cammino che saranno davvero rigeneranti.

Se quest’anno siete alla ricerca di una vacanza alternativa, lontana dal caos delle spiagge, potete sicuramente scegliere questa meravigliosa località, adatta a tutta la famiglia.

Fonte immagine: Il Trentino dei bambini

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Dal seme della ciliegia alla pianta. Ecco come fare!

Mer, 06/03/2020 - 10:00

È arrivata la stagione delle ciliegie, frutto ricco di proprietà e tra i più amati! Chi ne è veramente ghiotto se lo sarà già domandato: è possibile far crescere una pianta di ciliegio direttamente dal seme? La risposta è sì!

Dal canale YouTube L’Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco il video tutorial che spiega bene come far crescere una pianta con pochi e semplici passaggi. Da dove iniziare? Mangiando le ciliegie!

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Da oggi tutte le regioni aperte senza condizioni o patentini

Mer, 06/03/2020 - 09:43

Alla fine il ministro degli affari regionali Boccia ha spaventato tutti, e con il paventato ricorso al Tar per le regioni che avessero imposto patentini e misure ritenute troppo rigide, ha fatto subito cambiare idea anche ai duri e puri, come la Sardegna. Oggi cade il divieto di spostarsi tra le regioni, e cade ovunque senza se e senza ma. Termina oggi anche il divieto di ingresso in Italia dai paesi Schengen – che però fino al 15 giugno non faranno altrettanto, a parte, dall’8 giugno, la Gran Bretagna, e la Francia, che ha sempre richiesto solo un’autodichiarazione agli italiani per varcare il confine. Ma anche Albania, Portogallo e Olanda sono già da adesso accessibili.

Italia Unita senza se

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte terrà oggi un discorso “molto forte” nel quale dirà che “il lockdown ha funzionato, che la battaglia contro il virus è (quasi) vinta e che i turisti possono venire sul nostro territorio in sicurezza”. Anche sul fronte economico il premier prepara un “annuncio importante”, che secondo Palazzo Chigi restituirà ottimismo alle famiglie e alle imprese. «Si apre una nuova fase in cui, aumentando i rischi, è necessario tenere alta la guardia”.

Conte annuncerà anche il cosiddetto recovery plan, con “proposte innovative per l’economia”. Boccia ha intanto assicurato al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini lo sblocco dal 15 giugno di 12 miliardi di euro di vecchi debiti delle pubbliche amministrazioni: ossigeno per le casse regionali e l’economia.

Gli unici obblighi per chi viaggia

Alcuni richiedono il contact tracing, come il Lazio, chi con un’app regionale, come la Sicilia, chi la compilazione di un questionario e l’iscrizione a una piattaforma per la registrazione di chi arriva, come la Sardegna. La settimana prossima, inoltre, sarà in funzione Immuni, la app per il contact tracing del governo, si parte l’8 nelle quattro regioni in cui si avvia la sperimentazione (Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia) e poi, dopo una settimana, si allarga a tutta l’Italia.

Oltre all’obbligo di distanziamento e al divieto di assembramento, che naturalmente permangono, da oggi diventa obbligatoria la misurazione della febbre non solo per chi viaggia in aereo ma anche per chi viaggia con l’Alta Velocità o con gli Intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e a chi avrà 37,5 C°, non sarà consentito l’accesso a bordo del treno.

Come avviene il tracciamento

Il tracciamento avviene con la compilazione di un modulo dove si devono indicare le proprie generalità, l’indirizzo di residenza e/o il domicilio. Se non è prevista la misurazione della temperatura si dovrà autodichiarare di non avere febbre o altri sintomi quali la tosse. Potrà essere richiesto di dichiarare se si è entrati in contatto con persone affette da covid-19 e anche gli spostamenti effettuati per arrivare. I moduli potranno essere conservati per 14 giorni.

La Sicilia batticuore

Solo ieri la Sicilia ha annunciato ai turisti ma soprattutto ai suoi tanti figli sparsi per l’Italia che si può rientrare senza sottoporsi a controlli particolari, da oggi 3 giugno. Dopo un lungo tira e molla, il governatore Nello Musumeci ha detto: “Bisogna mettere insieme il cervello e il cuore, dunque la prudenza e la voglia di ripartire. Sono preoccupato per l’economia e dobbiamo fare di tutto per far ripartire il turismo. L’app ci sarà – ha aggiunto – ma sarà solo su base volontaria perché lo scopo non è tracciare ma assistere”.

La Sardegna capitola

Anche qui, il braccio di ferro con il Governo è finito e l’Isola più bella del mondo riapre le porte agli arrivi in aereo da Roma e Milano e alle navi senza imporre passaporti sanitari, certificati di negatività, test salivari o sierologici. “Il presidente della Sardegna Solinas non ha più posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale”, ha cantato vittoria ieri il ministro Francesco Boccia. Ogni passeggero che arrivi in Sardegna dovrà obbligatoriamente registrarsi e potrà (in questo caso è facoltativo) compilare un questionario nel quale indicare se può essere stato in contatto col virus. La registrazione avverrà sul sito della Regione o attraverso la App “Covid 19 Regione Sardegna” (Google e Apple).

Puglia, nessun obbligo

Non c’è nessun obbligo di segnalare la propria presenza sul sito della regione, solo un invito del presidente della Regione Michele Emiliano.

Molise, avanti tutta

Educare la popolazione alla prudenza è la linea scelta dalla Regione Molise che, nonostante l’incremento recente dei casi di contagio, riapre totalmente e senza condizioni i confini interregionali

Campania, test rapidi

Vincenzo De Luca (centrosinistra) è stato il governatore più ostile alla strategia del governo di riaprire indiscriminatamente i confini. Per evitare nuovi focolai la Campania promette controlli e test rapidi, ma insomma nulla di troppo impegnativo.

Lazio, via libera

Non è consentito l’ingresso nel Lazio, né lo spostamento sul territorio regionale alle persone con febbre superiore ai 37,5° C o che siano state sottoposte a sorveglianza sanitaria in isolamento fiduciario. Lo prevede un’ordinanza del presidente Nicola Zingaretti: anche qui, insomma, tutto regolare.

