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Economia circolare: falegnameria di recupero e design (VIDEO)

People For Planet - 2 ore 15 min fa

E’ una delle molteplici attività svolte da Rinoteca, un fab-lab nelle Marche guidato da Claudio Rinaldi e Massimiliano Possanzini.

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Sicurezza sui treni: un altro incidente, un altro treno deragliato

People For Planet - 5 ore 15 min fa

Si sta ancora studiando la dinamica dell’incidente: stando alle prime indagini ci sarebbe una responsabilità da parte del conducente del Tir.

In ogni caso quello era in qualche modo un passaggio pericoloso: secondo alcuni cittadini si bloccava spesso, come riporta La Stampa , provocando code. In più, come ha confermato l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, era un passaggio che doveva essere abbattuto per sostituirlo con un sovrappasso più sicuro, ma per lungaggini burocratiche ancora non era stato fatto.

La Stampa riporta anche un altro dato inquietante: nel solo 2017, su quasi 17 mila chilometri di rete, gran parte gestita da Rfi, si sono verificati 101 incidenti con 93 morti. 

I più colpiti, i pedoni. Nell’intervista  fatta ad Amedeo Gargiulo, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, egli stesso ammette che, nonostante una riduzione degli incidenti negli ultimi 10 anni, il valore registrato in Italia è superiore a quello dei maggiori Paesi Europei.

Può darsi che si scopra che questa sia una tragica fatalità, un errore di una sola persona, non lo sappiamo: la logica però porta a pensare che perchè avvenga uno schianto del genere c’è più di una cosa che deve andare storta. 

Come ci chiedevamo anche in questa lettera di qualche tempo fa, non può anche darsi che tra lungaggini burocratiche e scelte di budget, passi un po’ troppo tempo prima di decidere di spendere i soldi in sicurezza e a vantaggio dei pendolari e dei cittadini che prendono il treno?

Ogni volta che si sale sul treno è una odissea, e chi ne prende tanti non può che concordare.

Esiste il mal d’aria, il mal d’auto e il mal di mare. Probabilmente in Italia tra un po’ inizieranno a diagnosticare il mal di treno.

 

 

 

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Idee per un governo condiviso: Leggi e Giustizia

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/25/2018 - 12:19

Jacopo Fo intervista l’Avvocato Marco Marchetti
Con l’Avvocato Marchetti si è parlato di incentivazione della tutela dei consumatori, in particolare dell’istituzione di una Autorità per il controllo preventivo dei contratti rivolti al pubblico. (...)
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L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/25/2018 - 12:18

Intervista alla Dottoressa Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica all’Università di Ferrara. (...)
Continua su People For Planet

Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/25/2018 - 12:18

Laureata in filosofia con una tesi su Proust, mamma e pastore…
Silvia vive a Lodi e da qualche anno ha avviato il progetto Pecorelle con una quarantina di pecore di Ouessant, pecore nane originarie della Francia, che grazie alla piccola mole brucano e fertilizzano la terra senza danneggiarla.(...)
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A Napoli la pizza fritta più lunga del mondo

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/25/2018 - 12:17

7 metri e 15 centimetri è il nuovo record per la pizza fritta più lunga del mondo. In una friggitrice lunga 7,5 metri riempita con 1500 litri di olio, 60 pizzaioli napoletani hanno  immerso un siluro fatto di 123,5 chili di impasto, 50 chili di fiordilatte, 15 di ricotta, 7 di pomodoro, 15 di ciccioli e poi basilico e pepe.
In pratica la sagra del colesterolo.
(Fonte: Ansa)

