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Aggiornato: 1 ora 47 min fa

Come si diffonde un virus? (Video)

Gio, 05/21/2020 - 11:00

Questo esperimento mostra come un virus può diffondersi in pubblico. Il test è stato condotto dall’emittente pubblica giapponese NHK.

Sulle mani delle persone è stata applicata vernice fluorescente invisibile. A quel punto 10 partecipanti si sono serviti al buffet, e hanno mangiato per 30 minuti. Poi, una luce UV ha mostrato quanto in lungo e in largo fosse andata la vernice.

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Il programma “MythBusters” condusse un test simile nel 2010, quando il conduttore Adam Savage sgocciolò per un’ora 60ml di muco finto, (più o meno la quantità di muco di una persona raffreddata), per verificare quanto lontano finissero le secrezioni nasali e su quante persone potessero depositarsi.

Test come questi sono illuminanti soprattutto ora che diversi paesi nel mondo stanno revocando le totali misure di lockdown.

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Sciopero dei braccianti, non comperiamo frutta e verdura

Gio, 05/21/2020 - 10:23

Contro il Decreto Rilancio oggi, giovedì 21 maggio, sciopero dei braccianti.
Il sindacalista dell’Usb Aboubakar Soumahoro ha pubblicato un video sui social e denuncia i partiti che si sono scontrati sulla proposta della ministra Teresa Bellanova di dare il permesso a 600mila persone impegnate nei campi: «Subordinare la nostra regolarizzazione alla verdura e alla frutta che marciscono è cinismo. Strumentalizzare la nostra miseria sociale e lavorativa seduti nelle stanze del potere, solo per convenienza politica, è cinismo disumano».

L’appello al Governo: «Regolarizzate tutti gli essere umani, non per convenienza ma per dovere di Stato. E liberate tutti i braccianti, italiani e non, dallo strapotere della grande distribuzione se volete davvero combattere lo sfruttamento e il caporalato

Nel video Soumahoro chiede l’appoggio di tutti

«Cara consumatrice e caro consumatore, il vostro sostegno è linfa per le nostre battaglie, speranza per le nostre disperazioni, vitalità per il nostro affanno, anche voi incrociate le braccia come noi non comprando verdura né frutta. Fate anche voi lo sciopero della spesa per riconoscerci quella dignità di esseri umani che qualcuno si ostina a considerare solo braccia.

Cara consumatrice  e caro consumatore lottiamo insieme e uniamoci per affermare l’umanità, lottiamo insieme, uniamoci per fermare la disumanità. Uniamoci e lottiamo insieme perché dobbiamo mettere fine a questa ingiustizia. Grazie per la vostra solidarietà».

#nonsonoinvisibile #fermiamoicarrelli

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Detersivo lavatrice fai da te ecologico con foglie di edera

Gio, 05/21/2020 - 10:00

Abbiamo tutti presente l’edera vero? Quell’albero rampicante e infestante… ma quanti sapevano che, grazie alle sue proprietà, possiamo utilizzarla per realizzare un detersivo ecologico per il nostro bucato?

L’edera è un’ottima soluzione se state cercando un detergente per la lavatrice che sia naturale e a zero impatto ambientale, le sue proprietà infatti sono simili a quelle della pianta del sapone: il risultato sarà un bucato perfetto e profumato. Cosa serve:

  • Edera circa 200 foglie di media grandezza;
  • 1 cucchiaino di bicarbonato;
  • 1 litro di acqua bollente.
Fonte: Per Davvero

Suggerimento: al composto di edera potete aggiungere dell’aceto bianco al posto dell’ammorbidente. Utilizzate il composto nel corso di un mese di tempo e conservatelo in frigorifero o in un luogo fresco. 

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Conservare il cibo? E se pensassimo alla cera?

Gio, 05/21/2020 - 08:09

Molti degli oggetti di plastica che inquinano il nostro pianeta sono imballaggi, sacchetti e film plastici. I più virtuosi stanno imparando a farne sempre più a meno, ma se per gli imballaggi è più facile, a volte la cosiddetta “pellicola” per conservare i cibi è difficile da sostituire. Da qualche anno a questa parte si stanno però ideando alternative sostenibili alla classica “pellicola”, che solitamente è in pvc (ma anche in polietilene, ne abbiamo parlato qui). Una delle alternative naturali più gettonate è la cera d’api, che aiuta a creare dei “film” con i quali proteggere il cibo.

La prima realtà italiana ad essersi lanciata nella produzione di involucri per il cibo in cera d’api è quella di Apepak, un prodotto creato da  Massimo Massarotto e la moglie Molly.

L’idea nasce in California

Massimo è italiano e si occupa di marketing e Molly è americana e viene da una famiglia di ristoratori. Vivono nel nord della California e Massimo racconta che in quelle zone degli Stati Uniti “sono molto attenti alla questione ecologica anche nella vita di tutti i giorni e prodotti del genere, per imballare il cibo da tenere in casa, in frigorifero o da portare al lavoro senza usare la plastica, erano già in circolazione. Il nostro interesse personale per questi temi, unito a quello della cucina, ci ha spinto nel Natale del 2017 a tentare di provare a creare noi questi involucri. Inizialmente era una cosa home-made per fare regali agli amici, poi abbiamo visto che l’idea era buona e che sarebbe stato bello portarla in Italia, così abbiamo cercato il modo di certificarla e di produrla in maniera più sistematica”.

Si sono rivolti ad una cooperativa sociale veneta e hanno cominciato a fare i primi prototipi, che hanno testato grazie alla collaborazione di 200 famiglie che hanno dato feedback e suggerimenti. Il prodotto, una volta affinato, è stato “lanciato” sul mercato ed oggi vendono attraverso il loro sito web, ai gruppi d’acquisto e ai negozi specializzati.

Perché la cera d’api?

Massimo spiega che la cera d’api è un prodotto particolare: in natura è difficile trovare elementi con proprietà simili. Sciogliendola sui tessuti in cotone si crea quella che loro definiscono “pelle”, che protegge i cibi permettendone comunque una leggera traspirazione.

“L’abbiamo scelta prima di tutto perché ha proprietà antimicrobiche naturali”, spiega Massimo, “permette la protezione del cibo e rende ‘malleabile’ l’involucro, adattandosi al contenitore o all’oggetto da coprire grazie al calore delle mani. Scegliere la cera d’api poi, da un punto di vista etico, permette di sostenere gli apicoltori e contribuire salvare le api che sono alla base della nostra esistenza e che sono in grande rischio”.

La cooperativa sociale

Apepak è prodotto da L’Incontro, una cooperativa sociale di Vedelago (Treviso) che offre servizi socio-sanitari, educativi, formativi, e promuove l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate in contesti produttivi di diversa natura.

La cera proviene da apicoltori italiani e il team di Apepak accetta nuove collaborazioni (c’è un form dedicato sul sito).

Come funziona

Massimo spiega: “l’involucro in cotone e cera d’api permette ai cibi di respirare, li protegge e diminuisce la condensa che spesso si crea nei sacchetti di plastica in frigorifero e che fa marcire presto la verdura ad esempio. Secondo la nostra esperienza si allunga di circa il 30% la vita del pane, formaggi, funghi e insalata rispetto all’uso della plastica.”

Rispetto al film plastico il cibo non è sigillato in maniera ermetica, ma è comunque protetto per il tempo che starà in frigorifero o in casa e si può usare anche in freezer. Massimo spiega che per adesso il prodotto non è consigliabile per uso industriale (per conservare il cibo a lungo tempo nei supermercati ad esempio) ma in futuro è confidente che si troverà un metodo per renderlo presto tale.

