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Aggiornato: 1 ora 58 min fa

Iacopo Patierno, il regista di Cuori Lucani: “Girare la web serie mi ha fatto godere dei paesaggi di questa terra”

Ven, 05/20/2022 - 16:52

Cuori Lucani” è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. Ne abbiamo parlato con il regista, Iacopo Patierno. 

Iacopo, dal cinema al web con il tuo nuovo capolavoro, la web serie “Cuori Lucani”. Ce ne puoi parlare?

E’ una serie che segue la produzione audio video di cui mi occupo per Cuore Basilicata. Dopo un documentario, abbiamo deciso di affidarci a un format breve per internet , quello delle serie web. Non è la prima che realizzo, è un genere in cui mi sento a mio agio. E’ la quarta serie web che realizzo nella mia carriera e ho capito anche che è la maniera più diretta per raggiungere audience specifici. 

Cosa ci puoi anticipare? Dobbiamo aspettarci ancora grandi colpi di scena e suspense?

Gli episodi sono 7 e durano 6 minuti ognuno. Sono molto condensati e di facile visione. Ci si concentra molto sulle immagini del territorio e sono tutti quanti basati su singoli personaggi che ho selezionato in base all’esperienza ormai che ho da quasi tre anni dell’Alta Val d’Agri e di Calvello

Come avete scelto gli attori?

Mi erano rimaste impresse alcune persone che potevano dare spazio ad una visione  in un territorio abbastanza ristretto e poco abitato di tantissime professionalità di alto livello. E inoltre è un modo per far conoscere dei paesi coinvolti nel progetto. Tra l’altro, nella serie ci sono due persone che non sono originarie dell’Alta Val d’Agri. il primo è un maniscalco di Eboli, Angelo che lavora molto in Val d’Agri. Quindi si offre l’occasione di vedere il posto attraverso gli occhi di un vicino di casa. Invece la seconda storia è dell’azienda “Per boschi e contrade”, di Vittoria Scoti e famiglia che da Castellammare – circa una ventina di anni fa – si sono trasferiti a vivere a Sarconi in un momento in cui era ancora più spopolato il paese. Una scelta molto coraggiosa, hanno ristrutturato un vecchio casale e hanno stabilito in quel posto la propria vita. Tra l’altro hanno creato un’azienda che produce marmellate, utilizzando tutti prodotti locali. Il terzo episodio racconta di Antonio Racioppi di Spinoso che ha un’azienda agricola familiare “La Fonte Antica” ed ha iniziato a fare delle implementazioni come dare un logo e un’identità alla propria attività. Antonio è convinto che per sponsorizzare la propria azienda bisogna promuovere la propria terra, perché entrambe vanno nella stessa direzione. Il quarto episodio narra  di Francesca Scannone che è di Moliterno, in questo episodio trattiamo di una famiglia che ha un fondaco a Moliterno e produce il Canestrato. Anche qui un’azienda di famiglia e una giovane che ha portato delle modifiche innovative aprendo un negozio di e-commerce, quindi allargandosi a un mercato non solo locale o della vendita diretta. Si passa poi ad una musicista di Viggiano, Antonella, un’arpista. A Viggiano conosciamo sia la storia dell’arpa che un piccolo laboratorio che restaura e costruisce la nuova arpa viggianese. Poi c’è la storia di un tatuatore, Fabio di Villa d’Agri e quindi portiamo un sapore di modernità. Fabio ci parla di come è cresciuta la cultura in Valle e del suo attaccamento rispetto alla propria terra che è il luogo da cui non vuole andare via e che vuole, soprattutto, veder crescere. L’ultimo episodio parla di Rocco Gallicchio che con la sua bottega Faenza porta avanti la tradizione della ceramica di Calvello. Anche lui è un giovane, ha rilevato e ingrandito il laboratorio artigianale di suo padre. E’ un’attività che va molto bene, tra l’altro è l’autore dell’incisione di  tutte le piastrelle della piazza dei 131 comuni a Potenza. Anche lui ci spiega come in realtà non importa dove sei, se credi nei tuoi sogni e nei progetti andrai sicuramente avanti. 

Cosa vi aspettate e quali sono gli obiettivi?

In realtà questa è una web serie che oltre a parlare del territorio, racconta  la passione dei protagonisti per il proprio lavoro e per i propri desideri. L’obiettivo è sia quello di far conoscere sempre di più l’Alta Val d’Agri  e la Val Camastra sia anche far appassionare le persone e i giovani ai lavori che si desidera fare, che sia di spunto per seguire le proprie passioni. 

Ci puoi raccontare qualche aneddoto accaduto durante la realizzazione della serie?

Di aneddoti ne sono successi tanti. Queste è una serie web che ho girato da solo perché volevo avere più libertà possibile sia di spostamento che di vicinanza con i protagonisti. Quello che ricorda di più sono gli spostamenti da un luogo e l’altro, mi sono trovato a godere dei paesaggi e delle bellezze della terra. Poi sono sette storie molto diverse quindi con ognuno c’è voluto un approccio diverso nello stringere dei legami anche di simpatia. In questi sette episodi emerge la realtà di ogni storia e del protagonista con identità molto differenti.

Girare questo genere di prodotti ha cambiato un pò le tue capacità di regista?

Questa serie web non ha molto cambiato le mie capacità di regista ma le ha affinate, perché ho messo in campo tutte le conoscenze che ho sviluppato fino ad ora durante la mia carriera. E, soprattutto, ho messo in risalto l’occhio che ho avuto del territorio e di determinate cose che mi hanno colpito. Diciamo che ho raffermato un mio stile sempre più visibile.

Cosa ne pensi delle web serie italiane?

E’ un panorama veramente vasto quello delle web serie sia italiane che mondiali, ne vengono prodotte tante. Un po’ le guardo perché ho partecipato a tanti festival in giro per il mondo ed è un mercato di cui non ha ancora forza abbastanza e importanza a livello di mainstreaming, però è molto vivo e si trovano delle chicche: dai documentari alle fiction. Insomma vale la pena iscriversi ai festival di web serie perché è un mercato fresco e giovane ed è molto interessante.

Ci sono altri progetti in cantiere che stai seguendo?

Si, in questo momento ho altri progetti in cantiere ma è ancora troppo presto per parlarne  perché non ho ancora iniziato a produrli. Per scaramanzia meglio non dire niente. 

 

La web serie Cuori Lucani sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

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Programmate le anteprime della web serie “Cuori Lucani”

Lun, 05/16/2022 - 19:54

La web serie Cuori Lucani, interamente girata nel territorio dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra con protagonisti che vivono nell’area, sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

A queste proiezioni potranno seguirne altre in altri Comuni che si candideranno a trasmetterle, compatibilmente con le disponibilità logistiche.
Successivamente la Web Serie sarà proposta al pubblico nazionale e internazionale attraverso i media, i canali web, i social e i festival internazionali.

Cuori Lucani è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. 

