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Tampon tax, riammesso emendamento su tamponi e assorbenti

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 17:15

L’emendamento al decreto legge fiscale che prevede l’applicazione dell’Iva ridotta al 10% invece di quella al 22% su assorbenti, tamponi e coppette mestruali è tornato in discussione. La proposta, giudicata ieri inammissibile dalla Commissione Finanze della Camera dove il decreto è in esame, oggi è stata riammessa e potrà quindi nuovamente essere discussa.

Ecco il testo dell’emendamento, la cui prima firmataria è l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini: «Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633».

Leggi anche: Tampon tax bocciata. No alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti

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Cambiamento climatico, le lumache di città diventano gialle

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 15:33

Si sa, il riscaldamento globale incide su tutti gli ecosistemi e sulle singole specie, come la femmina di cervo che in Scozia partorisce molto prima di un tempo perché fa più caldo. In particolare, il gruppo di ricerca di Menno Schilthuizen all’Università di Leida ha avviato uno studio per capire come le lumache della specie Cepaea nemoralis, ovvero la classica lumaca che vive un po’ dappertutto dai boschi alle città, modifichi il colore e il numero di striature del proprio guscio per adattarsi all’aumento delle temperature. Questa tipologia di lumaca può essere rosa, gialla o marrone e sul guscio può avere sino a cinque striature diverse. Le lumache sono sensibili agli sbalzi di temperatura, avere gusci di colori più chiari dovrebbe aiutarle a rimanere più “fresche” riflettendo al contempo la luce solare.

Per approfondire l’adattamento delle lumache, i ricercatori hanno studiato migliaia di immagini di lumache dei Paesi Bassi, grazie all’ideazione di un’applicazione per smartphone, SnailSnap, che ha coinvolto i cittadini olandesi appassionati di scienza. Grazie all’app infatti i ricercatori hanno potuto diffondere delle linee guida generali sul tipo di lumache da fotografare, lasciando poi il compito ai volontari di scattare le foto e di caricarle sull’app. Il server ha raccolto circa 8000 foto, che sono state analizzate da un algoritmo ad hoc creato dai ricercatori che le ha classificate in 3 modi: colore del guscio, numero di striature, ambiente.

I risultati hanno dimostrato che le lumache di città hanno attuato l’adattamento al riscaldamento delle temperature diventando gialle. Inoltre, stranamente, è risultato che nelle zone urbane il numero di striature sui gusci non è basso come si aspettavano gli scienziati, ma intermedio. Quindi, è probabile che l’alternanza e la combinazione di colori tra guscio e striature sia un sistema di termoregolazione interna.

Gli scienziati dell’Università di Leida hanno ora in programma di espandere il loro progetto per analizzare il piumaggio degli uccelli urbani, sempre attraverso l’aiuto dei volontari appassionati di animali e scienza. 

Leggi anche:
https://www.peopleforplanet.it/piante-e-habitat-in-pericolo-di-estinzione/
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Photo by Krzysztof Niewolny on Unsplash

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Tampon tax bocciata. No alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 15:31

La “Tampon tax”  è stata bocciata. L’emendamento al decreto legge fiscale presentato dalla deputata Laura Boldrini per ridurre l’Iva dal 22 al 10% per assorbenti, tamponi e coppette mestruali in quanto beni di prima necessità è stato respinto dalla Commissione Finanze della Camera.

Beni di prima necessità, non di lusso

L’iva per gli assorbenti, i tamponi le coppette e le spugne mestruali rimane dunque – almeno per ora – al 22%. Allo stesso livello di diamanti, sigarette, birra e vino. Mentre diversi beni primari come pane, latte e rasoi hanno l’Iva al 4%. «Ad essere bocciate – ha scritto su Twitter l’ex presidente della Camera – sono milioni di donne e ragazze, costrette a pagare caro beni di prima necessità».

Emendamento bipartisan

Firmato dall’ex presidente della Camera (prima firmataria) e altre 32 deputate bipartisan, l’emendamento è stato dichiarato inammissibile dalla commissione Finanze della Camera per “estraneità alla materia” trattata dal decreto fiscale. Boldrini ha subito presentato ricorso per l’ammissibilità. «L’abbassamento dell’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili è doveroso – ha twittato la deputata -. E’ una battaglia che intendiamo portare a termine. Se la battaglia va spostata sulla legge di Bilancio, chiederò alle colleghe del Senato di farsene carico».

Ecco il testo dell’emendamento: «Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633».

In Irlanda tasse zero

In Europa siamo tra gli ultimi 6 Paesi con l’Iva al di sopra del 21% sui prodotti esclusivi per donne. Se tredici Paesi applicano a questi prodotti l’Iva al di sotto del 10%, 8 si attestano tra il 10 e il 21%. Si va dall’esempio più virtuoso dell’Irlanda, con tasse pari a zero per questi prodotti, fino ad arrivare al 27% dell’Ungheria, passando per il 5,5% della Francia, il 10% della Spagna e il 19% della Germania.

Leggi anche: Tampon tax: una tassa a tutela dell’ambiente?

Le mestruazioni sono ancora un tabù. E il congedo mestruale pure

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Mal di schiena, super rimborsi per l’artrodesi: troppi interventi inutili

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 13:04

Negli ultimi anni gli interventi di artrodesi alla schiena (fissazione chirurgica delle vertebre mediante l’impiego di viti e placche) sono più che raddoppiati nelle strutture private convenzionate, mentre sono rimasti stabili negli ospedali pubblici.  La notizia arriva da un’inchiesta condotta da Milena Gabanelli e Simona Ravizza per Dataroom, in cui viene spiegato come questo incremento, avvenuto a partire dal 2009, abbia coinciso con l’entrata in vigore di nuove tariffe di rimborso: fino a 19700 euro per ogni intervento di artrodesi. E così in pochi anni nel privato si è passati da 7870 interventi del 2009 a 16289 del 2016, mentre nel pubblico il trend è rimasto costante (da 12105 a 12619). Eppure l’artrodesi è un intervento molto invasivo, che andrebbe effettuato solo quando falliscono tutti gli altri tentativi di trattamento delle problematiche che interessano la schiena (fisioterapia, infiltrazioni, radiofrequenza, ozonoterapia e procedure mini-invasive).

