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Aggiornato: 1 ora 36 min fa

Il tuo “modello di investimento” è corretto?

Lun, 09/30/2019 - 15:00

Il modello di investimento degli italiani che sono traditi dalla malafinanza si basa su un postulato errato. Ogni volta che mi trovo di fronte un risparmiatore truffato dal sistema bancario gli pongo sempre la solita domanda: perché hai investito in quel prodotto?

Molti rispondono a questa domanda istintivamente: per guadagnare più soldi ed essere più ricchi! Sbagliato, risposta troppo superficiale.
Ecco dove traggono energia gli squali della malafinanza e come proteggersi.

Un vero investitore (non un risparmiatore) pianifica i propri investimenti fissando specifici obiettivi di vita.
Acquistare la casa, l’università per i figli, una pensione dignitosa… sono i classici e ricorrenti obiettivi della maggior parte di tutti noi.
Perché avere bene in mente che cosa volete dalla vita e pianificare i «grandi obiettivi» della vostra esistenza vi aiuterà a fare scelte consapevoli e a prendere decisioni importanti anche in ambito finanziario.

Avere un approccio generico, come chi dice di voler solo guadagnare di più o essere più ricco, crea confusione, impedisce di rimanere concentrati sui propri traguardi e spinge a cambiare, a rivedere spesso le proprie scelte, cadendo in preda all’emotività di cui si nutrono i bankster e commettendo molti errori.

Essere consapevoli dei propri obiettivi di vita aiuta anche a selezionare i mercati sui quali investire e gli strumenti finanziari da utilizzare, favorendo in tal modo una corretta pianificazione finanziaria. In sintesi, chi investe per obiettivi pianifica la propria ricchezza in maniera intenzionale e responsabile; chi invece investe senza obiettivi accetta di fatto passivamente quello che di volta in volta il mercato e gli «squali» gli offrono.

Una volta stabiliti gli obiettivi di vita, potete liberare le vostre risorse per selezionare al meglio gli strumenti di investimento che vi aiuteranno a raggiungerli.

In questo percorso ricordatevi delle vostre nonne.

Le nonne hanno sempre mostrato una marcia in più nella gestione delle finanze, e per riuscire ad arrivare alla fine del mese crearono un sistema molto intelligente che prevedeva l’uso di alcuni barattoli da conserva.

In pratica, si munivano di tanti barattoli quante erano le spese mensili che dovevano affrontare, per poi etichettarli con le rispettive voci (affitto, acqua, luce, vestiario, cibo) e mettervi dentro la somma prevista per quella spesa, quindi anche loro facevano un budget famigliare!

La logica dei barattoli non è passata inosservata nemmeno a economisti e studiosi, che la considerano un metodo efficace per una corretta gestione del denaro. Richard Thaler, premio Nobel per l’economia nel 2017, fu il primo a occuparsi di queste abitudini finanziarie elaborando la cosiddetta «teoria dei conti mentali», che dimostra come il nostro cervello si trovi a suo agio quando, nella gestione dei soldi, usa differenti sezioni dell’encefalo (i barattoli della nonna, appunto), assegnando a ogni obiettivo di vita uno strumento finanziario preciso.

Ecco allora che la pianificazione finanziaria di un investitore di successo deve partire da qui, cioè dall’assegnare a ogni obiettivo di vita un conto mentale, un barattolo separato dagli altri. Questa abitudine ci aiuta ad assegnare a ogni obiettivo un importo e a non distoglierlo (disinvestire) nei momenti di difficoltà, a mantenere la barra dritta anche nelle fasi di discesa dei mercati, concentrando l’attenzione non più sullo strumento finanziario in sé, ma sull’obiettivo di vita da perseguire.

Al contrario, la maggior parte delle persone è solita investire i propri risparmi in maniera indistinta, senza definire obiettivi, tempi e caratteristiche del prodotto da utilizzare. Questo le rende emotivamente deboli nei momenti di crollo dei mercati, poiché vanno in stato confusionale, vengono sopraffatti dalla paura e dallo sconforto e allora provano a rimediare entrando e uscendo dai mercati finanziari, generando per lo più perdite.

Si tratta di un comportamento emotivo e irrazionale che s’innesca quando non si fanno i conti mentali e non si definiscono in maniera chiara obiettivi, strumenti, rischi e tempi d’investimento.

