Il grande inciucio. Il governo protegge Rete 4 contro Europa 7

Hai ancora dubbi sul fatto che Berlusconi tenga il governo sotto ricatto? Hai ancora dubbi sul fatto che una forza oscura dentro il governo stia tramando per fottere tutto?
Senti questa…
Sono anni che denunciamo il fatto che Europa7 ha vinto la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali terrestri. Invece Rete4 l’ha persa.
Ma, anche grazie agli uomini di D’Alema e Bertinotti piazzati nella commissione televisiva addetta alle frequenze, Francesco Di Stefano, proprietario di Europa7, non è a tutt’oggi, dopo quasi 7 anni, arrivato a entrare in possesso delle frequenze per le quali ha vinto il concorso.
Invece Rete4 continua imperterrita a trasmettere nonostante non abbia le autorizzazioni per farlo e sia a tutti gli effetti una tv abusiva.
Magie dell’illegalità italiana.
L’ultima puntata di questo film dell’orrore e dell’inciucio è il fatto che il governo italiano abbia mandato presso il tribunale europeo l’Avvocatura di Stato a schierarsi contro Di Stufano, in difesa degli abusi a favore di Rete4 e della legge Gasparri (che non è stata ancora abrogata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
La notizia, che aleggiava da tempo nell’aria, è stata confermata dai fatti il 30 novembre durante l’udienza del tribunale europeo. E peraltro i quotidiani italiani han fatto la solita figura di merda in saldo non dando nessun risalto all’avvenimento.
Sinceramente sono sconvolto da ondate di rabbia e frustrazione che osservo accettandone le sgradevoli sensazioni per evitare che mi tornino le emorroidi.
E la cosa che mi fa più incazzare è che non c’è via d’uscita. Per adesso continuiamo a restare prigionieri di questa vecchia classe politica di maneggioni, costretti a sperare che Prodi resista perché senza di lui sarebbe ancora peggio ed è l’unico che pare, forse, avere la volontà di togliere almeno un pezzo del muro che ci tiene prigionieri. Il nostro Muro di Berlino. Se non si apre una breccia l’italia resta nella mota. Quindi dobbiamo continuare a fare scelte difficili. Sostenere Prodi e contemporaneamente dare guerra aperta alle merdate. Sperando che finalmente l’italia esca da questo buco di culo di anomalia. Che vergogna!
Cerco di sciogliere questa groppo di nausea sociale lanciando il solito appello: scrivete ai giornali, al ministro Paolo Gentiloni… C’è qualcuno che è capace di fare un sito dove raccogliere firme per una petizione? Insomma facciamo qualche cosa! Va beh, lo so che al massimo ci muoveremo in 25. Ma cazzo, ci farà bene!
Pensate a Mandela: trent’anni in carcere e ogni giorno scriveva una lettera per protestare contro un’irregolarità del regime carcerario. Migliaia di lettere. Tutte inutili?
No: comunque le lettere dovevano registrarle, timbrarle, archiviarle… dovettero prima fare un “Armadio Mandela” e poi un “Ufficio Mandela” per stare dietro a tutti i procedimenti legali che le lettere di Mandela originavano.
Ma la cosa importante è che Mandela è riuscito a evitare di impazzire proprio grazie a quelle lettere.
Mandare mail di protesta è come mangiare una mela: fa bene al fegato. DEPURA.
Vi prego facciamo qualche cosa. Mi fa star male che da anni lo Stato Italiano non rispetti neanche le sue leggi.

Se vuoi conoscere meglio tutta la storia leggi qui. Ti si rizzeranno i capelli,

Il signor Di Stefano.
Francesco di Stefano.
Quello che non fa dormire Berlusconi.