Cuori Lucani racconta le storie di:  

1. Angelo, maniscalco itinerante in Val d’Agri
2. Vittoria, produttrice di confetture naturali dalle formulazioni spesso originali
3. Antonio, giovane e innovativo agricoltore  
4. Francesca, produttrice del famoso Canestrato di Moliterno
5. Antonella, arpista di Viggiano
6. Fabio, artista del tatuaggio
7. Rocco, ceramista di Calvello. 

La web serie è stata realizzata per la regia di Iacopo Patierno nell’ambito del progetto Cuore Basilicata, sponsor Eni, con il patrocinio dei Comuni dell’area.

 

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Il docufilm Due Ma Non Due al Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri sabato 14 maggio ore 20.00

Gio, 05/12/2022 - 13:27
La Direzione regionale musei della Basilicata in collaborazione con CuoreBasilicata vi invita sabato 14 maggio alle ore 20.00, alla proiezione del docu-film Due Ma Non Due presso la suggestiva cornice del Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri – Grumento Nova (contrada Spineta).   L’iniziativa si inserisce nell’annuale appuntamento “Notte Europea dei Musei”, la proposta culturale che si svolge contemporaneamente in tutta Europa e che prevede l’apertura serale straordinaria e l’ingresso dei principali musei, complessi monumentali, parchi e siti archeologici statali. Ingresso al prezzo simbolico di un solo euro. Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it. Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 202   Due Ma Non Due racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo. Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno – la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”. Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista – come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
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La 105esima edizione del Giro d’Italia per riscoprire la Val d’Agri in bicicletta

Mer, 05/11/2022 - 15:36

All’insegna della scoperta e della sostenibilità dei territori sarà la settima tappa (la Diamante-Potenza di 196 Km) della 105esima edizione del Giro d’Italia che quest’anno attraverserà la Basilicata e anche la Val d’Agri con alcuni comuni del progetto di CuoreBasilicata.

In programma per il 13 maggio, la “Carovana rosa” toccherà i comuni di Moliterno, Sarconi, Grumento Nova, Viggiano, Marsicovetere e Calvello, ma protagonista saranno tutti gli splendidi paesaggi della Val d’Agri e la Val Camastra, nel cuore del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese.

I ciclisti arriveranno dal Monte Sirino e attraverseranno il territorio del rinomato formaggio Canestrato Igp (Moliterno), passando da contrada Giordano, Fontana d’Eboli, Piani di Maglie per poi immettersi sulla Sp 103, passando da Santa Maria del Rito. Un’immersione tra boschi di faggi e fragranti profumi nel meraviglioso “Borgo autentico di Italia”. Imboccando poi la strada provinciale 103, i “girini” entreranno nel territorio della Capitale europea del Fagiolo Igp, Sarconi.

Un accarezzamento nella piccola Mesopotomia, lambita dallo scenario dei due corsi d’acqua, Maglia e Sciaura e costeggiata dalla sequenza d’archi dell’antico Acquedotto Cavour, una vera e propria opera d’arte costruita in stile romano nel 1867 ed utilizzata per molto tempo per far confluire le acque dello Sciaura nei terreni di Moliterno e Sarconi, fino al centro del borgo. Il percorso dei “girini” proseguirà per il territorio della Piccola Pompei della Basilicata, Grumento Nova, così chiamata per via dei resti archeologici dell’antica città di Grumentum con il Parco Archeologico e il relativo Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri. Nel territorio di Grumento Nova, insieme a quello di Spinoso, Montemurro e Sarconi, si trova lo splendido Lago di Pietra del Pertusillo, un unicum di patrimonio naturalistico che gli appassionati e non solo del Giro d’Italia quel giorno potranno ammirare.

Ad accogliere poi la “Corsa Rosa” sarà il suggestivo scenario del centro storico di Viggiano, il centro religioso più importante della Basilicata per la presenza del forte culto della Madonna Nera, la Patrona e Regina della Basilicata. Protagonista in “rosa” sarà anche la montagna Grande che offre al visitatore uno degli angoli più suggestivi e spettacolari creati da “madre Natura”. Circondata da boschi di faggi e scenari incontaminati, la montagna regala l’opportunità di vivere esperienze uniche ed emozionali attraverso tante attività sportive e all’aria aperta. Oltre ad accogliere il “Giro d’Italia”, Viggiano sarà Città di partenza del “Giro E”. L’evento, organizzato dall’amministrazione comunale come manifestazione nazionale che coniuga lo sport con l’innovazione e lo sviluppo sostenibile e promuove il patrimonio culturale viggianese nonché l’associazionismo locale. Un e-bike experience unica nel suo genere a livello mondiale, che si svolge nei giorni e sulle strade del Giro d’Italia.

Nel territorio di Marsicovetere, la tappa percorrerà lo splendido scenario naturalistico del Monte Vulturino, in Via Tuppo delle Seti. Dalle forme dolci e accoglienti, ricoperta da prati e boschi, con i suoi circa 2 mila metri si innalza maestosa, alle spalle del piccolo borgo antico di Marsicovetere, l’imponente montagna del Volturino. A protezione del suo ospitale centro storico, il Volturino domina sia la Val d’Agri che la Val Camastra, fino a raggiungere i monti di Lagonegro e del Sirino. È la terza tra le vette più alte del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il suo “cuore verde” ospita un pregevole patrimonio naturalistico e paesaggi mozzafiato e di estrema bellezza che travolgono lo sguardo del visitatore. Una meta ideale per tutte la stagioni e perfetta location di vacanze attive per escursionisti esperti o semplici amanti delle passeggiate nel verde.

A partecipare all’iniziativa saranno anche gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere i quali, in sinergia con l’amministrazione comunale, intenderanno lanciare due messaggi: “Marsicovetere saluta il Giro d’Italia” e “Marsicovetere chiede la pace in Ucraina”.

Ad abbracciare il Giro d’Italia anche il paese della ceramica, Calvello che ha un panorama unico che abbraccia la Val Basento e la Val D’Agri, fin quasi al Mar Ionio. Ma sono tante le iniziative in programma per il 13 maggio come l’iniziativa segnalata dall’amministrazione comunale di Spinoso sull’itinerario “L’anello del Lago Pertusillo” e la scoperta della Val’Agri, in Basilicata e del Lago di Pietra del Pertusillo inserito nel primo volume di “Ciclovie con vista: laghi e fiumi”. Insomma una grande occasione per la promozione nazionale ed internazionale di una parte molto importante, a livello turistico, dell’intera Basilicata

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Il docufilm DUE MA NON DUE dall’11 maggio gratis online

Mer, 05/11/2022 - 10:22

Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it.
Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato  nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 2021.