È necessario uscire da questa logica e riappropriarci della semplice ma efficace abitudine finanziaria delle nostre nonne: a ogni obiettivo di vita uno strumento, a ogni strumento un rischio, e a ogni rischio un tempo d’investimento.

A partire da domani, 1 ottobre, questi e tanti altri consigli saranno disponibili su People For Planet in una nuova serie di Video tutorial che guidano al corretto rapporto con le banche: stay tuned!

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

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Luca Parmitano primo italiano al comando dell’ISS

Lun, 09/30/2019 - 09:18

L’astronauta siciliano riceverà ufficialmente il testimone dal russo Alexei Ovchinin il prossimo 2 ottobre 2019 e resterà alla guida per quattro mesi di grande fermento.

PER LUCA PARMITANO COMPITO DI GRANDE RESPONSABILITÀ
Sarà un periodo cruciale, come si legge su Open, sulla Stazione spaziale internazionale: quello di Luca Parmitano è un ruolo senza dubbio strategico e fondamentale per il successo delle missioni programmare dall’Agenzia spaziale europea. 

LE PAROLE DI DE WINNE SU PARMITANO
Luca Parmitano sarà il terzo nome in Europa a guidare la Stazione spaziale: prima di lui il belga Frank De Winne nel 2009 e il tedesco Alexander Gerst nel 2018. Proprio De Winne ha rilasciato alcune dichiarazioni a tal proposito: “Sono certo che Parmitano svolgerà un lavoro eccellente. Il comandante dell’equipaggio dell’Iss ha la responsabilità del morale e del benessere dell’equipaggio”.

LE DICHIARAZIONI DI LUCA PARMITANO
Queste, invece, le parole di Luca Parmitano tramite Twitter: “Sono onorato che il programma della Stazione spaziale internazionale abbia scelto me per questo ruolo, e allo stesso tempo sono toccato da questo incarico. Essere il comandante delle persone più preparate e competenti sulla Terra e fuori può essere scoraggiante. Il mio obiettivo sarà quello di mettere ciascuno nella condizione di lavorare al meglio delle proprie possibilità”. Alle 15:20 ora italiana di mercoledì 2 ottobre 2019 sarà possibile seguire tramite NASA TV la cerimonia per il cambio del comando.

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Soldi Gratis, il nuovo libro di Vincenzo Imperatore

Lun, 09/30/2019 - 09:14

Il manuale di autodifesa finanziaria che vi aiuterà a salvare i vostri soldi e il vostro futuro.

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Quattordici dure verità sul cambiamento climatico

Lun, 09/30/2019 - 07:00

Le principali istituzioni che studiano gli effetti del climate change hanno unito le forze e lavorato insieme per redigere e pubblicare il report “United in Science”. Si tratta di un rapporto che, nero su bianco, evidenza il profondo e crescente gap che sussiste tra le promesse nazionali fatte in occasione dell’Accordo di Parigi e le azioni che sono seguite. (…)

Quattordici dure verità sul cambiamento climatico:
  1. Quello del 2015 – 2019 è stato il quinquennio più caldo mai osservato: si stima che, attualmente, la temperatura superi di 1,1 gradi C quella dell’epoca pre-industriale (1850–1900);
  2. Continua lo scigliomento del ghiaccio marino e della calotta glaciale artica: dal 1979 al 2018, ogni dieci anni l’estensione della banchisa artica in estate si riduce del 12%. Nel periodo 2015 -2019 essa ha registrato le quattro minori estensioni invernali di sempre. Invece, la quantità di ghiaccio sciolto è sestuplicata tra il 1979 e il 2017. In particolare, la perdita dei ghiacciai nel 2015–2019 è stata la più elevata mai registrata;
  3. Il livello del mare continua a salire e l’acqua marina diventa più acida: rispetto al periodo 1997-2006 (che ha registrato un innalzamento marino di 3,04 mm/annui), il decennio 2007-2016 ha registrato un aumento di 4 mm/annui. Inoltre, l’acidità oceanica, rispetto all’inizio dell’età industriale è globalmente aumentata del 26%.
  4. Aumentano le concentrazioni di metano e protossido di azoto nell’atmosfera: i livelli di due tra i principali gas climalteranti quali metano (CH4) e protossido di azoto (N2O), hanno raggiunto nuovi picchi. Nel 2017, le concentrazioni atmosferiche medie globali sono state di 1,859 ppb (parti per miliardo) per CH4  e 329,9 ppb per N2O. Questi valori rappresentano un aumento del 257% e del 122% rispetto ai livelli preindustriali (cioè prima del 1750).
  5. Le emissioni di CO2 continuano ad aumentare. A novembre, l’Unep (United Nations Environment Programme) pubblicherà la decima edizione dell’ UNEP Emissions Gap Report, nel quale vengono riportati gli ultimi studi scientifici sulle emissioni di gas serra (attuali e previste) e confrontati i livelli di emissione per poi poter offrire una  traiettoria da seguire almeno compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. I risultati preliminari del rapporto del 2019 indicano che se gli NDC venissero attuati, entro il 2100 l’aumento della temperatura media globale sarebbe da 2,9° a 3,4° in più rispetto ai livelli preindustriali. Se gli NDC non saranno più ambiziosi o non saranno supportati da misure concrete, non sarà quindi possibile contenere il riscaldamento a 1,5