Viva la fantasia

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/25/2018 - 12:15

Un’indagine condotta da Virginia Tech e Dashlane su 61 milioni di password ha rilevato che, come al solito, le più usate sono brand, nomi delle piattaforme che si stanno usando e un sacco, ma proprio un sacco, di parolacce.
L’inchiesta è stata condotta su password “bruciate” da varie fonti. Oltre alle classiche 123456 o qwerty - ancora usatissime – furoreggiano i nomi di squadre di calcio, campioni, attori e cantanti.
Insomma, la fantasia pare scatenarsi solo nelle parolacce, porcamiseria62 è ancora libera, interessa?
(Fonte: Repubblica)

Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore

People For Planet - Ven, 05/25/2018 - 04:08

… Silvia vive a Lodi e da qualche anno ha avviato il progetto Pecorelle con una quarantina di pecore di Ouessant, pecore nane originarie della Francia, che grazie alla piccola mole brucano e fertilizzano la terra senza danneggiarla.

Come preferisci essere chiamata, pastora, pastoressa…?
Mah, è indifferente, “pastore” va bene, la “e” finale si presta a tutto, anche “pastora” va bene, tutto fuorché “pastorella”.

Tu prima facevi la giornalista. Perché hai deciso di fare il pastore?
Volevo un lavoro che mi consentisse di vivere all’aperto e secondo ritmi più distesi. Ho sempre amato gli animali, e l’idea di fare il pastore è balenata all’improvviso, è stata quasi un’illuminazione. Mi piaceva l’idea di pascolare delle pecore nella Pianura Padana, in luoghi che amo. In un certo senso è stata una scelta prima estetica, poi etica.

L’utilizzo delle pecore per tosare l’erba è tornato alla ribalta con la proposta della sindaca di Roma Virginia Raggi. Cosa dici al riguardo?
Proprio a Roma, nel parco dell’Appia Antica, si tiene il Seminario Internazionale di Pastorizia Urbana e Periurbana; in Francia e altrove la manutenzione verde si pratica da anni senza nessun scalpore, anzi, desta simpatia e fa da aggregante sociale. Sulla manutenzione del verde però bisogna puntualizzare: sicuramente non è un metodo risolutivo, l’operato di un animale non può essere paragonato con quello di un tosaerba, e per fortuna!

Quali sono i valori aggiunti della tosatura a quattro zampe rispetto alla tosatura meccanica?
I valori aggiunti sono di tipo etico, nel senso che tu scegli un’alternativa, fai una scelta, rinunci al prato all’inglese livellato al millimetro per una manutenzione del verde che non inquina (niente pesticidi, niente benzina), aiuta gli animali e li riavvicina alle persone, anche in contesti urbani. E di tipo economico, perché salvo il costo del trasporto sulle lunghe distanze, il noleggio di una singola pecora è di un euro al giorno. Se i ricoveri e le recinzioni sono in loco tanto meglio.

Questo tipo di manutenzione ha risvolti sociali positivi?
Certo. Ad esempio, proprio di recente, durante l’open day dell’azienda L’Erbolario i visitatori hanno potuto farsi un’idea del valore degli animali rispetto all’ambiente. E in generale i Comuni, le aziende e le fattorie didattiche spesso organizzano attività formative che coinvolgono i bambini.

Quali terreni si prestano meglio alla tosatura con le pecore?
Si prestano meglio i terreni ampi, incolti, i prati rustici. Non certo il giardino della villetta.

E le tue pecore quali preferiscono?
A dispetto di quel che si può pensare le pecore non amano l’erba troppo alta, perché la schiacciano e poi per loro è difficile mangiarla. L’altezza ideale è quando l’erba non supera il polpaccio. Mangiano con gusto il tarassaco, la gramigna, la piantaggine… l’ortica no.

La tosatura con le pecore funziona anche in città?
Sì, nelle città ci sono delle aree, dei tratti incolti che anziché diventare ricettacoli di sporcizia possono essere destinati alle pecore. In questo caso si parla di vera e propria riabilitazione del verde.