Liguria, solo l’app

La Regione Liguria, insieme a Puglia, Marche e Abruzzo, ha dato il via alla sperimentazione dell’app che dovrebbe aiutare a tracciare la rete dei contagi da Coronavirus

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Covid-19, l’epidemia ha cambiato il nostro rapporto con la natura?

Mer, 06/03/2020 - 09:36

La chiusura degli spazi di verde pubblico ci ha fatto vivere una condizione d’isolamento del tutto nuova. Obiettivo del sondaggio è elaborare processi e strumenti utili a progettare aree di verde urbano ottimizzando i costi e i consumi delle risorse naturali

La distanza forzata dal verde urbano ha modificato la nostra percezione del patrimonio ambientale? Per capire se la pandemia da Covid-19 e il lungo periodo di quarantena che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi ha cambiato il nostro rapporto con la natura, fino al prossimo 30 luglio sarà possibile rispondere al sondaggio “Natura interiore: percezioni e sensazioni del verde urbano in quarantena”, realizzato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile in collaborazione con Forum Plinianum Onlus, associazione che opera nel campo della tutela della natura e dell’approfondimento delle relazioni esistenti tra uomo ed ecosistemi naturali.

Chiusura degli spazi di verde urbano

Nelle settimane passate, quando erano vigenti le misure di distanziamento sociale più restrittive, “la chiusura degli spazi di verde pubblico e le limitazioni alle uscite a un raggio di 200 metri da casa ci hanno costretto a vivere una condizione nuova d’isolamento e di limite alla libertà di movimento”, spiega Patrizia Menegoni del Laboratorio biodiversità e servizi ecosistemici dell’Enea. “Nell’emergenza abbiamo potuto osservare una natura dinamica, vitale, che ha riconquistato spazi urbani, e abbiamo avuto tempo per pensare, per riscoprire ciò che ci circonda e riflettere sul rapporto tra uomo e natura”.

Pochi minuti per compilare il sondaggio

Il sondaggio, online sul sito anthosart.florintesa.it, è anonimo e prevede un impegno di circa 15 minuti. Chiunque può partecipare e scegliere di compilare uno o entrambi i blocchi che lo compongono: il basic survey “Il tuo verde in città” e l’advanced survey “Verdi desideri & amori botanici”.

Il questionario mira infatti a raccogliere e analizzare riflessioni, percezioni e sensazioni sul verde delle nostre città durante il lungo periodo di lockdown recentemente vissuto. I risultati verranno utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca condotte dall’Enea sulla vegetazione italiana e sul verde urbano con l’obiettivo di elaborare processi e strumenti utili a progettare aree e infrastrutture verdi, ottimizzando i costi e i consumi di acqua e di altre risorse naturali, nel rispetto della biodiversità.

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Chiesa: «Stop industria armi | Morta la sorella di Gattuso | Estate 2020: per italiani solo “microvacanze”

Mer, 06/03/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Riaprono i confini, cosa si può fare e cosa no da ora. Dati – Malati sotto 40mila, 8 Regioni con zero contagi. App già a 500mila download: “Cittadini hanno capito”;

Leggo: I documenti top secret dell’Oms accusano la Cina: «Nascose i dati sul virus»;

Tgcom24: Paura del contagio e difficoltà economiche, per molti italiani solo “microvacanze” | Allarme di Confturismo;

Il Mattino: Salvini e Meloni in piazza: «Il governo si dimetta»,ma è ressa coi gilet arancioni. Centrodestra in piazza anche a Napoli, Forza Italia non molla: Caldoro o Martusciello contro De Luca E Pappalardo accusa: «Salvini mi ha rubato l’intervista»;

Il Messaggero: Fisco, trappola Irpef nella busta paga di 900 mila lavoratori: servono 3 mld. MES, Gualtieri non chiude: “Valuteremo” Coronavirus, Gualtieri calcola al barista i benefici delle misure del Governo Dl rilancio, Gualtieri: “Misure senza precedenti contro choc”;

Il Sole 24 Ore: Borse ai massimi dal 6 marzo, non spaventano le proteste Usa. Il petrolio rivede quota 40 $ – Tiffany a picco, in forse l’operazione Lvmh – Eni brilla con il riassetto – Wall Street: utili in calo, prezzi al top;

Il Giornale: L’ebola non è da sottovalutare. I rischi della nuova epidemia;

Il Manifesto: La Chiesa di base: «Chiudere i conti con l’industria delle armi»;

Corriere della Sera: Addio a Francesca, la sorella di Gattuso aveva un figlio di 5 anni: «Era una combattente»;

La Repubblica: Trump: “Ho fatto per i neri più di qualsiasi altro leader dopo Lincoln”. Biden: “Parla come un poliziotto razzista”.

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Zerocalcare dà voce agli infermieri

Mar, 06/02/2020 - 21:30

Il fumettista Zerocalcare racconta attraverso la voce dell’infermiere Lele la condizione in cui vivono e lavorano gli infermieri in Italia. Un video da guardare, perchè non riguarda solo il loro lavoro ma anche il nostro diritto alla salute.

Fonte You Tube CAD

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Trump: le proteste per Floyd sono “terrorismo interno”

Mar, 06/02/2020 - 18:30

Lunedì 1 giugno Donald Trump ha definito “terrorismo interno “ le proteste, in alcuni casi degenerate in saccheggi, che si stanno verificando negli Stati Uniti a seguito dell’assassinio di George Floyd, l’afro-americano, 46 anni, ucciso dalla polizia il 25 maggio a Minneapolis, Minnesota.

Benzina sul fuoco nel suo discorso televisivo

Il presidente americano ha tenuto il suo primo discorso televisivo dopo che massicce proteste si sono diffuse in tutto il paese.