“Un artista in esilio in cerca di un muro da dipingere per smuovere la comunità, un ranch in cui i cavalli fanno terapia agli uomini e un allevamento di mucche che danno il latte solo se accanto hanno il loro vitello”. “Due Ma Non Due” racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo.  Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno –  la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”.  Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista –  come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
 

 

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Spinoso e il biancospino: le radici del simbolo tra miti e leggende

Lun, 05/02/2022 - 10:12

Con la primavera che avanza, la Val D’Agri si riempie via via di colori e profumi, il risveglio della natura è tangibile e sorprendente, in un territorio che vi è completamente immerso. Soffermiamoci su una pianta in particolare, il biancospino, chiamato così per la sua fioritura candida e per le numerose spine presenti sui suoi rami. Questa pianta che nasce spontanea delle zone montane, considerata sacra nell’antichità e nota per le sue proprietà medicinali, è fortemente legata alla storia di Spinoso.

Si narra che le origini del paese siano dovute addirittura ad un gruppo di esuli Troiani, che costruirono il loro primo villaggio con il nome Carro Nuovo. La zona però era popolata da serpenti grandi e velenosi che divoravano i primogeniti maschi delle famiglie. Gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni, che però non restarono vuote a lungo; infatti, arrivarono sul luogo quattro ebrei erranti, Ibacco, Ismaele, Racaele e Faro, che presto capirono la situazione e dovettero cercare un riparo più sicuro per la loro sopravvivenza. Così i quattro si trasferirono sulla collina dello Spinoso (o Monte Spenuso) chiamata così proprio per la ricca presenza di biancospino, che impediva l’insediamento e il proliferare dei serpenti; ecco perché divenne un emblema di salvezza, utilizzato come simbolo del paese e presente tutt’oggi nello stemma comunale.

 

 

Quando Grumentum cadde per mano dei Saraceni, gli abitanti si spostarono nei paesi limitrofi; molti si rifugiarono proprio a Spinoso, che in questo modo si ripopolò! Questo potrebbe sembrare il giusto lieto fine del nostro viaggio nel passato, ma le avventure degli Spinosesi non finirono qui, c’è ancora una storia da raccontare!

Si dice infatti che anticamente il Monte Raparo fosse territorio di lupi, che mettevano a rischio la vita degli abitanti, e anche in questa occasione fu proprio il biancospino a salvarli! Nella parte più bassa del paese, gli abitanti scavarono un fosso che riempirono di rovi e biancospini, per impedire il passaggio dei lupi. In una delle notti seguenti,  però, una lupa tentò di saltare quell’ostacolo, ma rimase intrappolata. Lì partorì i suoi cuccioli, ma ben presto morirono, bloccati tra le spine. Nonostante i lupi costituissero un forte pericolo, la popolazione fu commossa da quell’avvenimento e decise così di chiamare quel luogo “Il Fosso del Lupo” su cui ora sorge Piazza Magenta. Al centro di questa piccola piazza si può tutt’ora trovare un monumento su cui compaiono delle formelle di mosaico, una raffigura il serpente e l’altra la lupa, per riportare alla luce queste leggende e mantenere viva la storia del paese.

 

Si sa che in ogni leggenda c’è sempre un pizzico di verità, sta a noi scovarla, incuriosirci, meravigliarci e arricchirci di conoscenza, perché come disse il poeta Jean Cocteau, “Cos’è la storia, dopo tutto? La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda; le leggende sono bugie che finiscono col diventare storia”.

 

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A Grumento Nova le strategie di sviluppo turistico dei Comuni di CuoreBasilicata

Gio, 04/28/2022 - 14:33

Un pubblico attento e numeroso ha gremito nel pomeriggio del 27 aprile il salone del castello San Severino di Grumento Nova in occasione dell’incontro “Sviluppo di strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator” organizzato da CuoreBasilicata, il progetto sostenuto da Eni e realizzato in sinergia con le Amministrazioni dei Comuni patrocinatori. L’incontro era stato preceduto il giorno prima da una riunione preparatoria con le Amministrazioni comunali a cui hanno partecipato anche Sindaci e Assessori di Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno.  Ai loro interventi si sono aggiunti ieri quelli dei sindaci di Tramutola, Luigi Marotta, Calvello, Anna Maria Falvella e Gelsomina Sassano, primo cittadino di Marsico Nuovo, oltre al Sindaco di Grumento Nova Antonio Imperatrice che ha aperto l’incontro. Inoltre, tra gli altri interventi, gli operatori economici e culturali del territorio e i rappresentanti di associazioni, le Proloco di Grumento Nova e Viggiano, il direttore del museo Archeologico Alta Val d’Agri, Francesco Tarlano, Antonio Racioppi, in doppia veste, come neo eletto presidente di Agia – Cia Basilicata e presidente del Consorzio del Fagiolo Igp di Sarconi, che nel suo intervento ha sottolineato la forte vocazione imprenditoriale del territorio nel comparto agricolo, il presidente del consorzio turistico Alta Val d’Agri nonché responsabile di Federalberghi, Michele Tropiano, assieme al Presidente del Consorzio di tutela del Canestrato di Moliterno, Angelo Petrocelli e a Mario Fulco in rappresentanza della CGIL Val d’Agri. 

Al centro del dibattito l’implementazione di proposte e strategie di sviluppo dei rapporti con buyer e tour operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (BMT), ospite dello stand di APT Basilicata, e alla definizione di 3 proposte di itinerario, visibili e scaricabili anche sul sito CuoreBasilicata.it, che mettono in rete gli 11 Comuni dell’area. Gli itinerari sono stati  presentati alla BMT assieme ad un video promozionale con  Voice Over di Jacopo Fo; itinerari modulari, destinati ciascuno ad un target specifico, che possono essere progressivamente implementati e arricchiti con nuove proposte. Obiettivo: valorizzare l’offerta turistica dei Comuni in  maniera unitaria ed integrata, mettendo a sistema le peculiarità che ogni paese offre, al fine di aumentare l’attrattività turistica del territorio valligiano. E’ da sottolineare come la partecipazione a BMT, una “prima” assoluta per quest’area, stia già producendo i primi risultati con l’arrivo di comitive attratte dagli itinerari proposti da Cuore Basilicata.

Il primo cittadino di Grumento Nova, Antonio Imperatrice, ha rimarcato la necessità e l’impegno per “la ripresa di un’economia che è già presente in parte nella Valle, dal punto di vista paesaggistico, storico-culturale ed enogastronomico”. “C’è tanta “bellezza” nei nostri comuni – ha detto Imperatrice – bisogna far crescere organizzazione e imprenditorialità”. Poi la presentazione di un videoracconto del ricco patrimonio di Grumento Nova: dal parco archeologico al museo nel cuore della storia grumentina al percorrere delle tradizioni e dei saperi della comunità. 

Prima dell’apertura del dibattito ha presentato l’intenso programma di Cuore Basilicata per il mese di maggio il coordinatore, Bruno Patierno: il lancio on line del docufilm “Due ma non due” del regista Iacopo Patierno, testimonianza del territorio valdagrino, che sarà reso visibile in Italia e all’estero dopo essere stato premiato anche in occasione della Mostra del Cinema di Venezia; la seconda edizione del riconoscimento “Qualità Lucana” che esalta le eccellenze del territorio nella vetrina digitale del sito del progetto; la presentazione dei video “Memorie del Cuore della Basilicata”, realizzati da studenti e studentesse degli Istituti Superiori di Marsico Nuovo e Moliterno per raccogliere le memorie orali degli anziani in un benchmark con il presente e, ancora, il lancio della nuova web serie “Cuori Lucani” che sarà proiettata in prima assoluta alla fine di maggio nei Comuni della Valle per essere poi presentata sui media e nei Festival italiani e stranieri: sette storie di persone che vivono con passione il rapporto con il loro lavoro e la loro terra.