Il tuo lavoro desta alcune perplessità a causa dei risvolti sanitari. Quali sono i rischi?
Questo è un pregiudizio di chi si è “inurbato” e ha dimenticato tutto, anche cose ovvie come ad esempio che la zecca è un animale e non si può cancellarne l’esistenza, ma si può limitarne la presenza somministrando alle pecore trattamenti sanitari, che non fanno parte dei vaccini obbligatori.

Sono costosi?
Tutti i trattamenti degli ovini sono costosi, possono costare anche centinaia di euro perché vengono venduti in formato gregge, ma sono cure che salvaguardano loro e il mio lavoro, quindi ben vengano.

Qualche episodio divertente?
Ce ne sono molti, in generale le situazioni destabilizzanti mi divertono. Una volta, quando ero ancora inesperta, mi hanno chiamato per avvisarmi che quattro pecore erano uscite dal terreno che si trovava in una zona industriale vicino a Lodi. Sono corsa in macchina a recuperarle sul luogo dove erano state avvistate, e le ho trovate mentre attraversavano la strada, come i Beatles nella copertina di Abbey Road.

Gli studi in filosofia ti aiutano nel tuo lavoro?
La filosofia mi aiuta in qualsiasi cosa faccio. Per filosofia intendo la capacità di sguardo, sapere che si hanno sempre a disposizione più possibilità, lasciarsi stupire dall’inatteso, dal possibile, anticipandolo o assecondandolo.

 

 

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Pronti per EcoFuturo 2018?

People For Planet - Ven, 05/25/2018 - 02:11

Anche quest’anno saremo a Padova, nella splendida struttura del Parco Fenice, che è un vero e proprio tuffo nell’ecofuturo.

Dal sito di Ecofuturo: “Non è soltanto una fiera di innovazioni ecotecnologiche, EcoFuturo nasce dall’incontro di alcune persone e realtà che insieme maturano una precisa consapevolezza: quella che in Italia esiste un patrimomio straordinario di idee, esperienze e progettualità che coinvolge l’ecologismo in tutte le sue diverse espressioni.
Un patrimonio troppo spesso invisibile. Associazionismo, imprese innovative, amministrazioni virtuose, mondo della ricerca e dell’informazione spesso rappresentano delle vere e proprie eccellenze, a livello europeo e in alcuni casi addirittura mondiale!”

L’edizione 2018 di Ecofuturo è dedicata alla “Ciodue” e a come riportarla in equilibrio tra cielo e terra (nel cielo è troppa, nella terra poca…).

Per tutte le info sul Festival consultate il sito http://www.ecofuturo.eu/

Di seguito alcuni video dell’edizione 2017

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L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)

People For Planet - Ven, 05/25/2018 - 02:05

Ultima puntata della nostra inchiesta su batteri buoni contro batteri cattivi. Questa volta parliamo di eccesso di igiene in casa. People For Planet è andato a Ferrara a intervistare la Dottoressa Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica, per sapere se pulire troppo la casa può far male alla salute e limitare lo sviluppo delle difese immunitarie.

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INDICE INCHIESTA BATTERI

Lo sporco fa bene! I batteri fanno bene!

Batteri resistenti agli antibiotici: le nuove strategie

Troppa igiene? E le allergie aumentano

Troppa pulizia fa male all’intestino (e al sistema immunitario): ecco perché

Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni

Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)

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Idee per un governo condiviso: Leggi e Giustizia

People For Planet - Gio, 05/24/2018 - 20:48

Con l’Avvocato Marchetti si è parlato di incentivazione della tutela dei consumatori, in particolare dell’istituzione di una Autorità per il controllo preventivo dei contratti rivolti al pubblico.

