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Brutti, sporchi e cattivi: puntata 38

Gio, 08/22/2019 - 09:29
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NASA: scoperti tre nuovi pianeti fra cui una nuova ‘super Terra’

Gio, 08/22/2019 - 09:11

Sono stati infatti scoperti ben tre nuovi mondi, fra cui una ‘super Terra’ dalle caratteristiche uniche!

Diversi mesi fa la NASA annunciò la scoperta di una nuova “super Terra”, Pi greco Mensae Cdi raggio doppio rispetto al nostro pianeta, con una massa 4,5 volte superiore e distante 60 anni luce da noi.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), telescopio spaziale ideato per ricercare pianeti extrasolari nell’ambito del Programma Explorer della NASA.
Le sorprese che il TESS ha in serbo per noi però non sono affatto finite.

Tramite un tweet di qualche giorno fa, la NASA ha infatti annunciato di aver individuato grazie al TESS tre nuovi corpi celesti, situati a livello del sistema GJ 357 orbitante intorno a una stella nana piccola e fredda (di tipo spettrale M).

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

Gio, 08/22/2019 - 07:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

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Nell’Artico ‘nevicano’ microplastiche

Mer, 08/21/2019 - 15:00

L’Artico è considerato uno degli ultimi ambienti incontaminati del mondo, ma una ricerca dimostra che non è più così.

Dopo aver trovato microplastiche nelle acque e sui fondali dell’Artico, ora il team di ricercatori dell’istituto tedesco Alfred Wegener, guidati da Melanie Bergmann e Gunnar Gerdts, ha scoperto che queste particelle inquinanti si trovano anche sullo strato più superficiale delle neve dei ghiacciai. Un dato che avvalla l’ipotesi secondo cui le microplastiche possono essere trasportate nell’atmosfera coprendo grandi distanze, come in passato è stato appurato per il polline. Questa scoperta preoccupa i ricercatori anche per un altro motivo: se le microparticelle sono nell’aria, allora è molto probabile che possiamo respirarle.

Continua a leggere e guarda il video su REPUBBLICA.IT – A cura di Valentina Ruggiu

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Quanto si stanno sciogliendo davvero i ghiacciai della Groenlandia?

Mer, 08/21/2019 - 13:00

La notizia che in Groenlandia si siano sciolte, in un solo giorno, undici miliardi di tonnellate di ghiaccio ha creato grande allarme tra gli esperti e nell’opinione pubblica. Ma qual è la situazione reale? I dettagli 

Secondo quanto riportato da Agi, quasi il 60% della calotta glaciale groenlandese ha perso, il 31 luglio 2019, un millimetro di spessore di ghiaccio, subendo il peggior scioglimento – complice l’ondata di caldo record di quei giorni in Europa – dal 2012.

Ma quanto è importante la calotta glaciale groenlandese e qual è attualmente la situazione? Andiamo a vedere i dettagli.

Come avevamo scritto in un nostro precedente articolo sul tema, sono 15 milioni i chilometri quadrati coperti dai ghiacci sulla Terra, circa il 10% delle terre emerse, e se questa massa di ghiaccio si sciogliesse integralmente il livello dei mari si alzerebbe di circa 70 metri.

La maggior parte si trova nello strato glaciale (ice sheet) che ricopre l’Antartide e la Groenlandia, ma l’isola è seconda a grande distanza rispetto al continente antartico. Se si sciogliesse la calotta glaciale che ricopre il Polo Sud, secondo uno studio accademico del 2018 in proposito, il livello delle acque si alzerebbe infatti di 58,3 metri, mentre se si sciogliesse solo quella groenlandese i mari salirebbero di “solo” 7,4 metri. Terzi in classifica arrivano i ghiacciai alpini che, se si sciogliessero integralmente, farebbero innalzare le acque di 41 centimetri.

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I Casanova degli emoji

Mer, 08/21/2019 - 11:36

Uno studio su Plos dimostra che chi ne fa largo uso ha una vita sentimentale più attiva. Gli psicologi: “Aiutano a creare l’intimità con il potenziale partner”

Un tempo si spedivano i fiori. Poi, sono arrivati gli sms. Ora per avere un appuntamento basta qualche emoji. Anzi, chi più ne fa uso oggi sembra avere una vita sessuale più attiva. Lo dimostra uno studio della Kinsley Institute su abitudini e relazioni intessute attraverso i social media che – da Whatsapp a Tinder – sono ormai parte integrante della nostra vita sociale.

Così, studiando il corteggiamento digitale, gli psicologi esperti di “amore, sessualità e benessere” dell’Università dell’Indiana hanno visto che per la maggior parte delle persone intervistate un uso frequente degli emoji coincideva con un maggior successo nelle conquiste. Se la persona con cui parliamo è un potenziale partner, insomma, le faccine sembrano essere di grande aiuto nel far sbocciare un amore. O comunque nel creare i presupposti perché si passi ai fatti.