L’igiene e il riutilizzo

Sul sito di Apepak si spiega che il cotone scelto è cotone biologico (con la certificazione biologica Gots dei tessuti) e anche la cera, l’olio di jojoba e la resina di pino usati nella produzione sono biologici. Dal punto di vista dell’igiene, i produttori di Apepak garantiscono che il prodotto poi è stato “certificato per il contatto con il cibo secondo la normativa MOCA e HACCP”.

Massimo spiega come pulirla dopo averla usata: “la cera d’api è idrorepellente, si può lavare con acqua e strofinarla con un sapone naturale o con aceto, si risciacqua, si fa asciugare e si può riutilizzare. L’unico accorgimento è evitare acqua molto calda (non più di 30 gradi) per non sciogliere la cera. Con questi accorgimenti un foglio dura parecchio tempo, circa un anno. Se si usa magari per lo stesso prodotto (ad esempio per avvolgere pane o formaggio grana) dura anche molto di più, fino a 3 o 4 anni. Noi lo garantiamo al 100% per 60 giorni, che secondo noi è il tempo in cui l’investimento è valido. Da 60 utilizzi in poi il prodotto diventa ancora più conveniente della plastica”. E ogni centimetro di plastica risparmiato è un centimetro in meno da smaltire.

Ci sono prodotti da evitare? “In generale su questi prodotti si sconsiglia l’uso con carne e pesce perché sangue e succhi sono difficili da togliere e tendono ad intaccare la cera d’api, noi abbiamo fatto diverse prove ma abbiamo visto che performa abbastanza bene. Se però si vuole che il prodotto duri di più e non si macchi meglio evitare”.

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Spostamenti solo tra regioni “non a rischio” | Cambia il dl imprese | Zingaretti: ” test sierologici gratuiti”

Gio, 05/21/2020 - 06:25

Tgcom24: L’OPPOSIZIONE AL PIANO MERKEL-MACRON. L’Austria e altri tre Paesi: ok prestiti, no contributi  a fondo perduto | Conte: “Non compresa la sfida storica per l’Unione“;

Il Fatto Quotidiano: Elkann tira dritto sul dividendo della fusione Fca-Psa: “Gli accordi per i 5,5 miliardi sono scritti nella pietra”. E Autostrade chiede 1,2 miliardi garantiti dallo Stato;

Il Sole 24 Ore: Cambia il decreto imprese: prestiti garantiti fino a 800mila euro in 30 anni;

Il Mattino: Reddito d’emergenza, Cig, bonus e aiuti: la guida alla maxi-manovra da 55 miliardi;

Leggo: Sfiducia a Bonafede, il Senato boccia entrambe le mozioni: il ministro è salvo. «Ora al lavoro» Video;

Corriere della Sera: Spostamenti tra Regioni, il 3 giugno via solo a quelle «non a rischio»: ecco la data chiave;

La Repubblica: Zingaretti: “Chiedo al governo di rendere i test sierologici gratuiti“;

Il Giornale: Suicida sulla nave quarantena, Ong all’assalto: ‘Una prigione’ ;

Il Manifesto: I braccianti scioperano: «Nelle campagne marciscono i diritti»;

Il Messaggero: «Arrestato Qardash, il successore di Al Baghdadi alla guida dell’Isis»: l’annuncio dei Servizi iracheni.

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Dove andremo in vacanza nell’estate del Covid-19

Mer, 05/20/2020 - 18:30

L’estate 2020 si preannuncia molto particolare e abbastanza complicata anche per le persone che vorranno e potranno andare in vacanza.

Di sicuro ci saranno limitazioni dovute per alcuni alla scarsità di soldi, per molti a ragioni di prudenza (il timore di esporsi al covid-19), per tutti perché non sarà possibile andare ovunque e di sicuro non con la stessa densità di persone a cui eravamo abituati nelle località più frequentate.

Il crollo della domanda per ragioni economiche

Molti italiani abituati ad andare in vacanza quest’anno non se lo potranno permettere per scarsità di denaro o perché preoccupati dalle future condizioni economiche. Gli esperti stimano che, per questa ragione, rinuncerà alle vacanze il 30% delle famiglie e un altro 30% ne ridurrà la durata.
Anche se il bonus vacanze, riservato alle famiglie italiane con ISEE più basso che scelgano l’Italia come meta, potrebbe alleviare la tendenza.

Attenzione ai prezzi

Secondo le associazioni degli operatori turistici i prezzi questa estate di alberghi, campeggi, stabilimenti balneari… non dovrebbero aumentare.

È importante tuttavia informarsi prima di organizzare la propria vacanza, anche se magari in luoghi che già si conoscono, su quali siano i prezzi applicati. Non si può escludere che alcuni operatori, per ovviare alla riduzione dei clienti, chiedano di più di quanto chiedevano prima.

Si potrà andare all’estero?

Al momento è ancora una incognita in quali paesi stranieri potremo andare in vacanza quest’anno. Per ora in Europa pochi paesi (Slovenia, Spagna) hanno riaperto o stanno riaprendo al turismo dall’Italia. Per la maggior parte degli altri paesi la situazione è da definire e molto dipenderà dall’evoluzione delle curve di contagio in Italia nelle prossime settimane.

Lunedì 18, durante la riunione in videoconferenza dei ministri degli esteri di una decina di Paesi UE è stata decisa almeno formalmente la cancellazione delle cosiddette “liste di sconsiglio”, liste cioè di paesi indicati come mete sconsigliate e da cui non accettare turisti in ingresso. I ministri degli esteri dell’UE hanno stabilito che per la prossima stagione estiva non ci saranno “corridoi turistici” che il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, ha definito contrari allo “spirito europeo”.

“Ci sarà una stagione turistica in Europa con il virus. Faremo il massimo affinché le cose vadano per il meglio”, ha dichiarato il presidente francese Macron, chiarendo che al termine della prossima settimana sarà possibile prevedere con più precisione quello che succederà questa estate.

Insomma, ufficialmente niente liste di sconsigli, niente corridoi turistici ma resta fermo che ogni paese potrà decidere se e a quali condizioni accettare turisti provenienti dall’Italia.

Seguiremo gli sviluppi.

Le mete più “sicure” in Italia

Comunque, a prescindere dalle decisioni degli altri paesi le previsioni dicono che

  • il turismo italiano 2020 si orienterà in prevalenza verso mete possibilmente vicine ai luoghi di residenza, vacanze a corto raggio,
  • privilegiando l’uso dell’auto per evitare i contatti interpersonali sui trasporti pubblici. Preannunciato un piccolo boom per i camper, già molto prenotati quelli a noleggio;
  • montagna e campagna saranno scelte di più perché facilitano il “distanziamento” mentre ci sarà una maggiore contrazione delle vacanze al mare e nelle città d’arte;
  • chi può utilizzerà anche più del solito la seconda casa;
  • chi non ha o non vuole utilizzare la seconda casa sceglierà alberghi, pensioni… che diano forti garanzie di igiene, magari perché già conosciute in passato o frequentate da amici;
  • tra i più giovani dovrebbero segnare il passo soluzioni tipo AirB&B e avere maggiore successo i campeggi
  • Almeno in teoria le regioni che hanno avuto o hanno il minor tasso di epidemia si candidano ad essere mete più appetibili di altre.

L’indicazione della data stimata dell’uscita dal coronavirus regione per regione la trovate a questa pagina

Verranno gli stranieri?

Verranno anche molti meno stranieri in Italia, di questo sono convinti tutti gli operatori.