Ha parlato dal roseto di “una Casa Bianca assediata dai manifestanti”, scrive il New York Times. Ha detto che si aspetta che le forze dell’ordine “dominino le strade” e che se i governatori non sapranno porre fine alla violenza manderà l’esercito “a fare il lavoro per loro.”

Trump ha affermato di essere tra gli americani “giustamente preoccupati e indignati” per la morte di Mr. Floyd. Ma ha utilizzato gran parte del suo tanto atteso discorso non per mostrare empatia verso le ragioni della protesta e cercare così di sedare gli animi ma presentandosi viceversa come presidente della legge e dell’ordine, gettando benzina sul fuoco di una situazione già tesissima.

Una passeggiata in una strada sgombrata dalla polizia con le granate stordenti

Quindi, subito dopo il suo intervento, ha camminato lungo una strada in cui si era svolta una manifestazione pacifica pochi minuti prima dispersa dalla polizia con l’uso di gas lacrimogeni e granate stordenti.

Foto da Twitter. New York Times: granate lacrimogene contro i dimostranti per fare passare Trump

Ha camminato con i suoi assistenti fino alla vicina chiesa di San Giovanni, dove il giorno prima era scoppiato un incendio, facendosi fotografare con una Bibbia in mano.

Un duro attacco ai governatori “troppo teneri”

Durante una telefonata lunedì mattina con i governatori americani, il capo dello stato Usa ha attaccato duramente il governatore del Minnesota, lo stato che a suo dire è diventato “lo zimbello di tutto il mondo”, ha invitato i governatori a essere duri nella repressione delle proteste e a trattenere “a lungo” i manifestanti fermati in prigione, per dare l’esempio agli altri.

Prima, ha fatto sapere, aveva avuto “una conversazione amichevole con Vladimir Putin da cui avrebbe ricevuto sostegno.

La scelta di Trump: alzare lo scontro per mobilitare la sua base elettorale

La scelta di Trump, apparentemente irrazionale, sicuramente contraria agli interessi della pacificazione e della giustizia sociale, è una scelta dettata da calcoli di interesse elettorale.

In autunno si voterà per la presidenza Usa e Trump al momento è sotto il fuoco delle critiche, anche da una parte della destra, per la sua cattiva gestione della pandemia Covid-19 e per una politica economica che non riesce a far fronte all’esplosione della disoccupazione, arrivata a quasi 40 milioni di persone.

Il calcolo è fare appello allo zoccolo duro del suo elettorato conservatore, ben sapendo di non avere chance di consenso tra la minoranza afro-americana e, al contempo, creare preoccupazione tra l’opinione pubblica moderata spaventandola con il fantasma del “terrorismo interno” per attirarne i voti.

Foto di Brendan Smialowski per AFP.

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Gli antichi cristiani si godevano l’hashish in preghiera

Mar, 06/02/2020 - 16:30

A cercare hashish o marijuana su google news in questo periodo è una cascata di notizie di arresti e segnalazioni di piccoli e medi spacciatori di hashish e marijuana, che dal lockdown in poi non sono mai stati così richiesti e insomma hanno segnato la voglia generale di relax. Eppure a loro favore arriva una curiosa scoperta archeologica, dal Medio Oriente. Nel santuario di Tar Arad, secondo uno studio appena pubblicato, si bruciava hashish negli altari presenti nell’allora Regno di Giuda, nell’attuale Mar Morto.

La scoperta del tempio risale agli anni Sessanta, ad opera dell’Istituto di Archeologia dell’università ebraica di Gerusalemme, la culla della cristianità e delle principali religione da essa derivate, tra cui il cattolicesimo e l’ebraismo. Dagli scavi emersero sei fasi ben conservate di due fortezze quadrangolari sovrapposte, datate tra il IX e i primi del VI secolo a.C., e che servivano a difendere il confine meridionale del regno giudaico. Il santuario era dotato di un cortile recintato e una stanza principale con all’interno una cella più piccola. Era il luogo più sacro, detto Debir, e lì si trovavano due altari, al centro dei quali, in una depressione, venivano bruciati incensi ed altre resine. Quali resine fossero è la domanda che si sono posti i ricercatori Eran Arie, Baruch Rosen e Dvory Namdar.

L’idea di analizzare le ceneri

Nel 1965, per l’inaugurazione dell’Israel Museum, il tempio fu spostato a Gerusalemme. Durante i lavori di ammodernamento del 2007 però il tempio è stato spostato e sono stati prelevati circa 5 milligrammi di materiale di combustione trovato sugli altari per analizzarli con strumenti all’avanguardia.

Da cosa nasce cosa

L’idea è stata vincente. I ricercatori anno infatti trovato tracce di THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis), CBD (cannabidiolo) e CBN (cannabinolo) e altri terpeni delle foglie di cannabis sia sativa che indica. Tra le sostanze rinvenute c’era anche grasso animale e incensi, a dimostrare che l’hashish sia stato utilizzato a scopo rituale.

Non è la prima volta

Che l’hashish sia parte della nostra cultura da tempi remoti si sapeva già. Molti studi simili avevano mostrato anche in altre culture utilizzi liturgici dei derivati della cannabis, a scopo allucinatorio. Ad esempio, nelle tombe a Yanghai, nel deserto del Gobi in Cina (700 a.C.) e nelle montagne del Pamir, nel cimitero di Jirzankal (500 a.C).

Tra l’altro, secondo i ricercatori, le tracce di incenso e hashish confermano il florido commercio dalla Somalia e Yemen, da cui provenivano le sostanze utilizzate. “L’uso della cannabis sull’altare di Arad aveva un deliberato ruolo psicoattivo”, hanno poi precisato i ricercatori. “Gli odori di cannabis non sono attraenti e non giustificano il commercio delle infiorescenze da Paesi lontani. L’uso frequente di materiali allucinogeni per scopi di culto nel Vicino Oriente antico è inoltre ben noto e risale al periodo preistorico“. Addirittura.