Per chi non sapesse niente di Di Stefano e la sua battaglia solitaria contro Berlusconi e D’Alema rimando alla lettura dei link che fornisco qui sotto. In due parole questo signore è stato scippato del diritto, acquisito vincendo un regolare concorso di Stato, di avere due tv nazionali. Mentre Silvio, che non ne aveva diritto, si è tenuto le frequenze di Rete 4. Una storia vergognosa.
Ma l’aspetto di cui voglio parlare qui è un altro.
Trovo molto interessante la strategia seguita da DI Stefano che, con pazienza incrollabile e enorme dispendio di mezzi ha seguito le vie legali per 6 anni arrivando oggi a far mettere sotto processo, dall’Unione Europea, il sistema televisivo italiano. E questo dopo che tutti i livelli della magistratura italiana gli hanno dato ragione. Sentenze che sono restate lettera morta.
Per il mio modo si pensare è curioso che Di Stefano abbia difeso il diritto a trasmettere di Europa 7 senza mai intraprendere azioni di protesta plateali. Ne ho discusso con lui un paio di volte ma lui ha sempre preferito questa via silenziosa e ufficiale fatta di carte bollate. Io sinceramente se ero in Di Stefano avrei affiancato alla via legale sit in, incatenamenti, spogliarelli e danze tribali davanti al parlamento. Lui no.
E a questo punto, visto che ha ottenuto di portare l’alleanza trasversale che lo ha fregato sul banco degli accusati del tribunale europeo inizio a pensare che non avesse tutti i torti.
Sulla sua storia storia si potrebbe costruire un elogio della strategia della lentezza nella lotta al sopruso.
E ora è molto probabile che vinca anche a livello europeo e otteenga un risarcimento tra gli 800 milioni e i 3 miliardi di euro.
Una cifretta che anche a Berlusconi può dare fastidio, sia che debba pagarne una parte di tasca sua, sia che debba farlo come capo del governo.
E magari DI Stefano otterrà anche le sue due frequenze.
Vedremo. Nel frattempo non posso che brindare alla sua salute.
E complimentarmi per l’efficienza del suo modo di pensare.

Tutta la storia dall’inizio

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1778

Altre informazioni
http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2342


Commenti

puoi creare una petizione su http://petitiononline.com/

Sento una puzza terribile. O qualcuno mi ha seppellito un cavallo morto davanti casa oppure questa è puzza di 'do ut des' andato a male. Puzza di inciucione degenerato ai limiti della vergogna e oltre. Puzza di massoneria!
Hai voglia a bastoncini d'incenso, la puzza rimane. Quasi quasi cago nel salotto. Così, per rinfrescare un pò l'aria!

http://lesandros.blogspot.com/

Bisognerebbe farci un film, su questa storia. C'è uno sceneggiatore, disposto a crederci, ad una storia così? E un regista, un produttore? Io sono pronto a fare lo storyboard di un film del genere (lo storyboard è il film disegnato che consente al regista di visualizzare meglio e a basso costo le scene... io mi offro perchè sono un disegnatore). Con un film questa vicenda (forse) diventerebbe un pò più nota. E se così fosse magari la gente comincerebbe ad indignarsi. E' l'ignoranza in cui gli italiani sono stati (e vengono) tenuti (questa volta come mille altre) che ha consentito (e consente) che certe palesi illegalità vengano permesse. E' questa ignoranza il primo velo da squarciare. Non sono convinto, ovviamente, che ciò porterebbe masse in piazza ma credo nella vergogna, della forza sottile ma profonda della vergogna. I loschi figuri che hanno permesso tutto ciò si credono dei gran furbi, fanno il giochetto delle tre carte e, dopo un pò, immaginano di essere dei grandi prestidigiatori, si autoconvincono, insomma... il film mostrerebbe a tutti il loro (maldestro) trucchetto di prestigio. Sono certo che la cosa li inquieterebbe un bel pò. Più che per come li vedremmo noi, "comuni mortali", per come verrebbe intaccata la loro pseudo-reputazione, quella che si sono voluti costruire e a cui, dopo un pò, ardentemente credono. Una falsa moralità che gli permette di far credere anzitutto ai loro figli che sono dei grandi statisti, dei grandi imprenditori, ecc ecc.
Costringiamoli a provare vergogna, al punto da arrivare a vederli mentre abbassano lo sguardo davanti alla carne della loro carne....
J

Credo che Nanni Moretti ci abbia già provato. Non m'è sembrato che si siano vergognati poi tanto. Forse perchè il prerequisito per provare vergogna è quello di avere almeno un briciolo di dignità.