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L’Italia trasformata in un “social media reality show”

Mer, 08/21/2019 - 11:22

NEW YORK TIMES (Usa) “Il caos si è trasformato in incertezza”. Finisce così il governo più “nazionalista, populista e anomalo” che l’Italia abbia conosciuto negli ultimi decenni.
I leader di Movimento 5 Stelle e Lega “hanno trasformato il Paese in un social media reality show”.  “Nel frattempo il Paese è diventato sempre più isolato in Europa e la situazione finanziaria si è progressivamente aggravata”: crescita zero e un debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro, con lo spread tra titoli italiani e tedeschi che è rimasto alle stelle per tutta la durata dell’esecutivo.
L’Italia “indebolita finanziariamente e sempre meno influente all’estero” si ritrova nel bel mezzo di un “disastro creato con le proprie mani”.

CNN (Usa): “In un discorso di un’ora, Conte ha lanciato un caustico attacco a Matteo Salvini, il ministro dell’Interno e leader della Lega, che era seduto giusto alla sua destra”

LIBERATION (Francia) “Giuseppe Conte sbatte la porta ma mantiene la posizione.” “Spinto lo scorso anno alla presidenza del Consiglio su proposta del M5S, questo professore universitario senza alcun mandato politico ha sempre sostenuto che questa esperienza alla guida della coalizione populista sarebbe stata temporanea e avrebbe quindi ripreso la sua vita professionale. Ma all’età di 55 anni, Conte potrebbe dover cambiare idea. Alla fine di luglio, solo pochi giorni prima della pausa decisa da Salvini, il governo Conte era ancora supportato dal 54% degli italiani, al presidente del Consiglio era stato personalmente attribuito il 58% delle opinioni favorevoli, prima di tutti gli altri politici. Assumendo il ruolo di arbitro, apparendo – con i suoi modi educati e il suo stile sobrio – come baluardo contro gli eccessi dei suoi due vice-premier anti-sistema, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Giuseppe Conte si è imposto all’opinione pubblica come una sorta di garante del governo. Soprattutto a livello internazionale, l’avvocato Conte ha lavorato regolarmente per rassicurare i partner di Roma, in particolare in Europa.”

LE MONDE (Francia): “L’Italia non ha più un governo. L’alleanza inedita tra il partito di estrema destra, la Lega, ed il movimento antisistema M5S vive dunque la sua ultima giornata alla guida dell’Italia”.

LE FIGARO (Francia): “Dopo un discorso accusatore e molto duro contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, definito ‘irresponsabile’, il premier Conte ha annunciato le sue dimissioni mentre l’Italia attraversa una crisi di governo”.

BBC (Gran Bretagna): “Dopo un feroce attacco al partner della coalizione, Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte ha detto che presenterà le dimissioni. Conte ha definito Salvini ‘irresponsabile’ per aver creato una nuova crisi politica in Italia per interessi personali e di partito'”.

GUARDIAN (Gran Bretagna): “Conte si è dimesso dopo aver attaccato Salvini come ‘opportunista’ per aver scatenato la crisi di governo che potrebbe avere ‘serie conseguenze’ per l’Italia. Conte, solitamente mite, ha alzato la posta contro Salvini nel weekend, accusandolo di slealtà e di essere ‘ossessionato’ con la chiusura dei porti ai migranti”.

EL PAIS (Spagna): “Il primo ministro italiano annuncia le dimissioni e chiama ‘irresponsabile’ Salvini per aver provocato la crisi di governo… Mattarella dovrà adesso avviare le consultazioni con i leader dei partiti per vedere se c’è la possibilità di formare un nuovo governo o, al contrario, se è necessario anticipare il voto, come chiede Salvini”.

EL MUNDO (Spagna): “Il premier italiano Giuseppe Conte ha annunciato in senato le sue dimissioni come capo del governo. Conte evita così di sottoporsi alla mozione di sfiducia che aveva sollecitato il vice premier Matteo Salvini per forzare la caduta del governo ed arrivare ad elezioni anticipate”.

DAILY SABAH (Turchia): “Il primo ministro Conte annuncia che si dimetterà, accusa Salvini per la crisi di governo in Italia”.

AL JAZEERA (Qatar): “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte attacca Salvini e annuncia che si dimetterà”.

BILD (Germania): “Il primo ministro Conte si dimette, governo nel caos”

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (Germania): “Il primo ministro Conte annuncia le dimissioni dopo un discorso molto critico contro Salvini, accusato di irresponsabilità”.

Fonte immagine: Faz.net

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Mimmo Lucano e l’esilio da Riace: “Non voglio carità, ma giustizia”

Mer, 08/21/2019 - 11:08

Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui”- A lanciare la raccolta firme, via Facebook, è il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese, per il quale vige il divieto di dimora nella città amministrata per tre mandati

Intervenire “urgentemente” per consentire a Mimmo Lucano “di poter tornare nel comune di Riace” per un ultimo saluto all’anziano padre malato. È la richiesta contenuta in una petizione su Change.org indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A lanciarla, via Facebook, il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese. A sostegno di Lucano si schiera su twitter Nicola Zingaretti, segretario del Pd: “Caro Mimmo, ti sono vicino e mi unisco alla mobilitazione del Comitato Undici Giugno per garantirti quello che per me è un diritto umano, fare visita a tuo padre in fin di vita. Siamo con te”.