Solo la Lombardia ha detto basta

Dal 1° agosto 2019 le cose sono – anche se di poco – cambiate. Ma è pur sempre un inizio: in Lombardia, “dopo un’approfondita analisi dei dati da parte della direzione generale dell’assessorato alla Sanità, la decisione è stata quella di tagliare i rimborsi”, si legge su Dataroom. E così dal 1° agosto 2019 per le patologie della colonna come discopatie, sindromi dolorose lombari, processi degenerativi artrosici (insomma tutti i casi in cui il paziente può beneficiare di trattamenti mini-invasivi come la terapia farmacologica, la fisioterapia, altri tipi di interventi chirurgici) – le tariffe di rimborso dell’artrodesi sono state equiparate a quelle delle procedure meno invasive: da un minimo di 3200 euro ad un massimo di 7600 (e non più tra i 4700 e i 19700). I rimborsi per l’artrodesi restano ovviamente immutati in caso di tumori o gravi patologie per cui si ritiene appropriato l’intervento.

La domanda ora viene spontanea: le altre Regioni cosa intendono fare? 

Continua a leggere su Dataroom

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Se fai l’albero di Natale a settembre sei più felice

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 07:34

Secondo una dichiarazione del 2017 di Steve McKeown, psicologo e fondatore della McKeown Clinic, entrare nell’atmosfera del Natale aiuta a restare in contatto con il nostro bambino interiore. E a essere più felici.
“Benché possa esserci una percentuale di ragioni sintomatiche per cui qualcuno voglia ossessivamente addobbare casa in anticipo, nella maggior parte dei casi si tratta di motivazioni nostalgiche o per resuscitare la magia del Natale. In un mondo pieno di stress e ansia – spiega Steve McKeown – la gente associa il Natale alla felicità, evocando forti sentimenti legati all’infanzia. Le decorazioni sono semplicemente un’ancora alle emozioni e all’eccitamento di quando eravamo bambini”.
Quindi ben venga l’Albero di Natale subito dopo l’ombrellone.
La tradizione vorrebbe che gli addobbi natalizi venissero fatti l’8 dicembre ma la tradizione non è stressata…

Fonte: Repubblica

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Decoriamo il Natale dando una seconda vita ai nostri rifiuti
La tregua di Natale
Le ricette di Natale: Composta di mele cotogne

Foto di Peggy Choucair da Pixabay

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BBC 100 Women 2019: chi sono e perché

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 07:00

C’è un’unica italiana, Piera Aiello, vissuta per 28 anni come un “fantasma” per aver testimoniato contro la mafia. La lista del network britannico è davvero un racconto pieno di emozioni.

14 donne sono entrate nella classifica perché lavorano nell’ambito della salute, 18 sono attive nel campo della scienza e della tecnologia, 19 hanno posizioni di leadership, 17 si sono distinte nel campo della creatività, 13 sono atlete, 19 sono attiviste in vari settori.

Ed è proprio in questo ultimo settore che compare Piera Aiello, deputata siciliana conosciuta come la candidata “fantasma” perché ha fatto tutta la campagna con un velo sul viso a causa delle minacce della mafia. La sua storia sembra d’altri tempi: costretta a sposare a 14 anni il figlio di un boss mafioso poi ucciso, è diventata testimone di giustizia per difendere i diritti degli informatori della polizia e dei loro figli.

Qualche storia tra le 100

Sinéad Burke

27 anni, alta 105,5 centimetri. Ha iniziato a impegnarsi come attivista con la fondazione dell’Inclusive Fashion and Design Collective. Questo progetto ha come obiettivo il finanziamento di progetti di design per i disabili. Una delle sue battaglie riguarda proprio l’adaptive fashion, un concetto di moda che valorizza le minoranze fisiche, di cui lei, fiera, rivendica l’appartenenza. In un’intervista a Marie Claire, Sinéad ha dichiarato: «Io rappresento tutte le minoranze escluse dall’industria del lusso».

Lucinda Evans

Lucinda è la voce delle donne in Sudafrica. Organizza marce radunando migliaia di donne per le strade di Città del Capo, sfidando il governo a tradurre la politica in azione.
Lucinda ha fondato Philisa Abafazi Bethu (Heal our Women), un’organizzazione senza scopo di lucro che offre servizi tra cui consulenza, comitati di ricerca per ragazze rapite e case sicure per donne che fuggono dagli abusi domestici.
«Le mie speranze, come donna Khoisan, sono che un giorno saremo liberate dalla violenza contro i nostri corpi e i corpi delle nostre figlie, sorelle, madri e zie. Spero che un giorno avremo una presidente donna».

Kimia Alizadeh

Nel 2016, Kimia è diventata la prima donna iraniana a vincere una medaglia alle Olimpiadi da quando il Paese ha iniziato a competere nel 1948. Come atleta di taekwondo, Kimia ha il merito di “incoraggiare le ragazze e le donne iraniane a spingere i confini della libertà personale” La ventunenne si sta allenando per ottenere la qualifica per Tokyo 2020, dove spera di ispirare la prossima generazione di donne iraniane nelle arti marziali.
«In Iran, le atlete affrontano sfide diverse. Ma spero che di fronte a tutte le difficoltà, continueremo e non ci arrenderemo mai»

Rida Al Tubuly

È una delle tante donne che lottano per l’uguaglianza di genere, ma lei lo sta facendo da una zona di guerra. La sua organizzazione, Together We Build It,  si batte per il coinvolgimento delle donne nella risoluzione del conflitto in Libia.
Nel 2018, ha denunciato al Consiglio per i Diritti Umani di Ginevra le riunioni delle Nazioni Unite di alto livello sul futuro della Libia che non includono le donne.
«Il futuro delle donne è ora, non domani o il giorno dopo. Promuovo la pace a tutti i livelli e sono fiduciosa che le donne siano in grado di cambiare molto presto lo status quo in settori storicamente designati agli uomini, come la costruzione della pace e la mediazione dei conflitti».

Mabel Bianco

Medico, Mabel ha trascorso quattro decenni a lavorare per inserire la salute delle donne, i diritti riproduttivi, l’aborto e l’HIV / AIDS nell’agenda delle politiche pubbliche in Argentina. È stata pioniera dell’educazione sessuale di fronte al conservatorismo cattolico del Paese sudamericano. Quest’anno segna il suo trentesimo anniversario come presidente della Foundation for Studies and Research on Women (FEIM) a sostegno dei diritti delle donne in America Latina e nel mondo.
«Voglio un futuro prossimo senza che le donne muoiano inutilmente. Spero che raggiungeremo un punto in cui le donne di tutto il mondo possano decidere liberamente sulle loro vite, sui loro corpi e se essere madri o meno senza rischiare la morte e che possano vivere senza violenza di genere».