Bruciare resina ricavata dalle inflorescenze femminili della cannabis sarebbe stata un’usanza utilizzata anche direttamente dai sacerdoti del tempio di Gerusalemme. “Il santuario di Arad è stato costruito secondo la planimetria del Tempio di Gerusalemme: perché le pratiche religiose non dovrebbero essere le stesse?”, ha aggiunto uno degli autori dello studio. Secondo loro, tra l’altro, l’uso era talmente diffuso che è solo un caso che non ne parli direttamente nella Bibbia, dove invece compare spesso nominato l’incenso. Secondo gli studiosi, con ogni probabilità la parola incenso era usata come sinonimo oppure la pratica era stata esclusa poco prima della versione definitiva del testo sacro.

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Non c’è 2 giugno senza 25 aprile: Salvini, Meloni ed estrema destra, oggi in piazza, lo sanno?

Mar, 06/02/2020 - 14:43

Il 2 giugno 1946 ci furono 10.718.502 voti per il Re contro 12.718.641 voti per la Repubblica. Il 46% degli italiani voleva continuare con la monarchia che aveva appoggiato fascismo e leggi razziali. E oggi, in piazza, ci sono anche gli eredi di quel 46%.

Ulivo, stella, ruota, quercia, sono questi gli elementi che compongono il simbolo della Repubblica Italiana che troviamo impresso sul passaporto e che vediamo sventolare oggi nelle piazze e sui social. Il ramo di quercia simboleggia la forza del popolo italiano, la ruota dentata d’acciaio simboleggia il lavoro, la stella è simbolo patrio italiano dai tempi dell’Antica Grecia, mentre l’ulivo simboleggia la pace. Una pace raggiunta faticosamente, al prezzo di migliaia di morti, migliaia di giovani che hanno combattuto il fascismo, i suoi soprusi, le sue stragi, pagando il prezzo della vita. Non c’è 2 giugno senza 25 aprile, chissà se Matteo Salvini e Giorgia Meloni lo sanno. Che lo sappiano gli infiltrati dell’estrema destra che oggi hanno partecipato alla manifestazione indetta dai due politici è improbabile. In questi mesi di emergenza sanitaria, lavorativa, economica, sociale, politica, culturale, totale, hanno protestato per ogni cosa, contro ogni cosa, offrendo in cambio poco. “Siamo qui per ascoltare, non per protestare” ha detto Matteo Salvini oggi a Roma, salvo poi aggiungere “Ci saranno partite IVA, commercianti, artigiani e medici, raccogliamo proposte da trasformare in proposte di leasigge in Parlamento, in emendamenti. Noi oggi chiediamo che siano coperti tutti i lavoratori del pubblico e del privato, è una giornata di ascolto, di memoria e di passaggio. Domani cadranno i muri, ci si potrà spostare di regione in regione nella nostra splendida Italia”. 

Cosa c’entrino le partite IVA, la politica, i viaggi al mare a partire da domani con la celebrazione di oggi è un mistero. Ad ogni modo, niente proteste oggi, assicurano protestando Salvini e Meloni. L’ultima protesta rivendicata apertamente l’hanno fatta quando gli è stato negato il permesso di recarsi oggi all’altare della patria, “che democrazia è mai questa – hanno tuonato via – che non permette di onorare con un fiore i caduti per la patria?”. Mai come negli ultimi mesi la destra, compresa l’estrema destra che oggi ha sfilato al fianco di Fratelli d’Italia e Lega, ha mostrato attaccamento per la democrazia. Mai come negli ultimi mesi la destra, compresa l’estrema destra, si è fatta sentinella della democrazia e, novella depositaria dei principi della Costituzione, mai come in questi mesi la destra, compresa l’estrema destra, ha gridato ai quattro venti la morte della democrazia.

“Non si tratta di immaginare di sospendere, o annullare, la normale dialettica politica. La democrazia vive, e si alimenta, di confronto fra posizioni diverse. Ma c’è qualcosa che viene prima della politica, e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro”, ha detto oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La cerimonia all’Altare della Patria non ha certo il carattere di un “onore alle armi”, è piuttosto un pietoso, amaro riconoscimento alle tante, troppe vittime, che costellano il nostro passato “nazionale”, prima dell’avvento della Liberazione. Oggi non si celebra “Dio, patria e famiglia”. Oggi si celebra il cosiddetto “referendum istituzionale” del 2 giugno 1946, che è ben altra cosa. Oggi si celebra un’idea di patria intesa come res publica, un bene pubblico regolamentato con leggi giuste e garantito da una Costituzione, qualcuno dice la più bella del mondo, scritta, sì, da italiani, ma guidati da principi universalistici. Vista l’aria sovranista che tira, vale la pena chiarirlo: oggi si celebra la sovranità di un popolo che ha rifiutato ogni continuità con il passato violento, razzista e antidemocratico del Paese. Oggi la memoria va a quei 12.718.641 italiani che il 2 giugno 1946 votarono per una nuova idea di patria, lontana anni luce dalla retorica nazionalistica, militarista, monarchica e fascista. Non c’è tempo, né spazio, per i 10.718.502 italiani attaccati al passato monarchico, razzista, militarista, nazionalista e fascista che il 2 giugno votarono contro l’istituzione della Repubblica.

Niente di personale o politico, è la democrazia, bellezza. 

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Covid-19: frenano i contagi, dato più basso dal 26 febbraio

Mar, 06/02/2020 - 13:30

Sei regioni hanno comunicato nella giornata di ieri zero nuovi contagiati – Marche, Sicilia, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata – e in generale il numero dei nuovi contagi nel nostro Paese risulta essere il più basso dal 26 febbraio, con un incremento di soli 178 casi registrati.