A ricordare le iniziative già sviluppate da Cuore Basilicata, lo scrittore e attore Jacopo Fo che ha sottolineato come “l’intenso ed efficace lavoro di comunicazione e promozione realizzato da Cuore Basilicata abbia bisogno di “gambe” economiche e imprenditoriali  sempre più solide per rafforzare l’offerta turistica, a partire dalla implementazione con offerte economiche legate agli itinerari che abbiamo costruito, destinati non solo ai visitatori ma anche al canale  dei buyer e dei tour operator”.

Interessanti anche gli interventi dei Sindaci di Marsico Nuovo, Calvello e Tramutola, nel rimarcare “l’impegno delle Amministrazioni nell’organizzare e mettere in rete l’offerta turistica della Val d’Agri e Val Camastra e la necessità di un apporto sempre maggiore di capacità imprenditive nel settore turistico”. Insomma un pomeriggio fertile sul piano delle proposte tese ad esaltare le grandissime potenzialità: dal ricco patrimonio storico culturale (Borghi, museo nazionale dell’Alta Val d’Agri, Parco Archeologico, siti culturali, MAM…) a quello naturale (Parco nazionale dell’Appennino Lucano, percorsi naturalistici…) e religioso (cammini, chiese e luoghi sacri) fino alle eccellenze enogastronomiche (Fagiolo di Sarconi, Canestrato di Moliterno, vino Terre Alta Val d’Agri. Caciocavallo podolico  assieme agli altri prodotti tipici della Valle).  Inoltre la possibilità di tour anche con percorsi slow all’aria aperta: nordic walking, birdwatching, trekking, arrampicate, come ha ricordato l’imprenditrice Vittoria Scote, produttrice di confetture con l’impresa “Per Boschi e Contrade” che, ha detto, “bisogna creare percorsi nuovi e originali per i visitatori che siano  fortemente legati alla splendida natura del nostro territorio”.

Bruno Patierno in conclusione ha sottolineato che “il dibattito ha fatto emergere una serie di proposte che mettono al centro la necessità di un ulteriore sviluppo imprenditoriale dell’area, segnatamente nel comparto turistico. Non bisogna perdere le opportunità che sono offerte in questo ambito anche dalle misure di sostegno finanziario offerte dallo Stato e non solo, in particolare per territori come quello dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra. Prossimamente Cuore Basilicata, d’intesa con gli enti del territorio, lancerà una call per raccogliere idee e candidature in questo ambito da parte di giovani e non, con l’obiettivo di affiancarle e sostenerle.”

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Insalata di pecorino di Moliterno e pere

Mer, 04/27/2022 - 09:27

Livello di difficoltà: BASSO Costo: MEDIO Tipologia: INSALATE

Ingredienti:

  • 100 g di pecorino di Moliterno I.G.P. a scaglie
  • 2 pere
  • 1 cespo di lattuga
  • 30 noci
  • succo di limone q.b.
  • 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato q.b

Preparazione:

  1. Salsina: in una ciotolina versate il succo di limone, scioglietevi il sale, unite l’olio a una spolverata di pepe e mescolate accuratamente con una frusta.
  2. Lavate le pere, sbucciatele e tagliatele a fette sottili, privandole del torso; cospargerle poi con un po’ di succo di limone.
  3. Tritate grossolanamente le noci.
  4. Lavate la lattuga e, dopo aver eliminato le foglie esterne più dure, lasciatela asciugare e tagliatela a pezzi abbastanza grossi.
  5. Inserite quindi la lattuga, le noci, le pere e il pecorino a scaglie in un’insalatiera, condite l’insalata con la salsina appena preparata, mescolate e servite.

 

Curiosità:

«Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere».

Si tratta di un detto italiano che trova le sue origini nei dialetti, probabilmente in quello toscano, e come periodo storico è possibile collocarlo nel medioevo. Associare il formaggio di alta qualità alla pera, è un matrimonio perfetto. La ricetta è il luogo di un confronto, tra l’essenziale mondo agropastorale simbolizzato dal formaggio, che ricordiamo è il cibo di Polifemo nella mitologia, e la civiltà dell’effimero simbolizzata dalla pera. Ma è altrettanto il luogo di un’armonia raggiunta dagli opposti: il salato del formaggio contrasta infatti con il dolce della frutta, e il duro del primo con il tenero della seconda.

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Il 27 aprile (ore.16.00) incontro per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator – Grumento Nova

Mer, 04/20/2022 - 15:18
REMINDER: 27/04 h.16, Grumento Nova, incontro CuoreBasilicata per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour OperatorIl 27 aprile, alle ore 16, presso il salone del Castello Sanseverino di Grumento Nova, CuoreBasilicata terrà un incontro assieme alle Amministrazioni degli 11 Comuni dell’area del progetto a cui sono invitati anche gli operatori economici e culturali del territorio.L’incontro sarà preceduto da un saluto del Sindaco Antonio Imperatrice.Il tema, di grande rilevanza ed interesse comune, riguarda le strategie di sviluppo dei rapporti con Buyer e Tour Operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (leggi qui) e alla definizione di una serie di itinerari, visibili sul sito CuoreBasilicata.it, che, proposti in quella occasione, possono essere ulteriormente implementati e arricchiti.   Si tratta di lavorare assieme ad un programma che coinvolga i principali player italiani e stranieri del mondo del turismo per dare il giusto valore all’offerta del territorio, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche e peculiarità.
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Un viaggio in 11 tappe per chi è o si sente giovane – CuoreBasilicata

Mar, 04/12/2022 - 15:06

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

 

MARSICO NUOVO -Grotte di Castel di Lepre e Rupe Pietra Maura: le Grotte di Castel di Lepre si dipanano tra gallerie, strettoie, salti d’acqua sotterranei, cascate e meravigliosi angoli rocciosi in un percorso di circa 2 km, che le conferiscono il primato di “grotta più lunga della Basilicata”. Per gli amanti delle scalate, il sito Rupe Pietra Maura, che raggiunge un’altezza di 1328 m e offre strapiombi bassi, area di bouldering e vie lunghe. È possibile prenotare un’esperienza anche guidata per i boschi circostanti affittando comodamente una e-bike.

CALVELLOCentro didattico energia e territorio: il museo dell’energia ai piedi del Monte Volturino. La struttura ospita una mostra permanente di documenti legati alla storia del petrolio in Italia e in Basilicata. Oltre a fotografie, campioni di rocce, oli minerali, scalpelli per la trivellazione e modelli in scala di impianti di estrazione petrolifera e stoccaggio di gas, è possibile visionare filmati documentari e documenti storici.