L’Italia come è noto riaprirà le frontiere in ingresso a partire da inizio giugno ma non è detto che questa misura funzioni. L’effetto Covid-19, con l’Italia tra i paesi più colpiti al mondo, certo non aiuterà. Anche se la pandemia non ha avuto una diffusione omogenea nel territorio e larga parte del centro-sud l’ha subita meno, nella percezione globale degli stranieri sarà difficile che attecchisca questo distinguo.

Preoccupa in particolare il flusso dalla Germania. I tedeschi rappresentano ben il 27% dei turisti stranieri e non è un caso che il ministro degli esteri Di Maio si sia rivolto proprio ai tedeschi per invitarli a non rinunciare all’Italia.

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Covid-19, Roma chiude le aree gioco e fa benissimo

Mer, 05/20/2020 - 17:30

Virginia Raggi ha deciso di non riaprire i parchi gioco o le aree gioco dei bambini perché “non è possibile sanificare tutto nell’immediato”. Scattano furibonde le proteste dei genitori che promettono di vigilare e pulire con i propri mezzi tutto quanto, pur di riportare i pargoli sullo scivolo. Ma la sindaca della capitale sta solo rispettando le regole che, invece, ad esempio, il sindaco di Milano Beppe Sala, a sua stessa voce, rimanda. Tutte le aree gioco milanesi sono infatti aperte e fruibili da lunedì scorso, nonostante il decreto avesse ammesso questa possibilità solo previa sanificazione e controlli quotidiani.

Lo spiega lo stesso Beppe Sala nell’ultimo video “facciamo chiarezza” indirizzato ai milanesi.

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A post shared by Beppe Sala (@beppesala) on May 18, 2020 at 1:34am PDT

In un’area ben più esposta al rischio contagi covid-19 rispetto a Roma, ovvero Milano, città che se tutto dovesse procedere benissimo uscirà dall’incubo covid solo a metà agosto, ultima d’Italia, Sala dice: “Di aree gioco ce ne seno centinaia. Il Dpcm ce ne chiede la sanificazione quotidiana e una supervisione costante: non è semplice e su questo tutti i sindaci concordano”.

La soluzione? Tenerli aperti senza sanificarli, ma facendo anche un po’ di polemica con il governo.

Continua infatti Sala: “E poi, la sanificazione quotidiana: perché per le aree gioco e non per le panchine per esempio?” Mah, forse perché nelle aree gioco si concentra la massa di quei bambini che i virologi hanno indicato da più parte come feroce e silente mezzo di contagio con i nonni? Poi Sala rincara la lagna che, se si devono rispettare regole così stringenti, “sono molto preoccupato per la summer school”, ovvero il progetto di riapertura estiva delle scuole. Come faranno le mamme e i papà milanesi, con queste regole severe, a tornare finalmente in ufficio?

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Pane e risate: le Brigate Volontarie di Milano portano il teatro dalla gente

Mer, 05/20/2020 - 16:30

Perché non si vive di solo pane: da venerdì 22 maggio alle case popolari di Milano ci sarà anche la Brigata Brighella, un gruppo teatrale composto da una decina di ragazzi che racconterà le fiabe italiane rivedute, corrette e aggiornate dopo la supervisione artistica di Paolo Rossi.

Nate con l’aiuto di Emergency sono 14 le Brigate che portano ogni giorno da quando è iniziato il lockdown cibo e generi di prima necessità alle persone sole o in difficoltà economiche.

«Abbiamo capito subito l’emergenza che stava nascendo» racconta il coordinatore Valerio Ferrandi «Dovevamo fare qualcosa, ma ci serviva bisogno di aiuto, di formazione. Ed è stato spontaneo rivolgerci a Emergency, che ci ha fornito una supervisione medica e un’istruzione concreta su come affrontare il coronavirus, senza contare un appoggio logistico e pratico».

Oggi le Brigate contano 500 volontari e finora sono state distribuite 80 tonnellate di cibo, farmaci e prodotti vari a 5000 famiglie, quindi almeno 15mila milanesi.

«Siamo partiti con anziani, immunodepressi e gente in quarantena, adesso siamo passati a persone fragili in generale, il nome del progetto, “Nessuno è escluso“, è anche il nostro slogan».
La solidarietà di chi ha aiutato le Brigate con fondi e generi alimentari raccolti fuori dai supermercati è stata tanta.

Impostato il lavoro sull’emergenza, il pane, appunto ci si è resi conto che ci voleva anche altro, quindi è nata la Brigata Basaglia composta da psicologi e ora la Brigata Brighella per ridere un po’.

E per addestrare i ragazzi chi meglio di Paolo Rossi? Racconta a Luigi Bolognini in un’intervista pubblica su Repubblica: «Io sono il loro mister ma ho poco tempo per insegnare loro a salvare la pelle artisticamente parlando. Gli devo insegnare l’improvvisazione, o meglio il saper uscire da problemi che arrivano di colpo. Uno spettatore che ti contesta, un cane che abbaia, una moto che scorrazza: tutto può essere ribaltato e usato a proprio favore, sono tecniche che si usano da secoli nella recitazione.

Sono le situazioni esterne quelle che contano più di tutto in questo spettacolo. In fondo un po’ come la vita, dove bisogna recitare a soggetto».

Il teatro di strada ha una tradizione antichissima, bentornati cantastorie.  

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Foto di Dorinel Nedelcu da Pixabay 

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Bonus babysitting, a chi spetta, quanto ammonta e come richiederlo

Mer, 05/20/2020 - 16:00

L’8 marzo scorso è stato il giorno della chiusura di tutte le scuole italiane in lockdown; da allora tutti i bambini sono rimasti a casa, chi poteva accudirli lo ha fatto, magari tra riunioni e mail da scrivere se in modalità smart working. Chi lavorava in un servizio essenziale ha invece dovuto continuare a portarli dai nonni, oppure utilizzare la soluzione dei babysitter. La ripresa graduale delle attività, e in questi giorni a maggior ragione con la riapertura di tutte, pone più che mai la questione e, in considerazione che le categorie più fragili erano e restano i nonni, la soluzione per tanti ricadrà nuovamente sul babysitting.

Si tratta di una soluzione, in questo momento, probabilmente ben accetta, se non sperata, anche da parte dei bambini che possono vivere positivamente l’arrivo di una/un babysitter: una persona diversa dai genitori, da frequentare dopo tanta reclusione, finalmente un/una nuova compagno/a di giochi e chiacchiere.

Risorse ad hoc per accedere a queste soluzioni erano quantomai necessarie, e un modo per avere sollievo da tante spese, senza troppe difficoltà per accedervi, speriamo che sia dunque il nuovo bonus baby sitting, già istituito con il “Cura Italia” e ora ampliato come tetto (raddoppiato) e modificato in alcuni contenuti dal Decreto “Rilancio“. Chi ha già beneficiato dei fondi istituiti con il Cura Italia, i 600 € previsti, però ne avrà a disposizione ancora 600 € e non oltre, lo stesso vale per chi lavora nel comparto sanità, se avrà già beneficiato dei mille euro non potrà averne che altri 1.000 e non 2.000 €.

Le novità

L’assegno sarà spendibile anche per usufruire di servizi educativi territoriali, servizi della prima infanzia e nei centri ricreativi e può essere usato per pagare i nonni, o altri parenti, che aiutano nella gestione dei figli: l’importante è che si segua la procedura del Libretto Famiglia. Di seguito i contenuti principali e le istruzioni per richiederlo.