Nella petizione si ricorda come Lucano,primo cittadino per tre mandati consecutivi, “dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri , è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace poi, misura quest’ultima ancora efficace”. Continua a leggere (Fonte: Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui – ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

Dalla stampa nazionale:

Tanti gli appelli in favore di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace esiliato che non può tornare in paese per stare con il padre morente.

“Mimmo Lucano ha il diritto di poter tornare a Riace per riabbracciare per l’ultima volta suo padre anziano, malato e in fin di vita”, scrive su Facebook Roberto Saviano. “Mi unisco all’appello del “Comitato Undici Giugno” perché sia immediatamente consentito a Mimmo Lucano di rientrare nella sua città – continua lo scrittore – Mimmo è un uomo esiliato, tenuto lontano dalla sua terra e dai suoi affetti. Nel processo in cui è coinvolto, la Cassazione ha demolito l’ordinanza del Riesame, ma l’esilio è stato confermato e ora è di nuovo al vaglio della Suprema Corte”.

(…)C’è poi il tweet di Giuseppe Fiorello, protagonista della fiction sul modello Riace che è stata cancellata dalla Rai: “Camorristi, mafiosi, politici corrotti, evasori ai domiciliari o la libertà totale e, in alcuni casi addirittura sui banchi del parlamento, #mimmolucano invece non può nemmeno stringere la mano del padre nel momento più duro dell’esistenza umana, l’addio alla vita. Vergogna!”. Continua a leggere (Fonte Roberto Saviano: “Mimmo Lucano ha il diritto di riabbracciare il padre in fin di vita” – REPUBBLICA.IT)

  • “Riace non si arresta!” il video di People For Planet sulla manifestazione di sabato 6 ottobre 2018 contro l’arresto del Sindaco Domenico Mimmo Lucano alla quale hanno partecipato oltre 5.000 persone. (Fonte: Riace non si arresta PEOPLEFORPLANET.IT)
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Brutti, sporchi e cattivi: puntata 37

Mer, 08/21/2019 - 09:29
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Pellicola alimentare? Se la conosci, non ti fa male

Mer, 08/21/2019 - 07:00

Alzi la mano chi non le usa: le pellicole trasparenti sono comodissime per isolare i cibi e mantenerli freschi più a lungo, permettono di riconoscere immediatamente cosa abbiamo incartato e controllarne lo stato. Non da ultimo, isolano dagli odori.

Tuttavia si tratta di plastica, uno dei materiali meno conosciuti per i suoi effetti sulla salute, anche perché alcune sostanze plastiche potenzialmente dannose possono migrare nel cibo a seconda del genere di conservazione, e dunque non a tutti sono chiare le mille regole da seguire per usarli in (presumibile) sicurezza. Ad esempio le pellicole possono rilasciare sostanze dannose al variare della temperatura (come quasi tutte le plastiche: motivo per cui sarebbe bene non metterle in lavastoviglie), oppure a seconda dei cibi che contengono, ad esempio i grassi (un discorso simile si applica all’alluminio). Generalmente le pellicole sono a base di polivinilcloruro (PVC), prodotte e utilizzate da decenni, ma a maggior rischio; oppure a base di polietilene (PE), relativamente più recenti, più costose, meno performanti e meno pericolose.

Il PVC, che ha un’aderenza perfetta, un’ottima resistenza, e una bassa permeabilità, può rilasciare cloruro di vinile, un noto cancerogeno, mentre gli ftalati, aggiunti al polimero durante la produzione per dare elasticità, sono interferenti endocrini che, in caso di contatto con alimenti oleosi o grassi, tendono a fuoriuscire migrando nel nostro alimento. Generalizzando molto, possiamo dire che la pellicola in PVC non è adatta per avvolgere burro, margarina, cioccolato, sottoli o formaggi. Nessun problema invece per alimenti conservati sotto sale o cibi acidi (al contrario dell’alluminio), e via libera al PVC anche per frutta, verdura e pesce.

La pellicola in PE è più sicura, ma meno aderente e flessibile, quindi isola meno gli alimenti ed è praticamente inutile per gli alimenti secchi. Si adatta bene a salumi, insaccati, formaggi e carni.

Ma come sappiamo se la pellicola che stiamo scegliendo è in PE o in PVC? Solo per la buona volontà delle aziende produttrici, che possono indicarlo o meno sulla confezione: infatti la legge non impone regole. Il nostro consiglio è di valutare l’acquisto delle pellicole – molto più care, ma lavabili e riutilizzabili davvero a lungo – a base di cere d’api, oggi prodotte in modo sostenibile da molte aziende.