Zarifa Ghafari

A 26 anni  è una delle prime donne sindaco afghane. Il Presidente l’ha nominata sindaca di Maidan Wardag, dove il sostegno ai talebani è molto diffuso. Zarifa ha accettato nonostante fosse molto pericoloso vivere lì. Il giorno in cui si è insediata il suo ufficio è stato assaltato da uomini inferociti.
Nonostante questo è scesa in piazza regalando sacchetti per raccogliere l’immondizia come parte della sua iniziativa per una città pulita e afferma che il suo obiettivo è far crescere il potere delle donne.
«Sono la prima sindaco donna di questa provincia devastata dalla guerra, ma non voglio essere l’unica. Sto lavorando perché ci siano più donne che lavorano accanto a me nel governo locale e nei principali dipartimenti»

Hiyori Kon

21 anni, è un prodigio di sumo wrestling in un paese in cui alle donne è ancora vietato competere professionalmente.
È stata oggetto del pluripremiato documentario del 2018 Little Miss Sumo, che ha raccontato la sua battaglia per cambiare le regole di uno degli sport più antichi del mondo e dare voce alle donne nel sumo.
«Vorrei dare l’opportunità ai bambini di tutto il mondo di praticare il sumo e vorrei che diventasse uno sport olimpico».

Jamie Margolin

A 16 anni, Jamie ha co-fondato il movimento Zero Hour, usando i social media per organizzare le prime marce sul cambiamento climatico dei giovani in 25 città, tra cui Washington DC.
«Il futuro deve essere decolonizzato e ricollegato all’antica saggezza della Terra che un tempo amavamo. Il cambiamento climatico è un problema creato dall’uomo, motivo per cui le donne dovrebbero governare il mondo».

Benedicte Mundele

I supermercati in Congo sono pieni di prodotti originariamente coltivati ​​nella Repubblica Democratica del Congo, ma esportati e trasformati con conservanti, prima di essere reimportati a prezzi costosi. Questa realtà ha spinto Benedicte a fondare Surprise Tropical, una mensa che serve cibo sano e da asporto nella periferia della capitale, Kinshasa. Cinque anni dopo, il business online dell’azienda offre prodotti freschi in tutta la città.
«Il futuro appartiene a coloro che vedono le opportunità dietro ciò che gli altri vedono come problemi o frustrazioni».

Alexandria Ocasio-Cortez

Quest’anno, a 29 anni, è diventata la donna più giovane insediata al Congresso degli Stati Uniti. È cresciuta nel Bronx e si era offerta volontaria come attivista alle elezioni presidenziali del 2016.
Contro ogni previsione, di giugno 2018 aveva sconfitto un veterano deputato alle primarie per la scelta del candidato democratico nel 14° distretto di New York e da allora è diventata il futuro del partito democratico.
Il suo aspetto non è un caso: ha scelto rossetto rosso e grandi orecchini per il suo giuramento durante la cerimonia di insediamento, in modo che: «La prossima volta che qualcuno dice alle ragazze del Bronx di togliersi gli orecchini, possono semplicemente dire che si vestono come una deputata».
«Stiamo lottando per un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro. Quando le persone vogliono smettere di parlare dei problemi che affrontano le donne nere, le donne transessuali, le donne immigrate, dobbiamo chiedere loro: “Perché ti mette così a disagio?”. Perché non si tratta solo di identità, si tratta di giustizia. Tutti meritano giustizia».

Vandana Shiva

Negli anni Settanta, faceva parte di un movimento di donne che abbracciavano gli alberi per impedire che venissero abbattuti – gli originali “abbracci degli alberi”.
Ora leader ambientalista di fama mondiale e vincitrice del premio Nobel per la Pace alternativo, l’ecofemminista vede le donne come custodi della natura.
«Spero che le donne conducano una transizione lontano dalla catastrofe e dal collasso e seminino i semi del nostro futuro comune».

Greta Thurnberg

Nell’agosto 2018, la quindicenne ha saltato la scuola per protestare fuori dal parlamento svedese. Quello che è iniziato come lo sciopero di una persona si è poi diffuso in un movimento mondiale per protestare contro i cambiamenti climatici. Le sue azioni hanno mobilitato attivisti in tutto il mondo, con milioni di giovani che hanno preso parte a Friday for Future. «Stiamo affrontando un disastro di sofferenze non dette per enormi quantità di persone. E ora non è il momento di parlare educatamente o concentrarsi su ciò che possiamo o non possiamo dire. Adesso è il momento di parlare chiaramente».

Amy Webb

È una manager che consiglia i leader del governo e gli amministratori delegati di alcune delle più grandi aziende del mondo su come prepararsi per futuri complessi.
Nel 2015, ha deciso di rendere tutte le sue ricerche open source, liberamente disponibili al pubblico.
«Le nostre idee sul futuro sono modellate dalla nostra stessa educazione, visioni del mondo e pregiudizi cognitivi. Una delle ragioni delle continue lotte dell’umanità è la nostra visione contrastante di come dovrebbe apparire il futuro. La soluzione a quella lotta è l’inclusività».

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Iran, da oggi le donne potranno andare allo stadio
Risolvere il problema della povertà si può: date retta alle donne
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Fonte articolo e immagini: bbc.com

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Michele Dotti: il dilemma del cuscino

People For Planet - Gio, 11/14/2019 - 07:00

Grande, piccolo, alto, basso, morbido, duro, quanti tipi di cuscini per dormire esistono? Aiutiamo Michele Dotti a trovare il cuscino perfetto! (Ma dove vorrà andare a parare…)

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Autodifesa Finanziaria: il passaggio da risparmiatore a investitore

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 15:00

E’ questa la domanda che più spesso Vincenzo Imperatore, Consulente di Direzione, si sente fare durante gli incontri.
In questo video tutorial alcune regole che bisogna seguire per non sbagliare gli investimenti. Ad esempio: prendersi 4 ore di tempo per analizzare la propria situazione finanziaria, gli obiettivi, i tempi…

Come funziona il delicato passaggio da risparmiatore a investitore? flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_368"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/output/autodifesa-finanziaria-ep7-investitore.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/368/autodifesa-finanziaria-ep7-investitore.mp4' } ] } })

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

PROSSIMA (E ULTIMA) PUNTATA MARTEDI’ 19 NOVEMBRE 2019!