A chi spetta

Ai genitori o affidatari per i servizi di assistenza e sorveglianza dei minori:

  • fino a 12 anni (alla data del 5 marzo);
  • senza limiti di età, se disabili gravi.
Da quando e quanto

Per servizi resi dal 5 marzo nei periodi di chiusura dei servizi scolastici.

Fino a 1.200 euro se:

  • dipendenti del settore privato;
  • iscritti in via esclusiva alla Gestione separata (art. 2, c. 26, l. 335/1995);
  • autonomi iscritti all’INPS (Artigiani, Commercianti e Coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  • autonomi iscritti alle casse professionali.

Fino a 2.000 euro, per:

  • medici;
  • infermieri;
  • tecnici di laboratorio biomedico, di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari;
  • personale dei comparti sicurezza, difesa, soccorso pubblico.

L’altro genitore non deve essere beneficiario di altre forme di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc.), non deve essere disoccupato o non lavoratore ma può essere in Smart Working (Lavoro Agile).

Quando inviare la domanda

La domanda si può inviare dal 1 aprile 2020, per servizi resi dal 5 marzo nei periodi di chiusura dei servizi scolastici.  Il Bonus per servizi di Baby sitting è però alternativo al congedo parentale previsto dal D.L. 18/2020.

Come accedere

Dalla Home page del portale Inps www.inps.it, per inserire la domanda occorre autenticarsi inserendo Codice fiscale e in alternativa:

  • SPID
  • PIN dispositivo o CNS o Cie
  • PIN semplificato (primi 8 caratteri del PIN – Messaggio n. 1381 del 26/3/2020)

In caso di invio domanda con PIN semplificato, per procedere alla definizione della domanda e all’appropriazione telematica del Bonus nel servizio Libretto-Famiglia, è necessario acquisire il PIN dispositivo.

Invio della domanda

Sono richiesti:

  • i dati anagrafici del genitore richiedente, del figlio e dell’altro genitore;
  • l’indicazione dell’attività svolta dal genitore richiedente e dell’importo richiesto (multipli di 10 euro).

In caso di affido del minore e in caso di figlio disabile vanno inseriti i relativi allegati (Provvedimento o sentenza di affido, Verbale sanitario ante 2010 o Sentenza che riconosce la disabilità).

L’esito della domanda è comunicato via sms/email/PEC con assegnazione del bonus richiesto tramite il servizio Prestazioni di lavoro occasionale – Libretto – Famiglia.

Per fruire del Bonus l’utilizzatore dovrà effettuare i seguenti passaggi del servizio online Libretto – Famiglia:

  1. registrazione del genitore come utilizzatore del Libretto famiglia e della persona incaricata come prestatore del servizio;
  2. appropriazione del Bonus Baby sitting
  3. inserimento delle comunicazioni delle prestazioni lavorative svolte per l’attività di baby sitting.
Appropriazione telematica del bonus, cosa significa

Una volta ottenuto, si dovrà procedere all’appropriazione telematica del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting entro e “non oltre 15 giorni solari dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda” (ovvero, tramite sms, e-mail o Pec). In sostanza, il genitore che ha superato tutti gli ostacoli, prima ha fatto la domanda, poi ha aspettato che venisse accettata, poi ha aperto il portafoglio elettronico, deve infine appropriarsi dei soldi. Da ricordare bene perchè: questi infatti non arrivano in automatico ma il genitore deve cliccare su “appropriazione” nel proprio “libretto di famiglia” entro 15 giorni altrimenti rischia di perderlo.  

A questo link il Tutorial guidato, messo a punto da INPS, per accedere ai fondi (la procedura è la stessa del Cura Italia ma le cifre vanno considerate raddoppiate).

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“Non voglio speculare”. A 17 anni rifiuta 8 milioni di dollari per il suo sito sul Covid

Mer, 05/20/2020 - 15:43

17 anni, mente geniale e uno spiccato senso di quello che definiamo “bene comune“: vi presentiamo Avi Schiffmann il ragazzo minorenne di Mercer Island, stato di Washington, che sta facendo parlare di sé (in positivo!).

Sono decine di migliaia i ricercatori che in tutto il mondo stanno studiando il Coronavirus in tutte le sue forme: dalla prevenzione alla cura. Avi, insieme al socio Daniel Conlon, ha saputo dare al mondo della scienza un contributo non indifferente realizzando il sito ncov2019.live.it per il trattamento in tempo reale dei casi legati al Covid-19. Il portale web di puro servizio per il pubblico oggi arriva a contare ben circa 30 milioni di visitatori al giorno.

Oltre al suo talento quello che ci stupisce è anche il cuore d’oro di Avi. Infatti, di fronte all’offerta di acquisto del suo sito per l’ammontare di 8 milioni di dollari (l’equivalente di circa 7 milioni e 300 mila euro) Avi ha prontamente rifiutato dimostrando il valore che la solidarietà ha sopra al denaro.

Non voglio approfittarne, non voglio speculare su una tragedia,  molti mi dicono che me ne pentirò, ma ho altro in mente ” ha dichiarato il ragazzo  “Ho solo 17 anni, non mi servono 8 milioni di dollari”.

Avi aveva già in precedenza rifiutato ingenti investimenti pubblicitari e, per mantenere la sua autonomia, persegue nella scelta di non inserire banner pubblicitari su ncov2019 «Niente pop-up che rovinano l’esperienza, né voglio essere obbligato contrattualmente a tenere aggiornato il sito o a effettuare cambiamenti con cui non sono d’accordo»  ha spiegato il ragazzo. Sul sito è presente solo una parte di sottoscrizione su base volontaria per il visitatore chiamata “Buy me a coffe” (comprami un caffè) dove l’utente può decidere di effettuare una donazione.

Come funziona il portale ncov2019.live.it  

Strumento utile, intuitivo e di facile consultazione attinge direttamente ai dati ufficiali, in primo luogo quelli dell’OMSOrganizzazione Mondiale della Sanità e quelli messi a disposizione dai singoli Stati, ovviamente aggiornatissimi in tempo reale.

Nel sito sono presenti praticamente tutti gli Stati che hanno affrontato (e stanno affrontato)  l’emergenza del Coronavirus, completi dei numero dei contagi e guariti. Le informazioni, per facilitare la comprensione all’utente, sono poi rielaborati in tabelle di spiegazione e di analisi. Troviamo anche una sezione dedicata a fake news che, purtroppo, anche in questa spiacevole occasione di pandemia mondiale non hanno mancato di dilagare creando confusione e, alle volte, anche vero e proprio panico.

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Giornata mondiale delle api: cosa possiamo fare per salvarle?

Mer, 05/20/2020 - 12:45

I cittadini chiedono all’Europa politiche agricole comuni a tutela degli impollinatori.

Perché dobbiamo salvare le api?

Oggi, 20 maggio, si celebra la terza Giornata Mondiale delle Api, istituita da una Risoluzione dell’ONU per sensibilizzare cittadini e amministrazioni sull’importanza di questi insetti.

Le api, infatti, sono indispensabili per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi, tutelare la biodiversità e garantire la sicurezza alimentare di tutte le specie, inclusa la nostra.

Purtroppo le popolazioni di api stanno velocemente diminuendo a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici, della riduzione di biodiversità nelle aree agricole e dell’uso massiccio di pesticidi nell’agricoltura industriale. Tutti questi fattori possono provocare la morte diretta delle api o rendere le api più vulnerabili all’attacco di parassiti e malattie.

Quali sarebbero le conseguenze se le api dovessero sparire? In primo luogo avremmo una netta diminuzione della produzione di miele, ma soprattutto ci troveremmo a dover affrontare le ripercussioni sulle altre specie vegetali e animali e, chiaramente, avremmo una riduzione drastica di alimenti.