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Adriana Ivanchic, chi è l’aristrocratica che fece perdere la testa a Hemingway

Dom, 09/29/2019 - 15:00

Marginalizzata dai biografi dello scrittore statunitense, Ivanchic ha raccontato la sua versione dei fatti in un libro luminoso e casto, “La torre bianca”, pubblicato da Mondadori nel 1980

Furono tutti piuttosto ingenerosi con lei. Nella Cronologia al ‘Meridiano’ Mondadori che raduna Tutti i racconti di Hemingway, la Pivano è sbrigativa. Ammette che nel 1948, in Italia, accade l’incontro: EH va a caccia di pernici, è dicembre, nella tenuta friulana del conte Federico Kechler. “Lì incontra Adriana Ivancich, diciannovenne, aristocratica e cattolica; si invaghisce di lei”. 

Ora: Hemingway nel ’48 ha 49 anni, è alla quarta moglie – Mary Welsh – sposata due anni prima, “s’invaghisce” di una ragazza italiana di 19 anni, veneziana, discendente di una famiglia di armatori, e nessuno s’infervora? Fatto è che la Pivano cita qua e là la Ivancich – censendo anche un viaggio all’Avana da EH – come una figura a margine, una figurante di carta. Sottilmente crudele l’Album Hemingway pubblicato da Mondadori nel 1988 sotto la tutela di Masolino d’Amico. Ovviamente, si marca l’amore – platonico, per lo più – tra lo scrittore in anni e la nobile giovine – “Che Papa amasse a modo suo la giovinetta fu lui stesso a dichiararlo a più riprese a vari corrispondenti oltre Adriana, cui indirizzò lettere appassionate”. Non ci si trattiene dallo sgarbo, tuttavia: “Di Adriana apprezzò anche, o si autoconvinse che apprezzava, il talento, fino al punto da imporre a Scribners di usare per le copertine di Di là dal fiume e fra gli alberi Il vecchio e il mare certi suoi goffi disegni, che gli editori fecero correggere a dei professionisti”. 

Adriana, con spavalda bellezza, ricorda il primo incontro con Hemingway così: “Questo è dunque Hemingway, di cui tutta Venezia parla. Un vecchio: fronte tagliata da due rughe profonde, baffi dritti sopra le labbra. Le labbra hanno una piega a un lato, scanzonata, gli occhi sono vivi e penetranti: forse non è proprio vecchio. E anche se è importante, ha l’aria simpatica”. Come si sa, Hemingway ottiene il Nobel per la letteratura nel 1954, “per la maestria nell’arte narrativa, dimostrata recentemente in Il vecchio e il mare…”.

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Alta cucina naturale: una Joia!

Dom, 09/29/2019 - 10:00

A Milano è uno dei miei ristoranti preferiti: il Joia di Via Panfilo Castaldi, 18.
Cibo vegetariano di alta scuola, materie prime scelte con cura e lavorate in modo magistrale dallo chef Pietro Leemann, che in questo video ci racconta un po’ la sua filosofia per un’alimentazione sana e gustosa.

