Sparta impero del male

Eugenetica, pedofilia, sadismo, competitività ossessiva dominio schiavitù e gerontocrazia

Nella storia di Sparta stupisce lo sconvolgimento dei costumi e della cultura che ha trasformato la società in un modo talmente radicale; non si ha notizia di un fenomeno di pari radicalismo in tutta la storia umana.

Un esperimento di ingegneria sociale che riuscì a reggere per almeno 3 secoli, forse molto di più. Come abbiamo visto nella puntata precedente le donne spartane vivevano una condizione unica rispetto alle donne aristocratiche del loro tempo, nelle società guerriere e schiaviste. Parliamo delle donne che facevano parte del gruppo etnico I Dori che aveva conquistato quelle terre e soggiogato gli abitanti rendendoli schiavi o servi.

Mentre queste donne spartane avevano diritti civili, potevano ereditare ed essere ricchissime e godevano di una straordinaria libertà sessuale ad Atene e nelle altre città greche le donne dell’aristocrazia erano segregate in modo rigido: chiuse in casa dovevano occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tessere. Potevano uscire di casa solo scortate dai parenti maschi e solo per incontrare i famigliari. Non potevano lavorare all’esterno e quindi si muovevano pochissimo il che determinava un anchilosi del bacino tale che le morti per parto erano numerose; il problema era talmente drammatico che il numero delle donne dell’aristocrazia diminuiva continuamente; per questo periodicamente si autorizzavano gli aristocratici a sposare donne di classi inferiori.
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