MARSICOVETERE Monte Volturino: con i suoi circa 2000 metri si innalza maestosa la montagna del Volturino e regala scorci panoramici e suggestivi sulla valle, in una natura selvaggia e incontaminata, fra boschi e foreste vergini, ma anche di meravigliosi esemplari faunistici, come la lontra, il lupo, il gatto selvatico, oltre ai ricci, le volpi, gli scoiattoli e i cinghiali, avvistabili durante le escursioni che si possono praticare nei boschi. Due i Sentieri CAI che attraversano l’immenso patrimonio naturalistico: il Sentiero del Ventennale e il Sentiero Sorgente Copone-Monte Volturino.

VIGGIANO Montagna Grande: a vegliare sul paese si erge maestosa la Montagna Grande di Viggiano nota anche per il più importante complesso sciistico dell’intero comprensorio. La montagna offre anche incantevoli passeggiate nella natura e la possibilità di praticare sport all’aria aperta tra cui trekking, nordic walking, arrampicata sportiva e la mountain bike. Sentieri e antichi tratturi guidano i l visitatore lungo paesaggi pittoreschi e suggestivi: l’eremo di Santa Maria la Preta, antico rifugio nato per opera dei monaci basiliani nell’VIII secolo d. C. e il percorso dei mulini lungo il torrente Alli ne sono certamente un esempio.

MONTEMURRO – Lago del Pertusillo: splendido scenario di forme armoniche nei colori della natura, fiore all’occhiello di tutta la Val d’Agri e zona protetta dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il Lago del Pertusillo è un complesso ecosistema dall’equilibrio molto delicato: vi si trovano, infatti, uccelli stanziali e migratori rari, innumerevoli specie ittiche e due vere rarità faunistiche: la lontra e la salamandra dagli occhiali. Nei tratti più isolati del lago è presente anche l’airone cenerino. Inoltre, sembrano essere abbastanza frequenti durante le migrazioni le cicogne bianche e le cicogne nere.

SPINOSOLago del Pertusillo (escursione naturalistica): dalle rive del lago ci si immerge in una fitta vegetazione boschiva, in particolare: alberi di castagno, cerro, faggio, biancospino e nocciolo. Le sue sponde sono il luogo ideale per lunghe passeggiate che consentono di apprezzarne tutte le minime sfumature e le bellezze nascoste. I sentieri aperti nei boschi circostanti regalano agli appassionati della mountain bike percorsi unici e avventurosi. Alcuni punti del lago permettono anche attività di birdwatching ed emozionanti battute di pesca sportiva.

SARCONI –  Fiumi Sciaura e Maglia, acquedotto Cavour: il territorio di Sarconi regala sensazioni nuove a contatto diretto con la natura, attraverso un’esperienza sensoriale completa. È possibile percorrere la passeggiata partendo dalla piazza principale del paese fino a raggiungere il centro storico, per proseguire poi verso il parco fluviale in direzione del fiume Maglia e le acque dello Sciaura. L’Acquedotto Cavour, imponente e maestoso complesso costruito nel 1867 in stile romano è associato a un suggestivo percorso pedonale, contornato da ampie vedute panoramiche che rivelano una natura originaria e quasi.

MOLITERNO Oasi naturale Bosco Faggeto: con la sua estensione di oltre 300 ettari è una riserva che, per morfologia e clima, costituisce un luogo ideale per la biodiversità. L’oasi, oltre al faggio, ospita anche altre specie arboree: l’acero, il tiglio, il cerro, la quercia, il carpino nero, il leccio. Sono state censite ben 790 specie floristiche, di cui 70 rare. Spiccano un’infinità di incantevoli orchidee. Riconosciuta come Oasi del WWF, ospita anche una ricca fauna ed è stata attestata anche la presenza di lupi in transito. Numerosi gli uccelli: il nibbio reale ed il nibbio bruno, l’upupa, il picchio, il cuculo, il gufo reale, la civetta, e il barbagianni. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVASito archeologico parco e museo: alle pendici del comune di Grumento Nova nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, racchiude i resti dell’antica città romana. Della Grumentum romana sono visibili ancora oggi i resti di tre complessi monumentali: un teatro dell’età augustea, l’area del Foro antico e i resti dell’anfiteatro, costruito nel I secolo a.C. e modificato in età imperiale. Invece il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri illustra le forme di popolamento e la storia della città romana di Grumentum e dell’intero comprensorio dell’alta valle dell’Agri.

TRAMUTOLAAffioramenti naturali di petrolio: a Tramutola, in località Caolo, è presente un esempio di come natura e petrolio convivano da secoli. In un meraviglioso contesto naturalistico, è infatti possibile assistere a un insolito e sorprendente fenomeno naturale: affioramenti di acqua mista a petrolio che sgorgano in maniera incessante fin dall’antichità. La copiosa sorgente Caolo è senza dubbio la più grande del comprensorio della Val d’Agri.

PATERNOFiume Agri: Gli appassionati del trekking e del cicloturismo potranno praticare il percorso sul fiume Agri: il contesto naturalistico è suggestivo e ad elevato indice di biodiversità, con una ricca vegetazione costituita di pioppi, ontani, querce e salici. Con un po’ di fortuna sarà possibile avvistare l’airone cenerino o il picchio. Gli appassionati di raccolta di more e frutti spontanei troveranno pane per i loro denti nell’addentrarsi della stagione estiva. Il percorso offre, inoltre, piccole aree perfette per il relax.

Scopri anche gli itinerari dedicati a:

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

Lun, 04/04/2022 - 14:59

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

 

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

Lun, 04/04/2022 - 13:54

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura. Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

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Manifestazione di interesse rivolta alle associazioni – Anno 2022 – LABORATORI

Ven, 03/25/2022 - 12:31

L’amministrazione comunale di Paterno, nell’ambito della programmazione delle attività che saranno definiti dalla Giunta comunale, intende promuovere una intensa e proficua attività di collaborazione con le associazioni culturali, sportive e sociali, ai sensi dell’art. 117 della Cost., dell’art. 8 del D. lgs 267/2000 e dell’art. 56 del codice del terzo settore, finalizzata ad incentivare la promozione culturale, il marketing territoriale, la valorizzazione paesaggistico-ambientale, la ricerca storico-identitaria, attraverso attività di promozione, animazione e comunicazione.

A tal proposito si vuole dar vita a un programma articolato che metta a sistema tutto il patrimonio storico, culturale, antropologico, ambientale e paesaggistico di Paterno. Storia comunitaria, tradizioni, natura saranno i capisaldi di una serie di progetti che, ispirati da conservazione e sperimentazione, vorranno rappresentare non un punto di approdo, ma un percorso mirante alla conoscenza, allo studio, alla promozione del territorio e delle sue risorse.