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Clicca qui per leggere la proposta di People For Planet sull’Autoritirà per i contratti collettivi

Clicca qui per firmare il Manifesto di People For Planet

Clicca qui per vedere tutte le nostre proposte al governo

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People For Planet del 24 maggio 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/24/2018 - 12:45

Farmaci inutilizzati non scaduti: recuperarli è possibile. Ecco come
Contro lo spreco di farmaci recuperare quelli inutilizzati e ancora non scaduti è possibile.
L’attività, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico, viene svolta da una rete di farmacie in diverse città d’Italia
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Idee per un governo condiviso: gestione della Sanità
Ecco alcune proposte che non sono né di sinistra né di destra, solo di buonsenso.
In questa prima di 4 puntate video parliamo di gestione della Sanità e lo facciamo con Luca Foresti, Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino di Milano, https://www.cmsantagostino.it diventato un vero e proprio centro di eccellenza in Italia per l’elevata qualità dei servizi sanitari erogati ai pazienti, in tempi brevi e riducendo i costi. Nel 2016 la spesa sanitaria italiana è stata di 149 miliardi e mezzo di euro, l’8,9% del Pil (Report Istat), una bella voce di costo che si può ridurre elevando la qualità.
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Te ne devi andare!

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/24/2018 - 12:44

New York, Usa: fanno causa al figlio trentenne perché non se ne vuole andare da casa. In tribunale il “ragazzo” si è difeso da solo sostenendo che aveva diritto di restare nella sua cameretta per almeno altri sei mesi ma il giudice non ha voluto sentire ragioni: deve andarsene subito.
I genitori le hanno provate tutte: gli hanno dato del denaro per affittare la nuova casa offrendosi di cercargliela ma niente da fare e allora ci ha pensato il giudice.
E non è detto che sia finita qui.
(Fonte: Ansa.it)

Un treno rosa e fucsia

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/24/2018 - 12:43

Si tratta di un convoglio Hello Kitty che sarà in servizio sulle ferrovie occidentali giapponesi dal 30 giugno di quest’anno.
Decisamente inquietante.
(Fonte: Repubblica)

La marijuana light è davvero legale

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/24/2018 - 12:41

Il Ministero dell'Agricoltura, con una circolare, precisa le regole del mercato delle infiorescenze.
"La coltivazione della canapa - si legge nella circolare - è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2% come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6% l'agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6% l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa".
E ora via al divertimento legale!

Il clima difeso dagli Indios

People For Planet - Gio, 05/24/2018 - 04:34

Nel frattempo, però, continuiamo a emettere qualcosa come 32,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera (dato del 2017, raccolto presso il laboratorio del Nooa di Mauna Loa, alle Hawaii, punto di riferimento mondiale per la concentrazione di CO2 in atmosfera) – un aumento del 1,4% su base annua dopo una stasi degli ultimi tre anni, con una concentrazione da record che ha raggiunto le 408,35 parti per milione di CO2 .

Chiaro, quindi, che il problema a questo punto non sia solo quello dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera ma anche la rimozione della stessa dall’atmosfera.

Per due motivi. Il primo è legato al fatto che per decenni si continuerà a emettere CO2: si pensi solo a quante autovetture ad alimentazione fossile esistono sul pianeta, circa 1,2 miliardi nel 2015 secondo Navigant Research, con un mercato che lo scorso anno è stato di 71,3 milioni di autovetture nuove – in crescita del 2,5%. Auto che sono al 99% ad alimentazione fossile, ossia emettono una media di 120 grammi di anidride carbonica per chilometro. L’altro motivo è che si deve iniziare a pensare a come rimuovere la CO2 dall’atmosfera per “limitare” i danni di questa crescita. Lasciando perdere, per ora, il sequestro e il confinamento della CO2 nel sottosuolo – tecnica che potrebbe essere utile solo per la generazione elettrica, visto che necessita di grandi impianti, e solo quando saranno abbattuti i costi – la via che si potrebbe seguire è quella del “sequestro” dell’anidride carbonica nel terreno attraverso pratiche “naturali”, che si affiancano a quella storica della forestazione, e che sono tre.

Indietro nel tempo

La prima risale ai tempi più antichi ed è quella usata dagli Indios dell’Amazzonia nei secoli passati per fertilizzare i terreni.