Oltre 233 mila casi di Covid-19 in tutta Italia

Secondo i dati diffusi dalla Protezione civile i contagiati dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2 in Italia sono complessivamente 233.197. Gli attualmente positivi sono 20.861 in Lombardia (-135), 5.062 in Piemonte (-99), 3.068 in Emilia-Romagna (-95), 1.468 in Veneto (-32), 1.082 in Toscana (-29), 611 in Liguria (-58), 2.894 nel Lazio (-89), 1.327 nelle Marche (-11), 939 in Campania (-41), 1.155 in Puglia (-22), 293 nella Provincia autonoma di Trento (-11), 967 in Sicilia (-19), 266 in Friuli Venezia Giulia (-12), 744 in Abruzzo (-9), 123 nella Provincia autonoma di Bolzano (-4), 31 in Umbria (+0), 161 in Sardegna (-24), 17 in Valle d’Aosta (+2), 135 in Calabria (-9), 135 in Molise (-10), 28 in Basilicata (-1).

Le vittime rese note ieri sera e registrate nelle precedenti 24 ore erano 60, in calo rispetto alle 75 del giorno precedente. I morti a livello nazionale salgono così a 33.475. I guariti e i dimessi sono saliti a 158.355.

Zangrillo, San Raffaele: “Il virus dal punto di vista clinico non esiste più”

Numeri che lasciano ben sperare ma che non devono farci abbassare la guardia. Appena due giorni fa Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, ha dichiarato a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3 che “circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine di maggio-inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta”. (Guarda il video).

Androni, Simit: “Affermazione non corretta”

Ma è davvero così? Massimo Andreoni, primario delle Malattie infettive del Policlinico di Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, intervenendo nel programma radiofonico Genetica Oggi su Radio Cusano Campus spiega che “basterebbe vedere quello che sta succedendo nel Sud America per capire che dire una cosa del genere non è corretto”. “Capisco – continua Andreoni – che quando uno deve fare dichiarazioni deve usare toni forti da una parte e semplici dall’altra, ma in questi termini non condivido l’espressione del prof. Zangrillo. Il dato a cui si riferisce è un dato importante, nella virologia del San Raffaele su 200 campioni circa si è visto che c’è una riduzione della carica virale presente nella gola dei malati, e questo può voler dire che il virus possa essere meno aggressivo e si replichi meno. Questo è un dato che si è già visto in altre epidemie, però c’è ad esempio da capire se questo aspetto sia solo legato a Milano oppure a tutta Italia. Dal Niguarda, sempre di Milano, fanno sapere che su 400 campioni non hanno osservato modificazioni virali che lasciano intendere che il virus si sia attenuato: quindi già nella stessa Lombardia ci sono dati differenti che devono essere capiti prima di fare affermazioni così forti. Bisognerebbe parlare per tutta la situazione in generale e non solo per il San Raffaele, altrimenti il messaggio che arriva potrebbe essere frainteso“.

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5 azioni facili e veloci per cambiare il mondo!

Mar, 06/02/2020 - 12:00

Dal canale YouTube di Olga Federico 5 consigli, che possiamo mettere in pratica tutti iniziando da adesso, per salvaguardare la salute del nostro pianeta.

Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo (e dobbiamo) fare molto. Ogni singola nostra azione inoltre può influenzare la comunità, dando un esempio positivo alle persone che ci conoscono e creando così un circolo di buone azioni. Iniziamo a smettere di lamentarci e a fare di più!

Spoiler: sul n°4 consiglio, non per scelta ma per obbligo, ci siamo già arrivati fortunatamente!

Fonte: Olga Federico

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Usa: è il #BlackOutTuesday in tutto il mondo

Mar, 06/02/2020 - 11:51

Chiudete tutto appena letto questo messaggio. Serve solo a informarvi che oggi è #BlackOutTuesday, una giornata di protesta anche via web per mostrare solidarietà al popolo americano, che sta attraversando una potentissima crisi di identità seguita ai non nuovi episodi di violenza estrema e gratuita perpetrata ai danni di uomini e donne di colore da parte della polizia americana, senza alcun motivo. Come ben spiega Twitter, siamo invitati a non postare sui social media, se non post riguardarti la rivolta in atto o commenti ad essa. Astenersi da ogni genere di streaming musicale, eliminare tutti gli incontri di lavoro o piacere. Trova il modo di unirti e sostenere la tua comunità, e soprattutto studia i rapporti sociali e razziali dell’epoca contemporanea.

Facebook scosso

La giornata di protesta segna anche una storica rivolta dei dipendenti di Facebook contro il Ceo Mark Zuckerberg: non ha censurato i post del presidente Donald Trump sulle proteste seguite alla morte di George Floyd, sulle quali invece è intervenuto Twitter. Post che incitavano all’odio e alla violenza e che secondo molti dei suoi manager erano contrari alle regole della piattaforma.

L’industria musicale si ferma

Fortissima la voce d’appoggio garantita dall’industria musicale, che osserverà un “blackout” di un’intera giornata oggi, in risposta agli eventi che hanno seguito la morte di George Floyd.

Tutte e tre le principali etichette discografiche del mondo hanno condiviso un messaggio sui social media promettendo “un giorno per disconnettersi dal lavoro e riconnettersi con la nostra comunità”.

Nessuno al lavoro

I dipendenti hanno ricevuto il martedì libero come “un giorno di azione”, volto a “suscitare responsabilità e cambiamento”. Interscope ha promesso di non pubblicare nuova musica questa settimana, mentre Ebro Darden di Apple Music ha cancellato i suoi programmi radiofonici.

Cosa è successo

George Floyd, un uomo afroamericano di 46 anni, è morto la settimana scorsa dopo che un ufficiale di polizia bianco gli si era inginocchiato sul collo per circa 9 minuti, durante i quali l’uomo è lentamente morto soffocato davanti agli occhi dei presenti. Il responsabile, un poliziotto di Minneapolis – Derek Chauvin – di conseguenza è semplicemente stato licenziato e accusato di omicidio di terzo grado. Dovrà presentarsi in tribunale lunedì, mentre Stati Uniti e Regno Unito bruciano, nell’indignazione generale.

Il dolore delle star

Tra tutte le star che hanno speso parole sul tema, scegliamo Beyoncè, che ha parlato della “devastazione, della rabbia e della tristezza” che ha vissuto nell’ultima settimana.