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Venezia annega sotto il peso del clima, i dati lo confermano

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 15:00

Era dal 1966 che l’acqua alta a Venezia non raggiungeva quota 187 centimetri. È il record di martedì notte, dopo giorni di allerta meteo, nel capoluogo veneto, e in molte altre città italiane. Al momento la marea si sta abbassando, ma oggi si attesta comunque sui 160 centimetri. Le forti piogge che nella notte tra martedì e mercoledì hanno colpito la Laguna, hanno contribuito a innalzare il livello del mare. Due persone sono morte per il maltempo e per l’acqua alta. Hanno subito gravi danni la Basilica di San Marco, al cui interno si è misurato un livello di 110 centimetri, e il Teatro La Fenice, dove l’acqua ha reso impossibile l’utilizzo del sistema elettrico e anti incendio. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha richiesto lo stato di calamità. Il Centro maree del Comune prevede per oggi un nuovo picco di 145 centimetri e per domani e dopo un livello stabile di 130 centimetri.

Maltempo in tutta Italia

Scuole chiuse da nord a sud. Dall’altra parte dello stivale anche Matera è in ginocchio per il maltempo, le cui strade sono diventate torrenti di fango provocando danni a tutta la città, soprattutto nella zona antichissima dei Sassi. La protezione civile è in allerta e ha attivato il numero verde dedicato per i cittadini. Anche in Puglia scuole chiuse e coprifuoco per le forti raffiche di vento, un morto ad Altamura colpito da un albero. In Calabria e Sicilia allarme rosso e arancione.

Nel 2050 Venezia sarà sommersa

Speriamo non abbiano ragione i ricercatori di Climate Central, che dopo tre anni di lavoro hanno ridisegnato totalmente la mappa dell’innalzamento degli oceani e dei mari per via degli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Ebbene, non ci sono buone notizie per Venezia, ma nemmeno per ShanghaiMumbai e per buona parte di Bangkok, che potrebbero essere sommerse già nel 2050. I risultati di questa ricerca sono a dir poco scioccanti, sono stati analizzati i livelli delle regioni costiere di tutto il pianeta, esattamente di 135 paesi. Ovviamente le conseguenze sarebbero devastanti da tutti i punti di vista, ambientali, sociali, economiche, si tratterebbe di un’emergenza umanitaria mondiale, che metterebbe a rischio 150 milioni di persone. E questo se gli Accordi di Parigi fossero effettivamente rispettati sino al 2050, cosa che sappiamo già non sarà così. Purtroppo se le emissioni di gas serra dovessero aumentare invece che diminuire, la popolazione a rischio sarà più del doppio del previsto, ovvero 340 milioni di persone che diverranno 630 milioni a fine secolo.

Nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, uno degli autori della ricerca, Scott Kulp, rispetto alla nuova elaborazione dei dati delle coste afferma «Il nostro studio non rappresenta l’ultima parola. In alcuni paesi e regioni esistono già dati di alta qualità sulle zone costiere, in particolare in Australia e in alcune parti dell’Europa. Ma spero che abbiamo dimostrato l’importanza di avere ovunque dati più accurati e di grande qualità, quali l’elevazione e i livelli degli oceani, l’importanza che i governi li raccolgano e li rendano accessibili, pubblici. Alcune nazioni potrebbero avere già simili dati senza diffonderli, forse per preoccupazioni di sicurezza nazionale. Ma è importante che lo facciano, per consentire a tutti coloro che sono impegnati sul fronte del cambiamento climatico, comprese organizzazioni multilaterali, sia migliori analisi delle vulnerabilità che la definizione degli interventi necessari».

Gli scienziati di Climate Central hanno realizzato una mappa dove sono segnate le zone “rosse” ovvero quelle a rischio sommersione. In Italia è segnata la zona della laguna veneziana: 
https://coastal.climatecentral.org/map/4/1.3705/55.6568/?theme=sea_level_rise&map_type=coastal_dem_comparison&elevation_model=coastal_dem&forecast_year=2050&pathway=rcp45&percentile=p50&return_level=return_level_1&slr_model=kopp_2014

Leggi anche:
https://www.peopleforplanet.it/clima-accordi-parigi-usa-fuori-cina-e-india-dentro/
https://www.peopleforplanet.it/inquinamento-le-navi-da-crociera-producono-piu-ossido-di-zolfo-di-tutte-le-auto-deuropa/

Photo by Stijn te Strake on Unsplash

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Influenza, ogni anno colpita 1 persona su 10. Campagna informativa del Ministero

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 13:05

Per prevenire l’influenza la misura di prevenzione più efficace è il vaccino. Seguito da un corretto e frequente lavaggio delle mani, dal contenimento di starnuti e colpi di tosse e dalla raccomandazione di non curarsi con gli antibiotici se si ha l’influenza, perché sono inefficaci sulle infezioni virali. Sono queste le tre raccomandazioni principali intorno a cui ruota la nuova campagna informativa 2019-20 del ministero della Salute, che sul proprio portale ha pubblica un video e una sezione aggiornata con le domande più frequenti sull’influenza che ogni anno colpisce in media quasi un italiano su 10.

La misura preventiva più efficace è il vaccino

Come riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, la misura più efficace per prevenire l’influenza, sia per il soggetto singolo che per la collettività, è la vaccinazione. In base all’Accordo del 1° agosto 2109 della Conferenza Stato-Regioni sul documento Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020, il ministero della Salute ha diramato, anche quest’anno, le raccomandazioni sull’impiego del vaccino antinfluenzale. Oltre alla vaccinazione si raccomandano anche misure di protezione personali non farmacologiche, utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza:

  • l’igiene respiratoria (contenimento della diffusione derivante da starnuti e colpi di tosse con la protezione della mano o di un fazzoletto)
  • il lavaggio frequente e accurato delle mani.

Altro obiettivo della campagna è quello di raccomandare il corretto uso degli antibiotici, ai quali non si deve ricorrere in caso di infezioni virali come l’influenza.