Particolare risalto sarà riservato al potenziamento dell’educazione alla memoria storica, al patrimonio culturale, artistico, anche alla riscoperta e valorizzazione delle tradizioni popolari e religiose, attraverso forme espressive creative, anche per ricreare spazi di socialità, condivisione comunitaria e aggregazione.

L’obiettivo ultimo sarà quello di intraprendere un itinerario storico – culturale, ma anche turistico, che conduca alla scoperta di radici e identità, per rafforzare, da un lato, il legame con la terra e, dall’altro, il tentativo di creazione di un accreditato branding turistico.

Eredità e futuro saranno il filo conduttore che caratterizzerà una serie di laboratori creativi mirati ad educare alla storia, alla memoria, alla valorizzazione delle suscettività paesaggistiche e naturalistiche (laboratori di fotografia e di produzione audiovisiva, con tecnica documentaristica, di arte pittorica,  fumettistica, di laboratori di musica, con recupero, riproposizione e magari ri-arrangiamento di brani e canzoni legati alla tradizione popolare, di laboratori sul dialetto e sull’importanza dello studio dell’etimologia dei termini dialettali).

Tutti i laboratori si concluderanno con realizzazioni finali ed elaborati ispirati alla promozione territoriale e alla conservazione del patrimonio storico-identitario.

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Il viaggiatore 4.0, il caso Cuore Basilicata

Gio, 03/24/2022 - 16:01

Nel corso del digital talk organizzato dalla rivista Orizzonti previsto per giovedì 24 marzo alle ore 17,30m Bruno Patierno, coordinatore del Gruppo Atlantide, racconterà come il viaggiatore stia evolvendo utilizzando le nuove tecnologie e di come l’offerta turistica dei territori possa rispondere a questa evoluzione, con un focus sul caso “Cuore Basilicata”, un progetto realizzato dal Gruppo Atlantide con il patrocinio di Comuni dell’area Alta Val d’Agri e Val Camastrasponsor Eni.

Qui il link per seguire la diretta https://www.eni.com/eni-basilicata/it-IT/storie/digital-talk-orizzonti.html

 

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Scoppiettanti tradizioni dei falò in onore di San Giuseppe

Mer, 03/23/2022 - 19:34

La realizzazione dei falò in onore di San Giuseppe è una tradizione che accomuna molti paesi della Basilicata, anche in Val D’Agri è una pratica diffusa in diversi comuni, ma a Moliterno assume delle sfumature, delle particolarità, che vale la pena raccontare. Partiamo innanzitutto dal nome: i “fucaruni”, che letteralmente significa grandi fuochi… al plurale! Qui a Moliterno, infatti, non viene realizzato solo un grande falò, ma ogni rione realizza il suo, creando così una costellazione di fuochi per tutto il paese. In aggiunta, in passato, il tutto non si esauriva in una singola serata, ma in due; occupava sia la sera del giorno di festa che quella della vigilia, che rappresentava proprio l’evento più significativo.

Innanzitutto, bisognava trovare la materia prima, la legna per fare il fuoco. La maggior parte del materiale arrivava dalla potatura degli alberi delle proprietà private, come per esempio le vigne, i ragazzi del rione si ritrovavano in gruppi e svolgevano insieme questa mansione. Poteva anche capitare che qualcuno girasse di casa in casa per chiedere qualche ceppo o qualche vecchio mobile ormai inutilizzato, da poter aggiungere. Infine, non mancava mai la ginestra, una pianta che è diffusissima su tutto il territorio moliternese. 

Tutte le generazioni hanno partecipato almeno una volta e raccontano quest’esperienza con il sorriso e con orgoglio, perché questa che raccontiamo non è soltanto una tradizione, ma una vera e propria sfida! La sera della vigilia, infatti, ogni rione accendeva il suo falò al suono dei rintocchi della campana delle 19.00, ma durante la serata si andava a vedere il lavoro realizzato dagli altri, decretando così goliardicamente il migliore del paese.

Come in ogni occasione di ritrovo che si rispetti, non poteva mai mancare un buon bicchiere di vino locale per accompagnare del buon cibo, preparato dalle sapienti mani delle donne di ogni rione, contribuendo così ad una cena di comunità dove ognuno portava qualcosa, senza dimenticare le protagoniste: le tipiche zeppole di San Giuseppe, i dolci che caratterizzano la tavola di questo giorno di festa, sempre presenti!

Il tutto era accompagnato da musica, canti e balli, che rendevano le serate una vera festa! Grazie al Gruppo FolkU Cirnicchiu”, che si impegna a mantenere vive le danze che hanno accompagnato momenti significativi per la vita del paese, veniamo a conoscenza di una danza dedicata proprio a questa tradizione, “’O ballu re fucaruni”, in cui i ballerini si esibiscono con delle torce accese.

La seconda sera ci si trovava nuovamente attorno alla catasta, ormai rimasta brace, e vi si arrostivano delle patate; cibo semplice ma gustoso! Scavando ancora più a fondo, risaliamo ad un’usanza antica che prevedeva di portare un po’ di brace a casa, come simbolo, perché considerata benedetta e di buon auspicio, ricordando San Giuseppe che girava di casa in casa a chiedere un po’ di brace per poter scaldare il Bambino Gesù.

Come arde il fuoco dei fucaruni, così ricordiamoci di mantenere sempre viva la fiamma delle tradizioni, che scaldano il cuore e che rendono questi luoghi magici e speciali.

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Giornate Fai di Primavera, alla scoperta del borgo di Marsicovetere

Mer, 03/23/2022 - 08:25

Il borgo medievale di Marsicovetere apre le “porte” ai visitatori per le giornate del Fai – Fondo Ambiente Italiano, di Primavera. Due giorni, il 26 e il 27 marzo prossimo, per la prima volta i visitatori potranno ammirare e conoscere le opere pittoriche e scultoree della Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e le meraviglie custodite all’interno del museo della civiltà rurale la “Casa di Dorina“, curato dall’associazione culturale Alba. 

La notizia è stata data dal primo cittadino, Marco Zipparri che in un post pubblicato sui social, ha riferito che “il nostro paese apre le porte nelle giornate del 26 e 27 Marzo 2022, in occasione delle giornate di primavera organizzate dal FAI in collaborazione con l’amministrazione comunale di Marsicovetere”.

Inoltre, l’amministratore aggiunge che in un’ottica di promozione e valorizzazione turistica  “a Napoli in questi giorni (18,19 e 20 marzo nrd) è presente Marsicovetere alla BMT– Borsa Mediterranea del Turismo presso lo stand della Regione Basilicata a cura di Cuore Basilicata”. Insomma un’occasione unica per i viaggiatori che potranno ammirare la bellezza della Chiesa Madre costruita nel XIV secolo e ristrutturata successivamente in stile barocco napoletano, custode di una pregevole statua di Madonna col Bambino di un artista locale e di alcune tele di scuola napoletana del ‘700, raffiguranti, tra gli altri, San Giovanni Battista, San Bernardino (patrono di Marsicovetere) e l’incoronazione di Maria.