Nessuna delle pellicole in plastica trasparente oggi in commercio può essere impiegata nel forno, ovviamente, dove molti di noi usano le carte da forno per cuocere i cibi senza farli aderire. La carta da forno è composta da polpa di cellulosa ricoperta da uno strato di silicone, che la rende impermeabile, antiaderente e resistente a temperature sino a 220°C. Oltre questa temperatura la carta si annerisce e può essere dannosa per la salute.  

Immagine di copertina: Fonte https://pianetadelleidee.altervista.org/2017/12/dove-si-butta-la-pellicola-gli-alimenti.html

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Trump vuole comprare la Groenlandia

Mar, 08/20/2019 - 15:00

Comprare la Groenlandia «per gli Stati Uniti sarebbe bello strategicamente». Sembra una battuta ma non lo è, il presidente americano Donald Trump ha confermato il suo interesse per l’acquisto del territorio autonomo danese della Groenlandia: «Sarebbe in sostanza un grande affare immobiliare». L’interesse era trapelato venerdì scorso, quando da un’indiscrezione del Wall Street Journal aveva riferito che Trump si era informato «ripetutamente» con i suoi collaboratori – anche se «con vari gradi di serietà» – sulla possibilità che gli Usa acquistino l’isola. Tanto era bastato perché, sempre venerdì, con una dichiarazione ufficiale il governo danese commentasse: «La Groenlandia non è in vendita». La premier Mette Frederiksen ha definito «assurdo» l’interesse del presidente americano: «La Groenlandia non è danese. La Groenlandia appartiene alla Groenlandia», ha spiegato Frederiksen al quotidiano Sermitsiaq. «Spero vivamente che non faccia sul serio». 

L’operazione prospettata dalla Casa Bianca richiama alla memoria la vicenda dell’Alaska, che nel 1867 gli Usa acquistarono dalla Russia. La Groenlandia è un’isola situata nell’emisfero boreale per tre quarti il suo territorio si trova a nord del Circolo Polare Artico. Di notevoli dimensioni (è la seconda isola più grande del mondo, subito dopo l’Australia) la Groenlandia è vista come una risorsa per il futuro: dallo sfruttamento delle sue ricchezze ittiche e minerarie a quello di terra abitabile nel caso si realizzassero i più estremi scenari legati ai cambiamenti climatici, sono molti gli aspetti che la rendono appetibile agli occhi delle potenze mondiali. 

Intanto in Groenlandia prosegue un’estate con temperature record fino a 22 gradi, con risvolti sull’ambiente disastroso quanto inattesi: 12 miliardi di tonnellate d’acqua riversate in mare in un solo giorno a seguito dello scioglimento dei ghiacciai. Le immagini aeree trasmesse dai media sulle condizioni dell’area intorno al paese di Kangerlussuaq sono impressionanti, nel solo mese di luglio (il più caldo dal 2012) si sono riversate nell’oceano 197 miliardi di tonnellate d’acqua. 

Il 2 agosto, a 3200 metri, nel cuore della Groenlandia, nel punto più alto della calotta glaciale dell’isola nella stazione chiamata Summit, si sono registrati 4.7 gradi centigradi. Un record assoluto che ha stracciato quello precedente di 2.7 gradi, rilevato addirittura il giorno prima, l’1 agosto. Per meglio comprendere la rapidità del fenomeno, basta pensare che, tra l’1 e il 2 agosto, nelle acque intorno alla Groenlandia, a causa della fusione dei ghiacci, si è riversata una quantità di acqua sufficiente a coprire l’intera Florida: 10 miliardi di tonnellate.

I 10 miliardi di tonnellate d’acqua hanno contribuito ad alzare il livello dei mari di circa 0.5 millimetri, un dettaglio tutt’altro che trascurabile se sommato all’innalzamento medio annuale di circa 3.2 millimetri. Tutto ciò comporta una maggiore probabilità di inondazione di zone costiere in occasione di tempeste ed uragani e i primi a scontarne i rischi sono ovviamente gli abitanti della Groenlandia, che già nel 2017 avevano dovuto subire uno tsunami per via di un terremoto di magnitudo 4 che causò morti, feriti e i dispersi in numero ingente, specie se rapportato alla bassissima densità del territorio. La popolazione sull’isola, pari a circa 57.000 abitanti, vive prevalentemente lungo i fiordi della costa sud-occidentale ed è composta per la stragrande maggioranza da inuit, noti anche come eschimesi. Date le condizioni climatiche e idrogeologiche del suolo, in Groenlandia la maggior parte delle case sono poco più che dei prefabbricati senza fondamenta e poco basta perché il suolo venga dilavato e tutto venga distrutto. Durante lo tsunami, il centro abitato più colpito fu Nuugaatsiaq, a soli 230 metri sul mare, a 4 chilometri da esso. Niente a che vedere con le Golden Tower a cui ci ha abituati Trump, che per il momento scherza via Twitter: «Prometto, non costruirò grattacieli in Groenlandia».