Per la campagna di comunicazione è stato realizzato uno spot televisivo  che richiama le principali misure da adottare allo scopo di proteggere se stessi e gli altri dalla diffusione della malattia.

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Primo Direttore donna al Financial Times

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 11:32

Dopo 131 anni uno dei maggiori giornali britannici, il Financial Times, ha un Direttore di sesso femminile. Si tratta di Roula Khalaf, già vicedirettrice dal 2016 e in redazione da 24 anni.
Di origine libanese, è nata a Beirut, si è occupata di Affari internazionali riguardanti il Medio Oriente arrivando poi a essere Caporedattrice per gli Esteri.
In un messaggio su Twitter si è detta “felice e privilegiata”.
L’ok alla nomina della Khalaf è arrivato dal presidente del gruppo giapponese Nikkei, proprietario del Financial Times dal 2015.

Fonte: IlFattoQuotidiano

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Giornata mondiale della gentilezza

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 10:11

Gira su Facebook una fotografia scattata in una metropolitana di una città qualsiasi italiana. Si vede un signore anziano che aiuta un ragazzo nero a farsi la cravatta per presentarsi in ordine al suo primo giorno di lavoro.
Un gesto gentile, che dovrebbe essere normale in una società normale e che invece viene immortalato come straordinario. C’è da pensare.
Senz’altro il ragazzo sarà stato riconoscente all’uomo che lo ha aiutato ma anche quel signore anziano avrà avuto un momento di gioia magari in una giornata un po’ grigia come sono quelle di questi giorni in tutta Italia.

E che sia andata così lo dice anche la scienza, la felicità degli altri è contagiosa e non è solo un modo di dire: si attivano i neuroni a specchio quando compiamo una determinata azione e quando vediamo compierla. Quindi il sorriso di chi riceve una gentilezza da parte nostra fa -proprio come in uno specchio – sorgere lo stesso sorriso nel nostro volto.

Uno studio della Iowa State University ha dimostrato che essere gentili migliora l’umore

Bisogna riuscirci per 12 minuti al giorno, ce la possiamo fare.

Molte le iniziative in tutta Italia per celebrare la gentilezza, ne raccontiamo una per tutte: a Torino, al Librificio in via Digione la titolare Cristiana Voglino appenderà fuori dal suo negozio alcune grucce con cappotti per adulti e per bambini che possono essere presi da chi ne ha bisogno. Sono i capi che è riuscita a recuperare in casa e dalle amiche dopo un cambio di guardaroba e con figli cresciuti. Dentro la tasca ci sarà anche un libricino, uno di quelli che lei pubblica come editrice.

Il cappotto per scaldare il corpo e un libro per scaldare il cuore.

Lo so che state sorridendo, visto l’effetto della gentilezza?

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Da Torino una storia di solidarietà e gentilezza

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“Ciclo femminile” e “cicli biologici”

People For Planet - Mer, 11/13/2019 - 07:00

Gli esseri umani vivono nei ritmi dettati dalla natura.
L’alba e il tramonto, il susseguirsi delle stagioni, le fasi lunari, il battito del cuore e l’alternarsi di espirazione e inspirazione.
Queste ritmicità ci influenzano: chi non ha mai avuto qualche piccolo malessere al cambio di stagione? O ha sentito l’energia risalire all’arrivo della stagione preferita?

Similmente possiamo dire della luna: il suo movimento determina le maree, e influenza la nostra vita.  
Quanto a giorno e notte, il pensiero va subito all’orologio biologico che ci detta i tempi della veglia e del sonno. I ritmi circadiani (i cicli dell’organismo che si susseguono nelle 24 ore) sono molto più complessi: gli organi del nostro corpo, infatti, lavorano a ritmi diversi nel corso della giornata.

Accanto a queste manifestazioni, che sono di tutti gli esseri viventi, riscontriamo una ciclicità ancora più evidente, propria dell’universo femminile: quella ormonale.

Un viaggio attraverso i cicli biologici

Per conoscerne meglio gli aspetti più rilevanti, ne abbiamo parlato con l’ostetrica Paola Greco, che da decenni si dedica alle donne, affiancandole nei momenti che hanno la doppia valenza: biologica e psicologica

Paola, la tua definizione di ostetrica è: «compagna di viaggio attraverso i cicli biologici». Ci puoi spiegare meglio perché è un viaggio? E a quali cicli ti riferisci?

«Hai detto correttamente prima: siamo immersi nella ciclicità. Quella del mondo femminile ha la particolarità di essere segnata dal sangue: la sua prima comparsa indica il momento chiamato menarca e la sua periodicità mensile è il mestruo, mentre la sua scomparsa nel corso del periodo fertile – ovviamente se non ci sono patologie – indica una gravidanza. La fine del ciclo ormonale è definita menopausa: un periodo che ha un inizio e una fine. Dopo due anni di assenza del ciclo mestruale non si dovrebbe parlare più di menopausa, ma di continuazione della vita…»

Quindi possiamo dire che la ciclicità ormonale femminile ha un inizio con l’adolescenza e termina un paio di anni dopo la scomparsa del sangue?

«No, non è del tutto corretto: è vero che inizia con il menarca ma in realtà non termina con la menopausa. E avere questa consapevolezza può davvero aiutare a tenere una qualità di vita alta anche passati i 50 anni.
Mi spiego meglio: ci sono organi nel nostro corpo come le surrenali, il tessuto adiposo, l’ipofisi, che hanno una azione vicariante (cioè svolgono una specie di supplenza) rispetto agli ormoni femminili, producendo ormoni simili; grazie a questi continua una ritmicità che rimane presente e che ha solo bisogno di un ascolto un po’ più attento.
Infatti le variazioni non sono così esplicite, come quando la produzione ormonale era affidata alle ovaie, che con la menopausa vanno a riposo».

La “memoria” del ciclo

Dopo la menopausa possiamo ancora riconoscere certe caratteristiche tipiche del ciclo, anche se si presentano in forma più leggera?

«Certamente. Per questo motivo dico alle donne che incontro che è importante “ascoltare” i diversi segnali che il nostro corpo manifesta nell’arco delle 4 settimane della ciclicità mestruale. E quando parlo alle ragazzine che arrivano accompagnate dalle mamme, indirettamente mi rivolgo proprio a queste ultime, alle mamme, perché è attraverso la loro esperienza che le più giovani possono meglio comprendere la bellezza di riconoscere il proprio ritmo».