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Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che… sempre uno più di te”

Dom, 09/29/2019 - 10:00

È dura da accettare: il pianeta esisteva anche prima del nostro passaggio (e sarebbe bello che sopravvivesse anche dopo di noi, bontà nostra nonché nota del redattore).

L’effetto farfalla ci inchioda alle nostre responsabilità, certo; ma ciò non significa che qualsiasi accadimento altrui debba essere riportato a noi stessi.

Eppure, c’è gente che non riesce a non mettersi in competizione e, sia nel bene che nel male, non resiste alla tentazione di quel maledetto “Tu? E io allora?!?” Sempre uno più di te.

Tra amiche: “Che bella gonna, che hai”

“Grazie! Pensa che l’ho presa on line, su un sito fichissimo”
“Io pure ne ho trovato uno dove la roba non costa nulla!”
“Io questa gonna 15 euro”
“Sul mio, se ne prendi due uguali, la seconda la paghi la metà”
“Il mio la seconda te la regala”
“Il mio ha il reso entro 15 gg, se ti fa difetto, tipo lì sul fianco, dove ti fa le pieghe”
#EMenoMaleCheEraBella #MaCheCeFaiConDueUguali #ConAmicheCosìLeNemicheNonServono

Dal medico: “Chi è l’ultimo?” “La signora con l’enfisema”

“Eh, beata lei!”
“Ma veramente non respiro!”
“Eh, ma arrivarci, così, all’età sua!”
“Ma così come, giro con l’ossigeno!”
“Ma sa che noi, con tutto questo smog, abbiamo una serie di disturbi già da giovani?”
“Ma, perché, lei cos’ha?”
“No, niente, sono qui per il certificato per la palestra”
#AltroCheMutua #CeUnAnalistaInSala

Spogliatoio della palestra: “Stasera esco con una”

“Mi piace davvero una cifra”
“Ma è bona?”
“Sì, ma poi è proprio bella. Assomiglia un po’ alla Zeta Jones”
“Io pure sto uscendo con una incredibile”
“Lei è alta quasi uno e novanta”
“La mia ha una quarta”
“La mia faceva la spogliarellista”
“Anche la mia, ma ha smesso per me”
#MaQuanteSpogliarellisteCiSonoInItalia #ViMeritateCheSiaLaStessa #CieloMioMarito

Al telefono: “Oggi ho avuto una giornata tremenda”

“Mamma mia, pure io: un traffico!”
“Io ci ho messo 3 ore per fare 200 metri”
“Io ho beccato 4 manifestazioni”
“Io un incendio, un posto di blocco e un’esercitazione della Nasa”
“Io la pioggia di rane, la maionese nel tramezzino del pranzo e l’angelo sterminatore dei primogeniti”
“Io, arrivato a casa, ho trovato mia suocera”
#666

Nessuno sfugge ai luoghi comuni. Neanche io. Anzi, soprattutto io. La battuta sulla suocera l’ha fatta anche qualcun altro? Ma io l’ho fatta per prima. Anzi, no, per ultima. Io di più. Meglio. Insomma, sempre una più di te.

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A Roma la prima “farmacia di strada”

Dom, 09/29/2019 - 07:00

È stata aperta a Roma la prima ‘farmacia solidale di strada’ italiana pensata per gli indigenti e per le persone più bisognose. Chiara Cedola, medico dell’Istituto di Medicina Solidale e responsabile della struttura, spiega: “Noi medici non avevamo farmaci a sufficienza per evadere la richiesta.

Adesso con la collaborazione tra Assogenerici, Federazione ordine farmacisti italiani, fondazione Banco farmaceutico e Medicina solidale, possiamo garantire la copertura farmacologica a tutti i pazienti che arrivano nei nostri ambulatori”.  La farmacia si trova a Roma in via della Lungara, nella sede del centro di accoglienza dell’associazione VO.RE.CO. Onlus, dove già esisteva un ambulatorio gestito da Medicina Solidale.