View this post on Instagram

If you want to demand more charges brought on all those involved in the death of George Floyd, click the link in my bio to sign the petition.

A post shared by Beyoncé (@beyonce) on May 29, 2020 at 8:13pm PDT

Per approfondire:
Usa in fiamme. I VIDEO dalle varie città
Essere nero negli Usa, oggi

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Per scaricare l’app Immuni il sistema operativo deve essere aggiornato

Mar, 06/02/2020 - 09:59

Dario D’Elia pubblica su Repubblica un chiarissimo tutorial su quali sono le caratteristiche che deve avere il vostro smartphone per poter scaricare l’app Immuni e ci guida passo passo nell’istallazione.

Prima di iniziare è importante sapere un paio di cose:

  1. Lo smartphone deve avere un sistema operativo aggiornato: Per l’iPhone l’app ha bisogno della versione del sistema operativo iOS 13.5. Per i dispositivi Android, bisogna avere almeno la versione 6 del sistema operativo, e Google Play Service versione 20.18.13.
  2. L’app Immuni comunica con l’utente esclusivamente tramite le notifiche, ma non via SMS, telefonate, e-mail o altri metodi. “Insomma” raccomanda D’Elia: “state attenti e diffidate dalle false comunicazioni e da chi eventualmente richiede informazioni personali.

Infatti, Immuni – scaricabile dal sito immuni.italia.it – non chiede i dati personali ma “di avere almeno 14 anni”. Poi, dopo aver dato l’ok all’informativa sulla privacy viene richiesto di selezionare la regione di residenza e la provincia e l’abilitazione delle “notifiche di esposizione Covid-19″. Ed è questa la funzione che: “Consente di registrare i contatti con altri utenti usando il Bluetooth, così da poter informare l’utente in caso di esposizione, quindi la possibilità per la piattaforma di comunicare con il cittadino senza però metterne in gioco l’identità. In pratica ad ogni telefono viene associato un codice casuale, che cambia più volte ogni ora per tutelare la privacy”.

Ora aspettiamo di vedere quante persone la scaricheranno e se sarà utile per il tracciamento dei contagi. Ai posteri…

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L’uomo che ha reinventato la ruota (Video)

Mar, 06/02/2020 - 08:00

Wheel saves the world”, la ruota che salverà il mondo, o più semplicemente “ruota salva mondo”.
L’idea è di usare le ruote di un’auto elettrica per ricaricare le batterie dell’auto stessa sfruttando il peso del veicolo e la compressione del pneumatico sul terreno. Compressione che attiva dei pistoni in grado di far girare un motore idraulico collegato a un generatore di corrente.

Intervista a Roberto Apollonio di Wheel Saves The World. flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_423"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/Wheels-saves-the-world.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/Wheels-saves-the-world.mp4' } ] } })

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“Morto per asfissia” polizia solidale con Floyd | Effetti da lockdown anche per i cani | Bonus vacanze: come chiederlo

Mar, 06/02/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Mattarella:“L’unità morale viene prima della politica. Le istituzioni siano all’altezza del dolore dei cittadini. L’Italia non è più sola. L’Ue ha ritrovato il suo spirito”;

Il Messaggero: Floyd, tre vittime e 50 agenti feriti. Nuova autopsia: «Morto per asfissia» Poliziotti solidali con i manifestanti. Floyd, arrestata Chiara de Blasio la figlia del sindaco di New York L’ira di Naomi Campbell: «Abusano dell’autorità su persone innocenti»;

Il Manifesto: Le voci degli attivisti: «L’epidemia ci spaventa ma il razzismo è peggio»;

Corriere della Sera: Trump ai governatori: «Arrestate i manifestanti o farete la figura degli idioti» Antifa, cos’è il movimento di estrema sinistra;

Leggo: Coronavirus, ecco lo studio del San Raffaele citato dal prof. Zangrillo: «Dieci volte più debole rispetto a marzo»;

Il Sole 24 Ore: Oms: il virus non è diventato meno patogeno. Spagna, zero vittime in 24 ore. In Brasile 500mila casi – Trump rinvia il G7;

La Repubblica: Immuni, la prima prova: come funziona, dove scaricarla e come configurarla. Primo test in quattro regioni – Attenzione alla finta email: c’è un virus informatico da scaricare;

Tgcom24: Effetti da lockdown anche per i quattro zampe: i gatti rimasti “intossicati” da disinfettanti, ai cani mancano “gli amici”;

Il Mattino: Bonus vacanze, come chiederlo e come utilizzarlo: app in arrivo a metà giugno.Virus, cosa cambierà il 3 giugno? Ecco 14 cose che non potremo ancora fare;

Il Giornale: Merkel ha un nuovo obiettivo. Ci impone il suo “sovranismo”. Con l’Ue a guida tedesca, la Cancelliera mette in atto il suo piano. E adesso il sovranismo piace anche a Berlino.

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Usa in fiamme. I VIDEO dalle varie città

Lun, 06/01/2020 - 18:00

Incendi alla Casa Bianca, strade di New York attanagliate dalle proteste, e i negozi di Santa Monica, in California, saccheggiati mentre continuano le proteste pacifiche nelle principali città degli Stati Uniti. La Guardia Nazionale è stata schierata per affiancare i dipartimenti di polizia locali, dozzine di sindaci hanno esteso il coprifuoco.

Ecco il quadro della situazione oggi nelle varie località Usa, come riportano il NYT e gli altri media americani dopo l’assassinio di Floyd

Minneapolis

A Minneapolis epicentro delle manifestazioni, circa 200 manifestanti sono stati arrestati dopo aver tentato di marciare lungo un interstatale dopo l’inizio del coprifuoco fissato alle 20. Un tir ha cercato di investire la folla dei manifestanti.

New York

A New York i manifestanti hanno marciato attraverso i ponti di Brooklyn e Williamsburg.

From the courthouse steps, the Manhattan-based march declared, “Now, we’re heading to Brooklyn!” Now, demonstrators have hopped onto BK-bound traffic lane on Brooklyn Bridge. pic.twitter.com/4azVDqIso0

— Derek M. Norman (@derek_m_norman) June 1, 2020

La figlia del sindaco, Chiara de Blasio, 25 anni, è tra i manifestanti arrestati.