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Ideato un elettrodo che stimola il nervo ottico

Mar, 08/20/2019 - 13:00

Può inviare informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. Il funzionamento della nuova tecnologia, sviluppata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal Politecnico federale di Losanna è stato testato con successo sui conigli.

 ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico federale di Losanna (Epfl) hanno sviluppato OpticSeline, uno speciale elettrodo che in futuro potrebbe aiutare i non vedenti a svolgere le attività quotidiane: una volta inserito all’interno del nervo ottico, è in grado di stimolarlo inviando informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. I risultati dei primi test, condotti con successo sui conigli, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista di settore Nature Biomedical Engineering e potrebbero portare presto a una sperimentazione sull’uomo. “Da un punto di vista puramente tecnologico, potremmo iniziare i test clinici anche domani”, dichiara Diego Ghezzi, professore di neuroingegneria presso il Politecnico federale di Losanna.

Un valido supporto per i non vedenti

La versione di OpticSeline utilizzata per condurre i test sui conigli è composta da un fascio di 12 elettrodi molto sottili. Quella destinata all’uomo, invece, potrebbe contenerne fino a 60: si tratta di un numero troppo limitato per restituire completamente la vista ai non vedenti, ma sufficiente a fornire loro un valido aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane. “Crediamo che la stimolazione intraneurale possa essere una valida soluzione per molti dispositivi neuroprostetici mirati al recupero della funzione sensoriale e motoria”, dichiara Silvestro Micera, ricercatore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa. In passato questa tecnologia è già stata impiegata con buoni risultati nelle mani artificiali destinate ai pazienti amputati.

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Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay 

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Trump conferma il suo interesse verso la Groenlandia

Mar, 08/20/2019 - 10:34

Secondo un’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, Donald Trump vorrebbe comprare la Groenlandia dalla Danimarca. Tra chi afferma che sia il regalo di Natale per la moglie Melania a chi invece ipotizza che il presidente americano abbia come obiettivo a Risiko la conquista del Nord America e dell’Oceania, ecco come gli utenti su Twitter hanno ironicamente reagito alla notizia

Fonte: La Repubblica

Dalla stampa nazionale:

La Groenlandia finirà come l’Alaska? L’amministrazione americana continua a mostrare interesse a un eventuale acquisto dell’Isola autonoma della Danimarca. Eppure dopo le prese di posizione della premier danese Mette Frederiksen: “Conversazione assurda” e del primo ministro della Groenlandia, Kim Kielsen: “La Groenlandia non è in vendita“, Trump pubblica un tweet, poco serio, con un fotomontaggio. “Prometto di non realizzarla”, con riferimento alla Trump Tower.

Che Usa e Groenlandia abbiano una buona collaborazione è risaputo. Nonostante le frasi shock sull’eventuale acquisto della grande isola da parte degli Usa, l’amministrazione autonoma della Groenlandia aveva risposto in maniera serena: “Abbiamo una buona cooperazione con gli Usa e consideriamo il paese come espressione di grande interesse per gli investimenti nel nostro paese. Ma ovviamente la Groenlandia non è in vendita”. Mire immobiliari che avevano irritato la giovane Ministro di Stato della Danimarca Mette Frederiksen che, appurati i reali interessi del tycoon, ha deciso di recarsi nell’isola artica per lanciare un chiaro monito al presidente americano. Al fianco del primo ministro della Groenlandia, Kim Kielsen, Mette ha visitato il Comando Artico congiunto di Nuuk e definito gli Stati Uniti come stretti alleati pur precisando che: “Nessuno deve decidere per noi, dobbiamo essere rispettati e i nostri interessi devono essere prima di tutto“. Un messaggio chiaro, che sembra aver raggiunto Trump. La risposta del presidente è con un tweet tra il serio e il faceto.

Continua a leggere (Fonte: Donald Trump e il giuramento via tweet: “Prometto di non costruirla (la Trump Tower) in Groenlandia– RAINEWS.IT)

Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia. Ha detto che sarebbe «un grande affare immobiliare», ma ha aggiunto che al momento non è una priorità degli Stati Uniti (…)

Trump per motivare la sua idea ha aggiunto che la Groenlandia sta pesando molto negativamente sull’economia della Danimarca. «Sarebbe un grande affare immobiliare. Ci si possono fare molte cose. La Danimarca sta perdendo quasi 700 milioni di dollari all’anno per sostenerla. […] Strategicamente per gli Stati Uniti sarebbe molto bello, siamo un grande alleato della Danimarca, proteggiamo la Danimarca e aiutiamo la Danimarca e lo faremo». Trump ha anche detto che a settembre visiterà la Danimarca nel corso di un viaggio istituzionale in Europa, ma che non lo farà per discutere dell’acquisto della Groenlandia.

(…) Secondo le fonti sentite dal Wall Street Journal, per Trump un’acquisizione della Groenlandia sarebbe una specie di eredità da lasciare al paese, un po’ come l’inclusione dell’Alaska portata a termine da Dwight Eisenhower nel 1959. L’idea era stata accolta con un misto di attesa e preoccupazione nello staff di Trump, secondo il Wall Street Journal, perché non si è capito quanto in là voglia spingersi davvero Trump con questo progetto.