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Eutanasia, ogni anno 1.000 malati terminali si suicidano per mancanza di alternative

Sab, 09/28/2019 - 15:00

All’indomani della decisione della Corte costituzionale sul suicidio assistito, Carlo Troilo parla dei suicidi di malati terminali partendo dalla storia del fratello

Suicidi malati terminali Associazione Luca Coscioni. “Mio fratello Michele si suicidò nel marzo 2004 perché era malato terminale di leucemia”. Carlo Troilo, storico militante dell’Associazione Luca Coscioni, è intervenuto durante la conferenza stampa all’indomani della storica sentenza della Corte costituzionale, che ha riconosciuto non sempre punibile l’aiuto al suicidio a partire dalla vicenda umana, personale e giudiziaria di Fabiano Antoniani, alias dj Fabo.

La sentenza è stato un punto importante, ma non certo la fine della battaglia con cui l’Associazione Luca Coscioni punta a legalizzare l’eutanasia. Come ricorda Troilo, infatti, sono tanti i suicidi di malati terminali che scelgono di togliersi la vita in mancanza della possibilità avere accesso alle cure necessarie per morire degnamente, come suo fratello.

“Tentammo invano di trovare un medico che lo aiutasse a morire, siccome non ci riuscimmo lui si buttò dal quarto piano della sua casa”, racconta Troilo. “Da allora io mi sono impegnato con l’associazione Coscioni e ho cercato – da giornalista – i dati sui suicidi in Italia, che erano ignoti. Scoprii che l’Istat aveva dei dati, che teneva in un cassetto”.

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Saturdays for Future: in tutta Italia acquisti responsabili contro i cambiamenti climatici

Sab, 09/28/2019 - 10:00

Il 28 settembre la prima giornata nazionale di acquisti informati per premiare le buone pratiche locali e promuovere le reti territoriali di consumo responsabile

ll 28 settembre l’Italia si mobilita contro i cambiamenti climatici. Arriva il primo appuntamento con i Saturdays for Future organizzato da NeXt ASviS, per supportare con azioni concrete e dal basso i movimenti nazionali e internazionali dei Fridays for Future.

Nata da un’idea del co-fondatore di NeXt – Nuova Economia X Tutti Leonardo Becchetti e del portavoce ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Enrico Giovannini, questa mobilitazione nazionale mostra come si possa trasformare una manifestazione di piazza in un’azione di cittadinanza attiva quotidiana, dove la “mano” della cittadinanza attiva diventa stimolo efficace per l’azione della politica e delle imprese verso una transizione più rapida ed efficace alla sostenibilità.

Saturdays for Future sono una proposta che deriva dal successo delle due giornate di Cash Mob Etico organizzate in tutta Italia a maggio, in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019.

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Il gioco della lingua italiana espansa

Sab, 09/28/2019 - 10:00

L’italiano è una lingua meravigliosa perché contempla parole che indicano molte sfumature di uno stesso concetto, inoltre siamo maestri nell’uso di forme figurate e modi di direio ti amo, ti adoro, ti voglio bene, sono innamorato di te, sono pazzo di te, mi hai fatto innamorare, mi hai trafitto il cuore, mi hai stregato, sono cotto, sedotto, affascinato, ammaliato, conquistato appassionato, mi hai fatto prendere una sbandata,  rapito, incantato,  infatuato, preso, mi attrai, mi entusiasmi, mi hai acceso, infiammato, invaghito, ti desidero, ti bramo…

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L’italiano contempla dalle 215mila alle 270mila parole a seconda delle stime