Columbus

A Columbus, nell’Ohio, la polizia ha sparato a freddo e ferito una manifestante che esponeva un cartello di protesta.

California

La California ha ordinato la chiusura di tutti gli edifici statali nelle “aree del centro città” e il governatore Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza per la contea. Saccheggi a Santa Monica e Long Beach. Un ufficiale di polizia ha subito una ferita da arma da fuoco mentre era in servizio a Venice. Un elicottero di una emittente tv a Los Angeles ha ripreso un SUV della polizia mentre guidava contro un gruppo di manifestanti, facendo cadere a terra due persone.

Birmingham

A Birmingham, in Alabama, i manifestanti hanno demolito un monumento commemorativo confederato.

Protesters pull down confederate monument in Linn Park. @WBRCnews pic.twitter.com/CWU12oJjyC

— Brittany Dionne (@BrittanyDtvNews) June 1, 2020 Boston

A Boston un SUV della polizia è stato dato alle fiamme vicino alla State House.

Filadelfia

A Filadelfia agenti di polizia in tenuta antisommossa appoggiati da  veicoli blindati hanno usato spray al peperoncino per respingere i manifestanti.

PPD SWAT vehicle appear at 52nd Arch St shooting pepper spray to disperse crowds pic.twitter.com/Jbnp0n3TYi

— Antonio (@BooneNotBoom) May 31, 2020 Chicago

A Chicago il trasporto pubblico verso il centro è stato sospeso a tempo indeterminato.

Portland

A Portland, in Oregon, la polizia si è scontrata con i manifestanti che hanno rotto le finestre del tribunale federale. La polizia ha sparato gas lacrimogeni mentre i manifestanti che lanciavano fuochi d’artificio contro i poliziotti.

Louisville

A Louisville un confronto duro tra polizia e manifestanti è stato disinnescato da una donna che si è fatta avanti e ha stretto un ufficiale di polizia in tenuta antisommossa in un lungo abbraccio.

She just went in for the hug, and the officer accepted. Lasted almost a minute. Incredible pic.twitter.com/rJjvN0yhXz

— Roberto Ferdman (@robferdman) June 1, 2020

Purtroppo in un’altra parte della città almeno una persona è stata colpita a morte da colpi di arma da fuoco.

Minneapolis, foto di Victor J. Blue perr The New York Times

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Christian: il bambino che pulisce la spiaggia dai rifiuti e dall’inciviltà

Lun, 06/01/2020 - 17:00

La diffusione del coronavirus e lo stravolgimento delle nostre vite sembra aver cancellato in un batter d’occhio tutti gli sforzi fatti in questi anni per la salvaguardia dell’ambiente: il paesaggio urbano e quello naturale, ora, sono invasi dai nuovi rifiuti: guanti e mascherine che vengono abbandonati ovunque e, con il ritorno della bella stagione, le nostre spiagge iniziano a partorire dal loro grembo di sabbia le centinaia di mozziconi di sigaretta e i molteplici residui di plastica vomitati dal mare.

Ma, ancora una volta, c’è chi deve fare da esempio contro l’inciviltà e remare contro-corrente per far capire alla collettività che il cambiamento è possibile solo se parte del basso e soltanto se è condiviso: qualche giorno fa, vi abbiamo parlato di Nonno Pasquale che, a 93 anni, tutti i giorni percorre 60 Km per prendersi cura del suo amato mare. Così anche Christian, a soli 7 anni, una volta giunto sulla spiaggia di Castellamare di Stabia con la sua mamma, non è riuscito a rimanere indifferente di fronte alla marea di rifiuti abbandonati sulla riva e ha iniziato a raccoglierli.

Castellammare, un bambino ripulisce una spiaggia dai rifiuti e dalle cicche lasciate dagli adulti. Gli adulti sporcano e inquinano le spiagge e i bambini le ripuliscono. Questo almeno è quello che è accaduto a Castellammare di Stabia presso il lido “la Calcina” dove un bambino armato di paletta, bustine, amore per il territorio e buone intenzioni si è messo a ripulire la spiaggia dai rifiuti e dalle cicche di sigaretta.
A riportare la notizia è stata la stessa madre del giovane ragazzo attraverso un post su Facebook condiviso sul gruppo pubblico “Sei stabiese D.O.C. se…”, “Io come madre da sempre sensibilizzo i miei figli alla cura dell’ambiente affinché siano civili e non diventino i zozzoni di domani!”- dice la donna attraverso quel post.
“La Calcina è una spiaggia pubblica e purtroppo è perennemente sporca a causa dell’inciviltà di molte persone. Molti fumatori hanno la cattiva abitudine di fumare a riva di mare e di spegnere poi la sigaretta nella sabbia e di abbandonarla li, che poi andrà finire in mare. Bisognerebbe quanto meno utilizzare un portacicche per non inquinare la spiaggia con i mozziconi, se non si fumasse affatto, dato che le spiagge sono luoghi pubblici con una forte presenza di bambini, sarebbe anche meglio. Ci si lamenta tanto che si hanno a disposizione poche spiagge pubbliche e poi quelle poche che si sono vengono ridotte a delle pattumiere, invece dovremmo tutelarle e salvaguardarle prendendocene cura. Quello del bambino è stato un gesto molto bello che speriamo possa sensibilizzare tanti adulti ad essere più civili e a prendersi cura del patrimonio pubblico, dobbiamo rispettare l’ambiente e salvaguardare le spiagge ed il mare che sono beni preziosi
.” hanno commentato il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli e Marilena Schiano Lo Moriello, responsabile dei Verdi di Castellammare.

E’ assodato che i gesti nobili di Nonno Pasquale e Christian debbano essere presi come esempio, ma è davvero così difficile capire che per raggiungere il bene collettivo e vivere in armonia è necessaria la collaborazione di tutti? Dove sono andati a finire tutti i buoni propositi che abbiamo progettato durante la quarantena? Un nuovo mondo è (ancora) possibile? Il cambiamento è nelle nostre mani.