Se ogni giorno riusciamo a mettere sulle nostre tavole frutta, verdura e cereali dobbiamo infatti ringraziare soprattutto le api, oltre a farfalle e altri insetti impollinatori, che svolgono l’importante compito di fecondare numerose specie di piante, tra cui molte usate per la nostra alimentazione.

La diminuzione di offerta si tradurrebbe in un aumento generale dei prezzi di alcuni generi alimentari, mettendo a rischio le fasce di popolazione più deboli e le aziende agricole più piccole, mentre la diminuzione di biodiversità porterebbe a un ulteriore peggioramento della crisi climatica.

La Giornata Mondiale delle Api nasce proprio per questo: per ricordarci quanto è importante tutelare la salute delle api, per il bene di tutti.

Cosa può fare ognuno di noi per salvare le api

Come abbiamo visto, le api sono fondamentali per la salute del Pianeta e per la nostra, ma purtroppo sono fortemente minacciate dai nostri stili di vita.

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) ha rilanciato la campagna “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano“.

Si tratta di un’iniziativa popolare sostenuta da FederBio, Legambiente, Lipu, WWF, Medici per l’ambiente e numerose altre associazioni, grazie alla quale i cittadini possono rivolgersi direttamente all’Unione Europea per chiedere l’adozione di politiche agricole rispettose dell’ambiente e della salute delle api e in grado di garantire un futuro alle prossime generazioni.

La proposta che verrà portata all’attenzione della Commissione Europea include l’eliminazione dei pesticidi entro il 2035, il ripristino di ecosistemi naturali in zone agricole e l’introduzione di misure a sostegno degli agricoltori durante la transizione.

L’obiettivo è quello di rivedere completamente l’attuale modello agricolo intensivo, che fino a oggi ha puntato sull’uso di pesticidi per incrementare le rese.

Un modo diverso per coltivare è infatti possibile e le rese potrebbero aumentare ad esempio grazie a prati fioriti e siepi tra i campi coltivati che arricchirebbero il paesaggio, aiuterebbero api e altri impollinatori e favorirebbero l’equilibrio naturale, senza dover ricorrere sostanze potenzialmente dannose per l’ambiente e per la nostra salute.

Perché la proposta possa arrivare in Europa, occorre raggiungere un milione di adesioni in almeno sette Paesi europei: tutti noi possiamo contribuire attraverso una semplice firma.

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Il Ministro Costa vuole costruire una casa per le api su tutti gli edifici della Pubblica Amministrazione

Mer, 05/20/2020 - 12:31

Questa mattina, in occasione della Giornata mondiale delle api, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa si è recato presso la sede dei Carabinieri del Cufaa (Comando Unità Forestale Ambientale Agrolimentare) a Roma per visitare le arnie situate sui tetti dell’edificio.

Il Ministro ha lanciato, così, una proposta: costruire una casa per le api sui tetti di tutti gli edifici della Pubblica Amministrazione:
La mia proposta – ha spiegato il ministro – è di far posizionare sui tetti degli edifici della pubblica amministrazione delle arnie con questi preziosi insetti impollinatori, che sono anche straordinarie sentinelle dell’ambiente“. Analizzando la qualità del miele prodotto dalle api, infatti, è possibile rilevare numerosi indicatori di qualità ambientale.

Il ministro ha visitato le arnie del progetto “Apincittà” che i Carabinieri forestali portano avanti insieme alla Federazione Italiana Api. In occasione di questa ricorrenza mondiale per salvare le api dall’estinzione, il ministro Costa vuole “ricordare quanto questi insetti siano fondamentali per la nostra vita e per l’ecosistema. L’impollinazione è un servizio ecosistemico importante che va assolutamente preservato, in linea con le iniziative Ue a favore degli impollinatori. In questa settimana della natura che quest’anno abbiamo voluto lanciare, vogliamo tenere alta l’attenzione sulla tutela della biodiversità in tutte le sue sfaccettature, dal turismo sostenibile nei parchi alla conservazione delle api e delle tartarughe, per stimolare gli italiani a riscoprire la natura e la sua magica bellezza. La sua valorizzazione è fondamentale in questo momento di ripresa post-Covid, in cui il ritorno alla normalità passa anche attraverso l’immersione nel verde“.

“No bees, no future”

Le api, piccoli insetti impollinatori gialli e neri, sono fondamentali per l’esistenza degli interi ecosistemi naturali e agrari.

#SaveTheBees
Greenbees (Greenpeace)

La loro sopravvivenza è, però, a rischio, a causa dell’eccessivo uso di pesticidi e della diffusione di virus e parassiti, oltre che per i cambiamenti climatici. Come si legge in un articolo dell’ANSA, circa il 40% degli apoidei selvatici (la superfamiglia di insetti che comprende anche le api da miele) è minacciato di estinzione mentre il 30% delle farfalle è in declino continuo da almeno trent’anni.
Se le api si estinguessero e smettessero di impollinare, l’equilibrio di interi ecosistemi verrebbe stravolto con conseguenze catastrofiche: gran parte del cibo di cui ci nutriamo non crescerebbe più e molte specie vegetali scomparirebbero. Infatti, delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione globale di cibo, 71 sono collegate al lavoro di impollinazione delle api.

Salvaguardiamo le api per salvare il Pianeta

Gli apicoltori italiani danno un grande aiuto per preservare l’esistenza delle api e, con esse, la conservazione di ecosistemi rurali e urbani: “gli apicoltori censiti in Italia sono circa 60.000, detengono un patrimonio di alveari in continua crescita che, nonostante le numerose avversità, nel 2019 ha raggiunto 1.800.000 alveari, capaci di generare 2 miliardi di Euro di valore della produzione delle colture di interesse agro-alimentare e dei servizi eco-sistemici”, si legge in un comunicato stampa della Federazione Apicoltori Italiani.

Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo dare un contributo: smettere di recidere i fiori selvatici, che sono sbocciati nella nostra penisola durante il lockdown, e piantarne altri, così da dare una speranza alle api e invadere la nostra penisola con mille sfumature di colori e odori.

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Il Decreto Rilancio è ufficiale: da oggi i bonus sono realtà

Mer, 05/20/2020 - 09:07

Il decreto Rilancio con tutte le attesissime misure per la ripresa dell’economia italiana di cui si parla da giorni è finalmente operativo, con i suoi bonus, agevolazioni e permessi. Il decreto legge 34/2020 (“Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ieri, 19 maggio.
Molte norme sono immediatamente operative (per esempio ulteriori proroghe per i versamenti fiscali, sospensione dell’Irap per le aziende, ecc). mentre per altre si dovranno attendere i decreti di attuazione (sembra 98!) che daranno le indicazioni operative.

Tante novità

Il pacchetto di misure – 55 miliardi di indebitamento e 155 miliardi di saldo netto da finanziare – finanzia nuovi interventi per famiglie, lavoratori e aziende. In due-tre giorni arriveranno i 600 euro per i 4 milioni di lavoratori autonomi assegnatari, ha spiegato il ministro dell’ Economia Roberto Gualtieri, mentre già da oggi è possibile richiedere ad esempio i 1.200 euro per il bonus baby sitter o per i centri estivi per i figli. Partono a giugno invece i contributi a fondo perduto per le imprese e la terza tranche fino a 1.000 euro per gli autonomi.