A custodire la storia non solo di una famiglia, ma di una generazione è il museo “Casa di Dorina”, un’abitazione trasformata in un hub contenente arredi, cimeli, una miriade di oggetti ad uso familiare che entrano a far parte di una galleria espositiva ottenuta in uno spazio accogliente e particolare. Un museo che viene impreziosito prima ancora degli oggetti che sono conservati in esso momenti intangibili: i ricordi.

Le giornate del Fai di Primavera, quindi,  rappresentano il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia. A oggi, oltre 14 mila i luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”.

I Per conoscere maggiori dettagli, al link: “COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?” 

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CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (Napoli): oltre 21.000 i visitatori e tanto interesse per gli itinerari proposti

Mar, 03/22/2022 - 14:24

CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (Napoli): oltre 21.000 i visitatori e tanto interesse per gli itinerari proposti

Sono stati 21.400 i visitatori, 486 espositori e 350 buyer presenti alla tre giorni della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo che si è tenuta a Napoli da venerdì 18 a domenica 20 marzo, presso il quartiere fieristico della Mostra D’Oltremare.

Tre giorni in cui CuoreBasilicata, ospite dell’APT presso lo stand ufficiale della Regione Basilicata, ha presentato l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra proponendo 3 percorsi, ciascuno in 11 tappe (una per ciascun Comune del progetto), studiati ognuno per un target specifico, (giovani; famiglie con bambini; amanti dell’arte della cultura e della natura) disponibili, in italiano e in inglese, anche su infopointcuorebasilicata.it

E così Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano hanno raccontato le loro bellezze, curiosità ed attrazioni al fianco di altre mete turistiche lucane già conosciute ai più.

Un’occasione che ha messo in relazione tutto il territorio creando un’offerta congiunta capace di presentare al visitatore alternative alle mete più convenzionali e proponendo itinerari caratterizzati da autenticità e da luoghi tutti da scoprire.

Alla Borsa Mediterranea del Turismo Cuore Basilicata ha diffuso anche i materiali promozionali e i gadget forniti da diversi Comuni oltre che da organizzazioni di categoria come Federalberghi e realtà della cultura come la Direzione del Museo di Grumento Nova.

Tanta la curiosità e l’interesse per l’o fferta portata da CuoreBasilicata da parte di buyer, agenzie e tour operator, sia italiani che di altri Paesi come gli Usa e i Paesi Bassi, ma anche da parte di visitatori individuali, famiglie, blogger. La presenza di Cuore Basilicata ha avuto spazio anche sui media, di seguito l’intervista del Tgr Basilicata a Pasquale Dicillo, referente per rapporti con enti e associazioni del territorio di Cuore Basilicata. Qui il servizio di Daniele Guido Gessa – edizione delle 14:00 del 19 marzo 2022. 

Nella tre giorni, tra i tanti che hanno visitato lo stand portando il loro contributo di idee, si sono registrate anche le presenze di Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, Senatro di Leo e Nadia Lobosco, Sindaco e Vicesindaco di Montemurro, Antonio Rubino e Giovanni Risi, Sindaco e Assessore di Moliterno. Il progetto di promozione del territorio, dopo la tappa alla Borsa Mediterranea del Turismo, proseguirà con una serie di iniziative di Digital P.R. e Direct marketing verso tour operator e buyer, assieme ad incontri nel territorio che saranno definiti con i Comuni.

 

 

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Panino con toma lucana, porcini e radicchio

Mar, 03/15/2022 - 15:38

 

Livello di difficoltà: BASSO      Costo: BASSO      Tipologia: PANINI

 

Ingredienti

  • Pane di grano duro
  • Formaggio toma (lucana)
  • Porcini sott’olio
  • Radicchio di campo
  • Pepe bianco
  • Olio extravergine di oliva di Montemurro.

Preparazione

Adagiate sul pane il formaggio toma e fatelo riscaldare per qualche minuto in forno. Dopodiché aggiungete i porcini sott’olio sulla toma che avete precedentemente riscaldato. Aggiungete il radicchio, poi del pepe bianco macinato e un filo d’olio di Montemurro. Chiudete il panino e gustate subito.

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Alta Val d’Agri e Val Camastra alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli

Ven, 03/11/2022 - 16:04

Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano. Gli 11 comuni compresi nel progetto Cuore Basilicata saranno presenti alla Borsa Mediterranea del Turismo che si terrà a Napoli dal 18 al 20 marzo.

A tour operator e buyer internazionali saranno proposti i percorsi turistici ideati, d’intesa con i Comuni, da Cuore Basilicata, 3 percorsi, ciascuno in 11 tappe (una per ciascun Comune) studiati ognuno per un target specifico:

Tre percorsi che colgono le esigenze specifiche di pubblici diversi e che ciascun visitatore può anche mescolare tra loro costruendo il proprio percorso personalizzato.

Cuore Basilicata e gli 11 Comuni saranno ospiti dello stand allestito dall’APT Basilicata e saranno a fianco ad altre prestigiose destinazioni turistiche lucane: Maratea, Matera, Dolomiti Lucane…

Ad incontrare buyer e tour operator saranno, in rappresentanza di Cuore Basilicata, Claudia Faverio, responsabile comunicazione del progetto, e Pasquale Dicillo del Gruppo di Animazione Territoriale. Gli operatori turistici troveranno a loro disposizione i materiali preparati da Cuore Basilicata: dépliant che illustrano i percorsi, shopper e pins personalizzati e video promozionali e altri materiali divulgativi e gadget messi a disposizione da alcune Amministrazioni cittadine.

La partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo rappresenta un momento significativo nella valorizzazione di un territorio potenzialmente vocato, per le sue caratteristiche, ad un turismo qualificato composto da visitatori amanti dell’arte, della cultura, della natura, della storia.

L’aver identificato una serie di percorsi già strutturati per target specifici rappresenta un passo molto importante verso tour operator e buyer italiani e stranieri per incoraggiarli a inserire l’area nelle mete che propongono ai loro clienti.

Alla partecipazione a BMT seguiranno una serie di iniziative coordinate (Direct marketing, Digital PR…) da parte di Cuore Basilicata tese a sviluppare e consolidare i risultati in questa direzione, iniziative che saranno tutte condivise con i Comuni del territorio.

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Giovani reporter con il progetto “Memorie del cuore della Basilicata”

Mar, 03/08/2022 - 18:18

Gli anziani dei paesi, depositari della memoria dei luoghi. E’ il leit-motiv del progetto “Memorie del cuore della Basilicata”, l’iniziativa promossa da CuoreBasilicata che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto di Istruzione superiore “G. Peano” di Marsico Nuovo e l’Istituto di Istruzione Superiore “Petruccelli – Parisi” di Moliterno. Il progetto che ha avuto un ottimo riscontro è stato rivolto ai ragazzi delle quarte classi ed ha interessato la ricostruzione della memoria del territorio attraverso i racconti  delle comunità locali del comprensorio della Val d’Agri.