Ci puoi fare alcuni esempi di questa “memoria” che il nostro corpo mantiene anche quando non c’è più la cadenza del ciclo?

«Le donne raccontano le loro trasformazioni, in modo molto personale e unico.
Non c’è una regola, ma l’adattamento alla vita dopo la prima mestruazione ha una sua unicità, che fa, di questa esperienza, l’esperienza di quella donna.
Ed è così anche dopo la menopausa. Quando le donne, dopo la menopausa appunto, parlano dei loro nuovi 4 tempi del ciclo ne sottolineano la qualità principale: fase riflessiva, fase creativa, fase espressiva, e fase dinamica. Ogni fase ha un profumo, che conosciamo molto bene, perché ci sono appartenute con cadenza precisa.
Adesso – con la menopausa – lasciano il posto a una anarchia di tempi: ogni fase può durare mesi o solo pochi giorni. Ma sappiamo riconoscerle, perché fanno parte di un rinnovamento profondo».

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Bologna, girano video e “schedano” gli stranieri nelle case popolari

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 15:00

«Ci diranno “Ah, state violando la privacy”. Non ce ne frega assolutamente niente. Se è un alloggio popolare, c’è il tuo nome sul campanello, bisogna anche che ti metta nell’ottica che comunque qualcuno vada a vedere». È così che parlano nel video che hanno prima girato poi diffuso il parlamentare Galeazzo Bignami e il consigliere comunale di Bologna Marco Lisei, entrambi di Fratelli d’Italia. Lo fanno dopo avere ripreso in video i nomi stranieri riportati sui campanelli di alcune case popolari a Bolognina, un quartiere di Bologna, lo scorso 1 novembre. I due denunciano che le case «costruite dai nostri padri e dai nostri nonni» sono state assegnate agli stranieri.

L’episodio si commenta da solo, tutt’al più si possono aggiungere le parole della giornalista Arianna Ciccone

«Chi sono i due odiatori? Si nascondono dietro l’anonimato? No, i due odiatori sono due politici in campagna elettorale che a volto scoperto hanno fatto una operazione ripugnante e di chiara matrice razzista. I loro nomi sono Galeazzo Bignami, che è anche parlamentare, e Marco Lisei. L’odio non nasce sui social, l’odio non è dovuto all’anonimato in Rete (che solo pochissime persone molto abili con la tecnologia possono usare). L’odio circola nelle vene di questo paese ed è ben rappresentato anche politicamente. È di questo che dovrebbe occuparsi la politica». 

Già, la politica. Stando ai dati diffusi da Federcasa durante un convegno organizzato la settimana scorsa a Bari e promosso da Federcostruzioni, la responsabilità, se di responsabilità si deve parlare, non va a chi legittimamente diventa assegnatario di una casa nonostante non faccia Brambilla di cognome, ma allo Stato. L’attuale struttura del patrimonio residenziale pubblico non è sufficiente. Servirebbero infatti almeno altri 300mila alloggi per soddisfare tutte le richieste. Dal 2014, i governi sia di destra che di sinistra che si sono alternati in Italia hanno tagliato gli investimenti per le politiche abitative, passando dagli oltre 422 milioni di euro del 2014 ai 136 milioni di oggi. Attualmente l’Italia investe solo lo 0,01 del suo Pil nelle case popolari

L’ultima rilevazione del dipartimento politico del Campidoglio stima che il tempo necessario per smaltire le graduatorie delle 12.393 richieste a Roma è di 25 anni. Venticinque anni di attesa. Un’attesa che negli ultimi anni è degenerata in odio e xenofobia, specialmente contro i Rom, nonostante finora gli stranieri entrati in alloggio Erp siano stati, sempre nella capitale, il 7% del totale

Dopo i disordini di Casal Bruciato, periferia est di Roma, la famiglia rom con 12 figli al centro di proteste, presidi e aggressioni da parte degli abitanti della zona capitanati da Casa Pound e Forza Nuova, se n’è andata. Anche quando il polverone si è placato evidentemente era impossibile viverci. Sulle aggressioni e proteste la procura della Repubblica di Roma ha iscritto nel registro degli indagati ben 24 persone vicine a CasaPound e Forza Nuova

«Casal Bruciato resta un quartiere accogliente – ha detto Della Casa – Nelle nostre graduatorie per gli alloggi popolari ci sono in lista diverse altre persone di etnie diverse. Continueremo ad assegnare le abitazioni a chiunque ne abbia diritto come prevede la normativa e senza alcuna discriminazione». 

È però sulla discriminazione che la campagna elettorale del centro destra sta puntando da tempi non sospetti in vista delle prossime elezioni della Regione Emilia, storicamente rossa. «È arrivato momento di reagire. Noi assegnamo le case in base al reddito, non al colore della pelle» ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola (Pd). Come reagire senza venire tacciati di buonismo, però, rimane un mistero. Certo è che Odiare ti costa, l’iniziativa lanciata dall’associazione Tlon insieme allo studio legale Wildside di Cathy La Torre, avvocato bolognese, fa pensare che a Bologna, e in Italia, c’è ancora speranza.

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Arriva “Connegs”, il primo social network sulla fertilità

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 14:00

Un social network dove le aspiranti mamme con problemi di infertilità o con difficoltà ad avere un bambino possono confrontarsi, scambiarsi pareri, condividere la propria storia e supportarsi. Per combattere la solitudine che una gravidanza che non arriva spesso comporta: sono i motivi che hanno portato alla nascita di Connegs.com, il primo social network sulla fertilità.

Obiettivo: superare la solitudine

L’ideatrice è una donna di 37 anni tedesca che vive in Italia da 20 anni, Steffi Pohlig, madre di due bambini nati grazie a tecniche di procreazione medicalmente assistita. “Quando ho scoperto che non riuscivo ad avere un figlio ho vissuto anni di solitudine, da un lato perché chi hai intorno tende a sminuire il problema, dall’altro perché la donna prova vergogna e si isola perché vuole evitare tutte quelle occasioni in cui le può venir chiesto ‘voi quando fate un bambino’?”. Da qui l’idea, racconta, “di creare un luogo virtuale in cui le donne con problemi di infertilità possano parlarsi, ascoltarsi e confrontarsi. Su Connegs la solitudine non c’è più, e il problema della gravidanza che non arriva non viene banalizzato”, spiega l’ideatrice del social network.