Reddito di emergenza per le famiglie

Le famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19, non coperte dagli altri sussidi, possono richiedere all’Inps, entro giugno, da 400 a 800 euro, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Il denaro a cui si ha diritto arriverà per 2 volte, ognuna pari all’ammontare riconosciuto. È necessario avere la residenza in Italia e un reddito familiare ad aprile 2020 inferiore a una soglia di Rem spettante. Isee inferiore a 15mila euro. Bisogna rientrare in un patrimonio mobiliare familiare inferiore a 10mila euro nel 2019, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20mila euro.

Lavoro agevolato per i genitori

Si conferma che i genitori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni hanno diritto a svolgere il lavoro agile da remoto fino al termine dello stato di emergenza. Ma: nel nucleo familiare non deve esserci un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito. E nel nucleo familiare non deve esserci un genitore non lavoratore. Dunque, se non si usufruisce di sostegni economici, hanno diritto al lavoro da casa anche entrambi i genitori lavoratori.

I congedi parentali (con stipendio pari al 50% della retribuzione) sono aumentati fino a un massimo di 30 giorni per lavoratori dipendenti del settore privato con figli di età sotto (o di età pari a) i 12 anni. In alternativa, i genitori possono cumulare il bonus baby sitter da 600 euro del Dl Cura Italia, che diventa così di 1.200 euro per chi non l’ha ancora ottenuto. Il budget può essere speso anche per i centri estivi e i servizi integrativi all’infanzia.

Bonus vacanze fino a 500 euro

Il bonus per tentare di sostenere il turismo è di 500 euro per le famiglie dai 3 componenti in su; 300 per una coppia e 150 per un single. Si può usare per alberghi e bed&breakfast da luglio e fino al 31 dicembre 2020, ma serve un Isee fino a 40mila euro.

Fisco in parte sospeso e via al bonus ristrutturazione

Rinviate al 1° settembre le notifiche delle cartelle esattoriali e la consegna di 8,5 milioni di atti di accertamento. Parte il superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica e per interventi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, che garantiscano “il miglioramento di almeno due classi energetiche da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape)”. Si ottiene così la detrazione del 110% delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Lo sconto fiscale per lavori è riconosciuto anche per le “seconde case”, a patto però che non siano villette unifamiliari.

Cancellazione Irap estesa

Cancellata la rata di giugno dell’Irap (saldo e acconto) a tutte le imprese fino a 250 milioni di euro di fatturato e ai lavoratori autonomi con un pari volume di compensi. Cancellati i vincoli previsti in un primo momento, e che limitavano il beneficio alle imprese che avessero subito una perdita di almeno il 33% nel fatturato. Nel dettaglio, si è esentati dal pagamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020. Rimane l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Bonus mobilità leggera

Da oggi al via anche il bonus che copre il 60% della spesa – per un rimborso massimo di 500 euro –  per acquistare ovunque (dunque anche “fuori zona”) bici, e-bike (pedalata assistita) e monopattini elettrici, ma anche segway, hoverboard e monowheel oppure abbonamenti a servizi di sharing purché non di veicoli inquinanti come le auto. Tutto questo vale per gli acquisti fino al 31 dicembre 2020 (salvo esaurimento dei fondi, arrivati ora a 120 milioni). Serve essere residenti maggiorenni di Città metropolitane e nei Comuni con più di 50mila abitanti. Questo bonus può essere richiesto per una sola volta. Previste anche riduzioni tariffarie per gli abbonamenti annuali, ordinari e integrati per i mezzi pubblici.

Dipendenti illicenziabili e proroga alla cassa integrazione

Prorogato lo stop ai licenziamenti economici ma anche per motivo oggettivo – individuali e collettivi – per altri tre mesi. Dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, i datori di lavoro possono invece utilizzare la cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 per una durata di 9 settimane, e dopo aver esaurito il periodo concesso potranno ottenere ulteriori 5 settimane. Utilizzate tutte le 14 settimane, dal 1 settembre al 31 ottobre potranno chiedere ulteriori quattro settimane di trattamento. Per i settori del turismo, fiere, congressi e spettacolo le 4 settimane si possono utilizzare anche prima del 1 settembre. Diventa più veloce la procedura per la Cassa in deroga: il datore di lavoro potrà rivolgersi direttamente all’Inps (e non più anche alla Regione) per ottenere un anticipo dell’assegno del 40 per cento in 15 giorni. Riconosciuti ai liberi professionisti  (titolari di partita Iva) mille euro per il mese di maggio, se dimostrano di aver perso almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 e ai Co.Co.Co che hanno cessato il proprio rapporto di lavoro.

Colf e badanti, 500 euro

500 euro di indennità mensile per i lavoratori domestici, con uno o più contratti di lavoro, per i mesi di aprile e maggio 2020, che alla data del 23 febbraio 2020 lavoravano per una durata complessiva di almeno 10 ore settimanali. Esclusi i lavoratori domestici conviventi con il datore di lavoro, o che avevano già beneficiato di altre indennità con il Dl Cura Italia.

Reddito di cittadinanza

Chi beneficiava del reddito di cittadinanza può stipulare contratti a termine, fino a 30 giorni, rinnovabili per 30 giorni, per un ammontare retributivo massimo di 2mila euro con datori di lavoro del settore agricolo, senza veder ridotti i propri benefici.

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Se sapessi davvero quanto costa mantenere un’auto… la venderesti

Mer, 05/20/2020 - 08:30

Chi possiede un’auto sottostima spesso i costi totali che sostiene. Se però ne prendesse atto, o se le cifre reali fossero fornite in maniera più trasparente, molto probabilmente si sbarazzerebbe di quell’automobile e sceglierebbe un tipo di mobilità più sostenibile, a partire dal trasporto pubblico.

Le auto private sono responsabili per circa l’11% delle emissioni di CO2 mondiali. Inquinano di più rispetto agli altri mezzi di trasporto. Inoltre, sappiamo bene che le fonti fossili ne alimentano la maggior parte e questo genera inquinamento dell’aria. In aggiunta, le auto sono la causa di traffico e incidenti. Notizie ben note, così come sono noti i tentativi di molte città di ridurre le emissioni agendo proprio sulla mobilità. In Ue dal 2021 in poi l’obiettivo medio di riduzione delle emissioni delle auto nuove sarà del 25% (da 130 gr di CO2/km del periodo 2015-19 si passerà a 95; attualmente la media è di 120 sulla base di dati del 2018 diffusi da Nature); i singoli Paesi intanto si impegnano ognuno con misure proprie, le città anche. Oslo ha diminuito il numero di parcheggi disponibili per disincentivare l’utilizzo delle auto, altre città puntano sull’elettrificazione della flotta dei mezzi pubblici o sulla progettazione di nuove piste ciclabili e tratti esclusivamente pedonali.

La cattiva notizia però è che oltre il 99% delle nuove auto vendute a livello mondiale sono ancora alimentate da fonti fossili. E tra il 2000 e il 2017 in Europa le auto di proprietà sono cresciute del 25%. La domanda di veicoli cresce, dunque. I motivi sono vari: le persone hanno guadagnato abbastanza da permetterselo, oppure il luogo di lavoro si è allontanato o non è raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici. Perché non scelgono un’auto elettrica? Una delle risposte è abbastanza prevedibile: l’ansia per la mancanza di un’infrastruttura di ricarica capillare alla fine scoraggia all’acquisto.

Possedere un’auto è davvero così eccitante?