I giovani studenti hanno realizzato diverse video interviste a nonni e nonne, familiari, amici, conoscenti, con l’obiettivo di poter restituire al territorio la sua memoria in un intreccio di storie, episodi, aneddoti nel conoscere il passato e confrontarlo col presente, in una realtà in cui il richiamo delle origini, della terra, delle tradizioni è fortemente sentito e si mescola con l’aspirazione all’innovazione e alla scoperta. Il periodo di riferimento individuato per le memorie da raccogliere è stato quello degli anni 50-60 del secolo scorso. In tanti hanno risposto con entusiasmo e così, anche durante le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, è stato possibile raccogliere – con l’aiuto della tecnologia – preziose testimonianze del passato.

Supportati dal team di CuoreBasilicata e dal regista Iacopo Patierno  hanno appreso le tecniche di intervista e le riprese di montaggio attraverso l’utilizzo dei device (computer, tablet, smartphone). I materiali raccolti ed elaborati saranno poi veicolati sia nel web sia ma anche attraverso la realizzazione di mostre e performance itineranti. Un progetto che potrà contribuire a diffondere la migliore conoscenza dell’area al di fuori dei suoi confini e a consolidare in forma attiva il senso di appartenenza di chi vive il territorio. “Ascoltare storie – ha commentato il professor Biagio Russo, tutor degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Petruccelli – Parisi” di Moliterno –  sul passato, per loro che appartengono a un era completamente diversa, è stato un modo anche per avvicinarsi al racconto, alla narrazione. Sono incuriositi – ha evidenziato il professor Russo – dalle nuove tecnologie e dalla possibilità poi di utilizzare quello che si apprende anche per uso personale. I ragazzi sono sempre più presi da Tik tok, realizzano filmati e molti di loro aspirano a diventare youtuber . Quindi conoscere – prosegue il tutor –  un pochino le tecniche di ripresa: come si intervista una persona e cosa c’è dietro in fase di produzione e post produzione, è sicuramente qualcosa di positivo che li ha stimolati e coinvolti, per cui il giudizio è positivo”. “Il primo step ha riguardato – ha aggiunto il docente –  una serie di interviste su 6-7 campi di indagini, ma visto la notevole mole di lavoro, abbiamo poi selezionato due argomenti chiave che sono la “differenza di genere” e il “cibo”. Su questi due aspetti ci siamo concentrati e abbiamo realizzato altre interviste, selezionando immagini, musica di sottofondo e visionato insieme al regista Iacopo i materiali prodotti. Siamo all’ultima fase di selezione del materiale prodotto e di lavoro della sintesi”.

Giudizio positivo anche per il docente tutor del Liceo Scientifico “G. Peano” di Marsico Nuovo, il professor Mario Chiorazzo che ha evidenziato come “l’iniziativa è certamente positiva e i ragazzi sono interessati  e stanno rispondendo bene, anche perché è un progetto che li ha visti protagonisti”. “Hanno fatto delle lezioni teoriche su come realizzare – ha continuato il professor Chiorazzo –  le riprese e poi ogni ragazzo ha costruito delle interviste. L’altra fase è quella del montaggio e le scelte delle riprese e come realizzare questo mini documentario. Il prodotto finale sarà un mini documentario in stile storytelling sui vari paesi della Valle. Le uniche difficoltà – ha aggiunto il docente – sono state legate un po’ alla tempistica, per le riprese durante la seconda ondata Covid”.

In sintesi, progetto è stato un incontro trans-generazionale in cui i giovani studenti si sono arricchiti di esperienze e di informazioni e gli anziani con la saggezza ed  entusiasmo.

Intervista al regista Iacopo Patierno sul progetto “Memorie del cuore della Basilicata”

Riscontro positivo per il progetto “Memorie del cuore della Basilicata”, ne abbiamo parlato con il regista Iacopo Patierno che ha “guidato” gli studenti nella realizzazione di mini prodotti audiovisivi, in chiave narrativa.

Iacopo, come è nata l’idea del progetto?

L’idea è stata quella di narrare il territorio della Val d’Agri e il suo cambiamento negli ultimi 30-40 anni attraverso il racconto di anziani. Protagonisti i ragazzi in un confronto tra passato, presente e futuro.

Qual è stato il feedback degli studenti al progetto?

In totale sono stati coinvolti trenta studenti tra ragazzi e ragazze, diversi tra di loro, che hanno reagito con entusiasmo al progetto, in particolare, sull’utilizzo del cellulare sia per le immagine che per l’audio. E’ stato un laboratorio molto pratico e molto importante è stato anche il supporto dei tutor. Secondo me, una cosa fondamentale che hanno capito, è di non sottovalutare il semplice cellulare che hanno in mano, che oggi viene definito come un oggetto di svago. E ancora, un’altra cosa è che hanno appreso la pazienza di intervistare, l’ascolto dell’altro. Tutte le storie che hanno raccolto dalle interviste, le hanno trovate molto interessanti e hanno capito molte cose rispetto a come è cambiata la vita non solo nell’Alta Val d’agri.

Ci sono state criticità riscontrate da parte degli studenti?

Una volta che sono terminate le lezioni teoriche, i ragazzi si sono trovati di fronte all’operatività del lavoro nel muoversi da soli nell’effettuare riprese e interviste. Alcuni di loro non avevano familiari disponibili a farsi intervistare e quindi gli sono state proposte delle persone. Non bisogna dimenticare che sono due progetti che stiamo svolgendo in un periodo molto complicato che è quello del Covid e quindi anche le relazione tra le persone sono state limitate e ostacolate. Inoltre a rendere impegnativa e faticoso il dialogo, l’utilizzo della mascherina FFp2. Comunque il tutto è stato superato e le interviste realizzate sono più che positive, è questa è una grande soddisfazione. Ora, dal punto di vista pratico stiamo ultimando il montaggio dei due video .

Quale sarà il prodotto finale?

Saranno due video separati per i due Istituti di una durata massima di circa 10 minuti. In sintesi, dei mini documentari sulle interviste con delle immagini di copertura. Nello specifico il tema su Marsico Nuovo sarà la scuola del passato, presente e futuro, mentre per Moliterno il tema ha riguardato la parte relativa al cibo e alla differenza di genere. Sicuramente i prodotti saranno presentati all’interno delle due scuole e successivamente potranno essere veicolati attraverso varie forme, sia tramite l’uso di piattaforme o su canali come You Tube, Facebook, Instagram…anche indirizzarli verso la partecipazione a determinati festival, rassegne o mostre. Entro maggio dobbiamo terminare i video, quindi ci sono ancora altri due mesi di lavoro.

Per te, qual è stata la più grande soddisfazione ?

La soddisfazione è che tutti i ragazzi hanno appreso molto velocemente la funzionalità basica di questo lavoro, chi con più passione chi con meno, ma al 90%  hanno realizzato tutti delle ottime interviste e anche immagini di copertura. Il risultato è stato più che positivo, ciò significa che anche la nostra comunicazione ha funzionato.

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