Non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti provano a comprare l’isola: era già stata presentata un’offerta da 100 milioni di dollari nel 1946, e un’altra volta c’era stato un tentativo nel 1867. In quelle occasioni, la Danimarca aveva rifiutato di vendere, e non ci sono indicazioni che l’orientamento del paese sia cambiato. Continua a leggere (Fonte: Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia – ILPOST.IT)

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​Etna, nubi illuminate da luna e lava

Mar, 08/20/2019 - 09:35

Una foto spettacolare. Nubi fantastiche, dalla forma che ricorda quella di una lente, sono sospese sull’Etna irrequieto, segnato dalla lava mentre nel cielo la Luna incontra la stella Aldebaran: arriva dalla Sicilia lo scatto selezionato dalla Nasa come foto astronomica del giorno (Astronomy Picture of The Day, Apod). È la quarta foto italiana ad aggiudicarsi il primato negli ultimi cinque mesi e la terza scattata dalla Sicilia. L’autore, rende noto l’Unione Astrofili Italiani (Uai), è l’astrofotografo siracusano Dario Giannobile. Non è la prima volta che l’Etna incanta la Nasa: nel settembre 2018 un’altra astrofografa siciliana, Marcella Giulia Pace, aveva immortalato la Luna, gigantesca per via di un’illusione ottica, contro la lava del vulcano.

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Brutti, sporchi e cattivi: puntata 36

Mar, 08/20/2019 - 09:29
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Gimondi è stato un pezzetto di storia d’Italia

Mar, 08/20/2019 - 07:00

Paolo Conte la canzone la scrisse per Gino Bartali. Una canzone bellissima per un italiano da esportazione che ha fatto la storia in sella a una bicicletta e non solo. Ma i versi ciclisticamente più famosi di quel brano, si addicono a un altro italiano che se n’è andato la scorsa settimana. Felice Gimondi il più forte ciclista mai nato in Italia dopo Coppi e appunto Bartali. Fu lui nel Tour del 1965 a far incazzare i francesi, per dirla alla Conte, che avrebbero voluto vedere il loro Poulidor finalmente vincitore a Parigi (non ha mai vinto il Tour, pur essendo salito otto volte sul podio, e non ha mai indossato la maglia gialla: una vera dannazione la sua).

Alla sua prima esperienza, Gimondi vinse il primo e unico Tour della sua carriera. Ma, soprattutto, Gimondi ha segnato oltre dieci anni di storia del Paese. È rimasto nell’immaginario degli italiani non solo perché era un ciclista molto forte ma per lo stile con cui ha sempre contraddistinto la sua esistenza. Ha vissuto come andava in bici: sempre elegante, sobrio, senza sbavature. Non si ricorda di lui una parola sopra le righe, e non perché fosse ipocrita. Perché c’è sempre un modo cortese di esprimere i pensieri, e Gimondi lo utilizzava.

Eppure a Gimondi non mancavano i motivi per essere un arrabbiato. Il destino gli mise sulla strada il più grande talento del ciclismi di tutti i tempi: Eddie Merckx il cannibale. Senza il belga, Gimondi avrebbe vinto molto di più. Eppure lui ha continuato a lottare, senza perdersi d’animo. E quando è riuscito a sconfiggerlo, è stata una soddisfazione ancora più grande. Una delle vittorie più celebrate di questi giorni è stato il Mondiale del 1973, a Barcellona. Nove anni prima del Mondiale vinto dall’Italia di Bearzot, sempre in Spagna.

Il parallelo non è casuale. Perché quel giorno se lo ricordano tutti. La morte di Gimondi lo ha dimostrato, anzi lo ha confermato. Ha confermato quanto le sue imprese fossero state seguite. L’Italia quel giorno festeggiò la vittoria in volata su Merckx e l’altro belga: Freddy Mertens. Gimondi non si diede per vinto, lui che allo sprint non era certo Cipollini, e approfittò della rivalità interna. Un momento che improvvisamente è tornato alla memoria di tutti. E che ciascun appassionato di ciclismo, anche quelli troppo piccoli per ricordare o ancora non nati, ha guardato decine di volte. Battere Merckx. Come battere il Brasile a calcio.

L’Équipe, il quotidiano sportivo francese che in prima pagina ha al massimo quattro notizie, aveva la morte di Gimondi subito sotto la notizia principale. El Paìs, quotidiano spagnolo, gli ha dedicato una pagina. Anche all’estero hanno ricordato il ruolo di sua madre nella passione per la bicicletta. Madre che sfidò i tempi, allora era considerato un disonore per una donna salire in sella. Era ben più che disdicevole. Lei non se ne curò. Gimondi, evidentemente, ne ereditò la cocciutaggine. Che gli ha fatto vincere un Tour, tre Giri, una Vuelta, un Mondiale, una Milano Sanremo. E, soprattutto, gli ha fatto guadagnare il rispetto degli appassionati di sport e di ciclismo. Aveva talento, molto talento, e con l’esempio ha dimostrato che il solo talento non basta. Altrimenti avrebbe vinto soltanto quel Tour conquistato a 23 anni. 