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Il virus è morto? O siamo noi che ci siamo adeguati?

Lun, 06/01/2020 - 15:51

Il coronavirus, o covid-19, o ancora meglio il virus Sars-CoV-2 continua a infettare e circolare, ma sempre con maggiore forza gli esperti ci dicono che l’epidemia è meno grave, e lo dicono già da tempo, in verità. Adesso addirittura ci informano che il virus è clinicamente morto, come sostenuto dal professor Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Zangrillo è noto però anche per aver polemizzato da subito con le misure di contenimento del virus, come il lockdown, oltre ad esser noto per aver assistito negli ultimi 30 anni la salute di Silvio Berlusconi, con il quale condivide la passione politica e l’attenzione all’estetica.

Virus morto? Assoluto sconcerto dell’Iss

Detto ciò, le sue parole hanno sconvolto l’Istituto Superiore di Sanità. Franco Locatelli – presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico (Cts) – ha reagito con “assoluto sconcerto” e “grande sorpresa”. E anche per il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa lo ha definito “un messaggio sbagliato che rischia di confondere gli italiani”.

«Ho grande stima e fiducia in Zangrillo – ha detto invece Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. È un signor ricercatore e anestesista”. E spiega: “È stata forse mal interpretata la sua dichiarazione. Fondamentalmente Zangrillo dice che la malattia che oggi noi vediamo è molto diversa da quella che vedevamo due mesi fa. E questa non è la sensazione che ha solo Zangrillo, ma che abbiamo tutti noi che siamo sul campo”. Certo è che le parole scelte da Zangrillo non includono certo “sensazione”, ma termini ben più perentori:

Lo studio principale citato da Zangrillo è stato condotto all’Ospedale San Raffaele di Milano, ed è in via di pubblicazione su una rivista scientifica. Dice che tra marzo e maggio la quantità di virus presente nei soggetti positivi si è ridotta. “Analizzando 200 nostri pazienti — ha fatto sapere Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele e professore all’Università Vita-Salute, e curatore del lavoro —, abbiamo paragonato il carico virale presente nei campioni prelevati con il tampone. Ebbene i risultati sono straordinari: la capacità replicativa del virus a maggio è enormemente indebolita rispetto a quella che abbiamo avuto a marzo. E questo riguarda pazienti di tutte le età, inclusi gli over 65».

La Capua frena, e non solo lei

Ilaria Capua questa mattina a Radio2 ha detto: “Il fatto che il virus sia clinicamente morto è vero. Ma il clinicamente ovviamente riguarda noi. Siamo noi a essere cambiati in meglio nell’affrontarlo, non il virus”. Cosa significa? Che restano grandi dubbi su quanto afferma Zangrillo: uno studio resta uno studio, e per di più in questo caso circoscritto all’esperienza di un ospedale e a soli 200 pazienti, e, per di più uno studio ancora neppure pubblicato su una rivista scientifica. È possibile che covid-19 si sia indebolito, e noi lo speriamo tanto. Ma finora nessuno ha prodotto prove concrete in questo senso.

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Gilet Arancioni: ci mancavano pure questi

Lun, 06/01/2020 - 15:00

Dai forconi ai gilet, l’ex generale dei carabinieri Pappalardo ama le manifestazioni di piazza.

Quello che di sé dice:  «Sono un artista, tra i più grandi musicisti del mondo. La segreteria di Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio» è riuscito a radunare in 30 città italiane gruppi di sostenitori con idee per lo meno bizzarre.

Ovviamente si parte da: il Covid-19 non esiste: «È un Cavallo di Troia questo virus perché non esiste e ci stanno facendo fallire. Non so quale sia il loro disegno, vogliono rifare le regole sociali, venderci alla Cina? Vogliono confinarci e schedarci tutti». 

E così via, di delirio in delirio. Potete leggere alcune perle dell’ex generale in un’intervista rilasciata a  Fabrizio Roncone del Corriere della Sera e potete ascoltare la diretta Facebook di Andrea Scanzi ieri sera dove il giornalista racconta la fulgida carriera di Antonio Pappalardo.

Ci sarebbe veramente da ridere se la questione non fosse seria e soprattutto pericolosa. Non solo, il fatto che Pappalardo sia in grado di raccogliere intorno al suo vaneggiare centinaia di persone ci dà la misura del problema e merita una riflessione, o forse anche più di una sullo stato culturale di questo Paese.

I Gilet Arancioni non sono nati in questi giorni, nell’ottobre del 2019 si erano presentati alle elezioni regionali dell’Umbria raccogliendo lo 0,13% per un totale di 587 voti. Una miseria, pensiamo tutti, ma comunque sempre di più di parenti e amici.

Chiedono di uscire dall’Europa –  e come ti sbagli? – proponendo il recupero della sovranità monetaria stampando la nuova Lira, del valore di un Euro, della Repubblica federale d’Italia.

Affermano che le vittime del Covid sono solo poche decine e considerano importante boicottare le mascherine in quanto “simbolo del complotto internazionale”.

Luigi Manconi su Repubblica li chiama: Sovversivi da avanspettacolo. “Non sono i disubbidienti, questi: sono gli screanzati. Non sono gli obiettori di coscienza, ma il Partito di chi parcheggia in terza fila”.

E continua: “È l’atteggiamento di chi attraversa con il rosso e butta le cartacce per terra in base a un assoluto filosofico che si riassume così: e perché non dovrei?”

Una sorta di ribellione anarcoide, la loro, ma senza alcun fondamento se non l’arroganza ignorante.

Sono gli stessi che gettano guanti e mascherine usate per terra, sono gli stessi che ti suonano appena scatta il verde al semaforo, sono gli stessi che… riempite i puntini a piacere.

Ridiamoci su, facciamo satira, ma teniamoli d’occhio.

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Fonte immagine: Adnkronos

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