Si tratta della Terra preta – Terra nera in portoghese – ossia di vasti appezzamenti di terreno nei pressi dei villaggi che hanno una percentuale di carbone vegetale al proprio interno di circa il 9%, contro quello presente in modo naturale che è del 0,5%, cosa che porta il contenuto di carbonio del terreno al 15%.

Si tratta di una caratteristica che è di origine antropica, visto che assieme al carbone vegetale spesso si trovano altre sostanze di origine organica evidentemente deposte dall’uomo. E si comincia a diffondere presso gli studiosi l’idea che si tratti di un sistema il cui scopo era quello di fertilizzare terreni caratterizzati da una certa scarsità di nutrienti, sistema già utilizzato anche in altre zone del Pianeta, come nel Sud America e in Africa, nonché in Inghilterra, dove si pensa che il metodo sia stato usato in epoca romana. Le potenzialità di sequestro di CO2 di questa tecnica sono elevate e, al contrario della forestazione, la CO2 sequestrata rimane nel terreno per migliaia di anni e non viene restituita all’atmosfera al fine vita, naturale o artificiale che sia, degli alberi. Il sistema usato dagli Indios è stato studiato a lungo e ora si affacciano diverse ipotesi di “creazione” su vasta scala di questi terreni.

L’evoluzione innovativa

Una di queste è il biochar, un carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi – trattamento termico a alta temperatura in assenza di ossigeno – di vegetali come i residui e i sottoprodotti agricoli quali le potature, le stoppie dei cereali e il fogliame.

Dal processo di pirolisi si ottiene un gas, il syngas, che ha un potenziale calorico pari a quello del Gpl che può essere utilizzato per produrre calore ed energia elettrica, e il biochar, appunto, che è costituito al 90% da carbonio. Una volta utilizzato nei terreni il biochar è un forte ammendante (cioè fertilizzante) che aumenta la ritenzione dell’acqua e degli elementi nutritivi da parte dei terreni e migliora la struttura degli stessi. Il risultato è che si aumenta la produttività dei terreni fino al 15%, come dimostrato da alcune sperimentazioni in Toscana sul grano duro, poiché diminuisce la necessità di acqua e fertilizzanti e viene sequestrato il carbonio in maniera duratura.

Da una ricerca fatta dalla Iowa State University si stima che un’azienda agricola di 250 ettari possa sequestrare qualcosa come 1.900 tonnellate di carbonio ogni anno utilizzando il biochar addizionato con l’azoto. Si tratta di un metodo così promettente che è stato preso in seria considerazione nel corso degli appuntamenti sul clima delle Nazioni Unite, le Cop, e che potrebbe unire l’esigenza di ridurre la CO2 in atmosfera con quella di aumentare la produzione agricola; quest’ultima è una necessità che nasce in vista dell’aumento della popolazione umana sul Pianeta, al 2050 è prevista intorno ai 9,7 miliardi di persone e di 11 miliardi nel 2100.

Da non sottovalutare, infine, il fatto che una serie di studi sta verificando con successo che la pirolisi delle biomasse può essere utilizzata per la produzione di biocarburanti di seconda generazione che non impattano sulla filiera alimentare, visto che ne utilizzano i sottoprodotti e non le colture sostitutive agli alimenti.

Biogas carbon negative

Il terzo sistema è quello messo a punto al Consorzio Italiano Biogas (Cib) che è stato denominato Biogasfattobene.

Il sistema unisce una serie di pratiche agricole avanzate e virtuose come i doppi raccolti, la fertirrigazione e i sistemi di arricchimento naturali del terreno, producendo così più alimenti senza utilizzare più suolo e riducendo le spese: infatti non si devono smaltire gli effluenti zootecnici, non si acquistano fertilizzanti chimici poiché si utilizzano biofertilizzanti di produzione propria, e si può utilizzare come carburante il biometano raffinato dal biogas, mentre quello in eccedenza viene impiegato per la produzione elettrica.