Immagine di copertina: Piastrella del Muretto di Alassio autografata da Felice Gimondi – Fonte Wikipedia

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La vita a rate

Lun, 08/19/2019 - 15:00

Nella frenesia dei tempi moderni nessuno più si domanda o si rende conto di quanti prestiti, piccoli o grandi, stiamo cumulando… Già, la nostra vita sta diventando sempre più una vita a rate, una vita in prestito. Ma l’affare chi lo sta facendo?
Ci sono famiglie che hanno impegnato più di quello avrebbero potuto: persino le cure sanitarie si cominciano a pagare a rate. Perché? È tutto casuale, segno appunto dei tempi moderni – come piace dire a qualcuno – oppure è una tentazione in atto da decenni, attraverso una sapiente operazione di marketing, per sostituire i tuoi diritti (il lavoro, la giusta retribuzione, la privacy…) con loro concessioni?
Il mondo della finanza, con i suoi prodotti sempre più sofisticati ci sta spingendo a un progressivo indebitamento per poi accusarci proprio di non potercelo mantenere. E allora, quando non ce la fai più, ecco il patatrac: sei disposto ad accettare qualsiasi umiliazione dei tuoi diritti pur di non saltare. Vale per le famiglie, per le imprese, per i commercianti. E persino per lo Stato.

Gianluigi Paragone – La vita a rate –

Questo è un estrapolato del libro “La vita a rate” di Gianluigi Paragone, oltre che ad essere la semplice verità.

È dagli anni novanta che ci dicono che tutto è possibile anche al di sopra delle nostre capacità reddituali, che ci portano sulla soglia dei beni voluttuosi e ci dicono che possiamo colmare la distanza economica, il gap, con una differenza rateale.

Guadagno 1.000 ma posso permettermi la macchina di 100.000 perché dilaziono il pagamento; stessa cosa per la casa (bene di prima necessità), per il telefono, per il televisore, per le vacanze.

Gli acquisti a rate sono un fardello gravoso per il budget familiare, presentano rischi legati ai prodotti che li agevolano (tipo carte revolving) e, soprattutto, perché fare debito per consumare è un comportamento nocivo. Più mi indebito, più pagherò un conto salato in futuro.

Chiariamo subito un concetto: non sono contrario al credito. Nell’economia moderna è uno strumento utile quando è destinato alla produzione e alla creazione di ricchezza attraverso l’attività professionale o d’impresa: prendendo a prestito un certo capitale su cui paga un determinato interesse, un’azienda sa che investendolo può ottenere un ritorno superiore all’interesse pagato sul prestito, accrescendo così la ricchezza complessiva dell’impresa stessa.

Situazione completamente diversa, invece, è il credito al consumo per i cittadini, che in questo caso non fanno un debito per investire nella produzione di maggiore ricchezza, ma solo per consumare. Pertanto il loro debito non sarà altro che un pegno, un vincolo sulle loro entrate future, perché stanno «vendendo» il loro benessere futuro a chi gli fa credito per acquistare, per esempio, il megatelevisore, l’aspirapolvere di ultima generazione o lo smartphone griffato.

In questo gioco del credito (al consumo) a voi sembra che vincano tutti: il negoziante che vende di più, la finanziaria con gli interessi, il consumatore che può arrivare a ciò che non potrebbe permettersi. Sbagliato.

Ogni fenomeno finanziario è a somma zero, c’è chi vince e c’è chi perde. Qui a perderci c’è solo il consumatore. Il cittadino non chiede credito per produrre ricchezza ma per consumare, quindi non c’è un investimento ma un pegno, un vincolo sulle entrate future, vendono il loro futuro a chi gli fa credito.

Immaginatevi a vendere le vostre future ore di lavoro per acquistare un televisore, è così.

Conosco gente che paga rate mensili uguali o superiori al proprio stipendio, altri che vogliono rimodulare i loro debiti perché non riescono a sostenerli. Queste persone sono schiavi, schiavi per un televisore.

Sapete perché i prodotti che acquistate a rate costano meno? Come mai i rivenditori il più delle volte insistono affinché li compriate in questo modo? Perché ci guadagnano. Le società finanziare hanno iniettato droga nel sistema affidandosi ai rivenditoripusher”. Il rivenditore ha una commissione sui i finanziamenti, cosi guadagna sia dalla commissione, sia dalla vendita del prodotto e può permettersi un prezzo più basso.

Il mio consiglio, per una sana gestione del bilancio familiare (e non solo), è di limitare questi acquisti, questo tipo di acquisto.

Come specificato nel mio ultimo libro “Soldi Gratis” (Sperling&Kupfer), adottate la regola delle due settimane.

Avete il desiderio di comprare qualcosa, non fatelo, non fatelo per due settimane.