Come ci si iscrive

A Conneggs ci si può iscrivere gratuitamente sia scaricando l’app dall’App Store e da Google Play, sia registrandosi su www.conneggs.com. Una volta iscritte le utenti creano il proprio profilo anonimo e possono leggere tutti i post pubblicati su temi come monitoraggio dell’ovulazione o inseminazione intrauterina. C’è poi la chat interna per chiacchierare e i Calendar groups ai quali si può accedere inserendo la data di inizio trattamento che può coincidere con quella di altre donne, iniziando così un percorso insieme. 

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La Plastic tax serve, firma anche tu la petizione

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 12:54

La cosiddetta Plastic tax, ovvero la misura contenuta nella manovra di bilancio 2020 accusata di imporre solo sanzioni sul consumo della plastica per singolo utilizzo, è al centro del dibattito pubblico e politico in queste ore, perché criticata di essere inefficace, insufficiente e sovrastimata. Tuttavia, la Plastic tax non contiene solo sanzioni, in quanto prevede anche incentivi, per le aziende che operano nel settore della plastica, a produrre materiali biodegradabili e compostabili. Precisamente la norma parla di un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute valido per tutto il 2020, nell’ordine di 20mila euro annui. Inoltre non tutti i prodotti in plastica monouso sono colpiti dalla tassa, come le siringhe e altri prodotti che possono essere riutilizzati o collegati all’uso medico.

La petizione di Fabio Roggiolani

Nonostante l’allarme delle associazioni di categoria di imprese, consumatori e dei sindacati, la petizione lanciata da Fabio Roggiolani, vice presidente Giga e cofondatore di Ecofuturo festival, ha già raccolto oltre 2700 adesioni in pochissime ore. Molti cittadini sono quindi perfettamente consapevoli della necessità di una transazione verso l’economia circolare, che passa obbligatoriamente dalla riduzione dell’impiego della plastica monouso.

La Plastic tax in Europa

A luglio l’Ocse ha pubblicato uno studio che illustra che in molti Paesi UE è già in vigore una misura del genere:  BelgioDanimarcaEstoniaFinlandiaLettoniaPaesi BassiSlovenia e Regno Unito (dal 2022) hanno introdotto una tassa sulla plastica monouso per cercare di indirizzare il consumo dei cittadini in una direzione più ecosostenibile.

Obiettivo sicuramente non semplice, è la sfida del nostro tempo, invertire la rotta, ma da qualche parte dovremo pur iniziare. Lo sanno bene le giovani generazioni, che da Fridays for Future in poi affrontano il tema con interesse e responsabilità.

Cannucce di plastica in mostra

A tal proposito, è stata inaugurata a Rimini la mostra Plastica appARTE, attualmente in corso al Museo della Città di Rimini (ingresso gratuito), le cui opere sono state realizzate dagli studenti del Liceo Artistico A. Serpieri di Rimini, a partire dalle cannucce di plastica raccolte durante l’estate 2019 nell’ambito del progetto Blu Booking. Con le 50 mila cannucce di plastica raccolte dagli hotel di Info Alberghi, i ragazzi hanno realizzato opere d’arte ispirate al mare. Un’iniziativa volta alla sensibilizzazione circa la dismissione della plastica monouso e una riflessione sull’inquinamento marino.

Firma la petizione: https://www.change.org/p/sergiocosta-min-la-tassa-sull-abuso-di-plastica-%C3%A8-giusta

Leggi anche:
https://www.peopleforplanet.it/il-divieto-di-utilizzo-della-plastica-monouso-conquista-una-parte-dellarcipelago-toscano/
https://www.peopleforplanet.it/via-libera-definitivo-della-ue-stop-dal-2021-a-oggetti-di-plastica-monouso/
https://www.peopleforplanet.it/la-cannuccia-commestibile-marchigiana-per-dire-no-alla-plastica-monouso/

Foto: Cannucce in burrasca, particolare. D. Zanotti con la collaborazione di V. Amadori, A. I. Baiocchi, M. Busca, S. Conticini, E. Ricci, Plastica appARTE

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Il grande database della cacca. Può partecipare chiunque!

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 09:30

Il progetto: raccogliere migliaia di immagini di cacca, farle elaborare da un’intelligenza artificiale per avere nuove diagnosi sulla salute dell’intestino.

Scrive la rivista online Zeusnews: «Le feci si possono considerare ‘un’espressione diretta della salute dell’intestino’, da esse si possono trarre informazioni su disturbi come la sindrome del colon irritabile e altre patologie croniche.»

Un aiuto per i ricercatori

Di qui l’idea di creare un enorme database open source che possa aiutare in futuro i ricercatori di tutto il mondo a fare diagnosi sempre più veloci e precise.

Chiunque può partecipare ed è semplicissimo: basta iscriversi e inviare le foto tramite il sito https://seed.com/poop/.
Le immagini saranno vagliate da un team di 7 gastroenterologi (quindi non fate gli spiritosi…).

«I pazienti ogni giorno devono decidere che cosa mangiare, quanto esercizio fare e come tenere a bada i sintomi» spiega David Hachuel, cofondatore della startup Auggi, impegnata nella realizzazione della IA. «Per questo motivo è fondamentale costruire il database e sviluppare strumenti di monitoraggio: permetteranno ai pazienti di fare tutto ciò a casa propria».

Guarda anche il Video:
Benvenuti al Museo della Merda


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Con la sostituzione di Ronaldo, Sarri lancia la sfida al calcio business

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 07:00

Maurizio Sarri è certamente l’eroe del giorno. Dopo nemmeno un’ora di gioco di Juventus-Milan, ha spedito Cristiano Ronaldo negli spogliatoi e ha fatto entrare Dybala che ha poi segnato il gol partita. La Juventus ha battuto il Milan 1-0 ed è rimasta in testa alla classifica. Prima ancora del fischio finale dell’arbitro, il fuoriclasse – 35 anni a febbraio – aveva già lasciato lo stadio. Non si è fermato in panchina né tantomeno ha seguito la partita dagli spogliatoi. Si è fatto la doccia e se n’è andato. Esisto solo io: questo il concetto.