Il bilancio sul fronte della CO2 è neutrale, ma può diventare negativo, visto che il carbonio può essere sequestrato nel terreno con l’utilizzo del digestato che si ottiene in uscita dall’impianto per la produzione di biogas. Il tutto è stato ratificato da uno studio condotto dal team scientifico del Consorzio Italiano Biogas con il Centro Ricerche Produzioni Animali e la Michigan State University per valutare l’impronta carbonica dell’energia elettrica prodotta con i principi del Biogasfattobene.

I risultati ci sono. Se un impianto a biogas, alimentato completamente a mais, produce 34 grammi di CO2 equivalente per MJ – meno della metà dell’utilizzo di metano d’origine fossile, che è di 72 grammi di CO2 equivalente per MJ – applicando la serie di pratiche messe a punto dal Cib si passa a emissioni negative per ben 36 grammi di CO2 equivalente per MJ. Ossia si producono più alimenti e più energia, mettendo sotto terra la CO2, e facendo diventare la produzione di energia da fonte rinnovabile una vera e propria infrastruttura che riesce a mitigare le emissioni climalteranti.

Tutte queste pratiche hanno un contenuto tecnologico, anche quelle antiche degli Indios, ma sono accumunate da un approccio comune che le unisce alla logica dell’economia circolare. Ossia utilizzare al massimo le risorse disponibili innestando processi che riutilizzano i materiali, con metodologie olistiche, ossia che sfruttano le connessioni possibili tra una pratica e un’altra. E tra diversi sistemi. La circolarità del ciclo nel quale un rifiuto diventa risorsa, utilizzando metodi innovativi – nei casi che abbiamo visto gran parte dell’innovazione risiede proprio nel metodo – sarà la chiave di volta per rispondere alle sfide del futuro.

A partire da quella più grande: i cambiamenti climatici.

 

Fonti: 

Il record delle emissioni 2017:
https://www.reuters.com/article/us-energy-carbon-iea/global-carbon-emissions-hit-record-high-in-2017-idUSKBN1GY0RB

Il biochar:
http://www.ichar.org/data/files/bro_ichar_new.pdf

Il Biogasfattobene:
https://www.consorziobiogas.it/wp-content/uploads/2017/08/BIOGAS_INFORMA_n21.pdf (pagina 10)

 

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Farmaci inutilizzati non scaduti: recuperarli è possibile. Ecco come

People For Planet - Gio, 05/24/2018 - 02:40

L’attività, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico, viene svolta da una rete di farmacie in diverse città d’Italia

Quante persone hanno in casa propria confezioni di farmaci solo parzialmente utilizzate? E quante volte questi medicinali ancora validi rimangono inutilizzati o vengono gettati via? Uno spreco enorme di risorse, senza dimenticare le conseguenze prodotte sull’ambiente dal loro smaltimento – che non sempre viene svolto nel modo corretto.

In attesa che in Italia si arrivi a vendere farmaci sfusi come già accade in altre nazioni, così da avere a disposizione il preciso numero di dosi che consenta di portare a termine la cura in base alla prescrizione medica e, quindi, senza eccedenze (argomento molto sentito da People for Planet, che per informare e sensibilizzare sull’argomento ha all’attivo una  campagna a favore dei farmaci sfusi), un passo da fare nella direzione di un consumo di farmaci più responsabile è recuperare quelli inutilizzati, ma ancora validi: nel nostro Paese è possibile grazie al progetto “Recupero farmaci validi non scaduti” promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico, organizzazione nata nel 2000 per contrastare la povertà sanitaria.