In realtà l’automobile non è più per tutti uno status symbol come lo era nei decenni passati. I Millennials e la Generation X ad esempio hanno del tutto messo da parte il mito del possesso di un’auto da esibire. Le persone decidono di acquistare un’auto a seguito di considerazioni tutt’altro che deprecabili. Tra i parametri fondamentali di scelta sicuramente figurano i costi totali derivanti dal possesso di un’auto, che tuttavia vengono sempre sottostimati. Un altro elemento da considerare è la scarsa attrattiva dei mezzi alternativi: trasporto pubblico, car sharing, auto elettriche, bicicletta… e gambe!

Un’indagine su 6 mila cittadini tedeschi si è focalizzata proprio sui costi percepiti e sulla modifica del comportamento di acquisto nel caso la consapevolezza sui costi reali aumentasse. Questi i risultati:
– i costi vengono sottostimati di circa il 50%;
– avere informazioni sui costi reali renderebbe le persone disponibili a pagare il 22% in più circa il biglietto per salire su un mezzo di trasporto pubblico;
– informare le persone ridurrebbe il possesso di auto fino al 37% e ridurrebbe le relative emissioni del 23%.

In particolare, secondo la stessa indagine, i consumatori in media sottostimano i costi totali legati al possesso di un veicolo di 221 euro al mese, vale a dire del 52% dei costi reali. In pratica il costo totale reale è il doppio di quanto le persone pensano.
Sono stati anche analizzati i costi principali: carburante, svalutazione, riparazioni, tasse e assicurazione. In media, gli intervistati sono arrivati molto vicini alle cifre reali spese in carburante, ma hanno sottostimato le altre spese consistenti.

E se le persone riuscissero a calcolare perfettamente quanto costa un’auto?

La piena consapevolezza sui costi reali del possesso di un’auto si tradurrebbe, come dicevamo, in una scomparsa di circa il 37% dei veicoli sulle strade tedesche (quasi 176,6 milioni). Una riduzione simile porterebbe a vantaggi visibili in termini di traffico e qualità dell’aria. Le emissioni di CO2 si ridurrebbero ogni anno di circa 37 milioni di tonnellate, il 4,3% del totale in Germania e il 23% del totale delle emissioni connesse al settore trasporti. Vale la pena di sottolineare che, anche se più persone facessero ricorso al trasporto pubblico, le emissioni di questo settore non andrebbero ad aumentare di molto, anche perché comunque le emissioni pro capite per km sono notevolmente minori nel caso il cittadino scelga di viaggiare sui mezzi pubblici e non su un’automobile. Inoltre, è ipotizzabile che, se le persone acquistassero meno auto, il loro prezzo aumenterebbe e questo si tradurrebbe in un’ulteriore riduzione del loro numero sulle strade (di circa il 9%). Alla fine in Germania circolerebbero 4 milioni di auto in meno.
La crescita della domanda per il settore dei mezzi pubblici sarebbe invece dell’8-12%, mentre quella dei veicoli elettrici addirittura di circa il 73%.

Ma non è così semplice…

È inimmaginabile che una diffusione efficace di informazioni martellanti sui reali costi faccia scattare un’improvvisa presa di consapevolezza. Ma è assolutamente plausibile ritenere che ridurre il gap tra costi stimati e costi reali possa portare ad una lenta transizione dai veicoli tradizionali a veicoli meno inquinanti o al trasporto pubblico. Gli studiosi che si sono occupati dell’indagine propongono che le auto, al momento della vendita, riportino sui documenti di immatricolazioni anche questo tipo di informazioni.
Un ragionamento simile vale per le auto ma anche per altri beni che costano molto e dovrebbero durare a lungo, come frigoriferi o condizionatori. In Usa, Cina e Giappone inizia già a muoversi qualcosa in questo senso.
Anche le case automobilistiche che propongono veicoli a basso impatto ambientale e il trasporto pubblico, tuttavia, dovrebbero fare la loro parte, informando meglio sul tema dei costi.
Ma occorrerebbe identificare aziende indipendenti che certifichino quei costi, per evitare che vengano manipolati.
Da dove partire, dunque? Da una bella campagna di marketing, ad esempio. Una campagna contro l’acquisto di nuove auto inquinanti che faccia leva, oltre che sulle emissioni, sui costi che acquistare e mantenere un’auto davvero comporta.

Puoi consultare l’indagine completa, tabelle e conclusioni dettagliate qui

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Covid-19: nei Paesi Bassi via libera al “compagno di sesso” durante il lockdown

Mer, 05/20/2020 - 08:00

Nei Paesi Bassi è possibile per chi non ha un partner fisso avere un “compagno di letto” durante il lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19. A patto che la situazione venga gestita in modo responsabile da entrambi, si può scegliere un “seksbuddy” (sex buddy) con cui incontrarsi durante la quarantena.

Sì alle visite in casa, ma a distanza

Il consiglio arriva in via ufficiale dal Dutch National Institute for Public Health and the Environment, l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente, dopo le critiche sollevate dai singles perché secondo le regole in vigore stabilite a partire dal 23 marzo per il lockdown olandese, chi si reca in visita in casa d’altri deve mantenere una distanza di almeno 1,5 metri dagli abitanti dello stabile.

Raggiungere accordi “reciprocamente soddisfacenti”

Così l’Istituto ha suggerito a coloro che non hanno un partner sessuale fisso di raggiungere accordi “reciprocamente soddisfacenti” con individui affini, ammettendo che “ha senso che i singles possano desiderare di avere contatti fisici“.

Il tutto è possibile, precisa l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente, solo se la situazione viene gestita responsabilmente da entrambi i partner: “Incontra sempre la stessa persona per avere un contatto fisico o sessuale a condizione che tu sia libero da malattia – dice l’Istituto – e prendi accordi su quante altre persone vedete entrambi, poiché più soggetti incontrate, maggiore è la possibilità di diffondere il coronavirus“.

Autoerotismo in caso di sintomi

L’Istituto dispensa consigli anche per chi ha una relazione fissa con qualcuno con infezione da nuovo coronavirus o che ha sintomi riconducibili alla malattia: “Non fare sesso con il tuo partner se è a rischio infezione”, ammonisce. In quest’ultimo caso, precisa, meglio “darsi all’autoerotismo o al sesso ‘a distanza’, ad esempio masturbandosi insieme”.

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Guarda il video: Racconti del lockdown nel mondo

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Dl Rilancio: Mattarella ha firmato | Risalgono i contagi | Serie A, il via è più vicino

Mer, 05/20/2020 - 06:25

Il Sole 24 Ore: Dl Rilancio: Mattarella ha firmato, stasera in Gazzetta. Dal bonus casa alla proroga della Cig: le misure per famiglie e aziende – Il testo del decreto – Come trovare lo sconto sulle tasse locali – Video / Superbonus 110%, come funziona;

Tgcom24: In Italia aumentano i nuovi positivi, metà in Lombardia | Tornano a salire i decessi;

Il Messaggero: Zaia: troppa movida, chiudo spiagge bar e ristoranti se riparte il contagio. Boccia: «No mobilità per chi rischia»;

Corriere della Sera: Scontro sugli aiuti Ue: sono quattro i Paesi ostili. Conte parla con Merkel e Macron. L’idea, a sorpresa, del fisco comune;

Il Fatto Quotidiano: Sfiducia a Bonafede, alle 9,30 il dibattito in Senato. Delrio avverte i renziani: “Se passa, crisi di governo”. Di Maio: “L’esecutivo è solido e in Aula lo dimostrerà;

Il Mattino: Raggi pronta al bis:«In tanti me lo chiedono»;

La Repubblica: Serie A, il via è più vicino: sì ad allenamenti di gruppo. Spadafora: “Il 28 maggio decideremo sul campionato“. Uefa Alle federazioni più tempo per decidere come far ripartire i tornei;

Il Giornale: Il caffè? Ora si paga il doppio: tutte le stangate della Fase 2  ;

Il Manifesto: Agnelli tasse zero: dividendi gratis e «giochi fiscali»;

Leggo: Jacopo Bacis, morto a otto anni caduto dal terzo piano. Ipotesi choc: «Giocava a un videogame di realtà virtuale».