Se prendiamo in considerazione tutte le declinazioni di tempi, maschili, femminili, singolari e plurali di nomi, verbi e aggettivi si stima si arrivi a 2 milioni.
Ma esiste anche un milione e più di parole derivate che potrebbero esistere ma non vengono usate e quindi non sono contemplate dai vocabolari.
Possiamo giocare a espandere l’italiano, e iniziare a usare parole che pur non esistendo sono corrette e capaci di suggerirci un significato sensato anche se non le abbiamo mai sentite dire.
Dal termine rosso deriviamo la parola rossore.
Possiamo far derivare dalla parola risotto il termine risottore?
“Questo risotto è così buono che sento diffondersi dentro di me un risottore profondo e piacevole!”
Ma dal termine dotto deriviamo dottore. Quindi potrei dire: “Per conoscere i segreti del risotto mi rivolsi a un risottore laureato”.
Amore ha molte parole derivate: amare, amante, amato, amorazzo, amoruccio. Si potrebbe dare un significato anche a amorista (o amarista?), amorismo, amorigno, amorigeno, amoreso, amoritico, amoriccio?
E ippopotamo? Ippopotame, ippopotista, ippopotico, ippopotamao, ippopotanamo…
Pangolino: pangolinismo, pangolinista, pangolinico, pangoleso, pangolesso, pangolao, pangolinizzazione.
E chi sa dire cosa potrebbero significare: pentolismo, protuberanzia, padellazione, coltellarismo, forchettizzazione, brocchismo, broccanzia, scarpaggine, calzaggio, asinato, asinista, scimmiese, valigenza, foruncoliere, orecchista, manista, piedolo, cosciarolo, scoreggità, sputalegio, occhimento, chiappoide, comunistoto, vermetteria, lombricosi, viperemento, ombellicume, cacciavitazione, millepiedale, ferrodastirambulo, rapario, caterpillabile, automobiligrafo, camionico, sederivago, fallotivo, passeratorio, snaricciamente.
Ne risulterebbero frasi ipotetiche dal dubbio ma affascinante significato:
Camminava a zebroni
Erano sotto il dominio rinocerontarchia
Capii subito che era un uomocero (era un cornuto?)
Quella donna era dominata da una forte cavallettocinesi (di facili costumi?)
Mi servirono un piatto di spaghetti olivocratici
Era afflitto da scoreggiogonia

Wikipedia elenca più di 80 suffissi… C’è da sbizzarrirsi.
Ma ci sono anche prefissi in grande quantità, più di 250.
Cosa potrebbe significare deippopotimizzare?
iperistricismo?
E che dire di prosmutandismo, ipobluista, oltreflautulenzità, ultrasurfista, prepentolizzazione, protosinghiozzismo, transcarpazione, xenopipista?

Resta il calcolo, arduo, di quante parole impreviste potremmo inserire nel nostro linguaggio, almeno potenzialmente

Per fare la moltiplicazione dovremmo sapere quanti sono i lemmi della lingua italiana, cioè i termini di base che poi decliniamo come verbi, avverbi nomi e aggettivi.
Cioè, dal lemma amore faccio derivare molte parole che ne sono la declinazione, quindi amore = amante, amato, amorevole, amare amerò amavo, tu ami, egli ama…
Quante sono le parole potenzialmente declinabili?
Dovremmo inserire in questa lista sia azioni che concetti che cose, piante e animali.
Esempi:
Mi sentivo molto ederizzato ma anche un po’ gelsominato in modo carciofista.
Hai fatto in modo tavolizzato un discorso sedialista.
Ti vedo piuttosto aspragizzante e non mi freghi con la tua aria coniglinizzata.
Smettila di ferrodastirizzarmi la pendularità svolazzatoria.
Non credo proprio che dedicandoti alla porcellinizzazione spinterogenistica potresti averdizzare lo straelefanticista ciliegiato.
Preso da saltisismo anazerbinato mi sgarupirizzai giù dalla scivolosignità alpinotta abbruschettandomi barbagiannizzizzato.
Interstiziami!

Dovremmo quindi moltiplicare i lemmi per tutte le desinenze possibili, compresi i tempi e le persone dei verbi: nessuno mi può vietare di dire: Tu fosti destricizzata e subito dopo sforchettavi con raviolitudine spantalonando sbottiglista. Prova a venirmi a dire che non posso dirlo e poi vedi che faccia ti cementarmatizzo!  
Non sono riuscito a fare calcoli certi ma siamo certamente ben oltre un milione di neologismi sfumaturizzanti.
Vai! Buttati capofittamescamente!

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Antura, il videogioco che insegna ai bimbi siriani a leggere l’arabo

Sab, 09/28/2019 - 07:00

Da quando a marzo 2011 è scoppiata la guerra in Siria, milioni di bambini siriani vivono in campi profughi in Libano, Giordania e Turchia, non avendo possibilità di andare a scuola. Molti di loro parlano l’arabo ma non sanno leggerlo e scriverlo perché non hanno un edificio in cui recarsi e un maestro che glielo insegni, sono tagliati fuori dai circuiti educativi.

Lanciato a marzo 2018 dopo un anno di sviluppo, il videogioco “Antura and the Letters” serve proprio a questo, a insegnare l’arabo ai bimbi siriani e a distrarli dalla guerra, divertendoli, perfino.