http://lesandros.blogspot.com/

Non credo che Moretti abbia voluto fare un film su Berlusconi e sulle sue magagne (anche se ne ha mostrate alcune) ma un film sugli anni di Berlusconi, l'Italia sotto Berlusconi... e la sua attenzione mi è sembrata maggiormente rivolta al privato dei due protagonisti, una coppia in crisi (Orlando e la Buy) e a tutto ciò che precede un film, alle difficoltà di fare cinema (ansie, paure e problemi di un piccolo produttore che torna a crederci...), quindi anche un film sulla settima arte (un pò come Effetto notte di Truffaut). Io credo che questo abbia reso il film migliore (stiamo parlando de Il Caimano per chi non lo avesse capito) ma meno aggressivo nei confronti di Berlusconi. Poi, naturalmente, la semplificazione giornalistica ha voluto dipingere quell'opera come un film di denuncia, ma non credo lo fosse. O perlomeno, non compiutamente. Io pensavo, per la vicenda Di Stefano, ad un film come Il muro di gomma (sulla tragedia del Dc9 a Ustica). Quello sì tutto incentrato su un avvenimento specifico. Un film di denuncia come, ad esempio, Le mani sulla città di Rosi....
J

Già. Magari invece che 'il muro di gomma' potremmo intitolarlo 'il cuore di panna' vista l'inusitata gentilezza con cui questo governo sta curando gli interessi del nano pelato. 'Prodi cuore di panna', sottotitolo 'tù is megl che uan', sagace riferimento alla politica della pseudo-alternanza.
Ma perchè ho fatto il biologo?

http://lesandros.blogspot.com/

La mia proposta è questa:

Siamo abbonati RAI? (io no, ma mia mamma si e io ne approfitto)
Bene! Racogliamo le firme tra gli abbonati RAI, poi le mandiamo al Ministro Gentiloni, dicendogli che se non porranno fine a questa ingiustizia scandalosa, noi non pagheremo più il canone RAI e verseremo lo stesso importo a Europa7 perché possa produrre e trasmettere, magari su Internet o sul circuito locale nazionale, decideranno loro. Comunque, quest'uomo e i suoi collaboratori dovranno pur campare.

Caro Jacopo,
ti scriviamo per parlarti di una vicenda, forse all'ordine del giorno, che ci è capitato di notare partecipando come pubblico al programma televisivo Markette di Piero Chiambretti registrato il 14 dicembre scorso in uno studio milanese.
Era intervistata Lilli Gruber.
In occasione della presentazione del suo libro sono finiti a parlare dei giornalisti censurati dal cavalier Berlusconi. Lilli, commentando l'accaduto, ha apprezzato il ritorno di Enzo Biagi nel palinsesto televisivo e ha sottolineato il fatto che non dovrebbe essere usanza di un paese civile questo tipo di censura. (Più che giusto: giustissimo!!!) Ha poi continuato dicendo che col nuovo governo, perlomeno, non c'è più da vergognarsi così tanto ad essere italiani: vista la visione della situazione italiana, senza prosciutto sugli occhi, del resto del mondo. Affermato ciò si è anche scatenato un sentito applauso ma, stranamente, neanche sentito da tutti i presenti(cosa che si verifica in quel contesto anche per battute di poco conto).
Il 15 sera alle 21.55 su Paramount Comedy abbiamo guardato la puntata e notato vari tagli sulle interviste agli ospiti. Guarda caso, tra le altre cose tolte per questioni tempistiche, hanno tagliato proprio quell'affermazione. Se fosse successo prima del 10 aprile scorso non ce ne saremmo stupiti; durante l'intervista, se vogliamo, si parlava proprio di quello. Ad oggi non credevamo.
Ora, la domanda è: cosa blocca l'informazione, la televisione e il nuovo governo nelle sue scelte? Qualche forza oscura? O più semplicemente, anche senza la presidenza del consiglio, il nostro "amico" Silvio?
Tuoi affezionati sostenitori: Giorgio Marchisio e Lorena Cora.