Quando vi sentite spinti a comprare qualcosa perché credete che vi serva o che sia utile, sospendete momentaneamente l’acquisto spiegando al negoziante che ritornerete tra due settimane.

Se dopo questo periodo sarete ancora dell’idea che il bene vi occorra e che vada acquistato, allora fatelo. In caso contrario, scoprirete che era solo un acquisto compulsivo, dettato dalle pressioni commerciali e non da una vostra reale esigenza. È una sana abitudine che funziona molto bene, da insegnare anche ai vostri figli, soprattutto ai nativi digitali, che subiscono più di noi questo bombardamento.

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Brutti, sporchi e cattivi: puntata 35

Lun, 08/19/2019 - 09:29
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Cibo: i contenitori in alluminio sono un rischio

Lun, 08/19/2019 - 07:00

Secondo una recente indagine de Il Salvagente, il 40% dei consumatori non controlla se il contenitore che utilizza per conservare i cibi in frigorifero è idoneo per il contatto con gli alimenti, ovvero se ha il simbolo apposito (bicchiere e forchetta). Tanto meno sappiamo quali contenitori sono idonei a contenere un determinato alimento. Se leggete la confezione dei rotoli di alluminio, o delle vaschette dello stesso materiale, materiale notoriamente pericoloso per la nostra salute, saprete che l’alluminio non può stare a contatto con gli alimenti acidi (come il limone, o il pomodoro, o semplicemente il sale, se presente in certe quantità) ma la scritta è talmente piccola che in pochi la leggono. È così anche per i cibi precotti: prendiamo la classica lasagna da scaldare a casa. È fatta di passato di pomodoro, e tendenzialmente contiene molto sale, ma tipicamente viene presentata (e poi magari conservata in frigorifero) in una vaschetta di alluminio.

Nella stessa indagine, condotta dai ricercatori dal CeIRSA, il Centro interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare della Asl TO5 del Piemonte, gli abbinamenti più a rischio sono:

  • la conservazione in frigo di alimenti aperti nella latta originale (perché la migrazione di alluminio dipende anche da una combinazione di fattori quali tempo e temperatura)
  • la manipolazione di cibi grassi e olio con i guanti
  • la conservazione di sugo con pomodoro oppure sottaceti in vaschette di alluminio
  • la conservazione di alimenti molto salati in vaschette di alluminio

Tutte abitudini alquanto radicate. Come pure quella di mal gestire i contenitori in plastica, evidenzia lo stesso studio: sulle bottiglie in plastica – quelle comuni in Pet – il consiglio è di “evitare di riutilizzarle più volte. L’acqua o gli altri liquidi contenuti in bottiglie di plastica (Pet) devono essere conservate in luoghi freschi e al riparo della luce (non sui balconi di casa, sull’auto o in altri luoghi esposti alla luce diretta o al calore dove possono subire forti stress termici) e i contenitori, una volta consumata la bevanda, non andrebbero mai riutilizzati“. Tantomeno usati per congelare l’acqua come ancora molti fanno d’estate, per portarsela magari in auto e averla fresca più a lungo.

Due anni fa il Cnsa, Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, ha espresso, su richiesta del Ministero della Salute, una valutazione del rischio sull’alluminio e le leghe del metallo utilizzate negli imballaggi e nei contenitori per alimenti. Il risultato è che in alcuni prodotti a base di latte vaccino e di soia – compresi i latte in polvere, spesso contenuti in contenitori d’alluminio – è stata osservata una concentrazione del metallo ben quattro volte superiore rispetto alle medie. Di conseguenza, i neonati potrebbero essere esposti a una dose quotidiana superiore alla media.

Oltre al freddo, anche il caldo aumenta la percentuale di metallo che migra nei cibi. Secondo esperimenti condotti dallo stesso Cnsa, tacchino, manzo e pesce cotti in forno per 20 minuti a 250°C avvolti in un foglio di alluminio (la cosiddetta cottura al cartoccio) potrebbe rappresentare un pericolo. Considerando il consumo medio dei tre alimenti in Europa a settimana, e ipotizzando questo genere di cottura, l’apporto di alluminio non sarebbe – da solo – un rischio elevato per la salute del consumatore, raggiungendo il 21% della dose tollerabile per un adulto e il 73,5% per un bambino. Ma l’effetto è ovviamente cumulativo: ingeriamo alluminio anche dall’acqua potabile, dagli alimenti conservati nelle latte, come ad esempio i legumi.

A seguito di questa indagine, già dal 2017, il Cnsa aveva auspicato l’aggiornamento della legislazione in vigore e la necessità di fornire adeguate informazioni ai consumatori per ridurre l’esposizione alimentare nell’ambito domestico e in quello della ristorazione collettiva, oltre che adottare misure di prevenzione per tutelare le fasce di consumatori più deboli, come i bambini. Tuttavia, a oggi, le scritte nei contenitori per alimenti sono minuscole, dando l’impressione di rappresentare una comunicazione secondaria al consumatore.

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