Il giorno dopo, Gary Lineker ha definito Sarri un tipo con gli attributi. Ed è il pensiero dominante all’estero. Anche in Italia il tecnico ha incassato i complimenti di qualche tifoso illustre. Di certo l’allenatore ha mostrato il suo decisionismo. Come si dice in questi casi, non ha fatto sconti a nessuno, ha trattato tutti allo stesso modo e si è battuto per il raggiungimento dell’obiettivo sportivo: portare il miglior risultato per la squadra e la società che gli sta versando lo stipendio.

Nel calcio contano soltanto i risultati?

Ed è proprio questo il punto della questione. Nel calcio contano soltanto i risultati? L’aspetto tecnico, il campo, è ancora quello predominante? Potrebbe sembrare una domanda banale ma lo è fino a un certo punto. 

Cristiano Ronaldo è stato il calciatore più pagato nella storia della Juventus. È il calciatore con lo stipendio più alto mai sborsato dal club: circa 30 milioni netti l’anno. È un’industria nell’industria. Un’industria a sé, con cui la Juventus – di fatto – ha firmato una joint-venture. È ardito dire che la società di Agnelli ha acquistato Cristiano Ronaldo. È più aderente alla realtà affermare che ha siglato con lui un accordo commerciale. Accordo particolarmente oneroso per le casse della società. 

Immagine di Armando Tondo

E allora eccoci alla domanda. Se dal punto di vista calcistico non ci sono dubbi – Sarri ha fatto benissimo a togliere dal campo il portoghese, del resto i fatti gli hanno dato ragione – dal punto di vista aziendale si può dire la stessa cosa? Ha portato più vantaggi la vittoria sul Milan o ha arrecato più danni la foto di Ronaldo che esce dal campo e mormora uno strano labiale all’indirizzo della panchina? Foto che ovviamente ha fatto il giro del mondo? Così come tutti i media stranieri hanno ripreso le dichiarazioni di Fabio Capello: «Ronaldo non salta l’uomo da tre anni».

Contano più i gol o il fatturato?

Subito dopo la partita, il corpo diplomatico della Juventus si è immediatamente messo in moto. Maurizio Sarri è arrivato davanti alle telecamere un po’ in ritardo. Nel frattempo, è stato istruito a dovere dal ministero della comunicazione bianconero. E lui se l’è cavata egregiamente, senza apparire di plastica. Ha mostrato comprensione. Così come l’ha mostrata il portiere Szczesny. La Juventus non ha multato il portoghese. Avrebbe multato qualsiasi altro. Non tutti i giocatori, però, ti aiutano a sfiorare il mezzo miliardo di fatturato. Non tutti i giocatori hanno vinto cinque palloni d’oro. E solo uno, il mese prossimo, potrebbe averne vinti sei. Non che lo meriti il sesto pallone d’oro, almeno a nostro avviso, ma è un modesto punto di vista.

Maurizio Sarri, con quella sostituzione, ha colto il cuore della questione. Ha posto la Juventus di fronte al dilemma: contano di più i gol o il fatturato? La risposta arriverà nelle prossime settimane. Per ora, il mondo del calcio ha trovato il suo eroe. Bisognerà capire come reagirà il mondo del business.

Immagine: Wikimedia Commons

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Energia: un mare di innovazione

People For Planet - Mar, 11/12/2019 - 07:00

Roma, ottobre 2019, Maker Faire: tra le tante innovazioni presenti allo stand dell’Eni siamo stati attirati da due tecnologie per produrre energia rinnovabile sfruttando il moto ondoso del mare. Una fonte energetica molto interessante ma quasi completamente non sfruttata. Eni ha già installato queste tecnologie nell’Adriatico.
Intervista a Andrea Alessi, Program Manager Eni Energie Rinnovabili off-shore.
Nella seconda parte del video parliamo invece di alghe, in particolare di spirulina, un ottimo esempio di economia circolare.
Interviste a Antonio Idà, CEO & Cultivation Manager SPIREAT, e Matteo Francavilla, Chimico organico all’Università di Foggia.

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Leggi anche:
Un mare d’energia

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Maxi tassa sulla benzina, servirà a ridurre l’inquinamento?

People For Planet - Lun, 11/11/2019 - 16:25

Far pagare le emissioni di anidride carbonica a chi le genera. È questo l’obiettivo della maxi carbon tax proposta dal Fondo Monetario Internazionale, nel capitolo dedicato al surriscaldamento globale del suo Fiscal Monitor 2019. Sarebbe un mezzo per riguadagnare il terreno perso in questi anni, dal momento che gli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi appaiono sempre di più difficile realizzazione.

Nella proposta del FMI, la carbon tax ha una portata internazionale, mira alla crescita economica e soprattutto è molto salata75 dollari per ogni tonnellata di combustibili fossili entro il 2030, contro l’attuale tassa (in media) di soli 2 dollari a tonnellata. In Italia una tassa del genere farebbe crescere del 134% il prezzo del carbone, del 50% quello del metano, del 19% la bolletta elettrica e in fondo solo del 9% il prezzo della benzina. Per i vertici dell’FMI applicare una tassa è l’unico modo per ridurre efficacemente le emissioni di CO2 provenienti dai combustibili fossili, perché ne disincentiverebbe l’utilizzo in tutte le fasi del consumo.

Limite di velocità per le navi

Una recente ricerca, condotta per Seas at Risk e Transport & Environment, introduce nel dibattito ambientalista un’altra misura utile da applicare al settore trasporti per ridurre le emissioni di CO2. Si tratta dell’introduzione dei limiti di velocità alle navi, argomento che verrà discusso questa settimana a Londra dai negoziatori delle Nazioni Unite, che porterebbe a una riduzione del 20% dei gas serra, come CO2 e ossidi di azoto. Il limite di velocità marittimo, inoltre, ridurrebbe il rumore subacqueo del 66% e le probabilità di collisioni di balene del 78%. Se uniamo il fatto che l’80% delle merci trasportate in tutto il mondo passa via mare e che le spedizioni generano circa il 3% del totale globale dei gas serra (la stessa quantità emessa dalla Germania), la conclusione più ovvia è che si rivela essenziale le emissioni prodotte dalle spedizioni, che tuttavia non sono contemplate negli Accordi di Parigi sul clima. Staremo a vedere, in ogni caso il comparto marittimo rimane sotto accusa per via degli altissimi livelli di inquinamento di cui è responsabile.

Leggi anche:
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Photo by Mahkeo on Unsplash

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