Più che un videogioco, Antura and the Letters è un contenitore di mini-giochi che aiutano i bimbi ad associare i suoni dell’arabo, che parlano anche senza andare a scuola, e i segni dell’alfabeto della lingua, che invece non conoscono.

Il progetto – ideato da un consorzio formato dall’Università di Scienze Applicate di Colonia Game Lab of TH-Koeln, l’organizzazione internazionale no-profit Video Games Without Borders (Vgwb), e lo studio libanese di sviluppo di videogiochi Wixel Studio – ha vinto il bando del concorso internazionale EduApp4Syria voluto dall’agenzia norvegese per lo sviluppo e la cooperazione Norad e finanziato dal Ministero degli esteri della Norvegia

Rilasciato con licenza Creative Commons, “Antura and the letters” è interamente open source e vanta un team eterogeneo formato da programmatori, operatori umanitari, psicologi, disegnatori, graphic designer, insegnanti e studenti. Edoardo Tosatti, oggi programmatore jr di videogiochi, aveva 26 anni quando al termine del Master Computer Game Development dell’Università di Verona gli fu offerta la possibilità di partecipare al progetto di “Antura and the Letters”. «Certo, è bello fare videogiochi in cui progetti un’astronave che distrugge il mondo, sarò nerd ma alcuni videogiochi sono vere e proprie opere d’arte», dice al telefono, «però è bello farli anche utili».

«Dietro il concetto di gamification (ndr: l’utilizzo di strumenti tipici del gioco per altri scopi, come in questo caso l’alfabetizzazione) si nasconde un mondo ancora incontaminato, in cui c’è posto per tutto, divertimento e utilità. Sapere che mentre mi diverto io – aggiunge Tosatti – faccio divertire qualcuno che si trova in difficoltà, e magari lo aiuto anche a imparare qualcosa, è la strada che voglio intraprendere, domani chissà».

Tosatti insieme al suo collega si è occupato del game playing programming di uno dei tanti minigiochi contenuti di Antura, in cui «compaiono delle lettere centro della scena, si mescolano, si nascondono dietro agli alberi, una voce ti dice quale lettera cercare e tu devi ricordarti dove sta, ma soprattutto riconoscerla».

I risultati di “Antura and the Letters” sono incredibili e si possono visionare sul sito, che ha reso pubbliche le statistiche delle performance dei bambini. Stando poi a un’analisi svolta in Giordania nel campo di Azraq, l’utilizzo dell’app “Antura and the Letters” ha avuto effetti positivi sia sul grado di alfabetizzazione sia sul benessere psico-sociale dei bambini che hanno subito i traumi della guerra, con miglioramenti tangibili soprattutto in termini di autostima, concentrazione e capacità di problem solving.

Non stupisce che i premi vinti da “Antura and the Letters” siano tantissimi: Best Serious Game al Fun and Serious Festival (2017), Best Educational Project al TechFugees (2018), Islamic Creative Economy Competition al Dubai Culture (2018) e Meaningful Play al IMGA MENA (2018), solo per citarne alcuni. E l’Italia? Non manca nel progetto. Francesco Cavallari, fondatore dell’associazione no-profit con sede in Spagna dietro “Antara and the Letters”, vorrebbe realizzare un secondo videogioco che abbia per obiettivo non soltanto l’alfabetizzazione ma anche l’integrazione, specie in Italia, «visto il flusso migratorio che la riguarda». «Non farò qualcosa soltanto perché sono italiano, servono collaborazioni con chi si occupa di accoglienza per consentire a migranti e rifugiati di sapere che esistono questi strumenti», ha fatto sapere in una recente intervista, dove ha sottolineato le difficoltà a trovare partnership italiane «adeguate per avere impatto e migliorare la vita delle persone».

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Il galateo a tavola nel mondo (infografica)

Ven, 09/27/2019 - 16:30

In Cina non girate mai il pesce sul piatto, in Tanzania non annusate il cibo, in India non mangiate il cibo con la mano sinistra, solitamente deputata all’igiene personale.

Ecco alcune regole, anche un po’ strane, per non fare brutte figure a tavola in giro per il mondo.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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