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Anziani: “Continuare il lockdown e non vedere i nipoti”

Mar, 05/19/2020 - 18:30

Il governo italiano ha esposto le regole della fase 2, descrivendo ciò che è ammesso o non ammesso in sostanza per una sola categoria di persone: gli adulti in salute.

Anziani e bambini, di cui ci occuperemo a breve, non hanno avuto dettagli pensati per loro.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Paolisso, geriatra e ricercatore all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, già membro dell’ISS e presidente della Società di Geriatria Italiana, cosa consiglierebbe a un ultra 70enne residente nelle aeree a maggior rischio e in quelle invece dove il virus ha avuto e continua ad avere una diffusione piuttosto scarsa. Chiaro che la cosa vale anche per persone più giovani, se hanno patologie pregresse.

Zone a minor rischio: “Mascherina ‘fresca’ e niente nipoti”

«L’anziano esca con il massimo rispetto dei criteri di sicurezza: mascherina sempre, sempre a distanza di sicurezza di 1,5 metri o meglio 2 dalle altre persone e, dato che andiamo verso l’estate, non uscire mai nelle ore di massimo assolamento», perché indossare una mascherina quando fa caldo è roba poco piacevole per tutti, può diventare pericolosa per un anziano.
Come gestire gli incontri con i parenti? «Serve molta cautela. Mai assembramenti, mai pranzi o cene tutti insieme, visite ristrette e in spazi adeguati: all’aperto o in locali ventilati. Tutti devono rispettare le distanze e indossare mascherine chirurgiche ‘fresche’», ovvero nuove: le mascherine chirurgiche come ha spiegato l’Iss a People for Planet danno la massima protezione a noi e agli altri, ma funzionano solo per 4 ore e non possono mai essere riutilizzate.
Tutto questo perché i positivi asintomatici in circolazione si stimano essere ancora molti e sono un rischio grave per gli anziani. «I bambini vanno tenuti lontani dagli anziani a mio parere ancora per un po’, valutando l’andamento dei contagi. Si sa che i bambini hanno pochissima sintomatologia, in più non sono testati né con tamponi né con test sierologici. È una questione, mi rendo conto, difficile da accettare. Ma se mi chiedete un parere è questo che mi sento di raccomandare, anche nelle zone a minor rischio».  

Zone a maggior rischio: “Mai uscire”

Nelle zone d’Italia ancora a maggior rischio, quelle alle quali è stato permesso riaprire più per motivazioni economiche e sociali che per una reale risoluzione del problema, come ad esempio la Lombardia e il Piemonte, «gli anziani farebbero bene a stare ancora a casa, perché il rischio è ancora troppo elevato. La spesa si dovrebbe trovare il modo di farla portare ad altri, limitando sempre gli ingressi in casa a persone note e accorte». Non uscire è un’ottima scelta, in questo caso, ma se non ce la facciamo più a restare in casa, siamo a rischio depressione o vogliamo sgranchirci le gambe (cosa molto importante, l’esercizio fisico, che anche in età avanzata mantiene basse le infezioni e alto l’umore e la salute: qui esempi di esercizi da fare in casa secondo la SIGG) «possiamo uscire per una passeggiata al mattino presto, diciamo fino alle 9, e la sera dopo le 7. No assoluto ai centri commerciali o ad ogni altra zona di assembramento.»

Cosa potremmo fare in più?

«La mancanza di compagnia è pericolosa come il virus: si può morire di solitudine», continua Paolisso. Un aspetto importante ma difficilissimo adesso. Il consiglio è quello di aiutare fin dove possibile gli anziani a digitalizzarsi, per parlare e vedere i famigliari via tablet, telefono o pc. Vanno educati a questo, e il governo potrebbe pensare anche a corsi di alfabetizzazione dedicata. In alternativa – come si sta facendo spesso all’estero ma non da noi – si potrebbero organizzare linee telefoniche dedicate, con personale qualificato, a tener compagnia agli anziani. In molti hanno notato infatti – compresa una vasta indagine americana – che paradossalmente la realtà è che gli anziani escono più spesso degli altri, proprio in cerca di compagnia

Rischio malnutrizione

«Accertiamoci che i nostri cari mangino cose fresche e varie. Se vivono da soli, in un momento di disagio, potrebbero essere tentati di non alimentarsi adeguatamente, anche per problemi di natura socio-economica o paura a uscire. Può anche succedere che i badanti abbiano paura di uscire e facciano una spesa frettolosa. Nel medio termine questo può riflettersi in una seria malnutrizione anche con gravi conseguenze».

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“Non ha senso proprio gnente se nun puoi stare con la gente”

Mar, 05/19/2020 - 18:12

Lettera al Padreterno letta da Paola Cortellesi

Paola Cortellesi ha postato sulla sua pagina Instagram un video dove recita una poesia in romanesco intitolata “Lettera al Padreterno”. «Della mia amica S, donna straordinaria che ogni giorno si prende cura degli altri e ogni tanto regala poesie».

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Della mia amica S, donna straordinaria che ogni giorno si prende cura degli altri e ogni tanto regala poesie.

A post shared by Paola Cortellesi (@paolacortellesireal) on May 6, 2020 at 6:55am PDT

Fonte: Instagram paolacortellesireal

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La fine di Covid-19? A metà agosto

Mar, 05/19/2020 - 18:07

Le regioni italiane saranno libere da contagi Covid-19 in periodi diversi, alcune già dai prossimi giorni, altre – come la Lombardia – dovranno aspettare agosto. Secondo le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, usciranno per prime dal contagio da Sars-CoV-2, ovvero riusciranno nell’intento di registrare zero nuovi casi, le due Province autonome di Bolzano e Trento, il 21 e 22 maggio. Allo stesso tempo sarà liberata dal virus la Calabria (22 maggio), l’Umbria (23 maggio), la Sardegna (24), la Basilicata (26) e la Valle d’Aosta (29).

Dubbi sul Molise

Si azzereranno i casi il primo giugno in Abruzzo, il 3 in Puglia e Campania, il 6 in Sicilia e Toscana, il 9 in Veneto, il 12 in Friuli Venezia Giulia e il 17 nel Lazio. Poi Emilia-Romagna (22), Marche (23), Liguria (24) e Piemonte (26). Mentre per il Molise, che ha sperimentato un andamento dei contagi molto particolare, tanto che la curva dei nuovi contagi è pressoché parallela all’asse orizzontale, pare per via di un affollato matrimonio Rom, è al momento “impossibile avanzare ipotesi”.

Lombardia ultima

Male, sempre male la “Lombardia, regione dalla quale sono partiti i primi contagi da Covid-19, per la quale secondo i dati attuali l’azzeramento dei nuovi casi non avverrebbe prima del 13 agosto“.

Tutto nelle nostre mani

Questa stima, che naturalmente dipenderà dal comportamento dei singoli, è stata fatta ipotizzando “un mantenimento della mobilità sociale a livelli estremamente contenuti, e sarà necessario rivederla alla luce dell’ultimo Dpcm che approva misure finalizzate all’attenuazione sostanziale di queste limitazioni”, hanno precisato gli esperti dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio.

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La semina della speranza (VIDEO)

Mar, 05/19/2020 - 17:45

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