Nuova vita ai farmaci

I farmaci raccolti tramite questa iniziativa vengono destinati a persone indigenti che non avrebbero altrimenti possibilità di accedere alle cure: consentire a coloro che vivono in situazioni di disagio economico di curarsi e, allo stesso tempo, evitare sprechi e costi per tutta la collettività – poiché il medicinale inutilizzato produce inquinamento anche quando viene smaltito correttamente – è un duplice risultato che potrebbe fare la differenza. Come spiega in una lettera Sergio Daniotti, Presidente Fondazione Banco Farmaceutico onlus, “in 10 città e provincie italiane, all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui ognuno, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno. E’ un modello che non ha uguali in Europa riconosciuto, oltre che dalla legge, anche da convenzioni con ASL, ospedali, case di riposo e da donatori istituzionali e privati”.

Un progetto nato nel 2013

Il progetto, nato 5 anni fa, può ancora crescere molto e aumentare il numero di città e farmacie coinvolte: a oggi, infatti, l’iniziativa è attiva nelle città e nelle province di Torino, Milano, Monza e Brianza, Roma, Verona, Mantova, Varese, Macerata e Rimini, per un totale di circa 300 farmacie. Un’iniziativa che non solo evita enormi costi e sprechi per tutta la collettività, ma fa sì che molte persone che non possono permettersi di acquistare medicinali possano curarsi lo stesso.

 1,6 milioni di euro in un anno

Nel solo 2017 il Recupero farmaci validi non scaduti ha permesso di raccogliere oltre 113.400 confezioni di medicinali per un valore economico superiore a 1,6 milioni di euro. Dal 2013 a oggi sono state recuperate oltre 418.600 confezioni, per un valore economico pari a più di 5,7 milioni di euro.

Quali farmaci possono essere donati

Possono essere recuperati medicinali con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione originale integra, con l’esclusione dei farmaci che richiedono conservazione a temperatura controllata, quelli ospedalieri (fascia H) e appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.

Come aderire all’iniziativa

All’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui chiunque, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno. Sono i farmacisti a controllarne scadenza e integrità e, se il farmaco risulta idoneo alla donazione, viene apposta sulla confezione un timbro (o uno sticker) riportante la dicitura “Banco Farmaceutico. Farmaco donato. Vietata la vendita”. Gli enti e le farmacie aderenti al progetto sono consultabili cliccando sul link della singola città.

credit foto: ©grafikplusfoto – Fotolia.com

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Idee per un governo condiviso: Ecologia e tutela dell’Ambiente

People For Planet - Gio, 05/24/2018 - 02:40

Seconda puntata, seconda proposta per un governo condiviso tra M5S e Lega.
Oggi parliamo di ecologia e ambiente con Fabio Roggiolani, grande amico e “guerriero” della sostenibilità ambientale, quella applicata! Cofondatore del Festival EcoFuturo, da anni promuove campagne per applicare le ecotecnologie attualmente disponibili nei settori del risparmio energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Con lui parliamo di carburanti alternativi che si potrebbero iniziare a usare domani mattina. Volendo…

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People For Planet del 23 maggio 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/23/2018 - 11:28

Una legge facile da fare subito: i farmaci sfusi
6.000 tonnellate di farmaci buttati all’anno, sprechi di risorse, avvelenamenti di bambini per farmaci dimenticati in giro… Basta!
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Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni
Detergenti a base di batteri probiotici in grado, oltre che di pulire le superfici dai microrganismi presenti, di inibire la ricontaminazione da parte di nuovi patogeni, garantendo una pulizia più duratura nel tempo.
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Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)
Cosa sono le infezioni correlate all’assistenza sanitaria.
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Niente più scadenze contro lo spreco alimentare

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/23/2018 - 11:26

In fondo si tratta di una soluzione semplice: in molti supermercati britannici dagli alimenti è stata eliminata l’etichetta: “da consumarsi entro…” lasciando al consumatore la scelta in base al buon senso. La decisione è stata presa per ridurre l’enorme quantità di cibo che viene buttato via mentre è ancora commestibile.
Quando la mozzarella diventa verde (o blu) però buttatela!
(Fonte: La Stampa)